Qualcosa di personale
OnePodcast
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Un podcast di Giulia Santerini che esplora il messaggio di libri, dischi e film con chi li ha creati. Ogni venerdì una nuova puntata con scrittori, musicisti, attori, sportivi e altri personaggi pubblici, che condividono ricordi, dubbi e speranze. Un mix di emozioni e risate, senza prendersi troppo sul serio.
Epizode
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Paolo Crepet: "Tutti pazzi per Sinner. E perché tuo figlio è chiuso in casa a ordinare la pizza?" 23.07.2026 31min"Non tutti hanno un'anima, chi uccide i bambini non ce l'ha. Ma se ce l'hai è come un orto, va nutrita e coltivata". Paolo Crepet - psichiatra, sociologo, saggista, conferenziere nei teatri da sold out fisso - varcati i 70 anni e con decine di saggi alle spalle, firma, appunto, "Riprendersi l'anima" (HarperCollins) - già premio Hemingway - e ci indica una via stretta."L'IA ci fa scemi, lo scroll e l'algoritmo anche". Grandi e piccini. La strada è il gioco per i bambini, la creatività e il fare le cose insieme per gli adulti. Sfide, sconfitte, andare oltre la ripetizione e la comfort zone. Altro che ossessione dei corpi ed eterna giovinezza: "I nonni invece di fare la corsetta vadano a giocare coi nipoti. Vogliamo vivere fino a 130 anni ma senza vita, rinunciando a mangiare e bere con l'aggeggio della pressione addosso". E isolati."I signori delle Big tech ci vogliono individui e separati. Ma l'intelligenza non è individuale, è collettiva. Dunque, o la esercitiamo o abdichiamo". Ne va della democrazia: "Ci vogliamo consegnare a una monarchia digitale? Vogliamo ospedali controllati dai robot, scuole coi robot, Wimbledon giocata dai robot?"Il tennis è una sua croce e ossessione: "Possibile che, sbracati sul divano, ammiriamo Sinner e Alcaraz, che sanno cosa sono fatica e impegno, e poi ai nostri figli puliamo il nasino a 10 anni come a 20!?". Nulla contro i giovani: "Amo i rivoluzionari, ma quelli che osano, sfidano le onde da velisti, vanno a cercarsi un lavoro in Antartide, gli ultimi dei Mohicani". Da dove nasce la violenza nei ragazzi? "Dalla frustrazione. Non ci fidiamo di loro, li andiamo a prendere a scuola come pacchi Amazon. A proposito. Vorrei il divieto di ordinare cibo a casa sotto i 35 anni". E del cellulare sotto i 16? "Avanti così e arriveremo a una bella telecamerina inserita nel feto per postare foto del nascituro". E il profluvio di foto e video ci fa sempre meno sensibili: "Siamo micragnosi, anestetizzati dalle immagini, non ci fanno più effetto. Guerre e gattini. Ma ci pensate all'effetto dello scatto della strage di Capaci ai tempi?" Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices -
Vanessa Casu: "Io non sono la mia cecità. Ho una figlia-cane guida, conosco il panico e la felicità" 16.07.2026 30min"Non c'è un podio del dolore. Anche se io ho passato una Divina Commedia a vent'anni, non è detto che oggi non possa essere felice. Faccio quello che mi pare, amo la mia cucciola Pancake, il mio cane guida. E voglio prendermi cura degli altri". Parola di Vanessa Casu, 30 anni, un'artrite reumatoide che e le ha tolto la vista un pezzettino alla volta fino alla cecità totale a 20 anni, appunto. In studio con Pancake, un labrador da 33 chili che lei chiama "la mia piccolina", ci porta la sua storia e la sua battaglia: "Non sono la portavoce della dinastia dei disabili. Sono Vanessa, che aveva paura di essere Vanessa al 20% una volta persa la vista. E che ha avuto per anni il buio dentro. Ma poi ne è uscita ed è diventata una bella ragazza indipendente". Una ragazza gay che ha avuto anche un paio di "storie tossiche", ha sofferto molto ma che ha ripreso a cercare l'amore ("non mi accontento della prima che passa perché sono cieca e sento così poca voglia di un impegno totale in giro"). Non cerca più invece il successo con la musica anche se ha una voce splendida - 4 sì a X Factor a 19 anni -, suona chitarra e batteria e compone canzoni in stile Janis Joplin. "Il mio è un genere che in Italia non esiste, pop ma anche rock e soul. Per avere successo non bastano il talento e una storia. Il mercato non vuole una ragazza cieca con la testa dura che non canta la canzone dell'estate e non cede alle mode". Quella ragazza oggi è cintura nera di kickboxe, si è laureata con lode in Media, comunicazione digitale e giornalismo e ha fatto dei suoi canali social un lavoro: sulla pagina Instagram vanessacasumusic raggiunge centinaia di migliaia di persone raccontando la sua vita e i suoi pensieri e ha scritto il libro "Io e Pancake. La mia storia, il mio cane guida e tutto quello che ci fa stare bene" (Rizzoli). E tra social, libro e intervista in studio riesce a farci stare davvero meglio tutti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices -
Gabriele Corsi: "Quanti uomini da poco. A indifferenti e cinici social chiedo solo 'Tu cosa fai'?" 09.07.2026 30minLa provocazione a tutti i costi e i social violenti ("non sei un hater, sei solo uno stronzo"). Il libro mistero sangue sesso del vecchio direttore di giornale e il trapper ignorantissimo Colon che strabilia Sanremo con il brano "Attacca il diacono". La serie strabanale "Reinnamorarsi" a Roma e "i podcast dei podcast che al mercato mio padre comprò". Cattivissimi casi da promuovere che toccano al protagonista del primo romanzo di Gabriele Corsi, "Un uomo da poco. Sei disposto a peggiorare per migliorare la tua vita?". Insomma: essere senza scrupoli e morale porta più successo? Partiamo di qui, perché un conduttore storico di Radio Deejay (Chiamate Roma Triuno Triuno col Trio Medusa) e un volto tv (Iene, Eurovision, PrimaFestival, Dont' Forget the lyrics) assai amato ha sentito il bisogno di scrivere questa storia? "A volte mi dicono che sono troppo una brava persona. Penso invece che ci siano in giro troppe cattive persone", spiega in studio. Ma chi sono gli uomini "da poco" per l'autore? Quanti ne ha incontrati nel mondo dello spettacolo. E fuori? Corsi non si tira indietro, racconta chi e cosa non ama e perché ha detto parecchi no ("Domenica in" compresa). Sono show le imitazioni del suo "Sbrocco", modello del comico romano scadente, come le reading . Poi mostra il tatuaggio con il nome che gli hanno dato in Uganda, che significa "giorno di raccolta quando il raccolto è buono". "Questo vorrei che restasse, non un libro o la tv ma qualcuno che dica Gabriele ha provato a fare qualcosa". Ancora una volta, come con il suo primo libro "Che bella giornata. Speriamo che non piova", riesce a farci ridere e commuovere. Il suo segreto. Una news: da settembre lo vedremo condurre una nuova trasmissione: "Buy it now, mai più senza", in prima serata sul Nove. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices -
Cathy La Torre: "Tutte le volte che gli uomini rubano le invenzioni e violano i diritti delle donne" 02.07.2026 28minQuante volte avete parlato in riunione e vi hanno interrotte? Oppure un uomo ha ridetto la vostra stessa cosa ma è stato più ascoltato? E quante volte un uomo vi ha spiegato cose che eravate tranquillamente in grado di fare da sole, dallo stile di guida alle reazioni che dovreste avere. Aggiungete frasi come "non sono cose da donne" o "oggi sei nervosa, è uno di quei giorni" e crederete di avere completato il quadro maschilista. Sbagliato: da secoli che gli uomini si intestano le scoperte delle donne. Basta leggere “Tutte le volte che le donne hanno inventato qualcosa ma il merito se l'è preso un uomo” (Rizzoli). Si va dal tergicristallo, alla lavatrice, il Bacio Perugina, il Dna, la cura per la lebbra, il cromosoma Y, le stelle pulsar, scoperte da Nobel mai assegnati. L'ha scritto Cathy La Torre, avvocata da oltre un milione di follower e titolare di uno degli studi più importanti d'Italia sul fronte dei diritti. Ci spiega La Torre: "Io sono non binaria, ho tolto il seno, ho una parte di uomo in me. Sono anche sterile perché ho avuto un tumore alla cervice. Proprio per questo sono femminista e difendo, tra gli altri, i diritti delle donne, dall'aborto agli asili e alla giusta retribuzione. Ma vi dico di più, io difendo anche gli uomini dal sessismo nel quale sono immersi, il mito dell'uomo che non deve piangere e non chiedere mai". Per La Torre siamo nel tempo del transfemminismo: "I diritti o sono di tutti o sono privilegi. Se sei povera, infelice, discriminata, da te parte una catena di infelicità che influenza quelli che hai intorno". L'autrice di “Se è violenza non è amore” fa il punto anche su femminicidi, vittimizzazione secondaria e una legge sul consenso che in Italia proprio non riesce ad arrivare. Intervista di Giulia Santerini Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices -
Serena Dandini: "Le donne facevano paura nel '46 e anche oggi. Ma non le freghi piu" 25.06.2026 30min"Paura non abbiamo": il nuovo libro di Serena Dandini uscito per Einaudi è l'occasione per portarci in studio il coraggio e l'intelligenza, l'ironia e la caparbietà delle 21 Madri costituenti e di tante donne fortissime che le hanno seguite. Grazie alle Madri in Costituzione vennero messe paroline cruciali, come "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso", la base per far accedere alle posizioni della pubblica amministrazione le donne ma anche per il diritto di famiglia e quello delle lavoratrici. E poi dalla loro battaglia nacquero leggi venute molto più tardi, dall'abolizione del delitto d'onore allo ius corrigendi, dal divorzio all'aborto ("a rischio, ormai in corteo a difenderlo troviamo nonne, figlie e nipoti")Un grido scapigliato sulle pagine e in video in pieno spirito Dandini a scuoterci nei tempi dei Trump e dei Vannacci, "una figurina ritagliata dal passato", al quale l'autrice spiega con pazienza perché il femminicidio esiste ed è importante ricordarlo. Spiega anche al ministro Nordio perché il codice Rocco-Mussolini non è affatto il più bello del mondo. Ma il messaggio è più largo. "Siamo tutti chiusi in casa, spaventati dalle guerre, delusi dalla politica, con gli occhi sui telefonini. Mi è venuta voglia di dirmi e di dire a tutti svegliamoci. Guardiamoci indietro per vedere da dove veniamo e dove non vogliamo tornare". Due chicche: l'avviso a De Gregori ("lo adoro e se non vuole dare messaggi dal palco nessuno lo obbliga, ma non condanni chi lo fa come Bruce Springsteen"). E la rivelazione: "Mi piacerebbe rifare 'Parla con me', ma a questo punto lo chiamerei 'Il divano rosso'. Alle presentazioni mi chiedono sempre 'Torna il divano?'" (Intervista di Giulia Santerini) Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices -
Concita De Gregorio: "Basta coi guerrieri. Il cancro non si batte, si cura. In America sarei morta" 18.06.2026 33min"Tutti abbiamo un danno. Una malattia, un licenziamento, un lutto. È importante dare un nome alle cose e cercare la cura che fa per noi, che è diversa per ogni persona". "La cura" (Einaudi) è il titolo del nuovo romanzo di Concita De Gregorio, non un viaggio nella malattia ma nella vita. La sua e quella di chi ha incontrato sulla sua strada "nel tempo del dopo, quello in cui voglio solo cose belle e dico basta alle persone sasso". Cose belle come "abbracci da scimpanzé", contatto fisico con le persone, musica, teatro, mare e lavoro. Persone belle: "Quelle che ci fanno stare bene e non se ne vanno quando devono restare".Cosa succede in una donna davanti a una diagnosi di cancro? Qual è il primo pensiero, come lo dici ai figli. C'è una lista possibile di cose da fare o far trovare in tua assenza? In studio tocchiamo alcuni dei momenti più privati della giornalista, scrittrice e attrice, ma anche i più buffi, con i dialoghi surreali col prof che sta per operarla o con la compagna di stanza Angelina a ferragosto in un ospedale magico di Barcellona. Il quadro è molto più grande, punta alla bellezza e appunto, alla cura per tutti. "Se fossi nata in America sarei morta - è sicura Concita -. Le uniche battaglie politiche che contano oggi sono per la sanità e l'istruzione". Senza quest'ultima si cade nel tempo dei bulli, da Trump a Vannacci, nella solitudine e nella paura. Intervista di Giulia Santerini Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices -
Francesca Lollobrigida: "Le donne che mi criticano non sono realizzate. Ora una bimba e nuovi podi" 11.06.2026 27min"Atleta-mamma? Mi piace molto perché no?" A pochi mesi dalle sue due medaglie olimpiche Francesca Lollobrigida si presenta in studio prima di un allenamento in tuta dell'aeronautica, trucco perfetto e unghie rosa shocking: già pensa a nuove gare ma intanto, ammette, il prossimo progetto è una sorellina per Tommaso, tre anni. Il grande protagonista del suo oro nei 5000 nel pattinaggio di velocità (ha vinto l'oro anche sui 3000) alle olimpiadi invernali di Milano-Cortina. È nella memoria di tutti l'immagine di Francesca che abbraccia il figlio in pista avvolta nel tricolore. Un gesto che le è valso tante lodi ma anche critiche pesanti. In studio ci racconta quanto lavoro c'è stato dietro i suoi risultati, il rientro dopo la maternità ("torni a gareggiare ma non sai se puoi tornare a vincere") e anche perché quel giorno ha fatto scendere in pista il bambino piccolo. Ci dice del suo rapporto con Gina Lollobrigida, di un marito-papà niente affatto mammo e di una visione del mondo e dello sport preziosa per incoraggiare tutte le donne che temono la maternità, non solo le atlete. In chiusura, ci svela la magia della sua specialità, che Lollobrigida ha regalato a tanti ragazzi in carrozzina con un pattino decisamente speciale come testimonial della campagna "Campioni ogni giorno". Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices -
Serena Mazzini: "Partner e psicologi virtuali, orsetti e robot. L'Ia ci sfrutta e ci rende più soli" 04.06.2026 29minSerena Mazzini ha avuto 4 boyfriend virtuali ("diabolici, cercano le tue debolezze per spingere su quelle e farti pagare tendenzialmente una prestazione di sesso sintetico"), è entrata nelle chat di teenager che inneggiavano alla violenza e al nazismo ("facilissimo manipolarli"), si è fatta chiamare dall'assistente telefonico per anziani ("una delusione, non sa parlare di nulla"), ha dialogato con il padre morto ("più spendi più il caro defunto sarà verosimile e presente"). Tutto grazie all'intelligenza artificiale. Tutto per scrivere e spiegarci che "La tua solitudine è il nostro business. Come l'intelligenza artificiale sta trasformando le nostre relazioni" (Rizzoli), tema e titolo del suo nuovo saggio. "Oltre 800 milioni di persone nel mondo in questo momento stanno usando l'Ia - spiega in studio -. Doveva essere un supporto per il lavoro, viene usata per riempire vuoti. Un mercato da 532 miliardi di dollari". Nei vuoti dovrebbero esserci, appunto, fidanzati e amici, terapeuti, giocattoli, caregiver. E invece "ci sono boyfriend e terapeuti trovati via Chat Gpt, Gemini, Claude o Ecopilot. Che ti spingono prima o poi a pagare e a farlo sempre di più per non rompere un legame e per avere servizi aggiunti, dalla prestazione di sesso virtuale a un dialogo col caro defunto, magari anche con la sua voce. O orsetti parlanti che però (è successo) possono finire a darti informazione sul bondage". Grazie all'Ia si moltiplicano i video di abusi sui bambini. Senza contare che "con il loro tono confidenziale i chatbot creano un rapporto a specchio con qualcuno che non ti contraddice mai. Disabituandoti al confronto, fino a confermarti persino in tentativi suicidi" (storia vera, per ora americana). Serena Mazzini è una freelance esperta di media strategy, insegna advertising e teoria e metodo dei nuovi media alla Naba di Milano ed è co-host del podcast Burnout di Selvaggia Lucarelli. Per la newsletter "Vale tutto" di Lucarelli su Substuck (l'italiana più letta al mondo) scrive pezzi e inchieste, tra le più recenti quella che esamina oltre 3000 post di Andrea Sempio nell'arco di 7 anni (dai quali si è fatta un'idea originale e informata del nuovo grande accusato di Garlasco, che ci racconta). È nata a Stresa, ha vissuto i primi forum, è uscita dal guscio grazie alle community, ha studiato a Bologna, ma solo ora, a 30 anni, da espertissima digitale ha riscoperto l'amore per i contatti umani e il calore di una famiglia numerosissima. Intervista di Giulia Santerini Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices -
Csaba dalla Zorza: "Perché se una donna sceglie di fare la casalinga è considerata di serie B?" 28.05.2026 28minQuando ci dividiamo tra lavoro, bambini e casa lo facciamo davvero per scelta? Perché un maschio deve lavorare per portare a casa lo stipendio e una femmina fa la stessa cosa ma anche tutto il resto? Fare la tavola o una torta può essere considerato importante e rilassante? Quanto tempo ci devono i nostri famigli per tutta le spesa e le attenzioni che abbiamo regalato loro? Solo alcune delle domande che nascono incontrando Csaba dalla Zorza dopo aver letto il suo "Io sono Adele", secondo romanzo dopo l'esordio con "La governante" (Marsilio). Due libri uniti dalla storia di una donna che arrivata ai 60 anni, con una famiglia e una lunga e gloriosa carriera alle spalle, si chiede se ne è valsa la pena e se non sia tempo di ritagliarsi un po' di spazio e tempo per sé.Csaba è un volto televisivo molto noto, la trasmissione "Cortesie per gli ospiti" è un cult, dirige la rivista "Foster. Coltiviamo il vivere meglio", i suoi consigli su life-style e le sue ricette sui social sono seguitissimi. Ma in studio e nei romanzi ci rivela un volto segreto, intimo e letterario che è una vera scoperta. "Scrivere è stato il modo per dire della mia infanzia caotica come figlia di divorziati, la frustrazione del lavoro di casa non riconosciuto con un marito e due figli mentre avevo impegni pesanti anche fuori, lo sfinimento mio e di tante amiche che cercano sempre di fare tutto, il bisogno di rallentare staccare e pensare solo a ciò che davvero ci piace fare" Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices -
Ilaria Capua: "Il mio decalogo per salvare il talento delle donne dai trogloditi maschilisti" 21.05.2026 25min“Ma chi ti credi di essere? Rita Levi Montalcini?” “Qui i concorsi di vincono in due modi: puoi portare voti al mio partito o esser carina con me”. Storie vere raccontate dalla professoressa Ilaria Capua nel suo “Non Mollate. Manuale di resistenza per l’affermazione del talento femminile” (Rizzoli). Scoccati i 60 anni, la virologa e scienziata di fama internazionale ha deciso di raccontare violenze psicologiche e fisiche subite in carriera da lei e dalle sue ricercatrici da parte di maschi “trogloditi” (prende la definizione dall’ultimo libro di Francesco Piccolo) figli e tramite del patriarcato. Ancora egemone negli atenei e nel mondo Stem, ma non solo. Un dato per tutti: le donne laureate sono il 25,9% contro il 18,7 degli uomini, sempre le donne sono il 50% dei ricercatori, ma i ruoli senior vanno agli uomini. Capua regala a tutte noi una lista utilissima di consigli di comportamento e atteggiamento mentale per vincere ostacoli, trappole e freni maschili alla nostra realizzazione sul lavoro e magari anche in casa. Appendete la lista sul frigo o nelle note del telefonino Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices -
Chiara Tagliaferri: "Mia figlia è nata con la Gpa e non è una merce. E io non sono una privilegiata" 14.05.2026 28min"Se non vuoi fare un figlio sei un’egoista, se lo vuoi sei un'egoista lo stesso". La scrittrice Chiara Tagliaferri una figlia ora ce l'ha ed è nata il 13 febbraio del '24 da tre mamme: una ha donato gli ovuli, una ha ospitato l’impianto con l’inseminazione del marito Nicola Lagioia, la terza è lei, che ha desiderato fortissimamente Lula per sette anni, dal giorno in cui compiuti i 40 ha scoperto che i suoi ovuli stavano scomparendo. Seguono tre fecondazioni assistite fallite in Italia e un mare di rabbia, senso di colpa e dolore, ma anche di desiderio e ricerca delle condizioni ideali per far nascere una nuova vita grazie a una mamma surrogata. Tema scivolosissimo: in Italia la gestazione per altri è reato universale, c'è chi è contro le "mamme forno" e chi continua a parlare di utero in affitto e sfruttamento del corpo delle donne, magari povere. "Privilegiata, ricca, radical chic, viziata, vecchia”: l'hanno accusata di tutto. Chiara ha risposto con il memoir Arkansas (Mondadori), il diario del suo dolore e dell'alleanza di tre donne serene e coscienti di ciò che facevano. "Il mio libro non è un manifesto, non voglio convincere nessuno - spiega in studio -. ma prima di giudicare vorrei che le persone sapessero di cosa parliamo. So che ci sono delle zone grigie nella Gpa, e dico che vanno regolamentate, Michela Murgia ne ha scritto tanto. Ma non è stato il nostro caso. Nella nostra storia ci sono state volontà e alleanza, fede e anche denaro certo, ma guadagnato onestamente". Quanto al pagamento: "La figlia non l'abbiamo comprata, non ha prezzo. Abbiamo rimborsato tutte le tutele mediche, psicologiche e legali che dessero alla gestante ogni garanzia", assicura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices -
Carmen Russo: “A Drive in facevo l’oca, ma ho fatto inserire il balletto. Oggi sogno il cinema” 07.05.2026 28minSi può usare un corpo da 90-60-90 per far conoscere il proprio talento senza compromessi? Qual è la vera emancipazione femminile? Come si resiste per oltre 40 anni tra palco, set e moltissima tv. Le risposte di Carmen Russo sono sorprendenti. Giovanissima miss esplosa con le copertine di Playman, regina della commedia sexy all'italiana, dopo il passaggio al Bagaglino è riuscita a conquistarsi una lunga carriera sul piccolo schermo tra sketch e danza, tra Rai e Mediaset ("A Drive in facevo l'oca ma ho fatto inserire il balletto che non c'era"), tra Italia e Sudamerica. Ora, a 66 anni portati con allegria (in studio ci mostra allungamenti e sgambetta), viene coinvolta in reality e trasmissioni come ospite, ma sogna una nuova vita da attrice. Si è appena messa alla prova nel ruolo di una produttrice dura e severissima nel film di Carlo Fenizi "La sobrietà", tra mockumentary e commedia nera, su Amazon Prime: "Una parte perfetta in cui mi conoscete poco, io sono molto forte e determinata". E sorridente: "Amo la vita". Così ha conquistato Enzo Paolo Turchi e Raffaella Carrà (anche Delon e Fellini ma questa è un’altra storia, che ci racconta). Così a 50 anni ha superato le critiche per la maternità tardiva di Maria, oggi tredicenne, "una studentessa modello che vuole fare la calciatrice". Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices -
Stefania Auci: "La mia doppia vita, tra Leoni e ragazzini perduti. L'amore si impara in famiglia" 30.04.2026 27minStefania Auci è tornata in vetta alle classifiche dei più letti con l'"Alba dei leoni" (Nord), il prequel dei Leoni di Sicilia, un altro tomo da oltre 500 pagine. Come è possibile nel 2026 catturare un pubblico così ampio con la storia di fine 1700 di una famiglia di fabbri, poi, certo, divenuti commercianti di spezie, proprietari di tonnara, creatori del celebre amaro Florio, armatori e politici? Cosa salvare e cosa dimenticare di quella lunga vicenda italiana di amore e patriarcato, imprenditoria e avidità? Auci è anche una professoressa di sostegno in un istituto tecnico di Palermo. Perché una scrittrice letta e tradotta in oltre 40 paesi del mondo non lascia una professione tanto dura e complicata? Nella chiacchierata ci dice anche delle donne del sud ieri e oggi e soprattutto dei giovanissimi lasciati a se stessi. Compresa l'alunna che voleva graffiarla per un cellulare tolto in aula... Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices -
Stefania Andreoli: "Vi dico la verità sulle famiglie 'perfette' e gli adolescenti che si armano" 23.04.2026 26minC'è un bambino di otto anni accoltellato nel giorno del suo compleanno al centro di "Un'ottima famiglia" (Rizzoli), il primo romanzo di Stefania Andreoli, psicologa, psicoterapueta e saggista che da oltre 25 anni si occupa di adolescenti e soggetti borderline. Da dove vengono le esplosioni di violenza dei ragazzi, in casa e a scuola. E come affrontarle? Che genitori e che famiglie siamo diventati? E quale ruolo giocano social e videogame in tutto questo? Andreoli risponde con l'esperienza clinica ma anche un intuito e una modalità unici. Non per niente la sua "stanza delle parole" live su Instagram il martedì è amatissima dei giovani e il suo spazio radiofonico nella trasmissione Catteland su Radio Deejay riceve decine di richieste di consulenza, soprattutto da padri e madri spaventati e disorientati dai loro figli. La dottoressa ci racconta anche che mamma è lei e i due "comandamenti" di casa Andreoli. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices -
Giacomo Bertagnolli, sciatore ipovedente dei record: "Due respiri e giù, la pista ce l'ho in testa" 16.04.2026 28minAlle gare io arrivo sempre all’ultimo momento al cancelletto. Due bei respiri e giù. Se arrivassi 40 minuti prima continuerei a ripensare al tracciato e mi farei un castello di carte che mi confonde, tensione inutile”. Parola di Giacomo Bertagnolli, anni 27, da Cavalese Val di Fiemme, una atrofia del nervo ottico dalla nascita che gli toglie il 95% della vista, il più medagliato di sempre alle Paralimpiadi: 13 podi, ben 5 solo a Milano-Cortina: due ori, due argenti e un bronzo con la sua guida Andrea Ravelli. Gli sci li ha messi ha due anni e mezzo, ma solo a 13 ha trovato la strada dello sci paralimpico: "Finalmente competevo ad armi pari, fino a lì mi avevano fatto giocare a hockey ma con bambini vedenti, sono finito in disparte". Come quando gli amici prendevano il patentino a 16 anni e lui è rimasto in bicicletta: "Vado giù come un pazzo anche con il downhill, faccio arrampicata e surf, ma non vedere ti toglie parecchio. Non posso guidare e fare tanti lavori, ma non voglio fare il lamentone, anzi amo spronare gli altri. Dico sempre che l'importante è cominciare. Provate tutto e troverete la vostra strada". Altri consigli? "Non fate sempre le stesse cose, staccate e non rispondete ad altri che a voi stessi Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices -
Lidia Ravera: "Evadete dalla gabbia del femminile, scendete dal tacco 12 e niente tette per i 18" 09.04.2026 26min"Ho deciso di fare un regalo alle ragazze: possono essere persone, decidere di tagliarsi i capelli e venderli, scrivere e non diventare madri. Non essere carine per forza, secondo i cliché nei quali ci chiudono da sempre". Ecco perché Lidia Ravera, 40 anni dopo l'uscita, ha deciso che era il momento di ripubblicare il suo romanzo "Bagna i fiori e aspettami" (Bompiani) un coraggioso remake di "Piccole donne", il classico di Louisa May Alcott. Ci sono quattro tipi femminili riveduti e corretti e soprattutto la sua Jo, Giovanna, alla ricerca del (pessimo) padre: "una femminista vera perché libera". Dopo "Porci con le ali", esordio con fama e polemiche a fiumi a 25 anni, Ravera ha sentito il bisogno di scrivere un libro pieno di ironia e ritmo e con una scena di violenza su una 18enne. "La violenza c'è sempre stata ma cresce e si capisce perché, stiamo cambiando e gli uomini non lo accettano. Intanto abbiamo un governo che non sa fare una legge sul consenso. Il patriarcato non molla". Per fortuna ci sono i giovani, nei quali ha molta fiducia: "Felice della vittoria del No al referendum mi sono trovata a festeggiare la sera in una piazza piena di ragazzi. Hanno detto no alla riforma della giustizia, ma anche a Meloni, al pacchetto sicurezza, alla restrizione dei loro spazi, al genocidio a Gaza". L'autrice di "Age pride" e "Volevo essere un uomo" (Einaudi) fa i conti da sempre con l'età e l'essere nata femmina: "Se fossi nata maschio, mi sarei risparmiata molti svantaggi e avrei guadagnato 25 anni di vita in manutenzione mancata". La scrittrice torinese controcorrente ci dice anche del suo essere madre e nonna "contemplativa e viziante" Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices -
Dargen D'Amico: "La felicità c'è solo se condivisa, non posso stare bene se il mio vicino sta male" 02.04.2026 28minL'intelligenza artificiale e la guerra in Iran e a Gaza; il rap e la violenza tra i ragazzi ieri e oggi; l'amore che finisce "come un centro commerciale, del resto lo siamo tutti, lo sono diventate le nostre case, le nostre persone". Dargen D'amico nel nuovo album "Doppia mozzarella" mette il suo mondo interiore ma anche tutto quello che gira intorno. Tredici tracce per testi complessi e letterari, denuncia e riflessione a ritmo di rap, hip-hop, lo-fi urban e perfino una tarantella con una bella dose di elettronica nel disco. Lo stesso mondo che ci riporta a ritmi di ironia pacata e onestà in studio. Ammette che al tredicesimo album, ancora, quando deve incominciare un nuovo lavoro non sa se ci riuscirà e con il suo "esperto" da anni deve fare i conti con l'idea di non meritarselo. Una certezza però ce l'ha: "La felicità c'è solo se è condivisa, non posso stare bene se il mio vicino sta male". Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices -
Il comico Vittorio Pettinato: "Ho 500mila followers, ma la fama è arrivata... con Gualtieri e cestò" 26.03.2026 29minHa cominciato a sei anni con Papa Wojtyla e Antonio di Pietro ("colpa del Trio e di Fiorello, i miei primi miti") ed è arrivato a trenta alle clamorose imitazioni di Gualtieri e Bad Bunny. Ma Vittorio Pettinato adora riprodurre anche le vanità comuni (è nei teatri con "Centro di vanità permanente"), dal prete influencer al global trotter, dal milanese imbruttito al romano super rilassato, dal critico gastronomico al "detoxer" digitale. Nato e cresciuto a Pavia, figlio di calabresi, ha vissuto a Milano e sta per trasferirsi a Roma, dove lavora a Radio2: "Sono sempre stato quello strano, isolato. Un bambino calabrese a Pavia e uno del nord a Lamezia Terme". Sarà per questo che ha sempre cercato di farsi voler bene: "Non sono un comico pungente, sono poco spinoso, un riccio senza aculei". Resta che Pettinato è l'unico in Italia ad avere il coraggio di recitare Dante in calabrese, a imitare ruvidi come Crepet e il suo idolo Gratteri ("ma lì ho fatto una pinna di complimenti nella dida") e a prendere in giro le interviste di Pasolini ("tutte col vento, dove le ha fatte hanno messo delle pale eoliche") Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices -
Sigfrido Ranucci: "Perché il governo umilia i magistrati e non vuole una giustizia giusta" 19.03.2026 30minC'è una casta in Italia che vuole restare fuori da ogni controllo? Perché si è arrivati a una "riforma della magistratura" invece di una riforma della giustizia per processi più veloci e certi? Sigfrido Ranucci risponde con cifre e cronaca vera, presentando il suo "Il ritorno della casta. Assalto alla giustizia" (Bompiani). Un "atlante per capire" in pieno stile Report che il giornalista e conduttore ha scritto in pochi giorni, a caldo, dopo che gli è stata chiesta la tessera sanitaria all'acquisto dell'auto nuova dopo l’attentato. "C'è un disegno per controllarci tutti - spiega -. Magistrati e giornalisti, ma anche cittadini comuni". Ranucci ci dice anche perché una bomba sotto casa non l’ha cambiato. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices -
Luca Argentero: "Vivo in una bolla di felicità familiare. Bello fare lo str**zo con Ligas dopo Doc" 12.03.2026 26minDa super Doc, il dottore più amato d'Italia a cattivissimo Ligas, l'avvocato più scaltro d'Italia. Luca Argentero confessa: "Ho provato un gusto sorprendente a fare lo str**zo spavaldo. Ligas è tutto quello che non ho il coraggio di essere io". Il suo nuovo personaggio (già adorato su Sky e Now) beve troppi gin tonic, si rompe un dente facendo sesso, si fa lasciare dalla moglie, ma ha un fiuto geniale nei casi da penalista. Argentero poteva assomigliargli nella sua Torino di inizio Duemila ("ho provato tutto ma niente di dicibile"), Oggi invece in comune con lui ha solo la pervicacia: laurea in economia e commercio, nessuna accademia ma tanti coach, preparazione continua, centinaia di pose sul set e grandi registi a fargli da scuola, Ozpetek in testa. L'attore torinese 48enne ha una vita super regolare: sana ginnastica mattutina, sana alimentazione, sani orari. "Soprattutto grazie a mia moglie Cristina Marino". Che è con lui nella prima puntata della serie: "Le scene intime vengono meglio se c'è verità". La verità di Argentero è che non teme la vecchiaia ("ma non mi guardo allo specchio"), piuttosto il tempo sprecato. Al tema ha dedicato un libro ("Disdici tutti i miei impegni") e uno spettacolo teatrale presto in scena: "È questa la vita che sognavo da bambino?". Lui di bambini ne ha due, 3 e 6 anni: "Li accompagno io a scuola alla mattina - si illumina -. E la sera la favola della buonanotte è mia. Mi dicono tutti che è un momento, ma che fantastica bolla di felicità!" Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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