Chapeau

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Chapeau Media
Land Italy
Genrer Business
Sprog IT
Episoder 73
Seneste 26.05.2026

Parliamo con gli imprenditori e i CEO più importanti d'Italia. Raccontiamo le loro storie per scoprire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono, i loro errori e i consigli PRATICI.

Episoder

  • La Storia di Giuseppe Zanotti 👠 Il RE delle Scarpe di Lusso da €170 MILIONI 26.05.2026 37min
    Non perdere più chiamate di lavoro con Yourang.AI: https://app.yourang.ai/authentication/signup?type=chapeauNel 1970 un 14enne romagnolo viene bullizzato perché raccoglie fiori invece di giocare a calcio. 40 anni dopo ha uno dei marchi di scarpe più famosi al mondo e veste Michael Jackson e Justin Bieber.Giuseppe Zanotti nasce il 17 aprile 1957 a Cesena. La madre è sarta, il padre falegname. Negli anni 60, comprano una gelateria sulla riviera romagnola e Giuseppe ci lavora già alle medie. A 13 anni inizia a fare il DJ nelle radio locali.Negli stessi anni, Giuseppe inizia a disegnare. Prima prova con bicchieri e wc, poi le prime scarpe che porta ad una fiera di Bologna. Convince un commerciante ad esporle e arrivano i primi ordini.A 23 anni comincia a disegnare per Vicini, un calzaturificio di Rimini, e arrivano ordini da Olanda, Giappone e Hong Kong. Negli anni 80 lavora come consulente e collabora con alcuni marchi importanti, guadagnando fino a 300 milioni di lire. Nel 90 Giuseppe compra il calzaturificio Vicini e passa in un anno da 700 milioni a 7 miliardi di lire.Nel 1994 lancia il marchio Giuseppe Zanotti. Le sue scarpe sono diverse da tutte le altre: mentre tutti disegnano calzature classiche, le scarpe di Giuseppe sono sexy, con gioielli, metalli e Swarovski.Nel 2000 vince per la prima volta il premio come miglior designer al mondo e apre il primo negozio a Milano, poi una boutique a New York. Ma l’11 settembre 2001 tutto si blocca: il negozio resta chiuso un anno e mezzo e l’azienda perde il 70% del fatturato. Superata la crisi, Zanotti entra nelle più grandi catene di negozi di lusso al mondo, apre showroom a Milano e New York e collabora con Dior, Balmain, Cavalli, DSquared, Valentino e Fendi. Le sue scarpe conquistano Madonna, Rihanna, Beyoncé, Jennifer Lopez, Justin Bieber, Kim Kardashian, Lady Gaga, Jay-Z, Kanye West, Taylor Swift, Angelina Jolie, Michael Jackson…e qualsiasi altra celebrità ti venga in mente.Nel 2009 Zanotti fattura €80 milioni e ha 100 boutique in tutto il mondo. Allarga il marchio a gioielli, borse e sneaker di lusso, che lo avvicinano al mondo del rap e dell’hip hop: da Pharrell Williams a Kanye West, Nicki Minaj, Jay-Z e la Dark Polo Gang.Nel 2014, dopo una separazione e 25 anni di lavoro senza sosta, cede il 30% dell’azienda a L Catterton, il fondo del gruppo LVMH (Louis Vuitton Moët Hennessy). Nel 2017 Zanotti tocca i €170 milioni di fatturato, poi però i tacchi gioiello passano di moda e il Covid colpisce la vita notturna. Così nel 2025 il fatturato scende a €40 milioni.Lo stesso anno Giuseppe ricompra il 30% della sua azienda, risalendo al 100% della proprietà. Riduce i negozi da 100 a 30, razionalizza le collezioni e torna a puntare sulle scarpe di lusso da donna.(00:00) Chi è Giuseppe Zanotti(01:01) Infanzia da emarginato (02:48) Disegna le prime scarpe per la fidanzata(04:12) Vende il primo paio di scarpe(05:05) Crea il suo studio (periodo 0-1)(06:14) Diventa stilista per brand di lusso e fa spese folli(07:26) Compra il calzaturificio Vicini(08:28) Conquista i distributori stranieri(09:56) Vende ai VIP (Madonna) e porta Zanotti a €20 milioni(11:37) Sfila a New York e diventa Designer dell’anno(13:20) Arriva a €78 milioni e si lega a Rihanna e Beyoncé(14:43) Fa serata con Paris Hilton e Kim Kardashian(15:29) Investe milioni in nuovi negozi ma rischia di fallire(16:34) Raddoppia il con le nuove sneakers(18:36) Diventa il brand dei rapper (Kanye, Virgil Abloh e Pharrell Williams)(19:10) Collezione con JLo(22:05) Amicizia con Kanye West e collaborazione nelle sneakers(24:09) Ospita Kim Kardashian e Kanye West per mesi(25:34) La crisi: si separa e cede il 30% a L Catterton(26:50) Difficoltà di lavorare con un fondo(28:16) Cala da €170 a €40 milioni e ricompra il 100% di Zanotti(30:26) I numeri di Zanotti oggi(30:48) Momenti più difficili(32:54) Soddisfazione più grande (e spese più folli)(34:23) Amicizia con Michael Jackson(35:45) Consigli 
  • ISCRIVITI al nostro EVENTO con GUIDO MARTINETTI, Fondatore di GROM 21.05.2026
    👉 BIGLIETTI: https://www.gomry.com/event/wSYZZBXkC4oAY8hcW4Q0 🧢 CHAPEAU LIVE CON GUIDO MARTINETTI, FONDATORE di GROM! 🧢Parleremo della sua storia e di come ha portato GROM a 35 milioni di fatturato. Ma soprattutto risponderà alle tue domande!📅 Quando: 29/05, dalle 18:30 alle 20:30📍 Dove: Viale Cassala 30, Milano (WAO Romolo C30)🍸 Cosa: Episodio Chapeau dal vivo + Q&A con Guido Martinetti. A seguire, aperitivo con Chapeau (incluso nel biglietto)
  • L’Italiano che ha Inventato la BRUGOLA e fa €190 MILIONI con le VITI ⚙️ La Storia dei Brugola 19.05.2026 28min
    Clicca qui https://www.ticketrestaurant.it/chapeauproject per una promo esclusiva di Edenred a zero costi di gestione e ottieni tutti i vantaggi dei buoni pasto Ticket Restaurant ®️ EdenredNel 1946 un operaio italiano di nome Brugola ha creato la vite più famosa al mondo. 80 anni dopo la sua famiglia ha un impero da €190 milioni.Egidio Brugola nasce nel 1901 a Lissone. 25 anni dopo apre Brugola OEB, un’azienda di anelli e rondelle. Nel 1945 deposita il brevetto della vite a esagono incassato. Questa prenderà poi il suo nome grazie alla chiave per stringerla, conosciuta proprio come chiave a brugola. Durante quegli anni rischia la vita in guerra. Nel 1959, all'apice della carriera, muore di infarto all'Isola d'Elba.La gestione di Brugola passa per qualche anno alla moglie Emmy, aiutata da un gruppo di manager. Nel 1964 Giannantonio, figlio di Egidio, entra in azienda e prende la guida a soli 21 anni. Giannantonio razionalizza la produzione e negli anni Ottanta Brugola diventa tra i più grandi produttori di viti in Europa. Giannantonio però capisce anche il potenziale dell’industria automobilistica. Così, studia il tedesco da autodidatta e ogni settimana viaggia in Germania alla ricerca di clienti. Nel 79 chiude un mega contratto con Volkswagen e poi con Ford, prima in Europa e poi negli Stati Uniti. Negli anni 90 Giannantonio introduce le selezionatrici automatiche e brevetta la Polydrive, un nuovo tipo di vite adottata anche da Audi e Jaguar. Il fatturato cresce così dai 30 miliardi di lire degli anni 90 ai €100 milioni nel 2008.Durante la crisi finanziaria globale però il fatturato crolla da €100 a €64 milioni in 2 anni. Le banche revocano il credito e Brugola entra nell'Articolo 67, strumento di ristrutturazione del debito. A Giannantonio succede il figlio Jody, che costruisce un piano di risanamento in 44 punti e taglia sprechi e inefficienze. Il fatturato rimbalza e torna a crescere fino a €126 milioni. Nel frattempo, Jody ripaga anche il 60% dei debiti, circa €16 milioni.Nel 2015 ci lascia Giannantonio, Jody diventa Presidente e firma un accordo col Fondo Italiano d’Investimento per uscire dall'Articolo 67.Sotto la guida di Jody, l'azienda apre uno stabilimento negli Stati Uniti, allarga il portafoglio clienti a BMW, Mercedes, Hyundai, Kia, Stellantis e Tesla, e diversifica la gamma con componentistica speciale e nuovi materiali, come acciaio inox e alluminio. Anche se dal 2023 il settore delle auto è in crisi nera, Brugola è arrivata a fatturare €190 milioni, produce 8 milioni di pezzi al giorno e una macchina su 3 nel mondo monta le loro viti. Questo, però, è anche un periodo molto complesso per Brugola: i debiti, infatti, son tornati a salire, nel 2026 l’azienda ha dovuto iniziare una procedura di ristrutturazione per rinegoziarli e, lo stesso anno, ha ceduto lo stabilimento statunitense.Quindi, noi di Chapeau abbiamo raggiunto Jody nella fabbrica di Brugola a Lissone per scoprire tutta la storia della sua famiglia e come si producono le viti più famose al mondo:(00:00) La famiglia Brugola(00:43)  Egidio Brugola inventa la vite più famosa al mondo (Da 0 a 1)(02:08)  Brugola batte i tedeschi e conquista il mondo dell’automobile(05:05)  Da 1 a €50 milioni: diventare l’azienda di viti per auto più grande al mondo (07:41)  Perde €40 milioni in 2 anni e rischia di fallire(08:55)  Salva l’azienda e la porta da €66 a €145 milioni(10:15)  Apre negli Stati Uniti e chiude accordi con Mercedes e BMW(11:58)  Supera €190 milioni di fatturato e 8 milioni di viti al giorno(13:35)  Dentro la fabbrica: come si fanno le viti (17:53)  Momenti difficili e insegnamenti del padre (19:33)  La storia di Jody Brugola: da attore a Presidente di Brugola (21:09)  Il peso di guidare un’azienda come Brugola(22:39)  Crisi settore auto e i debiti di Brugola(23:29)  Ricomprare il 100% dell’azienda, errori e chiusura negli Stati Uniti(25:55)  Consigli
  • ⁠L’Ingegnere Italiano che Costruisce MIGLIAIA DI ROBOT UMANOIDI per Battere Tesla 🤖 Daniele Pucci 12.05.2026 31min
    👉 Scopri Tot: https://go.tot.money/41rXGXH Con il codice CHAPEAUX3 hai 3 mesi GRATIS su tutti i piani mensili.Daniele Pucci nasce a Velletri nel 1985. Intorno ai 12 anni comincia a programmare e costruisce i primi circuiti.Si diploma all'Istituto Tecnico Industriale con specializzazione in elettronica e telecomunicazioni, poi si iscrive a Ingegneria dell'Automazione alla Sapienza di Roma. A 21 anni lavora per Avio, azienda aerospaziale italiana, dove si occupa del Vega Electrical Simulator, un simulatore del lanciatore dell'ESA.Continua comunque gli studi, si trasferisce in Francia per un dottorato di ricerca (PhD) all'INRIA e lì studia dinamica del volo e aerodinamica dei velivoli a decollo verticale. Consegue poi un doppio PhD, affiancando alla tesi principale una ricerca sulla fusione nucleare presso il Centro di Frascati.Nel 2014 entra all'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova. Il primo compito è far stare in piedi iCub, un robot umanoide. In quattro anni di ricerca, il team passa da tre a dodici ricercatori. Quando il suo responsabile diventa capo della robotica di Google DeepMind, Daniele assume la guida del laboratorio Dynamic Interaction Control dell’IIT, poi rinominato Artificial and Mechanical Intelligence, portando il gruppo a 55 persone tra ricercatori, ingegneri e designer. Nel periodo in IIT, coordina altri due grandi progetti: ErgoCub, robot umanoide per supportare i lavoratori manuali co-finanziato da INAIL con €10 milioni, e IronCub, il primo robot umanoide al mondo capace di volare. Nell'estate del 2023 la vita di Daniele cambia. Nota infatti la crescita degli investimenti globali nella robotica umanoide, con Tesla e startup come Figure che raccolgono più di €1 miliardo e capisce che il laboratorio accademico non è più il contesto migliore per industrializzare quella tecnologia. Nel 2024 quindi fonda Generative Bionics insieme a un team di colleghi dell’IIT, con l’obiettivo di creare il suo robot umanoide. Raccoglie un primo finanziamento da mezzo milione tramite CDP Ventures per partire, poi altri €70 milioni (a una valutazione pre-money di €150 milioni) da grandi nomi come AMD Ventures, Tether, Duferco ed Eni Next. Nel 2026, Daniele presenta il suo robot Gene 01 al CES di Las Vegas, il più grande evento tecnologico del mondo. Questo prototipo è la piattaforma di partenza per una famiglia di robot umanoidi destinati a lavorare nella manifattura, logistica, sorveglianza, healthcare e retail. Grazie alla partnership con Fincantieri, i primi modelli di Gene 01 inizieranno a lavorare come saldatori nei cantieri navali già nel 2026. Per il momento questo mercato è dominato dalla Cina, dove sono presenti robot molto agili di dimensioni ridotte e spesso senza dita, e dagli USA, dove si sviluppano macchine più simili all’uomo e che iniziano ad aiutare nei mestieri di casa. Generative Bionics oggi conta 85 dipendenti e Daniele punta a costruire in Italia la più grande fabbrica di robot umanoidi in Europa, un investimento che gli costerà circa €500 milioni.Quindi noi di Chapeau l’abbiamo incontrato a Milano per scoprire tutta la sua storia:(00:00) Chi è Daniele Pucci(01:00) Infanzia, studi e rifiutare il MIT per stare con la madre(03:07) Costruisce i primi robot (e il primo robot volante)(04:56) Lavora all’Istituto Italiano di Tecnologia e diventa Capo della Robotica(05:56) Si licenzia per fondare Generative Bionics(07:12) Partire e raccoglie i primi fondi (periodo 0-1)(08:16) Perché può battere i robot di Tesla?(10:46) Come ha raccolto €70 milioni(13:16) Costruire la fabbrica di robot più grande in Europa(15:57) Perché gli servono €500 milioni(17:39) Accordi con Fincantieri e AMD(19:47) Quanto costa un robot umanoide(21:02) Quando i robot ci ruberanno il lavoro(23:17) I robot conquisteranno il mondo?(24:59) Perché Cina e USA stanno battendo l’Europa nei robot(27:02) Fare robot umanoidi dall’Italia(28:22) Errori più grandi(29:06) Giornata tipo(30:15) Consigli
  • Il RE del Calciomercato ⚽️ Giuseppe Riso: dalla Strada a €400 MILIONI di Cartellini 05.05.2026 30min
    Non perdere più chiamate di Lavoro con Yourang.AI: ⁠https://yourang.ai/assistente-telefonico?origin=chapeau⁠Un cameriere calabrese firma il suo primo contratto da agente sportivo sul cofano della sua C3. 14 anni dopo, la sua agenzia vale €400 milioni ed è una leggenda del calcio italiano.Giuseppe Riso nasce a Reggio Calabria nel 1984. Cresce giocando a calcio per strada, ma a 14 anni deve trasferirsi nella periferia di Milano con la sua famiglia. A 16 anni inizia a lavorare: tipografia, carico camion, vendita di porte e posta. Proprio in quest’ultima esperienza, capisce che questo mondo non fa per lui. Intanto studia economia all’Università Bicocca di Milano, ma lascia dopo 13 esami per dedicarsi al lavoro. Un’esperienza come cameriere a San Siro, però, gli cambia la vita: come da regolamento, si rifiuta di servire un cocktail a una signora, che si rivela essere l’assistente di Galliani, leggendario AD del Milan. Il capo di Beppe capisce che può fidarsi di lui e lo prende in simpatia.Da lì, porta Giuseppe con lui alle cene frequentate dai pezzi grossi del calcio italiano, come Braida e Moggi. Poco dopo, apre il ristorante Giannino, destinato a diventare il ritrovo dei grandi del calcio, dove Beppe inizia a lavorare come cameriere. Rinuncia così definitivamente al lavoro alle poste.Oltre il mestiere da cameriere, svolge diverse commissioni per i clienti del locale tra cui Galliani, a cui ogni giorno compra il giornale alle 3 di mattina. Dopo qualche mese, Adriano lo nota e inizia a chiedergli pareri sui giovani talenti del Milan, portandolo anche agli allenamenti. Grazie a questa vicinanza, Beppe acquista credibilità nel mondo dei procuratori.Firma quindi i suoi primi contratti da agente con dei ragazzi delle giovanili del Milan, come Petagna e Cristante. Il suo primo ufficio è la sua Citroen C3. Poi, sotto consiglio di Mino Raiola, litiga con Galliani per il trasferimento di Cristante al Benfica. Dopo mesi, i due fanno pace e Beppe ne esce con grande autorità come procuratore.Nel 2012 apre ufficialmente a Milano GR Sports, la sua agenzia. Lo stesso anno lavora a due trasferimenti leggendari per portare Torres e Tevez al Milan, riuscendo nel primo. Il primo anno fattura €20,000, il secondo già €400,000. Continua a crescere negli anni acquisendo più assistiti, diventa il riferimento per chi vuole negoziare col Milan e sceglie degli scout di fiducia per trovare i giovani su cui puntare. Nel 2023 gestisce il trasferimento più grande di un giocatore Italiano nella storia: Tonali va al Newcastle per €80 milioni.Oggi GR Sports è l’agenzia di procuratori di calcio più grande in Italia, fattura €20 milioni,  gestisce cartellini per più di €400 milioni e mantiene un approccio su misura per ogni singolo assistito: la strategia di Beppe per competere in un settore dominato da multinazionali con budget miliardari. Noi di Chapeau l’abbiamo raggiungo a Milano per scoprire tutta la sua storia:(00:00) Chi è Giuseppe Riso(01:16) Da Reggio Calabria alla periferia di Milano(02:32) A 16 anni vende finestre e lavora in Posta(03:55) Un incontro a San Siro gli cambia la vita(05:07) Fa il cameriere al Giannino e conosce Galliani(06:50) Lavora con Galliani e trova i primi assistiti Petagna e Cristante(09:02) Porta la coppa della Champions a casa(10:11) Incontra Mino Raiola e litiga con Galliani(11:40) Fonda GR Sports e firma i primi contratti sul cofano (13:01) Trasferimenti di Tevez, Torres e De Jong(15:12) Montarsi la testa e ambizione(16:55) Vende Tonali per €80 milioni e porta GR Sports a €400 milioni(18:56) Assistere i giocatori nei momenti difficili e mossa più folle per un assistito(21:57) Lavorare 24h durante il calciomercato e competere con agenzie da miliardi(23:37) Come salvare il calcio italiano(25:46) L’odio verso i procuratori(28:13) Giornata tipo(29:14) Consigli
  • Com'è Fatta una LAMBORGHINI 🐂 Da 0 a una Macchina da €700,000 28.04.2026 34min
    Clicca qui www.ticketresturant.it/chapeauproject per una promo esclusiva di Edenred a zero costi di gestione e ottieni tutti i vantaggi dei buoni pasto Ticket Restaurant ®️ Edenred.Siamo stati i primi Youtuber nella storia ad entrare nella fabbrica di Lamborghini a Sant’Agata Bolognese per scoprire come producono, personalizzano e testano tutte le loro macchine.🐂 Storia di Lamborghini Lamborghini nasce nel 1963, quando Ferruccio Lamborghini produce la sua prima auto a Sant’Agata Bolognese. Fino al ‘71 le cose vanno alla grande grazie alla Miura, prima supersportiva della storia, e alla Countach, la prima con le portiere che si aprono verso l’alto.Nel ‘72, però, i debiti costringono Ferruccio a vendere il 51% dell’azienda. Da quell’anno al ‘98, la proprietà di Lamborghini passa di mano 4 volte e il marchio del toro arriva 2 volte sull’orlo del fallimento.Nel ‘98, però, la compra Volkswagen e le vendite esplodono con modelli come Murcielago, Gallardo, Huracan e Aventador.Oggi Lamborghini è uno dei produttori di supercar più grandi al mondo, fattura €3.2 miliardi e produce più di 10,000 macchine all’anno, tra URUS, Revuelto e Temerario. 🔧 Produzione Abbiamo iniziato il tour nello studio Ad Personam, il reparto personalizzazione di Lamborghini, per scegliere il colore, gli interni, i cerchioni e tutti gli optional—compreso il carbonio—della Revuelto di Chapeau.Poi siamo passati alla produzione, che è divisa in 4 fasi:1. Creazione della scocca in carbonio: i fogli di carbonio sono posizionati negli stampi e cotti in autoclave per creare i componenti della macchina. Questi dopo sono incollati insieme per creare telaio e scocca, pronti da verniciare.2. Verniciatura: gli addetti passano la scocca in un bagno di cataforesi, una vernice antiruggine, e sigillano tutti i componenti in carbonio con il silicone. Poi si passa il primer e 4 strati di vernice. Infine, gli addetti verificano possibili imperfezioni e problemi nel colore.3. Assemblaggio: ogni giorno si assemblano 30 supercar. Il processo prevede 36 fasi e conta più di 2,000 pezzi. Per prima cosa, vengono applicati alla scocca il cablaggio e 2 motori elettrici. Intanto, gli operatori assemblano il motore a combustione che viene testato e poi unito al cambio e a un terzo motore elettrico. A quel punto, lo calano nel telaio e aggiungono interni, sedili, portiere e batteria. Infine montano marmitta, paraurti, ruote, freni e fanali.Finito l’assemblaggio, ogni macchina deve passare controlli elettronici, taratura dei sistemi e un collaudo in cabina a 130 km/h. Poi, può essere testata in strada.Ma per costruire una Lamborghini quanto ci vuole? Dalla creazione della scocca alla fine dell’assemblaggio passano 11 settimane e per fare ogni singolo sedile, prodotto con pelle italiana e realizzato a mano, servono più di 10 ore.4. Finizione: dopo l’assemblaggio, la macchina passa attraverso una tempesta d’acqua per verificare che non ci siano infiltrazioni. Gli addetti più esperti poi verificano che non ci siano imperfezioni nella carrozzeria o nella vernice in 2 tunnel di luci calde e fredde. Dopo un’ultima lucidata, la macchina può essere consegnata.Finito il tour, abbiamo anche fatto un test drive con una Revuelto da €700,000 sulle strade di Bologna…ed è stato folle ahahah(00:00) La storia di Lamborghini(01:17) Personalizzazione (Ad Personam)(03:04) Creazione della scocca in carbonio (CFK)(05:35) Assemblaggio scocca (07:27) Verniciatura (Paint Shop)(10:14) Controllo difetti e colore(11:20) Colori più richiesti e tempi verniciatura(12:23) Montaggio cablaggio e plancia (Assemblaggio)(15:02) Motore(16:48) Interni, portiere e freni(19:56) Collaudo(20:56) Sedili e selleria(23:09) Water test e controlli (Finizione)(27:44) Test drive(28:08) Come si diventa Direttore Commerciale di Lamborghini e giornata tipo(30:32) Cliente tipo, lista d’attesa e comprare una macchina da €700,000(33:09) Colori e richieste più assurde
  • Da Pulire i Bagni a Vendere la sua Azienda per €1.1 MILIARDI 💻 La Storia di Enrico Giacomelli 21.04.2026 28min
    Nel 1991 il cameriere di un campeggio compra il suo primo pc. Oggi la sua azienda di informatica vale €1.1 miliardiScopri Fiscozen: https://fiscozen.it/invitoCHAPEAU50AEnrico nasce nel 1964 a Senigallia. I genitori gestiscono un bar sulla spiaggia dove Enrico inizia a lavorare come cameriere già a 12 anni. Nel 1983 prende un prestito di 320 milioni di lire e avvia la sua prima attività: un campeggio. Lì Enrico fa di tutto, pulisce i bagni e serve ai tavoliNel 1990 si laurea in scienze politiche e diventa promotore finanziario, ma non fa per lui. Apre poi una società di consulenza per aiutare i commercialisti nella dichiarazione dei rifiuti. Arriva a guadagnare 5 milioni di lire al mese e scopre l’informatica con il suo primo pcNel 1991 conosce Claudio Gabellini, uno sviluppatore informatico, e insieme lanciano Namirial. Partono con 10 milioni di lire e creano il primo software in Italia per compilare la dichiarazione dei redditiOgni sistema, come Zucchetti, funziona con moduli proprietari. Namirial si concentra allora sul vendere moduli di carta per le dichiarazioni e regala il software. Dopo aver convinto le prime banche a usare i loro sistemi, vende ai commercialistiA Giugno 1992 fattura 1 miliardo di lire al mese, nel 1994 milioni di euro. Lo stesso anno però Enrico perde suo fratello in un incidenteUna nuova tecnologia minaccia il fallimento di Namirial: le stampanti laser. Non usano moduli proprietari per stampare ma normale carta, rendendo inutile EnricoQuindi, l’azienda si reinventa e inizia a monetizzare con convegni aziendali per Direct Marketing Bancario fino al 2000, quando si tiene l’ultimo a Montecarlo con sponsor TIMQuell’anno Enrico lancia anche il primo software per compilare il 730 online e, il primo cliente di Namirial, porta un grande contratto da 1.7 miliardi di lire con FinecoLa vera svolta arriva nel 2008: la posta elettronica certificata (PEC) diventa obbligatoria in Europa. Al tempo Namirial è la più grande società a offrirla in Italia e gli affari crescono vertiginosamente. Il primo grande cliente è FinecoNel 2015, quando Namirial fattura €20 milioni, Enrico usa tutta la cassa disponibile per comprare un concorrente Austriaco che offriva il loro stesso servizio per €13 milioniNamirial raggiunge il vero successo internazionale nel 2019, quando vince una commessa globale per Allianz battendo Adobe e DocusignEnrico riceve diverse offerte per vendere l’azienda. Le prime non vanno a buon fine, ma nel 2019 chiude con Ambienta a una valutazione di €150 milioni. Con i soldi della vendita, si ricompra il 25% della societàIl 2020 è invece molto complesso per il Covid e Claudio, il socio storico di Enrico, lascia la società dopo la cessione. Subentra allora Max Pellegrini come CEODopo l’ingresso del fondo, Namirial completa altre 7 acquisizioni e in 5 anni triplica i ricavi. Nel 2025, la maggioranza della società viene acquisita da Bain Capital a una valutazione di €1.1 miliardiNel 2026, Enrico resta in Namirial con il 14% del capitale, insieme ad Ambienta, PSG e Bain. L’azienda fattura più di €300 milioni, ha 1400 dipendenti in 35 uffici, e ha appena finalizzato l'acquisizione di Signaturit(00:00) Chi è Enrico Giacomelli(01:00) A 12 lavora come cameriere (02:26) Apre un campeggio con un prestito in banca(04:37) Fonda un’azienda di informatica senza competenze(06:02) Da 0 a 1:regala il software per vendere risme di carta(07:51) Un evento tragico gli cambia la vita(08:53) Rischia di fallire per colpa di una nuova tecnologia(10:09) Si salva e chiude il primo grande contratto(11:30) Porta Namirial a €20 milioni grazie a una nuova legge(14:10) Compra il più grande concorrente per €13 milioni(15:31) Batte Adobe e Docusign(16:38) Porta Namirial a €45 milioni e prime offerte di acquisizione(18:26) Il suo socio lo lascia durante il Covid(19:41) Porta Namirial a €160 milioni(20:49) Vende a Bain per €1.1 miliardo(22:34) I numeri di Namirial oggi(24:35) Momenti più difficili(26:44) Consigli
  • L’Italiano Partito da una GROTTA che Ha Creato il Marchio da Palestra più Famoso al MONDO 🏋️‍♀️Rudy Panatta 14.04.2026 33min
    Non perdere più chiamate di lavoro con Yourang.ai: https://app.yourang.ai/authentication/signup?type=chapeau usa il codice CIPENSOIONel 1973 un professore di lettere lascia il lavoro per costruire macchinari da palestra in una grotta. In 50 anni sopravvive a un fallimento, allena Schwarzenegger e crea uno dei marchi di bodybuilding più famosi al mondo. Rudy Panatta nasce nel 1951 nelle Marche. Da piccolo è molto magro, e quando nel 1968 vede le Olimpiadi, si innamora del culturismo. Inizia così a leggere riviste di bodybuilding e ad allenarsi in garage con una tavola di legno e dei barattoli di conserve.Dopo un paio di bocciature, si diploma nel 1972. Sogna di studiare scienze motorie, ma mancano i soldi e deve quindi iscriversi alla facoltà di lettere, la più vicina a casa. Nel 1973 crea il suo primo vero macchinario da palestra, un dorsy bar per allenare la schiena. Dopo qualche anno Rudy si laurea e inizia a insegnare lettere di giorno, mentre la notte continua a costruire macchine da palestra nel garage del padre.I suoi primi clienti sono i bodybuilder che conosce alle fiere, a cui consegna nel weekend girando tutta l'Italia in furgone. Intanto, non trovando affitti ad Apiro, si trasferisce in una grotta per espandere la produzione.Negli anni 80 il bodybuilding spopola grazie ad Hollywood e Arnold Schwarzenegger, e nel 1982, poco dopo la perdita del padre, Rudy fonda Panatta e compra il primo locale per far fronte agli ordini che crescono.Il brand cresce grazie ai primi export e la presenza alle fiere internazionali, e nel 1984 è leader europeo nei macchinari da palestra.L’azienda continua a crescere fino al 2003, ma il periodo seguente si rivela molto problematico. Nei primi anni 2000 cresce infatti l’interesse per il cardio, di cui Panatta si occupava poco, ed entrano in azienda direttori esterni che limitano il potere di Rudy. Panatta compra anche Air Machine, macchinari da riabilitazione, e l’operazione si rivela un grande errore.Dopo 3 anni difficili, nel 2013 Panatta propone un concordato a fornitori e banche, ma il tribunale non è d’accordo e dichiara il fallimento. Rudy decide di ripartire con una nuova azienda, in pochi mesi ha già milioni di ordini ogni mese e ripaga tutti i debiti. Dopo essere ripartito torna a progettare macchinari, lancia nuovi modelli e sostituisce quelli non funzionali ai clienti esistenti. A più di 60 anni Rudy torna sui libri per formarsi come manager e gestire l’azienda in prima persona, partendo dal controllo di gestione.Nel 2025 l’azienda di Rudy fattura €62 milioni, vende 22.000 macchinari in tutto il mondo e Panatta è uno dei marchi di bodybuilding più famosi al mondo.Lo abbiamo raggiunto nella sua fabbrica ad Apiro, nelle Marche, per scoprire tutta la sua storia:(00:00) Chi è Rudy Panatta(01:10) Scopre il culturismo per salvarsi dal bullismo(02:58) Costruisce attrezzi di notte e trova i primi clienti(04:16) Costruisce macchinari in una grotta(05:59) Da 0 a 1: lascia il posto fisso per lanciare Panatta(07:01) Perde i genitori e nessuno gli dà un euro(08:51) Diventa l’azienda di palestra più grande in Europa (e compra qualche Ferrari)(11:32) Gli errori e l’inizio della crisi di Panatta(12:57) Debiti e fallimento (14:29) Riparte da zero e arrivano ordini da milioni di euro(16:06) Riporta Panatta tra i brand più famosi al mondo(17:06) Dentro la fabbrica: come si costruiscono gli attrezzi di Panatta(21:58) I numeri di Panatta oggi e le cause con i Cinesi(23:14) Come arriva alle palestre più grandi del mondo(24:22) Offerte di acquisizione e piani futuri(25:43) Costruisce la palestra del Papa(27:35) L’incontro con Arnold Schwarzenegger(29:03) L’amicizia con Ronnie Coleman(30:34) Giornata tipo e come si allena(32:35) Consigli 
  • Loacker: La Fabbrica di Wafer più Grande d'Italia 🍫 Andreas Loacker e Ulrich Zuenelli 31.03.2026 36min
    Nel 1924 un ventenne austriaco vende il primo wafer con la sua squadra di calcio. 100 anni dopo, la sua azienda ne vende 1 miliardo e fattura quasi €500 milioni.👉 PROMO PAC ETF con Moneyfarm ➡️ https://promo.moneyfarm.com/chapeau_promopacInvestire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d'investimento prima di procedere. I rendimenti passati così come la simulazione di rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.T&C https://strapi-site-static-assets-production.s3.eu-west-1.amazonaws.com/it/t_cs_pac_rev_19_03_2026_7a1d018b38.pdfAlfons Loacker nasce nel 1901 in Austria. A 13 anni si trasferisce a Bolzano e inizia a lavorare come pasticcere nella pasticceria Rizzi, dove scopre i wafer.Nel 1924 apre la sua pasticceria a Bolzano grazie a un prestito della famiglia che lo ospitava e inizia a produrre dolci, tra cui i wafer con la crema di nocciole di Napoli.Al tempo i wafer si vendevano in latte ingombranti. Alfons era appassionato di calcio e avvolge i dolci in carta stagnola per portarli agli allenamenti. Inventa così un nuovo packaging.Grazie ai compagni di calcio crea richiesta per i suoi wafer che inizia a vendere in ristoranti e gastronomie di Bolzano. Negli anni ‘30 le vendite decollano, ma la domanda è sempre maggiore della produzione. Quindi, dopo i primi anni duri, Loacker si sposta in una nuova sede a Bolzano.Nel 1958 entrano in azienda Armin e Christine Loacker, che la portano da bottega a industria. Grazie a un prestito in banca, comprano il primo forno automatico che impiega un solo giorno per coprire la precedente produzione di un mese. Intanto la domanda continua a crescere con il boom dell’economia Italiana, Loacker arriva così a €15 milioni.Negli anni ‘60 si spostano sul Renon e costruiscono un nuovo impianto con 2 linee produttive.Armin porta due grandi innovazioni: il flowpack che permetteva di sigillare i wafer e mantenere il gusto per più tempo, e il raffreddamento ad arco per velocizzare la produzione.Christine intanto stabilisce la rete commerciale in Italia e all’estero, partendo con un venditore di Sci, che vende in hotel e aeroporti. In quel periodo entra già nei mercati arabi.Negli anni ‘80 Loacker lancia le sue prime pubblicità iconiche con i nanetti, e passa da 6 a 50 miliardi di lire di fatturato, che tocca i €50 milioni negli anni 90.Il focus su qualità e innovazione porta al lancio di due nuovi prodotti, il pacco famiglia e i quadratini, che permette a Loacker di crescere del 10% annuo. Oggi Loacker fattura €492 milioni e confeziona più di 1 miliardo di dolci all’anno, con una quota di mercato del 50%. Inoltre distribuisce in Italia Twinings e Ovomaltina. Alla guida c'è la terza generazione della famiglia, Andreas Loacker e Ulrich Zuenelli.Siamo andati a Bolzano per scoprire tutta la loro storia(00:00) Loacker: l’azienda di wafer più grande in Europa(01:02) Il fondatore Alfons Loacker parte senza soldi(02:41) Da 0 a 1: vendere wafer con la squadra di calcio(04:42) Compra il primo forno automatico e ripaga i debiti(06:28) Il nuovo packaging porta Loacker a €15 milioni(07:29) Nuova sede in montagna e nuovo sistema di raffreddamento (08:48) Un venditore di sci porta Loacker in tutto il mondo(10:05) Come nasce la pubblicità degli Gnomi e i primi mercati esteri(11:40) Due prodotti portano Loacker a €500 milioni(12:40) Momenti più difficili(13:43) Come si producono 900 milioni di wafer ogni anno(16:15) Sogni e primi ricordi di Loacker(19:21) Ingresso in azienda(20:37) Patti familiari(21:37) Rimpianti e fallimento più grande(23:14) La sconfitta contro Nutella e consigli(24:18) Loacker oggi: fatturato, vendite all’estero e quote di mercato(26:59) Come è entrato in Arabia Saudita negli anni ‘70(29:07) Da centralinista a presidente in Loacker(31:02) Errori più grandi(33:16) Giornata Tipo(35:02) Consigli
  • ⁠ ⁠Dal CARCERE a €1.5 MILIARDI 📡 Luca Spada, Fondatore di EOLO 24.03.2026 40min
    Un ventenne di Varese crea una rete internet per giocare ai videogiochi. 30 anni dopo, la vende per €1.5 miliardi.Scopri Startup Booster: https://startupbooster.itLuca Spada nasce a Malgesso nel 1973. Da piccolo studia elettronica da autodidatta sulla rivista Elettronica 2000. A 16 anni fonda DB Line, un’azienda con cui importa videogiochi dal Giappone, li traduce e li rivende. Intanto crea anche la sua banca dati, BBS. Si iscrive al Politecnico di Milano e, nel 1994, conosce un ricercatore italiano che lo invita negli USA. Lì scopre il vero potenziale di internet e capisce che vuole essere un imprenditore.  Tornato in Italia, converte BBS in Skylink e diventa il primo internet service provider in Italia, al tempo usato da <0,1% della popolazione. Offre un servizio di posta elettronica ai 2000 utenti di BBS e inizia a spargersi la voce.  Nel 1994 nasce un’azienda che porta internet nelle aziende, I.Net. Luca è il loro distributore a Varese e il miglior venditore, facendo crescere anche il fatturato di Skylink a 3 miliardi di lire. Luca vende Skylink a I.Net facendosi pagare in azioni, diventandone socio. Erano gli unici a dare accesso internet in Italia, e nel 1997 British Telecom ne compra il 33%. Nel 2000 fanno un IPO a una valutazione di €300 milioni, facendo guadagnare a Luca €10 milioni a soli 26 anni.Luca poi conosce Luca Cassia e insieme decidono di creare una rete per gamers in Italia, che chiamano Net Gamers Italia (NGI), dove offrono servizio server e messaggistica.Lanciano una rete ottimizzata per latenza, pensata per videogiocatori. Nel 2025 fatturano già €6 milioni. Si abbonano anche diverse aziende dove lavorano i gamers, che superano il numero di abbonamenti privati.Un’ampia area in Italia non era coperta da Telecom, quindi Luca ha l’intuizione di raggiungerla grazie alle onde radio. Parte da Malgesso nel 2006 e presto è in tutte le valli del nord Italia, non servite da altri provider internet. Per crescere nel 2011 cede il 45% di NGI a Elmec, a una valutazione di €40 milioni, che usa per assumere persone e installare più antenne.Nel 2015 porta Eolo anche al centro sud, dove vince 5 dei 7 bandi indetti dal governo battendo Telecom. Le onde radio in uso diventano però affollate quindi cambia spazio, acquistando per qualche milione di euro le onde del 5G che oggi valgono miliardi. Nel 2018, Eolo fattura €100 mln e attira l’attenzione di molti fondi. Searchlight Capital compra il 49% a una valutazione di €400 milioni. Lo stesso anno Luca è falsamente accusato di rubare onde radio, e passa una settimana ai domiciliari. Nel 2020, durante il Covid, il traffico raddoppia in una notte e Luca deve rinnovare le infrastrutture per gestire questo uso intenso, facendo crescere Eolo ulteriormente.Nel 2021, 40 fondi mostrano interesse per Eolo. Luca sceglie Partners Group a cui cede la società per €1.5 miliardi, ricomprandone poi il 25%.(00:00) Chi è Luca Spada(01:11) A 10 anni impara a programmare da autodidatta(02:20) A 16 anni tarocca videogiochi giapponesi per venderli in Italia(03:53) Scopre Internet negli Stati Uniti e lascia gli studi(05:35) Porta la posta elettronica in Italia e vende a I.Net(07:40) A 26 anni vende a British Telecom e guadagna €10 milioni(10:26) Lancia una rete per videogiocatori e la porta a €6 milioni(13:12) Crea un’antenna per portare internet ai suoi vicini(16:19) Fonda Eolo e monta decine di antenne (18:22) Porta Eolo a €50 milioni ma perde opportunità commerciali(21:41) Vende il 45% di NGI per accelerare la crescita(23:55) Batte Telecom e porta interned nel centro sud(25:25) Compra per primo le onde 5G in Italia (27:08) Cede il 49% di Eolo per €400 milioni (28:56) Arresti domiciliari per un’accusa falsa(30:46) Il Covid rischia di far saltare la rete(31:51) Vende Eolo per €1.5 miliardi a Partners Group(33:14) I motivi per cui ha venduto(34:49) Il rapporto con il denaro(36:30) Come investe i soldi delle exit(38:24) Consigli
  • La Famiglia Italiana che Fa €200 MILIONI con l’ACQUA 💧 Antonio Biella, CEO San Bernardo 17.03.2026 21min
    Una fonte nascosta sul Colle San Bernardo ha salvato l’esercito di Napoleone nel 1800. Oggi, l’acqua di quella fonte vale €200 milioni. Scopri il conto aziendale TOT e il loro nuovo CASHBACK: https://go.tot.money/40t8kwXCon il codice CHAPEAUX3 hai 3 mesi GRATIS su tutti i piani mensili.Nel 1800 Napoleone si ferma sul Colle San Bernardo mentre valica le Alpi. Trova una fonte, che gli abitanti del luogo conoscevano da secoli, dove far riprendere il suo esercito.Nel 1926 Ottavio Rovere costruisce su quella fonte uno stabilimento termale dove dissetarsi e inizia a imbottigliarla in vetro per le famiglie più ricche. Nasce l’acqua San Bernardo.Il business cresce stabilmente e nel 1981 Rovere investe circa 6 miliardi di lire per avviare la produzione di bottiglie in plastica, che diventano negli anni successivi sempre più economiche. Nel 1991 ci sono alti investimenti in produzione e marketing. Viene acquisito un secondo stabilimento ad Ormea, vanno in onda le prime pubblicità tra cui una con Nicholas Cage, e nasce il design iconico della bottiglia con le gocce ideata da Giugiaro. Nel 1993 San Bernardo viene compra da Perrier, azienda d’acqua francese, che a sua volta viene acquisita dalla multinazionale Nestlé nel 1998. San Bernardo diventa così uno dei tanti brand di Nestlé, che però smette di venderla all’estero e la indirizza verso il fallimento per dare maggiore priorità ad altre acque, come Panna e San Pellegrino. I volumi di San Bernardo negli anni seguenti calano del 50%, scendendo sotto le 100 milioni di bottiglie all’anno, e lo stabilimento di Ormea rischia di chiudere. Nel 2015 il Gruppo Montecristo, guidato dal CEO Antonio Biella, compra San Bernardo per €11,5 milioni e rilancia brand. Ma dove hanno trovato i fondi?Il Gruppo è stato fondato dalla famiglia Biella, che ha gestito il marchio di bevande Spumador dal 1888 alla vendita a Lehman Brothers nel 2005, e la famiglia Colombo, dietro l’acqua San Carlo. Oltre San Bernardo, il Gruppo Montecristo gestisce anche fonte Posina e fonte Ilaria. Antonio ha sempre sognato di fare il trader ma si è dedicato fin da ragazzo all’azienda di famiglia per aiutare il padre durante un momento di difficoltà.Dopo aver comprato San Bernardo, per prima cosa Antonio ricostruisce la rete commerciale, distrutta da Nestlé, e aumenta le vendite nella ristorazione (HORECA) e nei supermercati. Arriva a vivere per mesi in azienda pur di farla ripartire. In quel periodo riparte anche la comunicazione e stringe importanti partnership sportive, come quella con l’Inter e la Pallacanestro Cantù.Quando Gruppo Montecristo li compra, i tre marchi fatturano €29 milioni. Nel 2025, invece, superano i €200 milioni.Quindi, noi di Chapeau abbiamo incontrato Antonio a Milano per scoprire tutta la storia di San Bernardo:(00:00) Chi è Antonio Biella(01:06) Come nasce Bernardo e il ruolo di Napoleone (02:17) Prime bottiglie in plastica e pubblicità (04:48) Nestlé compra San Bernardo e rischia di farla fallire(05:53) Il Gruppo Montecristo compra San Bernardo (07:17) La storia del Gruppo Montecristo: Spumador, Lehman Brothers ed exit milionaria(08:46) Portare San Bernardo da 100 a 600 milioni di bottiglie: ristoranti, supermercati, estero(11:50) Sponsorizzare l’Inter(13:24) I numeri di San Bernardo oggi(15:34) Infanzia in azienda e entrare in San Bernardo per salvare l’azienda(17:05) Prima vendita e percorso in San Bernardo(18:05) Momenti più difficili(19:28) Come capire se un’acqua è buona(20:41) Consigli
  • L’Italiana che ha Creato la Moleskine e l’ha Venduta per €506 MILIONI 📕 Maria Sebregondi 10.03.2026 21min
    Vai su http://www.ticketrestaurant.it/chapeauproject per accedere a una promo esclusiva di Edenred ed iniziare a ottenere tutti i vantaggi dei buoni pasto Ticket Restaurant EdenredMaria Sebregondi nasce nel 1949 a Genova. Cresce tra Roma e Napoli, dove studia filosofia e lavora nei consultori.Dopo 10 anni a Napoli, torna a Roma come traduttrice di soap opera straniere. Lì incontra Francesco Franceschi, fondatore di Modo&Modo, e il suo commerciale Fabio Rosciglione. Nel 1994, mentre sono in vacanza in Tunisia, i tre amici iniziano a pensare di fondare un’azienda. Maria, mentre leggeva un libro di Chatwin, scopre che lo scrittore usava un’agenda dal design particolare, la stessa di Picasso, Matisse e Hemingway. Questa, però, non erano più in commercio.Lei decide quindi di iniziare a produrre questo stesso taccuino, dopo un attento studio su forme e materiali, pensati per assomigliare a un libro. Nel 1997 nasce ufficialmente Moleskine.Grazie ai contatti dell’azienda precedente di Franceschi, Moleskine riesce da subito a vendere i taccuini nelle migliori librerie del mondo vicino alle casse, partendo da Feltrinelli fino a FNAC e Barnes & Noble. L’agenda era come un libro ancora da scrivere.Nel 2006 Moleskine fattura €20 milioni grazie a distribuzione, passaparola e soprattutto internet. Infatti nascono presto gruppi online dove il taccuino è un oggetto di culto, creando ambassador spontanei in tutto il mondo. Lo stesso anno Franceschi vende Moleskine a Syntegra Capital di Société Générale e Maria diventa azionista. Il brand apre in nuovi mercati, lancia i Moleskine Cafè, sviluppa un’app con Evernote e Adobe e si espande in nuovi prodotti come penne e pelletteria.Nel 2013, quando l’azienda fattura €87 milioni, viene quotata in borsa a €2,3 ad azione. Dopo la quotazione il titolo crolla del 30% e inizia un periodo difficile, superato grazie a nuovi mercati e prodotti. Nel 2016, il gruppo Belga D'Ieteren compra Moleskine per €2,42 ad azione, per un valore di €506 milioni. Dopo l’acquisizione, Maria lascia la società.Nel 2018 il fatturato di Moleskine tocca i €180 milioni, mentre si attesta a €122 milioni nel 2024. Oggi, Maria gestisce la Fondazione Moleskine, che si occupa di volontariato per creativi in paesi in via di sviluppo.(00:00) Chi è Maria Sebregondi(01:00) Scappa a Napoli per amore e traduce Soap Operas(02:32) Inventa il taccuino più famoso del mondo: nasce Moleskine(05:16) Vendere i primi taccuini alla Feltrinelli(07:40) Come entra nelle librerie più importanti del mondo(09:03) Porta Moleskine da 0 a €20 milioni in 9 anni(12:14) Société Générale compra Moleskine per €60 milioni(13:48) Si quota in Borsa Italiana ma perde il 30% del valore(14:55) Vende Moleskine a un industriale Belga per €506 milioni(16:06) Come vende taccuini durante l’era digitale(17:16) Giornata tipo(18:17) Errore più grande(19:34) La vita dopo Moleskine(20:36) Consigli
  • La VERA Storia di Sergio Marchionne: Ha Salvato o DISTRUTTO la FIAT? 26.02.2026 26min
    Un manager Italiano entra in FIAT quando perdeva €5 milioni al giorno. In 14 anni compra Chrysler, quota Ferrari e porta FCA a valere €80 Miliardi, ma potrebbe aver condannato il futuro dell'automobile in Italia per sempre. Questa è la storia di Sergio Marchionne.Sergio Marchionne nasce nel 1952 a Chieti e a 14 anni si trasferisce a Toronto con la famiglia. Nel 1975 inizia l’Università e prima dei 30 anni ottiene già 3 lauree in filosofia, commercio e giurisprudenza. Nel 1985 entra in Deloitte come avvocato e si occupa di fisco e bilanci aziendali. Nel 1989 inizia a lavorare nel Lawson Mardon Group, una società canadese che produce imballaggi e packaging. Qui inizia come controller fino a diventare Direttore dello Sviluppo. A seguito di una mancata promozione si licenzia, passa prima alla Glenex Industries come Vice President e poi alla Aucklands LTD come CFO.Forte di questa esperienza, nel 1992 torna alla Lawson Mardon come CFO e nel 1994 ne gestisce l’acquisizione da parte di Alusuisse Lonza. Nel 1997 viene promosso a CEO, riorganizza il Gruppo e si concentra sulla lavorazione dell’alluminio. Prova anche una fusione tra produttori di alluminio francesi e canadesi, ma viene bloccato dall’antitrust. A questo punto vende la divisione dell’alluminio ad Alcan e si concentra sulla produzione chimica.Nel 2001 l’azienda torna in salute e gli è affidata la guida di SGS, i cui utili raddoppiano, e lì viene notato da una famiglia di azionisti molto particolare che lo riportano in Italia, gli Agnelli.Entra quindi in una FIAT in forte crisi, che perdeva €6 miliardi all’anno ed era fortemente indebitata. Deve rilanciare l’azienda, introduce il World Class Manufacturing per ottimizzare i processi e, grazie a un accordo pregresso, riceve €2 miliardi da GM che evita di acquistare la FIAT e fallire definitivamente.Il risanamento sembra compiuto. Nel 2005 FIAT tocca i €52 miliardi di fatturato e lancia nuovi modelli iconici come 500 e Panda. Durante la crisi del 2008 compra anche il 20% di Chrysler in cambio di know-how produttivo.Nel 2010 Marchionne annuncia Fabbrica Italia, un progetto per rilanciare la produzione in Italia che però presto fallisce. Nel 2014 FIAT completa l’acquisto del 100% di Chrysler, con cui condivide tutta la produzione, per diventare un player globale: il gruppo FCA.Lo stesso anno Marchionne scorpora Ferrari da FIAT e la quota in borsa con grande successo con una capitalizzazione di €9 miliardi. Si dice che Sergio abbia anche giocato un ruolo attivo nel portare Ronaldo alla Juventus.Nel 2018, in seguito a un’operazione alla spalla, il manager muore dopo una lunga malattia. Quell’anno FCA e Ferrari arrivando a valere €80 miliardi, consacrando ufficialmente il miracolo di Marchionne. (00:00) Chi é Sergio Marchionne(01:00) Emigra in Canada e lavora con il padre(02:40) Prende 3 lauree prima dei 30 anni(03:47) Inizia a lavorare come revisore e in 7 anni diventa CFO(05:19) Torna in Lawson Mardon e gestisce l’acquisizione da un colosso svizzero(06:32) Diventa CEO e rivoluziona Alusuisse(08:21) Conosce gli Agnelli ed entra in FIAT(09:30) Rilancia la produzione e diventa nemico dei sindacati(11:59) Prende €2 miliardi da General Motors per non comprare FIAT(13:07) FIAT fattura €1 miliardo e lancia nuovi modelli(14:43) FIAT salva Chrysler dal fallimento nella crisi del 2008 e rimborsa tutti i debiti(17:02) Il fallimento di Fabbrica Italia(18:02) Abbandona l’Italia e Compra il 100% di Chrysler (19:14) Crea FCA e porta il fatturato a €115 miliardi(20:48) Quota Ferrari in borsa e porta Ronaldo alla Juventus(22:47) I risultati di Marchionne: FIAT passa da €5 a €80 miliardi (24:30) Stellantis e il futuro dell’automobile in Italia
  • Il Nuovo Miliardario Italiano: a 33 Anni ha Perso TUTTO, oggi è uno degli Uomini più Ricchi d’Italia 🇮🇹 Filippo Ghirelli 24.02.2026 29min
    Scopri Odoo oggi https://www.odoo.com/r/pian per gestire al meglio il tuo HR!Gestisci centinaia di milioni in investimenti immobiliari, poi degli uomini armati entrano nel tuo ufficio e ti sequestrano tutto. Devi ripartire da zero e in 10 anni diventi miliardario. Questa è la storia di Filippo Ghirelli.Filippo nasce a Roma nel 1980. Studia ingegneria civile all’Università di Roma Tre e inizia a lavorare in Astaldi, multinazionale di grandi costruzioni, dove progetta ponti. In queste prime esperienze lavorative viene mandato a controllare i cantieri in Guinea e Turchia.Nel 2005 inizia a lavorare nel Gruppo De Angelis, una grande società edile, dove si concentra sulla costruzione e manutenzione di hotel e supermercati.Nel 2009 però il suo capo scompare improvvisamente, quindi Filippo si licenzia per avviare la sua società. Inizia così a gestire un grosso progetto immobiliare della sua famiglia per costruire un centro commerciale.In quegli anni costruisce diverse infrastrutture in Marocco e Nord Africa, ma durante la primavera araba la sua società viene sequestrata con tutti i suoi beni. Deve quindi ripartire da zero.Nel 2014 torna in Italia. Inizialmente ristruttura appartamenti, poi si dedica al fotovoltaico e approfondisce l’efficientamento energetico. Avvia così Genera Group, un gruppo che arriva a valere oltre €300 milioni, con cui rinnova gli impianti energetici dei clienti e guadagna una percentuale dei loro risparmi sulle bollette.Nel 2017 vende il 49% di Genera al fondo tedesco Ikav, lo riacquista nel 2020 e poi cede il controllo al fondo Svizzero Susi Partners, uscendo completamente dal capitale di Genera nel 2024.Nel 2021 Filippo lancia una nuova società, Mareterra. Con questa compra per $165 milioni il 25% di Nayara, la seconda raffineria più grande dell’India. La guerra in Ucraina fa crollare il prezzo del petrolio, facendo crescere i margini di Nayara, che può così comprare grezzo a basso prezzo e rivendere a valore di mercato. Nel 2024, quindi, la quota di Mareterra arriva quindi a valere $1.1 miliardi.Nel 2024 Filippo fonda Infracorp, società che si concentra su 4 filoni: energia, data centers, trasporti e spazio. Filippo ha già comprato diversi aeroporti privati in Italia, come quello di Albenga, per efficientare la produzione energetica, creare una nuova rete di trasporto aereo e gestire lo smaltimento di velivoli a fine vita.Nel 2018 Filippo ha anche aperto Sophrance, società finanziaria per gestire il suo patrimonio e i suoi investimenti personali.Nel 2025 Filippo è stato l’unico imprenditore a entrare nella lista dei miliardari italiani senza ereditare un patrimonio.Quindi noi di Chapeau l’abbiamo incontrato a Milano per scoprire tutta la sua storia. (00:00) Chi è Filippo Ghirelli(01:00) Viene mandato in Guinea a 20 anni(02:53) Entra nel Gruppo De Angelis(04:04) Apre la prima azienda durante la crisi(05:22) Perde tutto durante la primavera araba(06:31) Riparte da zero(07:56) Porta Genera Group a €300 mln e vende a un fondo(09:44) Diventa miliardario con Mareterra(12:31) Fonda Infracorp e investe in 60 progetti(15:46) Compra 20 aeroporti in Italia(18:19) La sua logica di investimento(19:49) Le banche italiane falliranno(21:20) Il suo rapporto con il denaro(22:49) Giornata tipo(24:42) Le sue paure oggi(26:26) Consigli e segreti per negoziare—Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com.Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/
  • Il Fallimento della Catena di Hamburger più grande d’Italia 🍔 L’Ascesa e il Declino di Burgez 17.02.2026 29min
    Nel 2023 hai una delle catene di fast food più grandi d’Italia e fatturi decine di milioni. 1 anno dopo sei sommerso dai debiti e dichiari fallimento. Poi, riparti da zero. Questa è la storia di Simone Ciaruffoli, fondatore di Burgez. Scopri Tot: https://go.tot.money/4sZh8HP e usa il codice chapeaux3 per 3 mesi GRATIS sui piani mensili!Simone Ciaruffoli nasce a Fano nel 1970. A scuola fatica, ma diventa una stella dell’atletica: vince i nazionali e stabilisce record. A 23 anni si infortuna e decide di smettere di correre, ma il padre, che da 5 anni gli faceva da allenatore, non lo accetta e i 2 chiudono i rapporti per anni. Inizia così una lunga serie di lavori. Prima alle Canarie, dove cerca clienti per un resort. Nel 1996 torna nelle Marche e lavora in fabbrica scartavetrando spoiler per la Renault. Si mette in proprio vendendo il servizio alla fabbrica, ma l’azienda internalizza la funzione e resta senza lavoro. Passa quindi tra mercato del pesce, sicurezza di pareti rocciose e pulizia dei silos di zucchero per Eridania.A quel punto, però, un amico lo porta in una biblioteca di Fano, dove scopre il cinema. Così, di giorno lava piatti a Roma e di notte scrive per riviste. Poi vince un concorso, pur senza il diploma richiesto, ed entra in Magnolia facendo l'autore per SOS Tata. Nello stesso stabile diventa autore di Camera Café.Nel 2007 diventa direttore creativo in OVO, una casa di produzione di Milano. Lì, cucinando per i colleghi, inizia ad appassionarsi di cibo e nel 2014 decide di diventare imprenditore. Senza soldi, dorme sul divano della socia e studia hamburger tutto il giorno. Nel 2015 raccoglie €50,000 e apre Burgez: fattura da subito 1,000€ al giorno, ma il locale ne è costato €200,000 e deve restituirne €26,000 al mese.Il brand si distingue per due cose: il formato smash burger e la comunicazione irriverente che prende in giro prodotto e clienti. Così, in pochi mesi diventa virale e arriva da Barbara D’Urso e alla Zanzara. Nel 2019 supera i €4 milioni di fatturato e rifiuta offerte da €25 milioni, inclusa una di Mc Donald’s.Nel 2021, durante il Covid, grazie al formato pensato per il delivery tocca i €13 milioni.A quel punto apre 10 negozi facendo debiti milionari decine di milioni, con l'obiettivo di provare che il suo modello funziona e di massimizzare la valutazione di Burgez in vista dell'investimento di un fondo. Nel 2022, però, la guerra in Ucraina fa salire i costi e i fondi si ritirano. Nonostante le vendite crescano, nel 2024 ha €5 milioni di debiti.Così nel 2025 Simone è costretto a vendere Burgez a Obicà per €1.3 milioni salvando marchio e dipendenti, ma fallisce personalmente.Lo stesso anno lancia Lovemarker, piattaforma per acquistare marchi e punti vendita food & beverage.Quindi, l'abbiamo incontrato a Milano per scoprire tutta la sua storia:(00:00) Chi è Simone Ciaruffoli(01:10) Infanzia e campionati di atletica(03:08) Chiude i rapporti con il padre e va alle Canarie(04:46) Lavora in fabbrica e lancia la sua prima azienda(06:34) Entra nel mondo della TV e diventa autore di Camera Café(09:29) Fonda Burgez(10:56) Raccoglie €50,000 e apre il primo negozio(12:57) La comunicazione assurda di Burgez lo porta a €4 milioni di fatturato(15:35) Offerte di acquisizione e nuove aperture(17:08) Il Covid e le prime difficoltà(18:43) Si indebita per aprire 10 punti vendita(20:40) Non riesce a pagare i debiti e fallisce(22:18) Liquidazione e rimanere con €100 in tasca(24:40) Errori e vita dopo il fallimento(26:41) La nuova azienda di Simone: Lovemarker(28:31) ConsigliCopertina: PolidesignEditing: Seequence—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e CEO in Italia per scoprire la loro storia, i loro errori e i loro consigli. Te li facciamo anche conoscere di persona durante i nostri eventi.
  • Il RE dell'Intimo da Mezzo MILIARDO 👙 Gianluigi Cimmino Fondatore & CEO Yamamay, Fondatore Carpisa 11.02.2026 28min
    Scopri Hostinger su https://hostinger.com/chapeaucodice con il codice CHAPEAU al checkout hai il 10% di sconto. Nel 2001 un ragazzo napoletano di 26 anni rifiuta uno stipendio da €200 mila euro per trasferirsi in provincia di Varese e lanciare un brand di intimo. Oggi quell’azienda fattura mezzo €miliardo e ha vestito Jennifer Lopez e Cristiano Ronaldo.Gianluigi Cimmino nasce a Roma nel 1973 ma cresce a Napoli, dove la famiglia si trasferisce per seguire il lavoro del padre, che poco dopo fonderà Original Marines.Durante l’università alla Federico II studia economia, ma nel frattempo fa di tutto: organizza feste, lavora come barista e aiuta la madre in negozio.Dopo la laurea lavora come agente di commercio per diversi marchi di moda, finché incontra Sandro Veronesi ed inizia a seguire Calzedonia per alcuni anni.Nel 2000 si iscrive a un master alla Cornell University, negli Stati Uniti. Lì scopre Victoria’s Secret e rimane colpito: capisce che in Italia il mercato dell’intimo femminile moderno praticamente non esiste.Quando torna riceve un’offerta da oltre €200 mila euro l’anno per restare in Calzedonia, ma la rifiuta per creare qualcosa di suo.Nel 2001, a 26 anni, si trasferisce da Napoli a Samarate, in provincia di Varese. Conosce la famiglia Garda, già produttori di intimo, e insieme fondano Yamamay dividendo la società al 50%.Nello stesso periodo rileva anche Carpisa, allora un piccolo negozio di pelletteria, insieme a una famiglia di imprenditori napoletani. L’idea è diventare il marchio di riferimento della valigeria accessibile in Italia, un mercato ancora vuoto.Cimmino si concentra su marketing e distribuzione. Il primo anno fattura €2,5 milioni. Yamamay inizia a distinguersi soprattutto per i reggiseni e che passano al centro dell’identità del brand.Il passo successivo è creare una rete produttiva internazionale: più lenta del previsto.Nel 2009 acquisisce Jaked, marchio tecnico da nuoto ad alte prestazioni, che porta a circa €7 milioni di fatturato.Nel 2012 fonda Pianoforte Holding, con l’obiettivo di riunire tutti i brand sotto un’unica struttura.Negli anni successivi utilizza una strategia di licensing con celebrità globali per crescere. Nascono collaborazioni con Jennifer Lopez, Cristiano Ronaldo, Emily Ratajkowski e Rose Villain, ottenendo enorme visibilità con investimenti relativamente contenuti.Il gruppo si espande rapidamente e supera centinaia di €milioni di ricavi.Diventa in quegli anni anche sponsor di Miss Universo, dove conosce Donald Trump e lo frequenta fino alla sua elezione.Poi arriva il Covid: Carpisa soffre molto il blocco dei viaggi e viene sostenuta finanziariamente dalle altre società sorelle.Oggi il gruppo fattura circa €500 milioni di euro, conta circa 500 negozi e Yamamay e Carpisa fatturano ciascuna circa €150 milioni.Siamo andati nei suoi uffici a Gallarate per farci raccontare tutta la sua storia:(00:00) Chi è Gianluigi Cimmino(01:05) Studia a Napoli e ingresso in Calzedonia(03:28) Rifiuta €200 mila euro per fondare un brand di intimo sexy(04:41) Investe tutto per lanciare Yamamay(06:56) Fonda Carpisa e apre i primi 20 negozi(08:45) Si concentra sui reggiseni e crea la prima rete di produzione(09:47) Rischia di fallire durante il Covid e prende €50 milioni di debito(10:48) Fa serata con Donald Trump a casa sua(12:31) Lancia linee con i VIP più famosi al mondo a costo €0(15:42) I numeri di Yamamy e Carpisa oggi: €500 milioni di fatturato e i mercati principali(17:04) Come si lancia una nuova linea e giro negli uffici(18:27) Offerte di acquisizione ed errori(19:52) Compra Jaked ma c’è uno scandalo ai mondiali(22:09) Lancia una catena di ristoranti con Sophia Loren(24:14) Fa un secondo investimento nella ristorazione: SPUN(25:15) La giornata tipo di Gianluigi(26:36) Le soddisfazioni più grandi(27:47) Consigli
  • La più Grande Azienda di YACHT al Mondo è ITALIANA 🛥️ Giovanna Vitelli, Azimut Benetti 03.02.2026 26min
    La più grande azienda di mega yacht al mondo è italiana e si trova sulle Alpi. Oggi fattura €1.5 miliardi, ma tutto ha inizio 57 anni fa grazie a un 21enne di Torino. Scopri Startup Booster https://startupbooster.itPaolo Vitelli nasce a Torino nel 1947. Mentre studia Economia all’Università, inizia a guadagnare aprendo una discoteca a Torino e affittando barche a vela in Liguria.Con questi primi soldi fonda Azimut nel 1969, inizialmente un concessionario per noleggio di barche. Già nel 1970 riceve l’esclusiva per Amerglass, un marchio olandese di imbarcazioni in vetroresina, nel mercato italiano.Nel 1975 disegna la sua prima barca, l’AZ 43 Bali, e 2 anni dopo l’AZ 32, la prima in assoluto col tettuccio apribile. Grazie alla vetroresina, poi, Paolo riesce a produrre un maggior numero di barche e a proporre prezzi più bassi rispetto ai competitor—tanto che negli anni 70 l’AZ 32 viene chiamata la “Ford T dei Mari”.Inoltre, se fino ad allora quasi tutti gli yacht sembravano delle navi mercantili, Paolo è anche il primo a produrre barche con un design moderno. Così negli anni 80 nascono modelli iconici come il Failaka 105, la prima barca oltre i 30 metri in vetroresina.Negli anni 80 Paolo apre la sede americana a Fort Lauderdale, in Florida, e presto vende agli uomini più ricchi del mondo, come i Rockefeller e gli Onassis.Nel 1985 compra il cantiere Benetti, uno dei più prestigiosi e antichi produttori di megayacht al mondo che stava fallendo dopo una commessa andata male. Rilancia il brand, introduce la vetroresina e inizia a produrre mega yacht in metallo. Poco dopo acquista anche i cantieri di Livorno, Viareggio e Fano.Nel 2000 Azimut|Benetti diventa il più grande produttore di mega yacht al mondo. 3 anni dopo Paolo riceve un’offerta di acquisizione e considera seriamente di vendere l’azienda.A quel punto la figlia Giovanna, 29enne che lavorava in una grande società legale ma lo aveva affiancato in Azimut da quando era bambina, decide di entrare in azienda. Lì inizia a seguire marketing e stesura dei contratti legali. 12 anni dopo diventa Vice Presidente di Strategia e Sviluppo Prodotto e nel 2023 diventa presidente del Gruppo.  Dal 2020 al 2025 il fatturato di Azimut|Benetti passa da €840 milioni a €1.5 miliardi perché Paolo e Giovanna innovano il design delle barche, abbassando la prua e la rendono più aperta e abitabile.Oggi Azimut|Benetti è la più grande azienda di mega yacht al mondo, primato che detiene da 26 anni, e dal 2023 Giovanna è a capo dell’azienda. Quindi, siamo andati nella loro sede di Avigliana per incontrarla e scoprire tutta la loro storia:(00:00 Azimut|Benetti: la più grande azienda di mega yacht al mondo(01:00) Il fondatore Paolo Vitelli: trovare i soldi e fondare l’azienda(02:05) Da 0 a €200 milioni di fatturato: come fanno a crescere negli anni 80(04:01) Diventare la barca dei più ricchi al mondo (05:36) Comprare Benetti, il cantiere di super yacht(08:21) Offerte di acquisizione e ingresso di Giovanna in azienda(11:09) Ricordi e insegnamenti del padre(14:02) Arrivare a €1.5 miliardi di fatturato(16:02) I numeri di Azimut|Benetti oggi(17:58) Il cliente tipo, gli yacht di Ronaldo e Ibrahimovic(19:03) Tempi di attesa per yacht da 70 metri(20:21) Momenti più difficili(21:53) Investimenti: Tamburi e Arabia Saudita(23:27) Giornata tipo(24:38) Consigli e vantaggi dell’Italia Copertina: PolidesignEditing: Seequence—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. E te li facciamo conoscere di persona durante i nostri eventi. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. È anche il nostro ufficio. Se vuoi passare per un caffè al volo, siamo lì ☕️
  • Si Drogava tutti i Giorni, poi è Diventato MILIONARIO Vendendo la sua Azienda a Bending Spoons 27.01.2026 29min
    Al liceo Pietro fa uso di sostanze tutti i giorni, poi una chiamata gli cambia la vita. 15 anni dopo vende la sua startup a Bending Spoons e diventa milionario. Scopri Odoo: https://www.odoo.com/r/DQtPietro Marchetti nasce nel 1991 ad Abano Terme, in provincia di Padova. La madre è insegnante di arte e il padre Maresciallo dell’Aeronautica. Dopo i primi 2 anni di liceo classico, Pietro inizia a fare uso di qualsiasi tipo di dr*ga e vive gli anni più difficili della sua vita.5 anni dopo la madre della sua ragazza chiama i suoi genitori e racconta loro cosa sta succedendo. Così inizia poi un percorso al SERT e riesce ad uscire dalla dipendenza.A 21 anni Pietro inizia qualche lavoretto al mercato ittico ma non è contento, quindi segue un corso della Regione sul web marketing, inizia un percorso di crescita personale e passa mesi a studiare marketing giorno e notte.Così nel 2015 trova i suoi primi clienti e si mette in proprio, aiutando aziende e professionisti come Filippo Ongaro, il medico degli astronauti, a fare marketing e comunicazione. Il suo modello di business è particolare: invece di farsi pagare in modo "tradizionale", lavora in cambio di quote societarie e si fa dare una % dei profitti che genera. Nel 2018 si stanca della vita da libero professionista e fonda Sensual Dance Fit, un'azienda di scuole di ballo, con Caroline Smith di Ballando con le Stelle. Lì si occupa di far crescere il marchio in franchising e arriva a più di 200 scuole in Italia. Nel 2022 lancia Humamy, una startup che prepara e consegna cibo vegano surgelato, insieme al fratello Marco e sua moglie. Parte dal suo garage ad Abano Terme e il primo anno raccoglie €315,000 per investire in forni e migliorare la logistica. Una sera Luca Ferrari, CEO & Co-founder di Bending Spoons, è a cena da Paolo De Nadai, Co-founder di ScuolaZoo e WeRoad. Lì assaggia un piatto di Humamy e se innamora.Così nel 2023 Bending Spoons compra Humamy e Pietro diventa multimilionario ad appena 31 anni. Dopo aver venduto Humamy, Pietro si trasferisce a Londra, incontra l'amore della sua vita, ha un figlio e si dedica a Pakira: l'azienda con cui gestisce i suoi progetti di marketing e comunicazione con le aziende.Quindi noi di Chapeau l'abbiamo incontrato a Milano per scoprire tutta la sua storia:(00:00) Chi è Pietro Marchetti(01:05) Infanzia(02:06) Inizia a fare uso di sostanze a 15 anni(03:07) Perché comincia a fare uso e impatto sulla sua vita (05:53) Come esce dalla dipendenza(08:17) Ripartire dopo la dipendenza: Università e primi lavori(09:51) La chiamata che gli cambia la vita: come arriva a studiare marketing e pubblicità(12:53) Si mette in proprio e trova i primi clienti(15:27) Fonda Sensual Dance Fit con Caroline Smith(17:17) Fonda Humamy(18:17) Raccoglie i primi €315,000 (19:37) Vende Humamy a Bending Spoons e diventa milionario a 31 anni(20:57) Come cambia la vita dopo la vendita(22:25) Errori più grandi(25:01) Giornata tipo (26:54) ConsigliEditing: Seequence—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e CEO in Italia per scoprire la loro storia, i loro errori e i loro consigli. Te li facciamo anche conoscere di persona durante i nostri eventi. Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. È anche il nostro ufficio. Se vuoi passare per un caffè al volo, siamo lì ☕️Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/
  • L'Italiana che ha Raccolto €20 MILIONI per Risolvere il Problema della Salute Mentale 🧠 Silvia Wang, CEO & Co-founder di Serenis 23.01.2026 42min
    Questa settimana abbiamo un episodio speciale: la chiacchierata che abbiamo fatto con Silvia Wang all'Italian Tech Week. Silvia Wang è CEO & Co-founder di Serenis, una delle startup di psicologia online più grandi d'Italia, che ha raccolto più di €20 milioni.Ci ha raccontato la sua storia, come ha fatto a creare Serenis da zero e il futuro del settore della salute mentale. Facci sapere cosa ne pensi e ci vediamo martedì col prossimo episodio ❤️
  • Il RE di Internet Salvatore Aranzulla 💻 Ha Costruito un Sito da €8 MILIONI Partendo da ZERO 20.01.2026 33min
    A 12 anni Salvatore Aranzulla inizia a programmare in un paesino siciliano di 1000 abitanti. Oggi fattura €8 milioni con Aranzulla.it, il sito che tutta Italia usa per trovare risposta a qualsiasi domanda. Scopri Tot con uno sconto SPECIALE: https://go.tot.money/4jOnuWASalvatore Aranzulla nasce nel 1990 a Mirabella Imbaccari, in Sicilia. La madre è casalinga, il padre infermiere. A 11 anni scopre il computer mentre è a casa del cugino, ed è amore a prima vista. Dopo aver convinto i suoi a comprargliene uno, Salvatore passa giorno e notte a studiare informatica e i genitori dei compagni di scuola gli chiedono sempre più spesso di aiutarli a capire come usarlo. Così nel 2002 crea Mirabilweb: la sua prima newsletter per rispondere a tutte le loro domande. In poco tempo arrivano le prime centinaia di iscritti, ma dopo un attacco hacker rischia di perdere tutto. Quindi Salvatore approfondisce la sicurezza informatica e trova decine di bug nei principali siti in Italia, tra cui Google e Poste Italiane. 2 anni dopo, nel 2004, abbandona la newsletter per lanciare Salvatore-Aranzulla.com, il suo primo vero blog in cui dà risposte a domande di tecnologia.Nel 2008 avvia la monetizzazione del sito, che contava 300'000 visitatori mensili, guadagnando circa €1 ogni 1'000 visite. Inizia intanto a collaborare con Virgilio e Libero: il suo blog viene integrato nelle loro pagine di tecnologia in cambio di una parte dei ricavi pubblicitari. Il sito continua a crescere e nel 2008 Salvatore si trasferisce dalla Sicilia a Milano per studiare alla Bocconi, pagando la retta coi soldi guadagnati grazie a Aranzulla.it.Poco dopo viene ricoverato in ospedale, e mentre è in convalescenza crea il sistema dei titoli: un algoritmo per trovare gli argomenti più interessanti per gli italiani e i più pagati dagli inserzionisti. Anche grazie a questa tecnologia, il sito raggiunge decine di milioni di visitatori al mese. Così dal 2019 ad oggi Aranzulla.it ha generato più di €2 milioni di profitti ogni anno, è stato visitato da decine di milioni di italiani e nel 2024 ha generato più di €8 milioni di fatturato senza neanche un dipendente.Questo sistema però negli ultimi anni è stato minacciato dall’arrivo dell’AI: sempre più utenti usano strumenti come ChatGPT e le visite di molti dei siti più visitati al mondo vanno a picco. Per risolvere questo problema, oggi punta sempre di più sull’arbitraggio delle affiliazioni: Salvatore paga delle pubblicità per portare utenti su Aranzulla.it, dove possono comprare prodotti tramite link affiliati. Così Salvo guadagna dalla differenza tra le commissioni sulla vendita e il costo della pubblicità per portare utenti sul sito.Quindi noi di Chapeau l'abbiamo raggiunto a Milano per scoprire tutta la sua storia: (1:00) Chi è Salvatore Aranzulla(1:11) Infanzia e primo computer(2:57) Impara l’informatica da autodidatta(4:07) Crea la prima newsletter(5:37) Perde tutto per colpa di un hacker (6:56) Crea il primo blog e inizia a monetizzare(8:13) Collaborazione con Virgilio.it(9:35) Trasferirsi a Milano dalla Sicilia(10:44) Va in ospedale e sviluppa il Sistema dei Titoli (12:37) Come fattura il primo milione (13:37) Come fa soldi Aranzulla.it (14:44) La pubblicità di Black Mirror in un mattatoio(15:48) I numeri di Aranzulla.it oggi(19:04) Perché non raccoglie fondi?(20:24) Le offerte di acquisizione milionarie(22:00) L’AI farà fallire Aranzulla.it?(25:05) Quali lavori saranno sostituiti dall’AI?(26:30) Giornata tipo(29:32) Palestra(30:57) Dieta(32:11) Consigli—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e CEO in Italia per scoprire la loro storia, i loro errori e i loro consigli. Te li facciamo anche conoscere di persona durante i nostri eventi. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. È anche il nostro ufficio. Se vuoi passare per un caffè al volo, siamo lì ☕️