Breaking Point: la geopolitica della settimana

Breaking Point: la geopolitica della settimana

La Stampa
País Italia
Géneros Noticias
Idioma IT-IT
Episodios 16
Último 11.08.2026

Breaking Point è un podcast di analisi geopolitica e politica internazionale che esplora le grandi crisi del nostro tempo, dalle guerre in Medio Oriente alle tensioni nel Mediterraneo, dal conflitto in Ucraina alla competizione tra Stati Uniti, Cina e Russia. Ogni settimana, la docente universitaria e analista geopolitica Alessia Melcangi aiuta a comprendere dove sta andando il mondo e perché.

Episodios

  • Da Ceuta a Hormuz: quando gli alleati sfuggono di mano 11.08.2026 8m
    Dalla crisi migratoria tra Italia e Spagna alla partita sull’apertura dello Stretto di Hormuz, passando per il nuovo patto tra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan e lo scontro tra Trump e Netanyahu su Gaza: questa settimana gli alleati prendono sempre più spesso strade proprie. L’Iran usa Hormuz come leva per negoziare la fine della guerra, Riad cerca nuove garanzie di sicurezza e Netanyahu respinge il piano americano per Gaza. Un sistema internazionale in cui Washington resta indispensabile, ma fatica sempre più a dettare la linea.See omnystudio.com/listener for privacy information.
  • Chi controlla le rotte controlla la guerra: le nuove mappe del potere 04.08.2026 8m
    Dallo Stretto di Hormuz al Canale di Sicilia, passando per Gaza e Ceuta: le crisi di questa settimana sembrano lontane, ma raccontano tutte la stessa trasformazione. Nel nuovo episodio di Breaking Point, Alessia Melcangi analizza come stretti, frontiere e rotte energetiche siano diventati il vero terreno dello scontro geopolitico, dove si decidono equilibri militari, flussi migratori e rapporti di forza tra le potenze.See omnystudio.com/listener for privacy information.
  • La guerra degli stretti 28.07.2026 7m
    In questa puntata di Breaking Point analizziamo la fragile pausa tra Stati Uniti e Iran, la mediazione dell’Oman e il rischio che il conflitto si allarghi dal Golfo al Mar Rosso, coinvolgendo Houthi, Arabia Saudita, Hormuz e Bab el-Mandeb. Parliamo poi dell’accordo nucleare tra Washington e Riad, dell’aumento del prezzo di petrolio e gas, del nuovo ruolo dell’ASEAN e delle trasformazioni in corso tra Gaza e Cisgiordania. Crisi diverse, ma unite dallo stesso filo: la guerra sta ridisegnando rotte, alleanze, strategie energetiche e nuovi equilibri internazionali.ÂSee omnystudio.com/listener for privacy information.
  • Dal Golfo a Kiev:la nuova normalità della guerra 20.07.2026 6m
    Il memorandum tra Stati Uniti e Iran è ormai fallito e il Golfo torna sull'orlo della guerra. Hormuz si blocca di nuovo mentre Teheran minaccia di estendere la crisi fino a Bab el-Mandeb, trasformando le rotte marittime nella sua principale arma di deterrenza. La successione di Mojtaba Khamenei rafforza l'ala dura del regime, mentre in Ucraina la guerra comincia a logorare anche gli equilibri politici interni. Sul fronte occidentale nasce la NATO 3.0, con i Volenterosi chiamati a un ruolo sempre più centrale, mentre Trump riporta la Cina al centro dello scontro politico in vista delle elezioni di midterm. Una puntata dedicata a un mondo in cui le guerre non finiscono più: cambiano forma, si intrecciano e ridisegnano il nuovo ordine internazionale. ÂSee omnystudio.com/listener for privacy information.
  • La NATO si rafforza, Hormuz si richiude 13.07.2026 12m
    Ankara è stata il punto d'incontro delle grandi crisi internazionali. Il summit NATO ha ridefinito il futuro della sicurezza europea, confermando nuovi investimenti nella difesa e un sostegno senza precedenti all'Ucraina. Intanto Kyiv porta la guerra sempre più in profondità dentro la Russia, mentre in Medio Oriente la tregua tra Stati Uniti e Iran si incrina: Hormuz torna al centro dello scontro, Ali Khamenei viene sepolto e la nuova leadership iraniana rilancia la narrativa della vendetta. Una puntata che racconta come NATO, Ucraina e Medio Oriente siano ormai parte dello stesso scenario strategico, dove ogni decisione presa su un fronte produce effetti immediati su tutti gli altri. ÂSee omnystudio.com/listener for privacy information.
  • Il summit Nato e quel filo rosso tra Ucraina, Iran e Gaza 06.07.2026 7m
    In questa settimana nessun fronte si è davvero chiuso. Dall'Ucraina all'Iran, passando per Gaza, la NATO e Taiwan, i negoziati avanzano mentre sul terreno proseguono i bombardamenti, le tensioni e le dimostrazioni di forza. Trump torna a parlare con Putin e Zelensky, Teheran trasforma i funerali di Ali Khamenei in un messaggio politico rivolto al mondo, Ankara ospita un vertice NATO decisivo per il futuro della sicurezza europea, Netanyahu rilancia la sua linea su Gaza e la Cina continua ad aumentare la pressione su Taiwan. Il filo rosso è uno solo: stiamo entrando in un contesto internazionale in cui le crisi non si risolvono, si gestiscono attraverso la forza, la deterrenza e la pressione permanente.See omnystudio.com/listener for privacy information.
  • Dal Medio Oriente alla Nato: la pace fragile e le alleanze in bilico 29.06.2026 7m
    Una tregua che vacilla. Un accordo che divide. Un’Europa che prova a fare blocco. A una settimana dal memorandum tra Stati Uniti e Iran, droni, raid e accuse reciproche mostrano che la guerra può fermarsi sulla carta, ma la pace è ancora lontana. In Libano, l’accordo firmato tra Israele e Beirut apre una nuova fase, ma Hezbollah lo respinge e il rischio di tensioni interne torna a salire. Nel frattempo, in Europa, il caso delle basi italiane e le parole del segretario generale della NATO rivelano una verità sempre più evidente: la solidarietà atlantica non è più un automatismo. Gli europei sono chiamati a fare di più per la propria sicurezza proprio mentre cercano, tra Berlino e Antibes, di costruire un fronte comune. Il filo che lega tutte queste crisi è uno solo: il vecchio ordine internazionale non è ancora finito, ma quello nuovo non è ancora nato. E nel mezzo, tra tregue fragili, alleanze in trasformazione e nuove competizioni di potere, il mondo sta entrando in una fase sempre più imprevedibile.See omnystudio.com/listener for privacy information.
  • L’ordine di Trump: accordi fragili e alleanze sotto pressione 22.06.2026 7m
    Trump porta a casa un accordo con l’Iran che promette di riaprire Hormuz e avviare una nuova fase negoziale sul nucleare. Ma poche ore dopo il memorandum mostra già tutta la sua fragilità: Israele continua a colpire in Libano e Netanyahu rivendica la propria libertà d’azione, mettendo alla prova la credibilità dell’intesa. Mentre il Medio Oriente resta instabile, l’Ucraina prova a non sparire dall’agenda internazionale colpendo la logistica russa in Crimea e cercando di riportare l’attenzione occidentale sul conflitto. Al G7 di Évian gli europei tentano di riportare Trump sul dossier ucraino e ottengono un segnale importante sul sostegno a Kyiv. In cambio, però, Washington presenta il conto: più spese, più responsabilità e più coinvolgimento europeo nella sicurezza globale. Infine lo scontro tra Trump e Meloni mostra come il rapporto tra Stati Uniti ed Europa stia cambiando. Le alleanze restano, ma diventano sempre più transazionali. E in un mondo guidato dai rapporti di forza, la vera domanda è quanto gli alleati saranno costretti ad adattarsi alle priorità della nuova America.See omnystudio.com/listener for privacy information.
  • Intesa Usa-Iran: qual è il prezzo della pace? 15.06.2026 7m
    Stati Uniti e Iran raggiungono un’intesa, ma il dopoguerra resta fragile: Hormuz riapre, mentre nucleare e asset congelati vengono rinviati alla fase successiva. Israele continua a colpire in Libano, l’Ucraina arriva al G7 per restare al centro dell’agenda occidentale, e la Cisgiordania ricorda il costo umano delle guerre meno visibili. La domanda della puntata: chi scriverà le regole del nuovo equilibrio?See omnystudio.com/listener for privacy information.
  • La guerra dei negoziati: missili, tregue e ultimatum 08.06.2026 4m
    In questa puntata di Breaking Point analizziamo una settimana in cui le guerre non si fermano, anche quando i negoziati restano aperti. Iran e Israele tornano a colpirsi direttamente mentre Trump prova a salvare il dialogo con Teheran. In Libano, il cessate il fuoco esiste solo sulla carta: Israele continua a premere oltre il Litani e Netanyahu sembra deciso a non fermarsi. Sul fronte ucraino, Zelensky propone un incontro a Putin, Mosca rifiuta, mentre l’Europa dei “Volenterosi” prova a rafforzare il sostegno a Kyiv. Il filo rosso è chiaro: tutti parlano di negoziato, ma nessuno vuole arrivarci deboleSee omnystudio.com/listener for privacy information.
  • Romania, Hormuz, Beirut: perché nessuno vuole fermarsi adesso 01.06.2026 7m
    Mentre Stati Uniti e Iran continuano a inseguire un accordo che sembra sempre vicino ma non arriva mai, gli attori regionali sfruttano l’incertezza per rafforzare la propria posizione. Israele amplia le operazioni in Libano oltre il Litani e consolida il controllo su Gaza. Teheran difende Hormuz come leva strategica e rifiuta di rinunciare al nucleare. Sul fronte europeo, il drone caduto in Romania mostra come la guerra in Ucraina continui a testare la tenuta dello spazio di sicurezza euro-atlantico. Il filo conduttore è uno solo: tutti sanno che potrebbe aprirsi una nuova fase diplomatica, ma nessuno vuole arrivarci a mani vuote. Più territorio, più deterrenza, più controllo, più capacità di pressione. In altre parole: più bargaining chips da giocare al tavolo negoziale. Nella nuova puntata di Breaking Point analizziamo come la competizione geopolitica stia trasformando tregue, cessate il fuoco e negoziati in strumenti per ridefinire i rapporti di forza prima ancora che venga firmato un accordo.See omnystudio.com/listener for privacy information.
  • Hormuz, Ucraina, Cuba: Negoziare sull’orlo del conflitto 26.05.2026 7m
    Tra accordi possibili e nuove minacce, il sistema internazionale entra in una fase sempre più instabile. Washington tenta di negoziare con Teheran senza rinunciare alla pressione militare, mentre Hormuz si conferma il vero centro della crisi globale. Cuba torna nel mirino della strategia americana di “massima pressione”, in una riedizione della logica del “cortile di casa”. Sul fronte ucraino, Putin risponde agli attacchi di Kyiv con una guerra di ritorsione sempre più spettacolare e distruttiva. E nel Mediterraneo, il caso della flotilla riapre il conflitto tra sicurezza, diritto umanitario e legittimità internazionale. Più che una stagione di pace, il mondo sembra entrare nell’era delle tregue armate.See omnystudio.com/listener for privacy information.
  • Il potere si sposta: perché Xi, Putin e Iran testano la fragilità americana 18.05.2026 8m
    Nel nuovo episodio di Breaking Point, Alessia Melcangi analizza una settimana in cui le crisi globali sembrano intrecciarsi in un unico grande confronto tra potenze. Il vertice tra Trump e Xi riporta al centro Taiwan, mentre Washington cerca il sostegno cinese su Iran, petrolio e stabilità dei mercati. Intanto il dossier iraniano entra in una fase sempre più pericolosa: la diplomazia lascia spazio agli ultimatum, e la guerra torna a essere percepita come strumento di pressione negoziale. Sullo sfondo, Hormuz cambia natura: non più soltanto stretto energetico, ma leva sistemica globale tra energia, dati, finanza e sicurezza. In Ucraina, il viaggio di Putin a Pechino e l’offensiva dei droni di Kiev mostrano che anche la guerra russo-ucraina è ormai parte del grande negoziato tra Washington e Pechino. Il punto non è più solo capire se le crisi finiranno, ma chi riuscirà a uscirne più forteSee omnystudio.com/listener for privacy information.
  • Medioriente e Ucraina: le tregue di carta e la diplomazia delle bombe 11.05.2026 7m
    Dallo Stretto di Hormuz, tornato al centro dello scontro tra Stati Uniti e Iran, al Libano, dove il cessate il fuoco resta solo formale mentre Israele e Hezbollah continuano ad accusarsi e colpirsi. Sul fronte ucraino, Putin parla di pace ma la guerra prosegue senza tregua reale. Intanto Marco Rubio arriva a Roma per ricucire i rapporti con Italia, Vaticano ed Europa, mentre Washington resta stretta tra pressione militare, tensioni commerciali e incertezze sulla NATO. Sullo sfondo, il dossier decisivo: il vertice tra Trump e Xi Jinping. Perché mentre gli Stati Uniti provano a gestire troppi fronti aperti, la Cina osserva, guadagna spazio e si prepara a misurare la fragilità americana.See omnystudio.com/listener for privacy information.
  • Dall’Iran a Cuba alla NATO: tutti i fronti accesi da Trump 04.05.2026 6m
    La crisi si allarga e cambia forma. Gli Stati Uniti aumentano la pressione su Teheran mentre si apre uno scontro interno sui poteri di guerra del presidente. Sul piano globale, Trump riattiva più fronti contemporaneamente: dialoga con Putin sull’Ucraina, attacca gli alleati europei e rilancia la tensione anche nel quadrante caraibico. Intanto, sul terreno, i conflitti non si fermano: la guerra in Ucraina continua, mentre in Medio Oriente ogni equilibrio resta precario. E sullo sfondo, la partita energetica ridisegna gli assetti: l’uscita degli Emirati dall’OPEC segna una frattura profonda nel Golfo e apre nuovi scenari globali. Non è più una crisi. È un sistema di crisi interconnesse. Questo è Breaking PointSee omnystudio.com/listener for privacy information.
  • Trump sotto attacco, Iran senza accordo, Libano fuori controllo 27.04.2026 6m
    L’attentato a Donald Trump riporta al centro la crescente instabilità interna degli Stati Uniti, segnata da una polarizzazione politica che si traduce sempre più spesso in violenza. Ma la frattura non è solo domestica. Sul piano internazionale, Washington alza i toni contro gli alleati della NATO, ridefinendo l’Alleanza in termini di allineamento più che di cooperazione. In questo contesto, il negoziato con l’Iran resta bloccato: nucleare, sanzioni e controllo dello Stretto di Hormuz continuano a dividere le parti, mentre Teheran rafforza la propria leva strategica. Parallelamente, il fronte libanese si riaccende, con Israele che intensifica le operazioni contro Hezbollah e un contesto sempre più fragile che rischia di compromettere qualsiasi tentativo diplomatico. Dall’attentato negli Stati Uniti al Libano, passando per il dossier iraniano, la crisi si articola su più livelli ma segue una stessa traiettoria: un sistema internazionale sempre più instabile, dove le linee di rottura si moltiplicano e si alimentano a vicenda.See omnystudio.com/listener for privacy information.
  • Né pace, né guerra: verso Islamabad 2 20.04.2026 4m
    La crisi tra Stati Uniti e Iran entra in una fase sospesa e instabile. Dopo il fallimento dei colloqui di Islamabad, si apre uno spiraglio negoziale, subito smentito dall'apertura e repentina chiusura di Hormuz e dal ritorno della tensione. Al centro resta una dinamica di pressione reciproca: Washington mantiene il blocco navale, Teheran risponde utilizzando lo Stretto come leva strategica e rifiutando negoziati sotto coercizione. Il fronte libanese, già fragile, evidenzia le divergenze tra Stati Uniti e Israele, mentre l’Europa prova a intervenire solo sul piano tecnico. In assenza di fiducia e di concessioni strutturali, il negoziato resta bloccato. Ne deriva una crisi che non esplode, ma nemmeno si risolve, alle porte di una tregua che sta per finire.See omnystudio.com/listener for privacy information.
  • Iran vs Stati Uniti: il prezzo di una fragile tregua 13.04.2026 5m
    La fumata nera del primo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran riporta il conflitto pericolosamente vicino a una nuova escalation. I nodi irrisolti restano molti, ma è lo Stretto di Hormuz a confermarsi il vero baricentro delle tensioni: ancora di fatto sotto il controllo delle Guardie rivoluzionarie, è diventato lo snodo strategico attorno a cui ruotano pressioni militari e diplomatiche. In risposta, Donald Trump ha scelto la linea dura, annunciando un blocco navale delle navi dirette verso i porti iraniani — una mossa che apre scenari complessi, sia sul piano militare che su quello giuridico internazionale. Teheran, dal canto suo, ha già rafforzato la propria presenza lungo la costa, lasciando presagire una reazione che potrebbe ampliare ulteriormente il conflitto. Nel frattempo, Benjamin Netanyahu prosegue le operazioni in Libano, mantenendo aperto un secondo fronte che rischia di compromettere ogni spazio negoziale. Sul piano politico, le tensioni si allargano ulteriormente: Trump alza i toni non solo verso gli avversari ma anche sul piano simbolico, arrivando a colpire apertamente anche il richiamo alla pace del Papa. Si entra così in una nuova fase della guerra — più instabile, più frammentata, e carica di implicazioni che vanno ben oltre il piano regionale.See omnystudio.com/listener for privacy information.
  • Da guerra lampo a escalation globale 30.03.2026 5m
    Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran ha superato la logica della guerra lampo. Energia, rotte strategiche e fronti regionali si intrecciano, mentre il Golfo diventa campo di battaglia e la diplomazia resta fragile. Il risultato, nonostante i te tattici di tregua, è una crisi sistemica, senza una vera strategia di uscita.See omnystudio.com/listener for privacy information.
  • Tregua o illusione? Il rischio di una guerra fuori controllo 23.03.2026 6m
    Un ultimatum senza precedenti. Donald Trump minaccia l’Iran: riaprire lo Stretto di Hormuz o affrontare attacchi diretti alle infrastrutture energetiche. Ma mentre Washington alza i toni, cerca anche una via d’uscita. Israele accelera. Teheran resiste. Tre strategie diverse, un solo punto di rottura. Lo Stretto di Hormuz diventa il centro della crisi globale: petrolio fermo, Nato spaccata, Europa esposta. La possibile scorta militare alle petroliere rischia di trasformarsi in un atto di guerra. Nel Golfo, intanto, la guerra è già operativa: attacchi mirati, intelligence in tempo reale, infrastrutture energetiche nel mirino. Il conflitto supera le soglie: energia, nucleare, proiezione globale. E per la prima volta, anche le capitali europee entrano nel raggio d’azione dei missili iraniani. Non è più una crisi regionale. È una crisi sistemica.See omnystudio.com/listener for privacy information.

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