Mappe. Capire il mondo

Mappe. Capire il mondo

Corriere della Sera
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Jaksot 2
Viimeisin 27.09.2026

Mappe è il podcast settimanale della redazione Esteri del Corriere della Sera. Ogni episodio offre notizie e approfondimenti per orientarsi sulla politica internazionale e sui grandi temi del mondo contemporaneo. Il taglio è giornalistico e divulgativo, pensato per aiutare chi ascolta a capire contesti e dinamiche globali spesso complesse. Il titolo richiama l'idea di una bussola per leggere un pianeta che sembra averla persa.

Jaksot

  • Tira un vento di estrema destra in Europa? 27.09.2026 26min
    Il successo dell’Alternative fur Deutschland (Afd) alle ultime elezioni regionali in Germania, il più grande e “ingombrante” dei Paesi dell’Unione, apre a un interrogativo: tira un vento di estrema destra in Europa? La prima a rispondere è Mara Gergolet, corrispondente da Berlino, che ci aiuta a capire l’ascesa del partito guidato dalla enigmatica Alice Weider. Si aggiunge il grande scrittore tedesco Ingo Schulze, che spiega il successo degli estremisti nei Lander della ex Germania Orientale. Marilisa Palumbo, capo della redazione Esteri del Corriere, ragiona sul peso crescente dei partiti estremisti all’interno dei 27 Paesi dell’Unione e anche a Bruxelles, dove sempre più riescono a imporre l’agenda. Infine Stefano Montefiori, corrispondente dalla Francia, ci porta nel Nord povero roccaforte del Rassemblement national di Marine Le Pen; la quale però prende le distanze dall’Afd perché - spinta dai sondaggi - sente avvicinarsi l’Eliseo e vuole affermarsi come leader non di rottura ma di governo.
  • Sarà un'estate di guerre (cominciando dal Sudan) 22.09.2026 25min
    Qualcosa si è rotto nel mondo: ovunque si guardi, c’è un conflitto armato. Cominciamo dal Sudan, “la peggior crisi umanitaria in corso”, secondo le Nazioni Unite, conseguenza di una guerra civile entrata nel quarto anno di violenza, che ha già fatto 150 mila morti e minaccia oltre 13 milioni di persone. Lo raccontano da Khartoum Matteo D’Alonzo di Emergency e Philippe Kropf del Programma alimentare mondiale. Ma per questa prima speciale puntata del nuovo progetto di podcast settimanale della Redazione Esteri del Corriere della Sera, facciamo un ragionamento più ampio: sono in corso almeno 130 conflitti, nel conteggio del Comitato della Croce Rossa Internazionale; una tendenza in crescita negli anni Venti del Duemila, secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto di ricerca sulla pace di Oslo. Che sta succedendo? “Ci sentiamo assediati dai conflitti, così tanto che alla fine non vorremmo sentirli, e sicuramente non vorremmo reagire”, osserva Barbara Stefanelli, condirettrice del Corriere della Sera. “Ci sono momenti di attenzione vera, di struggimento anche, e poi seguono lunghe fasi di rimozione o anche più banalmente di distrazione”. Che fare, allora? “In questa fase storica l'onestà è un elemento fondamentale di come facciamo informazione”, continua, “l'onestà nell'esercizio del nostro lavoro, che resta quello di raccogliere notizie e riproporle con chiarezza, con la massima completezza possibile, per dimostrare che non c'è tutta questa distanza, che non c'è noi e loro, che non c'è noi e loro guardando al Sudan, che non c'è noi e loro guardando alle ragazze iraniane che somigliano tantissimo alle nostre ragazze, che non c'è noi e loro guardando la gente che è rimasta intrappolata per mesi, per anni a Gaza e che è molto più importante capire come aiutare la popolazione di Gaza che azzuffarci tra noi, con quello sdegno che ci riempie talmente tanto di compiacimento che poi non facciamo niente”.Dunque un podcast per ridisegnare la mappa di un mondo nel caos, come alle origini della cartografia, un tentativo di capirlo. E di reagire.  “Dopo la caduta del muro di Berlino, negli anni '90, c'era questa idea che si andava verso un mondo più pacifico, più giusto, con più democrazia - interviene Marilisa Palumbo, capo della redazione Esteri del Corriere - che la globalizzazione sarebbe equivalsa a più diritti, più libertà ovunque. Invece non è stato così. O meglio, lo è stato fino a un certo punto, ma poi c'è stata questa involuzione”. Persino Internet, che sembrava veicolo di libertà, è diventato strumento di repressione nelle mani degli autocrati. “L’ordine liberale internazionale è entrato in crisi e siamo piombati in una sorta di età dell'impunità in cui gli Stati, ma anche attori non statali, possono fare delle cose inaudite senza pagarne le conseguenze”. Ne abbiamo parlato anche con la politologa Nathalie Tocci, docente di Relazioni Internazionali alla Johns Hopkins University. “Si sta rompendo l'ordine internazionale, e per ordine intendiamo istituzioni, norme e quindi diritto internazionale. E perciò vediamo guerre intrastato, che a differenza del passato, stanno acquisendo sempre più dimensioni regionali o dimensioni globali, e anche guerre tra gli Stati”. Che erano quasi scomparse. “Ci potevano essere, come dire, accordi e disaccordi su 1.000 questioni, ma su una cosa erano tutti d'accordo: che la base del diritto internazionale, integrità territoriale e sovranità, diciamo, non si toccava”Tutto saltato, tutto da rifare. Molto lavoro per questo podcast. 

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