Quel che resta del giorno

Quel che resta del giorno

Linkiesta
Land Italien
Genres Nachrichten
Sprache IT
Folgen 154
Letzte 29.06.2026

Ogni giorno milioni di notizie attraversano i nostri occhi e scompaiono. “Quel che resta del giorno”, con Massimiliano Coccia, è la feritoia da cui guardare la politica, la stampa, i libri e i conflitti del nostro tempo. Un podcast quotidiano de Linkiesta per ascoltare storie, voci e idee che resistono al rumore dei giorni.

Folgen

  • Ep.154 | Rossobruni. La strana alleanza contro la democrazia liberale  29.06.2026 18Min.
    Esiste davvero un filo che unisce estremismi apparentemente inconciliabili? A partire dal suo ultimo libro Rossobruni, Stefano Cappellini ricostruisce una genealogia politica e culturale che attraversa oltre un secolo di storia, dall’Affare Dreyfus fino alla guerra in Ucraina, mostrando come antioccidentalismo, complottismo e ostilità verso la democrazia liberale abbiano progressivamente costruito uno spazio comune tra mondi diversi. Una conversazione sulle radici storiche di questo fenomeno, sul ruolo della propaganda russa, sulla crisi delle categorie tradizionali di destra e sinistra e sulle fragilità delle democrazie europee nell’epoca della polarizzazione.
  • Ep.153 | Marc Bloch, Macron e la memoria della Francia 26.06.2026 22Min.
    Con l’ingresso simbolico di Marc Bloch nel Pantheon, Emmanuel Macron non ha soltanto reso omaggio a uno dei più grandi storici del Novecento e a un eroe della Resistenza. Ha riaffermato un’idea precisa della Francia: una Repubblica che fonda la propria identità sulla verità storica, sulla libertà e sulla responsabilità civile. In questa puntata di Quel che resta del giorno ripercorriamo la straordinaria vicenda umana e intellettuale di Marc Bloch, analizziamo il significato politico della scelta di Macron e raccontiamo perché la sua panthéonisation sia diventata il terreno di scontro con la destra francese. Una riflessione sul rapporto fra memoria e democrazia che, oggi più che mai, riguarda tutta l’Europa.
  • Ep.152 | Il caldo non è un problema 25.06.2026 14Min.
    Giugno assomiglia sempre più ad agosto. Dalle città soffocate dal caldo alle notti tropicali che non concedono tregua, l’Europa sta vivendo un’ondata di calore che non può più essere liquidata come un’anomalia stagionale. In questa puntata di Quel che resta del giorno, partiamo dalla cronaca di questi giorni per raccontare come il cambiamento climatico stia trasformando il continente, modificando abitudini, economie e paesaggi urbani. Perché il caldo non è più soltanto una questione meteorologica: è una delle chiavi per capire l’Europa che verrà.
  • Ep.151 | Raffaele Giuliani, il rivoluzionario compatibile e sponsorizzato  24.06.2026 15Min.
    Raffaele Giuliani è uno dei volti più riconoscibili dell’attivismo social italiano, capace di trasformare temi complessi in narrazioni immediate e virali. Ma cosa accade quando la militanza incontra il mercato e l’indignazione diventa un prodotto dell’economia dell’attenzione? Partendo dalla sua recente collaborazione con Lavazza, questa puntata analizza le contraddizioni dell’influencer politico contemporaneo e la trasformazione dell’impegno in brand personale. Un viaggio dentro la società degli algoritmi, dove la protesta viene assorbita dal sistema che pretende di combattere e dove la rivoluzione rischia di diventare semplicemente un format. Perché il caso Giuliani racconta molto meno un singolo uomo e molto di più il tempo in cui viviamo.
  • Ep.150 | Keir Starmer lascia Downing Street. Cosa accadrà al Regno Unito? 23.06.2026 21Min.
    A meno di due anni dalla vittoria che aveva riportato il Labour al governo, Keir Starmer lascia Downing Street travolto dal calo di consenso e dalle tensioni interne al partito. Si apre ora la corsa alla successione, con Andy Burnham tra i nomi più accreditati. Cosa racconta questa crisi della politica britannica? E quali conseguenze avrà sugli equilibri europei? Ne parliamo con Alessandra Libutti, vicedirettrice di inOltre, per capire cosa resta dell’esperimento Starmer e quale Regno Unito emerge da questa nuova svolta.
  • Ep.149 | Una domenica italiana. Se la lite Mari-Ciabatti è più importante di quella Meloni-Trump 22.06.2026 16Min.
    Mentre Donald Trump attacca nuovamente l’Italia e si consuma una crisi senza precedenti nei rapporti tra Roma e Washington, la domenica italiana viene monopolizzata dalla polemica tra Teresa Ciabatti e Michele Mari sulle parole attribuite allo scrittore nei confronti di Michela Murgia. Da questo caso prende avvio una riflessione sul declino del dibattito pubblico, sulla trasformazione della cultura in spettacolo e sul trionfo del conflitto personale sulle idee. In un Paese che legge poco, non sono i libri a conquistare le prime pagine, ma le liti tra chi li scrive.
  • Ep.148 | Carlo Ginzburg, l’avvocato del diavolo del nostro tempo 18.06.2026 12Min.
    Carlo Ginzburg ha passato la vita a cercare le voci che il potere aveva tentato di cancellare. Nei verbali dell’Inquisizione, nelle storie degli eretici, nei processi alle streghe e nelle parole di un mugnaio friulano del Cinquecento ha trovato non soltanto il passato, ma un metodo per comprendere il presente. In questa puntata di Quel che resta del giorno ripercorriamo la vita e l’opera di uno storico che ha insegnato a generazioni di studiosi e giornalisti che la verità si nasconde spesso nelle tracce più fragili e che il primo dovere della ricerca è dubitare delle proprie certezze. Tra memoria familiare, rigore intellettuale e responsabilità civile, il ritratto di uno degli ultimi grandi maestri europei.
  • Ep.147 | Cinque colpi a Biała Podlaska. Chi era Semyon Skrepetsky, il vignettista nemico di Putin 17.06.2026 16Min.
    Poche settimane fa protestava a Venezia contro la riapertura del Padiglione Russia alla Biennale. Oggi Semyon Skrepetsky, artista e dissidente russo rifugiato in Polonia, è morto ucciso a colpi di pistola vicino al confine con la Bielorussia. Chi era Robert Kuzovkov, il caricaturista che aveva trasformato la satira in un’arma politica? E cosa racconta la sua storia sull’Europa degli esuli, sulla repressione del dissenso e sulle ombre che la guerra continua a proiettare ben oltre i confini dell’Ucraina? Un viaggio nella vita di un artista che aveva scelto di sfidare il potere con i suoi disegni.In conclusione un commento di Chiara Squarcione di Europa radicale.
  • Ep.146 | Il tempo nuovo degli europeisti 16.06.2026 14Min.
    In un’epoca dominata dalla polarizzazione, dalle semplificazioni e dalla sfiducia nelle istituzioni, il vero atto controcorrente è difendere la democrazia liberale e il progetto europeo. A partire dall’incontro degli europeisti di ieri a Milano, questo episodio analizza il ruolo dei moderati nella storia, il rischio dei populismi e la necessità di costruire una forza politica capace di coniugare riformismo, responsabilità e visione strategica per il futuro dell’Italia e dell’Europa.
  • Ep.145 | Notti magiche. I Mondiali di calcio, Gianni Infantino e la bellezza che fu 15.06.2026 15Min.
    L’allargamento a 48 squadre non è soltanto una riforma sportiva, ma il simbolo di una trasformazione più profonda che investe la FIFA e il suo presidente, Gianni Infantino. In questa puntata analizziamo come la Coppa del Mondo sia diventata un dispositivo di consenso politico, espansione commerciale e influenza geopolitica, dove la crescita sembra aver soppiantato il principio della selezione. Tra interessi economici, impatto climatico, diritti umani e nuove strategie di governance, il torneo del 2026 racconta molto più del calcio: racconta il modo in cui il potere si organizza, si legittima e si vende al mondo.
  • Ep.144 | Albania, il Paese delle Aquile e la rivolta dei fenicotteri  12.06.2026 15Min.
    In questa puntata attraversiamo l’Adriatico per raccontare un’Albania lontana dagli stereotipi. Dalle proteste della cosiddetta “Rivoluzione dei Fenicotteri” contro il resort di lusso previsto a Zvërnec si apre una riflessione sul potere di Edi Rama, sul boom immobiliare, sui rischi di riciclaggio, sul ruolo della criminalità organizzata e sulle ambizioni europee del Paese. Un viaggio tra storia, geopolitica e società civile per capire perché ciò che accade oggi in Albania riguarda molto più da vicino anche l’Italia e l’Europa.
  • Ep.143 | Il grande rischio: La crisi iraniana e la politica dell’incendio. Conversazione con Maurizio Molinari  11.06.2026 16Min.
    Con Maurizio Molinari analizziamo la nuova escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran, tra minacce di nuovi attacchi, diplomazia in stallo e tensioni nello Stretto di Hormuz. Uno sguardo ai riflessi sul Mediterraneo, sull’Europa e sul ruolo dell’Italia in uno scenario sempre più instabile.
  • Ep.142 | I fratelli Rosselli. La promessa incompiuta della libertà 10.06.2026 15Min.
    Carlo e Nello Rosselli non furono soltanto due martiri dell’antifascismo. Furono gli interpreti di una delle idee più originali e coraggiose del Novecento europeo: la convinzione che libertà e giustizia sociale non siano valori in conflitto, ma condizioni indispensabili l’una dell’altra. A partire dal loro assassinio del 9 giugno 1937, questa puntata ripercorre la nascita del socialismo liberale, ne esplora le radici filosofiche e ne misura l’attualità nel tempo presente, interrogandosi sulla possibilità di tradurre quella visione in un progetto politico capace di coniugare riforme, democrazia, pluralismo ed europeismo. Un racconto che non si limita alla memoria, ma prova a restituire ai Rosselli il loro significato più autentico: quello di pensatori che hanno immaginato un futuro che, forse, l’Italia non ha ancora avuto il coraggio di costruire.
  • Ep.141 | L’Armenia sceglie l’Europa. Il voto che sfida Mosca 09.06.2026 20Min.
    Le elezioni armene del 7 giugno 2026 hanno consegnato a Nikol Pashinyan una riconferma che va oltre la politica nazionale. Nonostante la sconfitta nel Nagorno-Karabakh e le pressioni russe, gli elettori hanno scelto un percorso di avvicinamento all’Europa e di progressivo distacco da Mosca. Un voto che conferma la forza di attrazione del modello europeo nello spazio post-sovietico e mette in discussione le tradizionali sfere d’influenza nel Caucaso. Ne parliamo con Nona Mikhelidze, esperta di Caucaso, Russia e vicinato orientale dell’Unione Europea.
  • Ep.140 | Repubblica, Paolo Di Paolo e la crisi delle redazioni 08.06.2026 17Min.
    La polemica nata attorno al fondo anonimo pubblicato da Repubblica contro Paolo Di Paolo è molto più di una disputa tra scrittori e intellettuali. Attraverso questo episodio il podcast esplora la trasformazione dei grandi quotidiani italiani, il declino delle redazioni come luoghi di elaborazione culturale, la sostituzione delle firme con gli apparati e la crescente tendenza del giornalismo a emettere giudizi anziché produrre comprensione. Un viaggio dentro la crisi di autorevolezza della stampa e la mutazione di uno spazio pubblico sempre più dominato dalla conformità e dall’indignazione permanente.
  • Ep.139 | L’invulnerabile Erri De Luca e i festival del conformismo 04.06.2026 14Min.
    Erri De Luca non è degno di tenere la prolusione inaugurale del Festival Salerno Letteratura, a seguito delle polemiche suscitate da alcune sue dichiarazioni sul conflitto israelo-palestinese. Questo è quanto comunicato allo scrittore qualche ora fa. Una vicenda che apre una questione che va ben oltre il caso del momento. Che cosa sono diventati oggi i luoghi della cultura? Festival, università e istituzioni culturali sono ancora spazi di confronto tra idee diverse o stanno diventando comunità identitarie fondate sulla condivisione preventiva di ideologie e opinioni? Partendo dalla vicenda salernitana, questo episodio riflette sul rapporto tra dissenso, conformismo mascherato da pluralismo e libertà culturale nell’Europa contemporanea.
  • Ep.138 | Francesco De Gregori ha ragione, purtroppo 29.05.2026 19Min.
    Francesco De Gregori riapre una questione antica e attualissima: qual è il ruolo di un artista nel dibattito pubblico? Partendo dalle sue riflessioni, questo episodio ragiona sulla trasformazione della cultura contemporanea, sempre più dominata dall’urgenza di schierarsi e sempre meno dalla forza delle opere. In un’epoca in cui ricordiamo le prese di posizione più delle canzoni, dei libri o dei film, ci chiediamo cosa resterà davvero di questi anni. Le opere che hanno cambiato il nostro sguardo sul mondo o il catalogo delle appartenenze esibite sui social?
  • Ep.137 | Il coraggio non abita qui. Ucraina nella Ue: il centro destra è contrario 28.05.2026 15Min.
    Partendo dalla contrarietà della Lega all’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea, il podcast racconta la frattura che la guerra ha aperto dentro il centrodestra europeo. Dietro il dibattito sull’adesione di Kiev non c’è soltanto una questione economica o diplomatica, ma una domanda più profonda sul destino politico dell’Europa: potenza strategica o semplice mercato? Tra sovranismi, ambiguità filorusse e crisi dell’ordine liberale, la guerra in Ucraina costringe le destre europee a scegliere tra interesse nazionale immediato e costruzione di una difesa comune continentale. Sullo sfondo, il ritorno della storia in un’Europa che pensava di esserne uscita per sempre.
  • Ep.136 | Viva Zapatero?  27.05.2026 14Min.
    Un viaggio dentro la crisi del socialismo spagnolo attraverso due casi distinti ma politicamente collegati: l’inchiesta su Begoña Gómez, moglie di Pedro Sánchez, e il caso Plus Ultra che oggi coinvolge José Luis Rodríguez Zapatero. Tra accuse di traffico d’influenze, reti relazionali, Venezuela chavista e diplomazia parallela, il podcast racconta come il PSOE abbia trasformato negli anni la gestione del potere in un sistema fondato sulla prossimità politica e sulle relazioni di influenza. Non una storia di scandali isolati, ma il ritratto di una crisi più profonda della sinistra di governo europea.
  • Ep.135 | Il sionismo di Erri De Luca e gli osceni liberticidi del Roma Pride  26.05.2026 18Min.
    Ieri sul Foglio è stata tradotta un’intervista di Erri De Luca ad in giornale israeliano dove si dichiara sionista e sostiene che a Gaza non vi sia un genocidio. Le reazioni non sono tardate ad arrivare e credo che si stia già raccogliendo la legna per il prossimo rogo di uno dei più grandi intellettuali europei. Mentre tutti si dimenavano su questa intervista il Roma Pride escludeva l’associazione Keshet Italia che tiene insieme le persone LGBTQI+ ebree. Dall’oscena bellezza all’osceno liberticidio.

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