il posto delle parole
livio partiti
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Un podcast culturale quotidiano che propone conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori. Ogni episodio offre un confronto diretto con chi scrive, approfondendo temi e storie legate alla letteratura. Il motto del programma è "ascoltare fa pensare", sottolineando la vocazione riflessiva e dialogica del format. Un appuntamento per chi ama la lettura e desidera scoprire nuove voci del panorama letterario.
Episod
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Daniele Petruccioli "Il partito disarmato" 26.09.2026 32minDaniele Petruccioli"Il partito disarmato"Kalòs EdizioniC'è una mattina di dicembre, a metà degli anni Settanta, in cui Roma si riempie di donne. Scendono da via Cavour verso piazza della Repubblica con le gonne colorate e i capelli al vento. È un corteo separatista: gli uomini non sono ammessi, nemmeno i compagni. Da qui si muove Il partito disarmato, il nuovo romanzo di Daniele Petruccioli, appena arrivato in libreria per Kalòs edizioni.Al centro della scena c'è Mia, minuta, occhi grandi e scuri, militante nel servizio d'ordine di Lotta continua. È divisa tra la fedeltà all'organizzazione e l'appartenenza a un movimento, quello femminista, che per la prima volta le fa sentire il proprio corpo come parte di un corpo più grande. Quando lo spezzone maschile di Lc prova a forzare il corteo, la frattura diventa fisica, visibile, irreparabile. È uno di quei momenti in cui la Storia cambia direzione, e chi lo vive se ne accorge solo dopo.Petruccioli racconta quegli anni senza nostalgia e senza processi sommari. Il suo sguardo è ravvicinato e partecipe: tiene insieme l'euforia collettiva e la solitudine di chi, finito il corteo, resta seduto a piangere sui gradini di un portone. Il titolo porta con sé una domanda che riguarda anche noi: che cosa resta di una lotta quando si depongono le armi, reali o simboliche, e che cosa si guadagna?Daniele Petruccioli è nato a Roma nel 1970. Si è diplomato all'Accademia nazionale d'arte drammatica Silvio D'Amico e per anni ha lavorato in teatro come attore e regista, comparendo anche in fiction televisive come Il maresciallo Rocca. Dal 2005 è soprattutto traduttore dal portoghese, dal francese e dall'inglese. È la voce italiana di autori come Dulce Maria Cardoso, Philippe Djian, Alain Mabanckou e Will Self. Insegna traduzione all'università Unint di Roma e ha pubblicato due saggi sul mestiere, Falsi d'autore (Quodlibet, 2014) e Le pagine nere (2017). Come romanziere ha esordito nel 2020 con La casa delle madri, seguito da Si vede che non era destino (2023) e Viaggio nell'Ade (2025).Kalòs è una casa editrice palermitana attiva dal 1989. È nata come marchio specializzato in libri d'arte e volumi illustrati dedicati alla storia, alla cultura e alle tradizioni della Sicilia. Nel 2018, anno di Palermo Capitale italiana della cultura, il marchio è passato a una nuova proprietà, con la direzione editoriale affidata a Salvino Leone. Da allora il catalogo si è aperto anche alla narrativa, pur restando fedele alla sua vocazione: promuovere "il bello". È stata la prima casa editrice siciliana a ottenere la certificazione di qualità ISO 9001 per la progettazione e la realizzazione dei propri libri.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Elisa Bottero "Play with Food" 26.09.2026 12minElisa Bottero"Play with Food"www.playwithfood.itLa scena del cibo, Torino, 26 settembre – 4 ottobre 2026C'è un festival, a Torino, dove il cibo non si limita a comparire in scena: diventa drammaturgia, relazione, rito condiviso. È Play with Food – La scena del cibo, il primo e unico festival teatrale italiano interamente dedicato al cibo e alla convivialità, che quest'anno taglia il traguardo della quindicesima edizione.Nato nel 2010 da un'idea di Davide Barbato e organizzato dall'Associazione Cuochilab, in quindici anni il festival ha portato a Torino nomi come Lella Costa, Gabriele Vacis, Sotterraneo, Teatro delle Ariette, Frosini/Timpano, e ha inventato un format diventato il suo marchio di fabbrica: le underground dinner, cene teatrali in case private e luoghi segreti, dove la tavola si fa palcoscenico e il confine tra spazio pubblico e privato si scioglie nel gesto di mangiare insieme.Dall'edizione 2025 la direzione artistica è affidata a Elisa Bottero, insieme a Daniele Pennati. Collaboratrice storica del festival, Elisa ne ha raccolto l'eredità conservandone la vocazione originaria, intrecciare nutrimento e linguaggi performativi, e allo stesso tempo spingendolo con decisione verso l'Europa e il mondo. Sotto la nuova co-direzione Play with Food ha ottenuto il riconoscimento triennale come festival teatrale dal Ministero della Cultura, ha aderito a Ça mijote, rete europea dedicata alle pratiche artistiche che mettono il cibo al centro, e ha avviato con La Garance – Scène nationale de Cavaillon un progetto pluriennale di ricerca e produzione attorno all'artista libanese Hiba Najem, con debutto previsto nel 2028.Il cartellone 2026 ne è il risultato: nove giorni, oltre trenta appuntamenti, artisti da Austria, Libano, Giappone e Italia. Si apre con Food, lo spettacolo tra circo e teatro dell'austriaco Michael Zandl, e si prosegue tra Freekeh di Hiba Najem, una cerimonia del tè giapponese tra danza e musica dal vivo, Pasta madre di Stivalaccio Teatro, Veglia di Menoventi, fino al ritorno delle underground dinner con La tournée dei soggiorni di Filippo Panìco. Ogni spettacolo è accompagnato da momenti conviviali con i Maestri del Gusto di Torino e provincia.Con Elisa Bottero parliamo di cosa significhi dirigere un festival in cui il pubblico non si limita a guardare, ma si siede a tavola; di come si sceglie uno spettacolo che "sa di cibo" senza scadere nella cucina da palcoscenico; e di quale ricetta serva per far crescere una manifestazione indipendente senza perderne il sapore originario.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Matteo Curtoni "Manuale dei serial killer italiani" 25.09.2026 19minMatteo Curtoni, Elisabetta Montanari, Maura Parolini"Manuale dei serial killer italiani"Prefazione di Cristina CattaneoMimesis Edizioniwww.mimesisedizioni.itDalle colline insanguinate del Mostro di Firenze alla Milano lombrosiana di Antonio Boggia, attraverso i carrugi bui della Genova di Donato Bilancia fino all’Emilia cannibale di Leonarda Cianciulli: una geografia cruenta svela un’altra Italia, quella degli assassini seriali che, con i loro delitti, hanno marcato in modo indelebile la cronaca nera nazionale e l’immaginario collettivo. Organizzato come un dizionario, il Manuale raccoglie profili e vicende dei serial killer italiani, unendo precisione documentaria e forza narrativa. Le storie si succedono come tappe di un atlante oscuro, in cui ogni regione, ogni provincia, ogni paese custodisce i propri episodi indicibili. Ne emerge una storia d’Italia anomala e frammentaria, in cui il male non è un’eccezione ma una presenza carsica: riemerge, si trasforma, si nasconde, poi esplode incontrollato, lasciando dietro di sé tracce che solo a posteriori, forse, possono essere riordinate e comprese.Matteo Curtoni è scrittore e traduttore. Ha pubblicato il romanzo Una notte a mangiare smania e febbre (2000) e tradotto, tra gli altri, Joe Hill, Katherine Dunn, Nnedi Okorafor, Joseph Sheridan Le Fanu.Elisabetta Montanari è giornalista del “Corriere della Sera”, è stata la più giovane cronista a occuparsi dell’inchiesta Mani Pulite. Ha seguito da vicino le indagini sulle più importanti storie del crimine a Milano.Maura Parolini è traduttrice, scrittrice e podcaster. Ha pubblicato diversi manuali di magia e tradotto, tra gli altri, Stephen King, Paul Tremblay, P. Djèlí Clark, Dorothy L. Sayers.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Betti Pedrazzi "Erano donne" Festa del Racconto 25.09.2026 13minBetti Pedrazzi"Erano donne"Festa del Raccontowww.festadelracconto.itAttrice di teatro e di cinema tra le più intense della scena italiana, Betti Pedrazzi torna nella sua Carpi come ospite della XXI edizione della Festa del Racconto, domenica 4 ottobre 2026 alle ore 16, nella Sala dei Nomi del Museo Monumento al Deportato, in collaborazione con la Fondazione Fossoli.L'incontro, "Erano donne. Voci che affiorano", dà corpo e parola a cinque figure femminili lontane nel tempo e nel destino: Colette, Cristina Trivulzio di Belgiojoso, Paolina Borghese, Caterina Fieschi Adorno e Giovanna d'Arco. Cinque vite diverse, unite dal coraggio di rompere le convenzioni in nome della libertà. Un filo che attraversa i secoli e che Betti Pedrazzi raccoglie con la sua voce, a partire dal libro di Gioia Costa di cui ha firmato la prefazione.Diplomata all'Accademia d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico", ha iniziato il suo percorso con Luca Ronconi, suo primo maestro. Negli stessi anni ha fondato la compagnia "Il Quadro" e ha diretto il Teatro Nuovo Eden di Carpi. In teatro ha lavorato, tra gli altri, con Giancarlo Cobelli, Vincenzo Salemme, Carlo Cecchi, Valerio Binasco, Toni Servillo e Roberto Andò. Ha vinto il Premio Borgio Verezzi come migliore attrice non protagonista per il ruolo di Emilia nell'"Otello" di Shakespeare ed è stata candidata al Premio Ubu per la "Trilogia della villeggiatura" di Goldoni. Di recente è stata in scena nel "Tartufo" di Molière con la regia di Jean Bellorini.Al cinema l'abbiamo vista in "È stata la mano di Dio" di Paolo Sorrentino, "Figli" di Giuseppe Bonito, "18 regali" di Francesco Amato e "Il più bel secolo della mia vita" di Alessandro Bardani.Betti Pedrazzi è stata ospite de Il Posto delle Parole: in questa intervista ci racconta il lavoro sulla voce, il rapporto con queste cinque donne e cosa significa, per un'attrice, dare ascolto a chi la storia ha cercato di zittire.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Michela Martignoni "La maledizione di Perla Bonaparte" Emilio Martini 25.09.2026 19minMichela Martignoni, Elena Martignoni"La maledizione di Perla Bonaparte"Emilio MartiniEdizioni Corbacciowww.corbaccio.itSono le 7 di una fredda giornata di febbraio a Lungariva. L’innocente passeggiata mattutina del commissario Gigi Berté viene interrotta da un macabro ritrovamento: sulla spiaggia dove ha portato i suoi cani si imbatte nei cadaveri di una donna e un uomo legati fra loro con una cima.Sono nudi e la loro morte risale a qualche giorno prima. Ben presto, grazie ad alcuni indizi, si scoprirà la loro identità: la donna è Perla Bonaparte, nobile, ricca e chiacchierata, nativa di Lungariva da dove se n’è andata una decina di anni prima. Una maledizione, che risale alla fine dell’Ottocento, grava su di lei, come su tutte le donne della sua famiglia. L’uomo è Aiace del Grifo, un trentacinquenne originario di Genova, prestante uomo d’affari e allevatore di cavalli. Qual era il rapporto fra le due vittime, unite nella morte? Erano amanti? Oppure testimoni di qualcosa che non dovevano vedere? Per capirlo servirà il contributo non solo della consolidata squadra investigativa di Lungariva e dell’ispettore Romeo di Genova, ma anche delle testimonianze di chi li conosceva. Determinante, però, sarà il fiuto di Gigi Berté, reso più acuto dalle sue personali inclinazioni e… chissà, forse anche dal suo proverbiale caratteraccio.Dietro lo pseudonimo di Gigi Berté si nasconde un vicequestore aggiunto in carne e… coda brizzolata, che opera in un commissariato italiano. Anche dietro il nome Emilio Martini si cela qualcuno in carne e… penna: due sorelle scrittrici, Elena e Michela Martignoni, che conoscono bene il commissario, sono milanesi e frequentano da anni la Liguria. Insieme hanno scritto i romanzi storici Requiem per il giovane Borgia, Vortice d’inganni, Autunno rosso porpora e Il duca che non poteva amare, e i gialli con protagonista il commissario Berté La regina del catrame, Farfalla nera, Chiodo fisso, Doppio delitto al Miramare, Il mistero della gazza ladra, Invito a Capri con delitto, Il ritorno del Marinero, Ciak: si uccide, Il paese mormora, Il caso Mariuz, Vent’anni prima, Il botto, Sfida a Berté, L'uomo del Bogart Hotel, Aspettando Cosetta, La numero uno e La maledizione di Perla Bonaparte, oltre alle raccolte I racconti neri del commissario Berté e Talent Show.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Maurizio Fantoni Minnella "Che cos'è una biblioteca?" 25.09.2026 38minMaurizio Fantoni Minnella"Che cos'è una biblioteca?"Ogni biblioteca nasce da un desiderio impossibile: tenere insieme tutto ciò che è stato scritto, sottrarlo al tempo, renderlo di nuovo leggibile. Proprio per questo la sua storia è anche una storia di fragilità: i libri bruciano, si sbriciolano, vengono dimenticati, censurati, dispersi. Il percorso che segue attraversa sei luoghi, reali e immaginari, in cui la biblioteca si mostra per ciò che è davvero. Non è un deposito, ma un organismo vivo che chiede custodi.I. AlessandriaIl mito fondativo. Una città che voleva possedere il sapere del mondo e che, proprio per questo, ha consegnato alla memoria collettiva la sua perdita. Da allora ogni biblioteca porta in sé il ricordo di un incendio.II. BabeleBorges immagina una biblioteca infinita che contiene tutti i libri possibili, e in cui proprio per questo nessuno riesce a trovare quello che cerca. Altrove confessa di essersi sempre figurato il Paradiso come una specie di biblioteca. È lo sguardo da cui parte Fantoni Minnella: il suo documentario "Libri di sabbia" (2019) prende il titolo da un racconto borgesiano.III. Il desertoNell'Adrar mauritano, a Chinguetti, Ouadane, Tichitt e Oualata, ci sono antiche città carovaniere oggi patrimonio Unesco. Lì manoscritti medievali e libri a stampa arrivati dal Cairo e dalla Mecca sono custoditi da secoli nelle biblioteche private delle famiglie, tramandati di padre in figlio. Sabbia, termiti e desertificazione li minacciano. Il film di Fantoni Minnella nasce da un gesto di ascolto, «Mi sono messo in ascolto del deserto», e dal timore che finiscano come Timbuctù.IV. Il rogoIl 10 maggio 1933 a Berlino e nelle città tedesche si bruciano i libri in piazza. Ogni anno l'Associazione italiana biblioteche ricorda quella notte con la rassegna "Libri salvati", letture pubbliche contro la cancellazione della memoria. Salvare un libro è un atto politico. Lo sapeva Victor Hugo, che nel 1872 dedica un poema alla biblioteca incendiata durante la Comune.V. La biblioteca di casaSono scaffali costruiti in una vita, disordinati, stratificati. La biblioteca privata è un autoritratto involontario, un diario scritto con i libri degli altri. Chi la guardasse senza conoscerci capirebbe molto di noi: dei viaggi, degli amori, delle ossessioni.VI. La sogliaInfine la biblioteca pubblica, luogo di accesso e di democrazia: l'unico spazio in cui chiunque può entrare, sedersi e leggere senza dover comprare nulla. Da qui torna la domanda di fondo del percorso: chi custodisce oggi i libri, e per chi?— Tu viens d'incendier la Bibliothèque ?— Oui.J'ai mis le feu là.— Mais c'est un crime inouï !«Hai appena incendiato la Biblioteca?» «Sì. Ci ho appiccato il fuoco.» «Ma è un crimine inaudito!» Il poema si chiude con la risposta dell'incendiario, che rovescia l'accusa: «Non so leggere».(Victor Hugo, "À qui la faute ?", da "L'Année terrible", 1872)There is no Frigate like a BookTo take us Lands away«Non c'è vascello come un libro per portarci in terre lontane.»(Emily Dickinson, 1873 circa, pubblicata postuma nel 1894)Maurizio Fantoni Minnella (Varese, 1959) è scrittore, saggista, critico cinematografico, documentarista e fotografo. Si è formato negli anni Ottanta ai Cineseminari della Cineteca Italiana di Milano. Ha pubblicato oltre trenta opere tra narrativa, saggistica e reportage di viaggio, tra cui il romanzo "Ritmo binario" (Castelvecchi, 2022), "Destini globali" (Castelvecchi, 2024) e "Un viaggio in inverno" (Passigli, 2025). Ha girato una trentina di documentari tra Palestina, Algeria, Kurdistan, Senegal, Messico e Mauritania. In Mauritania ha realizzato "Libri di sabbia", sulle biblioteche del deserto, accompagnato dalla mostra fotografica "Parole di sabbia". Studioso di letteratura latinoamericana,... -
Francesco Spartà, Marco Ubezio "Exit Queen" 24.09.2026 12minFrancesco Spartà, Marco Ubezio"Exit Queen"Scacco alla ReginaBonfirraro Editorewww.bonfirraroeditore.itLa monarchia può sopravvivere alla democrazia?Per la prima volta nella sua storia, la monarchia britannica potrebbe finire al voto.Un nuovo primo ministro ha conquistato Downing Street trasformando il rancore di una generazione in una vittoria elettorale travolgente. Ora porta a Buckingham Palace una proposta di legge, una data, dieci lettere che potrebbero cambiare per sempre la storia britannica: un referendum sulla monarchia.Elisabetta II lo ascolta in silenzio. Ha attraversato guerre, crisi politiche e rivoluzioni culturali. Ha visto cadere imperi e primi ministri. Sa che il potere vero non ha bisogno di gridare: resiste. Ma questa volta qualcosa è diverso. E per la prima volta il silenzio potrebbe non bastare.Fuori dal palazzo il Paese è già diviso. Nei pub del Nord si brinda alla Repubblica. Nelle contee del Sud si difende la Corona come un’eredità sacra. Consiglieri politici, spin doctor e custodi delle istituzioni muovono le loro pedine mentre il Regno Unito si prepara a scegliere.Se il popolo vota, anche una corona può cadere. Tra Buckingham Palace e Westminster prende forma una partita silenziosa e implacabile: non solo sul destino della monarchia, ma sull’anima stessa della nazione.Exit Queen scacco alla regina è un romanzo politico potente e attualissimo, sospeso tra realtà e profezia. Una riflessione sull’identità di una nazione sferzata dal vento del populismo e della crisi economica. Perché quando la Storia accelera, anche le istituzioni che sembravano eterne possono finire sotto scacco.La domanda è una sola: la monarchia deve ancora esistere? La partita è appena iniziata.Francesco SpartàVaresotto, ma con le origini e il cuore a Taormina, dopo la laurea in Giurisprudenza e i primi lavori tra i grattacieli milanesi, saluta l’amata Lombardia e arriva nella capitale, dove passa per la Luiss e si specializza in Comunicazione Politica.Di fede interista e catanese, se gli avessero chiesto cosa avrebbe voluto fare a 9 anni, avrebbe risposto calciatore e giornalista. Il primo lo ha fatto gonfiando le reti durante l’adolescenza. Il secondo, il vero sogno della sua vita, lo raggiunge a 25 anni quando approda all’AGI, dove attualmente opera agli Esteri.Marco UbezioÈ un avvocato con la passione per la monarchia inglese. Ha partecipato alla trasmissione televisiva Rischiatutto scegliendo come tema proprio la regina Elisabetta II.Nel 2022 ha pubblicato insieme ad Alberto Mattioli, la biografia Elisabetta, la Regina infinita (Garzanti). Negli ultimi anni è spesso intervenuto in TV su temi della monarchia britannica.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Giulia Ragonese "Linguaggio d'amore" 24.09.2026 10minGiulia Ragonese"Linguaggio d'amore"Comunicare fuori dalla violenzaBordeaux Edizioniwww.bordeauxedizioni.itChe cos’è un linguaggio d’amore? È possibile comunicare fuori dalla violenza, liberando le parole dal dominio degli stereotipi e delle gerarchie patriarcali? Partendo dall’esperienza concreta dei centri antiviolenza, Giulia Ragonese attraversa il rapporto tra linguaggio, potere e relazioni, interrogandosi su come le parole costruiscano il nostro modo di stare al mondo. In un tempo segnato da guerre, femminicidi e nuove forme di sopraffazione, questo libro propone una riflessione radicale: la violenza non è un incidente della comunicazione, ma una struttura culturale che abita il linguaggio quotidiano, i gesti, i silenzi, perfino le espressioni che consideriamo più innocue. Attraverso esempi, esperienze sul campo e riferimenti al pensiero femminista, Linguaggio d’amore mostra come gli stereotipi di genere modellino l’immaginario collettivo e condizionino le relazioni affettive, familiari, lavorative e politiche. Ma apre anche uno spazio possibile: quello di una lingua nuova, capace di ascolto, reciprocità e autodeterminazione. Un libro che invita a ripensare il modo in cui parliamo, amiamo e condividiamo il potere. Perché costruire un linguaggio d’amore significa immaginare una società diversa, più giusta e finalmente libera dalla violenza. Prefazione di Michela Cicculli.Giulia Ragonese, PhD in Italianistica, docente di Lettere, è esperta in linguaggi e politiche di genere. Ha lavorato per enti pubblici come consulente di comunicazione istituzionale ed è stata Presidente del Consiglio comunale di Vetralla, dove ha istituito la Casa delle Donne e promosso la nascita del CAV territoriale. Socia di Differenza Donna, è operatrice antiviolenza. Fa parte della redazione di romarivista, magazine culturale di Roma Capitale.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Alberto Casadei "Narrazioni mutanti" 24.09.2026 21minAlberto Casadei"Narrazioni mutanti"Sulla letteratura italiana del XXI secoloMimesis Edizioniwww.mimesisedizioni.itLe opere narrative del XXI secolo si collocano in un campo di forze culturali che si è trasformato rapidamente con l'avvento dei social network e dei nuovi mezzi di comunicazione. In questo contesto, categorie come ibridazione, stratificazione e sincretismo, pur non rappresentando una novità assoluta, assumono una rilevanza particolare e si adattano perfettamente a un panorama in continua evoluzione. Alberto Casadei propone un'indagine inedita sulla narrativa italiana contemporanea attraverso i testi e gli autori chiave del cambiamento, da Giulio Mozzi e Giorgio Vasta sino a Laura Pugno e tanti altri, per esaminare come le forme del nuovo realismo s'intridano di componenti weird."Il weird intrinseco al reale può ancora costituire un aspetto di demistificazione perché non fornisce chiavi di lettura univoche."Alberto Casadei è docente di Letteratura italiana all'Università di Pisa. Fra i suoi studi si segnalano Stile e tradizione nel romanzo italiano contemporaneo (2007), Letteratura e controvalori (2014), Biologia della letteratura (2018), Un poema che diventa sacro (2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Valerio Molteni "Una casa ci vuole" 24.09.2026 17minValerio Molteni"Una casa ci vuole"Edizioni Città Nuovawww.edizionicittanuova.itQuesto è un romanzo sullo stare, sull’esserci e sul ricominciare. Racconta di una casa in cui arrivano bambini che hanno alle spalle storie di abbandoni, separazioni, violenze, conflitti e povertà. Bambini che a volte urlano e graffiano e piangono ma poi giocano, disegnano e camminano a piedi nudi. Intorno a loro ci sono adulti che resistono e a volte si arrendono, che falliscono e ricominciano. Tra loro un uomo, nato nella seconda metà degli anni Settanta, cresciuto in un paese di provincia del Nord Italia, che quando era piccolo lo chiamavano Lacrimafacile.Valerio Molteni è educatore e cooperatore sociale dal 1996. Lavora nel paese in cui è cresciuto e dove si trova la comunità educativa per bambini e ragaz-zi di cui è coordinatore. Una casa ci vuole è il suo primo romanzo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Davide De Luca "Dialoghi sulla biblioteca" ESSECI Cuneo 23.09.2026 13minDavide De LucaDirettore Fondazione Arteawww.fondazioneartea.orgLE BIBLIOTECHE PRIMA DI ALESSANDRIA: RACCOLTE PUBBLICHE E PRIVATE DI MANOSCRITTI NELL’EGITTO ANTICOSabato 26 settembre 2026 | ore 21.00ESSECI – Corte Vanna e Giulio FerreroVia Santa Maria 11, CuneoA cura di Fondazione Artea, nell’ambito di READING FORWARD. Dialoghi sulla bibliotecaChristian Greco ripercorre la storia delle biblioteche nell’Egitto antico, dalle raccolte legate a templi e palazzi alle biblioteche private, mettendo in discussione la moderna distinzione tra archivi e biblioteche. Attraverso i manoscritti e le figure che li hanno raccolti e trasmessi, emerge una concezione della biblioteca come luogo di conservazione, produzione e trasmissione della memoria e della conoscenza.Conferenza di Christian Greco, Direttore Museo Egizio di Torino, in conversazione con Carlotta Macerollo, giornalista e conduttrice RAI e Davide De Luca, Direttore Fondazione Artea.L’accesso all’incontro è libero e gratuito, fino ad esaurimento posti, previa prenotazione a Eventbrite.Christian Greco è Direttore del Museo Egizio dal 2014, dove è responsabile dei progetti di ristrutturazione e riorganizzazione del percorso museale e supervisiona gli aspetti legali, finanziari e scientifici dell’istituzione. Sotto la sua direzione, il Museo ha promosso mostre, convegni, workshop, progetti di inclusione sociale e numerose collaborazioni con musei, università e istituti di ricerca nazionali e internazionali.Laureato in Lettere Classiche a Pavia, in Egittologia a Leiden e con un dottorato in Egittologia a Pisa, prima della direzione del Museo Egizio è stato curatore della sezione egizia del Rijksmuseum van Oudheden di Leiden e membro dell’Epigraphic Survey dell’Oriental Institute dell’University of Chicago a Luxor. Dal 2011 è co-direttore della missione archeologica italo-olandese a Saqqara.Autore di oltre 90 pubblicazioni scientifiche e keynote speaker in numerosi convegni nazionali e internazionali, affianca all’attività di insegnamento in Egittologia e Museologia una intensa attività di divulgazione scientifica. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui Miglior Direttore di Museo Italiano per Artribune nel 2019 e nel 2022 e Torinese dell’Anno 2023. È attualmente Console Onorario dei Paesi Bassi in Italia.Carlotta Macerollo, inviata e conduttrice di Rainews24, racconta l’attualità sia in studio che sul terreno, provando ad orientarsi in un mondo in continuo cambiamento sempre con un libro a portata di mano. Spesso in viaggio per documentare i cambiamenti politici e le guerre, soprattutto quella in Ucraina che segue dal 2022, cerca le storie di umanità per fare emergere realtà meno conosciute. Torinese di origine, ha iniziato alla Voce del Popolo, per proseguire all’Ansa di Bruxelles, a Radiocor a Milano e in Rai a Roma, prima al Tg1 e poi a Rainews24.Davide De Luca è un Manager e produttore culturale con oltre vent’anni di esperienza in Italia e all’estero, specializzato nella valorizzazione dei beni culturali e nello sviluppo di progetti strategici con istituzioni pubbliche e private. Dal 2020 è Direttore di Fondazione Artea, dove coordina programmi dedicati a innovazione, rigenerazione territoriale, accessibilità e welfare culturale, costruendo e rafforzando reti e relazioni in ambito internazionale.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Licia Tumminello "La lunga estate dei gelsomini" 23.09.2026 14minLicia Tumminello"La lunga estate dei gelsomini"Editrice Nordwww.editricenord.itFesta del Racconto, CarpiSabato 3 ottobre 2026, ore 12:30Le ragazze sanno cosecon Aurora Tamigio e Licia Tumminelloconduce Girolamo GrammaticoLe donne sanno ribellarsi e liberarsi, sanno scontrarsi, sanno unire le forze, sanno compiere l’atto rivoluzionario di cambiare idea. Attraverso due storie ambientate in luoghi e contesti storici diversi, le due autrici esplorano i tanti significati della parola sorellanza.Una donna in cerca della propria voce.Una battaglia per conquistare un futuro diverso, per tutte.Milazzo, estate 1945. Mani veloci frugano nel buio, in cerca delle piccole corolle bianche che come stelle punteggiano a migliaia la campagna. Quei fiori notturni, delicati e inebrianti, diventeranno pregiati profumi francesi, ma non saranno le gelsominaie a godere di quel lusso. Per le tante donne e bambine chine a raccoglierli da mezzanotte all’alba, da giugno a ottobre senza un giorno di riposo, ci sono solo fango, fatica e un salario da fame.Grazia è bracciante da quando aveva undici anni. Ora ne ha ventitré ed è caposquadra, un punto di riferimento per le compagne. Da ragazzina sognava di diventare maestra, ma nella sua famiglia di pescatori non serviva una femmina istruita. E allora, se proprio doveva rinunciare a studiare, voleva almeno profumare di fiori, come zia Assunta. Da quella zia indipendente che non si lasciava comandare, Grazia vorrebbe aver ereditato anche la voce ferma e autorevole, per denunciare le ingiustizie subite dalle donne. Ma sente di non avere lo stesso coraggio nel fronteggiare i caporali, il marito e tutti coloro che le ripetono ogni giorno di stare al posto suo.Eppure, in quell’estate sospesa tra la fine della guerra e la promessa di un futuro migliore, qualcosa sta per cambiare. Complice anche il ritorno di Francesco, che scompiglia il cuore e la mente di Grazia. Si sono conosciuti sui banchi di scuola, quando a unirli era un sentimento mai confessato, prima che il destino dividesse le loro strade. Lui ha potuto laurearsi, diventare medico, vivere al Nord, e ora le parla di scioperi e diritti dei lavoratori. Forte di quella consapevolezza nuova, Grazia non può più tacere di fronte agli abusi di cui è vittima e testimone alla piana dei gelsomini, e decide di capeggiare una protesta. Lo deve alla sua amica Nedda e alla sua nipotina Vita; lo deve a tutte le compagne, che meritano tutele e rispetto; lo deve a sé stessa e ai sogni ancora nel cassetto. Perché forse non è troppo tardi per scegliere da sola il posto che le spetta.Ispirato a una pagina dimenticata della nostra Storia, un romanzo polifonico che, mentre traccia un indelebile ritratto intimo della sua protagonista, dà voce a tutte le donne che hanno lottato, ieri e sempre, per la propria dignità e la propria libertà. Licia Tumminello è palermitana di nascita e cremasca di adozione. Laureata in Giurisprudenza, ha lavorato per anni in ambito bancario, prima di dedicarsi alla scrittura. Fin dai suoi primi passi nella narrativa ha ottenuto vari riconoscimenti letterari, tra cui il Premio Giorgione, il Premio SquiLibri e la segnalazione del Comitato di Lettura del Premio Calvino, XXXV edizione. Per La lunga estate dei gelsomini ha tratto ispirazione dallo sciopero delle gelsominaie siciliane del secondo dopoguerra, che ha approfondito tramite testimonianze dirette e un lavoro di documentazione storica.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Anna Maria Fellegara "Non c'è più l'economia di una volta" 23.09.2026 17minAnna Maria Fellegara"Non c'è più l'economia di una volta"Festival del Pensare Contemporaneowww.pensarecontemporaneo.itFestival del Pensare Contemporaneo"Non c'è più l'economia di una volta"L’etica può rifondare la finanza?Presentazione dell’indagine “Banche, finanza etica e spettacolo dal vivo”, promossa da C.Re.S.Co. insieme a LivInG e con il patrocinio di Fondazione Finanza Etica.Dialogo tra Anna Maria Fellegara, Elena Leonardi, Arancha Martinez e Mariangela Pira.Modera Marcella Maresca.Anna Maria FellegaraPro-rettrice vicaria dell'Università Cattolica del Sacro CuorePiacentina, è prorettrice vicaria dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e professoressa ordinaria di Economia aziendale. Per oltre un decennio ha guidato, come preside, la Facoltà di Economia e Giurisprudenza della sede di Piacenza-Cremona, di cui ha accompagnato la crescita e il radicamento nel territorio. I suoi studi riguardano il bilancio, la governance e la trasparenza dell'informazione d'impresa — i luoghi dove l'economia incontra la responsabilitàDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Flavio Bruna "ESSECI" La nuova biblioteca di Cuneo 23.09.2026 18minFlavio Bruna"EsseCi"La nuova biblioteca di CuneoTrenta ospiti e quaranta incontri per festeggiare il nuovo polo culturale. Dal 26 al 29 settembre 2026.Fin dalla sua inaugurazione, il nuovo polo culturale di Cuneo ESSECI concretizza la sua vocazione di essere un luogo di incontro e scoperta. Dal 26 al 29 settembre 2026 sono in programma quaranta incontri gratuiti, tra presentazioni, laboratori, convegni, concerti e tante attività adatte a un pubblico di ogni età. Una biblioteca si può raccontare in molti modi: dai libri che contiene, dai lettori che la frequentano, dai servizi che offre. Il Posto delle Parole ha scelto di partire dall'altra parte, cioè dal contenitore. Prima di chiederci che cosa si leggerà a Esseci, ci siamo chiesti dove si leggerà: in quali stanze, sotto quali volte, lungo quali corridoi. Il nuovo polo culturale di Cuneo è anche una biblioteca, ma prima di tutto è un edificio che ha una lunga storia alle spalle.Palazzo Santa Croce è nato per curare i corpi. L'istituzione ospedaliera accompagna la vita della comunità cuneese da oltre nove secoli, e l'edificio che oggi conosciamo è in gran parte settecentesco: nel 1769 Bernardo Antonio Vittone, uno dei grandi nomi del barocco piemontese, ne progettò lo scalone. Dopo l'ospedale il palazzo è diventato una scuola, poi è rimasto vuoto. Oggi riapre con un'altra funzione: curare la mente, custodire la memoria, fare spazio all'incontro. Anche il nome, Esseci, viene dalle iniziali di Santa Croce, e allo stesso tempo richiama Storia e Cultura.Il progetto porta la firma di Isolarchitetti, lo studio torinese che raccoglie l'eredità di Gabetti e Isola. È stata una delle esperienze più importanti dell'architettura italiana del Novecento, e ha sempre lavorato sul rapporto tra modernità e tradizione. I lavori li ha diretti il cuneese Flavio Bruna, che l'ha definito un restauro "rigorosamente conservativo". Il punto di partenza è stato ascoltare l'edificio, prima ancora di imporgli una nuova funzione.Sono serviti 975 giorni di cantiere, dal 20 settembre 2023 al 23 maggio 2026, più altri due mesi di rifiniture. Ci sono volute circa 250.000 ore di lavoro, 7.000 delle quali per restaurare affreschi, sculture, stucchi e dorature. Il risultato sono 12.000 metri quadrati recuperati, di cui quasi 4.000 netti destinati ai nuovi usi. Esseci è oggi il più grande edificio pubblico al servizio della città.Bruna ha scelto di restituire, prima di aggiungere. Il grande corridoio originario, che nel tempo era stato diviso da un soppalco, è tornato leggibile per intero. Il collegamento verticale demolito nell'Ottocento è stato ricostruito: dove Vittone aveva collocato la sua scala oggi sale una scala contemporanea in acciaio, che non la imita ma ne rispetta la posizione. Nel grande salone delle degenze, dove un tempo erano allineati i letti dei malati, corre ora un soppalco sospeso che aumenta la superficie senza toccare la struttura storica.Il gesto forse più eloquente è quello più piccolo. Gli antichi canali di scolo dell'ospedale sono stati lasciati visibili sotto lastre di vetro protettivo. Non sono stati nascosti né cancellati: sono diventati parte del racconto. È quella che i progettisti chiamano "continuità narrativa", cioè l'idea che chi entra in biblioteca debba poter capire che quel luogo ha avuto un'altra vita. Anche il cantiere ha restituito tracce: sedimenti medievali nel cortile, gallerie e cantine usate durante la Seconda guerra mondiale nei sotterranei, decorazioni originarie della cappella.Il consolidamento strutturale non si vede, ma è imponente: 4.000 connettori in acciaio e 5.000 metri quadrati di fibra di basalto. Dentro le murature corrono 60 chilometri di cavi elettrici e dati. Sugli scaffali, lunghi in tutto 12 chilometri, troveranno posto gli oltre 350.000 volumi della Biblioteca civica.Poi ci sono gli spazi che guardano fuori. Il cortile diventa una "stanza urbana", aperta... -
Marina Geat "Domenica" Georges Simenon 23.09.2026 25minMarina Geat"Domenica"Georges SimenonTraduzione: Daniela SalomoniAdelphiwww.adelphi.itÈ una bella domenica di maggio in Costa Azzurra: l’aria è mite, l’alta stagione è alle porte, e alla Bastide, una tipica locanda a conduzione familiare ai piedi del massiccio dell’Estérel, tutti si muovono come dietro le quinte di un teatro, in attesa della consueta invasione all’ora di pranzo. Ma per Émile, che è arrivato dalla Vandea quando era solo un ragazzo e ha risollevato le sorti dell’attività con i suoi manicaretti sopraffini, questa domenica, iniziata come tante altre, è in realtà una giornata decisiva, destinata a chiudere una partita che va avanti ormai da anni. Non saprebbe neanche dire com’è cominciata: quando ha sposato Berthe, la figlia del vecchio titolare? Quando lei ha rifiutato di stipulare un accordo prematrimoniale, non per amore ma per la consapevolezza di essersi comprata il marito? Quando ha cominciato a prendersi delle amanti, quasi per rivalsa contro quella moglie fredda e occhiuta che gli nega anche i piaceri più semplici e gli impedisce di vivere da uomo? O forse quando è arrivata Ada, la strana «piccola selvaggia» assunta come domestica con cui ben presto Émile ha intrecciato una relazione viscerale e ferina? In Domenica, una volta di più, Simenon dimostra di saper scavare mirabilmente nella psiche dei suoi personaggi per mettere in scena un dramma impietoso come il sole della Provenza nel primo pomeriggio. E il lettore non potrà far altro che restare a guardare, avvinto alle pagine, fino allo spiazzante, magistrale epilogo.Marina Geat insegna Letteratura francese all'Università Roma Tre. È tra le principali studiose italiane di Georges Simenon, cui ha dedicato Simenon e Fellini. Corrispondenza/corrispondenze (Anicia, 2018; ed. francese L'Harmattan, Parigi 2019) e, più di recente, Simenon, Fellini, Jung. Fratelli d'elezione (Rubbettino, 2026), sulle affinità fra lo scrittore, il regista e lo psicoanalista. Si è occupata anche di Émile Zola e di Rachilde, curando l'edizione italiana de La torre d'amore (2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Marco Montagnani "Il cibo è medicina" 21.09.2026 21minMarco Montagnani"Il cibo è medicina"La ricerca del benessere tra taoismo e tradizione cinesePrefazione di Franco BerrinoSolferino Libriwww.solferinolibri.it«In Cina, la domanda più comune per salutare qualcuno non è “come stai?”, ma “hai mangiato?”. Una frase semplice che racchiude un’intera filosofia.» Secondo la medicina tradizionale cinese, ciò che assumiamo ogni giorno influenza in modo diretto e continuo il nostro Qi, ossia l’energia vitale. Il confine tra nutrimento e cura dipende spesso da dosaggio, concentrazione e intenzione.Il maestro taoista Marco Montagnani racconta in queste pagine i principi e le virtù di una dietetica millenaria, espressione di una saggezza al tempo stesso profonda e concreta. In questa prospettiva, il cibo non è soltanto piacere o gratificazione immediata, né un semplice calcolo di calorie, ma uno strumento potente per sostenere l’equilibrio e il benessere psico-fisico. È uno degli insegnamenti più significativi maturati durante una lunga esperienza in Estremo Oriente, iniziata quando l’autore aveva appena dieci anni e destinata a segnare profondamente il suo percorso individuale e professionale. Un cammino raccontato con storie e dettagli personali e coinvolgenti che lo ha portato a considerare la cura come una responsabilità interiore, trasformandola in una missione: aiutare ogni giorno migliaia di persone a ritrovare l’equilibrio e a «onorare la vita», coltivandola con consapevolezza anziché consumarla distrattamente.Per mettere in pratica questi principi, è essenziale la parte del libro dedicata a ricette e rimedi naturali, utili per affrontare i disturbi più comuni della vita quotidiana: dal mal di testa all’insonnia, dall’ansia alla stanchezza cronica, fino ai problemi digestivi. Un invito a prendersi cura di sé in modo dolce e profondo, agendo non solo sui sintomi ma anche sulle cause, per raggiungere un benessere autentico e duraturo.Marco Montagnani è laureato in Medicina cinese presso l’Università di Mingxi della provincia del Fujian e in Medicina naturale presso la Central Pacific University, diplomato in Fitoterapia clinica presso l’Università di Viterbo e iscritto alla Società Italiana Fitoterapia clinica (S.I.Fit.). È docente di Tuina e Qigong presso la Federazione Italiana Scuole Tuina e Qigong (FISTQ), docente di Medicina tradizionale cinese e Filosofia taoista presso la Scuola di Agopuntura di Firenze.Insegna Medicina cinese e Qigong presso varie scuole di agopuntura, ed è collaboratore scientifico di alcune riviste di settore. Per Solferino ha pubblicato “Il cibo è medicina”.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Enrico Scavo "Voci estinte cantano" 21.09.2026 15minEnrico Scavo"Voci estinte cantano"Otto raccontiPrefazione di Angela SicilianoOfficina Librariawww.officinalibraria.netNella nebbia notturna di Ferrara, tra le vie silenziose del centro storico, una studiosa si imbatte in un’apparizione: uno spirito si offre di guidarla tra le anime che un tempo cantarono. All’alba tutto svanisce, ma non il bisogno di trattenere quelle voci. Perché ciò che ha ascoltato non torni nell’ombra, la donna ne trascrive le storie.Nascono così otto racconti ambientati tra il Quattrocento e il Novecento: vite di compositori, musici, monache, donne e uomini che nella musica hanno trovato una vocazione assoluta, forse una salvezza, forse una condanna.Tra storia e invenzione, Voci estinte cantano restituisce un affresco vivido della Ferrara musicale, un tempo tra le capitali europee dell’arte dei suoni. Passeggiando tra le sue strade, il lettore riscopre esistenze che, come note nell’aria, hanno brillato per un istante prima di dissolversi, lasciando però un’eco tenace, capace di attraversare il tempo e di parlare ancora alle profondità dell’animo umano.Enrico Scavo, dottore di ricerca in Musicologia e Storia della Musica (Università di Ferrara), è docente a contratto in Pedagogia musicale presso il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia (sede di Cremona). Suo principale ambito di ricerca sono le vicende musicali della Ferrara rinascimentale e barocca. Ha pubblicato diversi contributi scientifici, edizioni critiche e la monografia L’Accademia della Morte di Ferrara: l’oratorio e il primato di Giovanni Battista Bassani (De Sono-Lim, 2024). Voci estinte cantano. Otto racconti è il suo esordio in ambito narrativo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Luigi Bonfante "Arte senza artista" 21.09.2026 24minLuigi Bonfante"Arte senza artista"Esperimenti estetici con l’intelligenza artificiale generativa.Johan & Leviwww.johanandlevi.comLe macchine possono fare arte? I passi da gigante dell’intelligenza artificiale generativa ci pongono di fronte a un dilemma. Se a metà del Novecento un geniale scienziato, Alan Turing, poteva immaginare una macchina in grado di pensare come un essere umano, oggi Chatgpt e altri programmi fanno molto di più: scrivono testi, compongono musica e creano immagini ormai difficili da distinguere dai prodotti di artisti in carne e ossa. Davvero sistemi come Dall-E, Midjourney o Stable Diffusion possono sostituire l’uomo in una delle sue attività più emblematiche e inafferrabili? Può esistere un’arte senza artista?Per rispondere a queste domande, e a tanti altri interrogativi su un tema di grande attualità, Luigi Bonfante ci accompagna alla scoperta della machina artifex, dei meccanismi, delle potenzialità, delle contraddizioni, delle teorie che guidano la sua evoluzione e le sue incursioni in campo artistico. Partendo da un concetto di arte come processo che implica necessariamente l’uomo, l’autore osserva da vicino la creatività dell’ia, sottolinea affinità e divergenze tra umano e non umano, ma anche il possibile dialogo tra le due dimensioni, con un’attenzione particolare a chi, come Pierre Huyghe, ha colto le sfide del nuovo medium per profilare una nuova estetica “postumana”.Arte senza artista è una riflessione tra storia, tecnica e filosofia, un saggio in cui l’arte, osservata attraverso il prisma dell’intelligenza artificiale, emerge ancora in tutta la sua complessa umanità. Conoscere meglio la macchina diventa così un modo per capire la nostra espressività, e quindi noi stessi.Luigi BonfanteSaggista, autore televisivo, sceneggiatore e divulgatore. Suoi contributi su arte moderna e contemporanea, televisione, cinema e musica sono apparsi su Doppiozero e Link – Idee per la TV.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Diego Fontaneto "Animali impossibili: la biologia estrema dei rotiferi" Bergamo Scienza 21.09.2026 19minDiego Fontaneto"Animali impossibili"Bergamo Scienzawww.bergamoscienza.itL'incontro con il biologo ed ecologo Diego Fontaneto alla XXIV edizione di BergamoScienza si terrà venerdì 9 ottobre 2026 alle ore 18:30.Animali impossibili: la biologia estrema dei rotiferi bdelloidei.Luogo: PalaScienza, situato in Piazza della Libertà a Bergamo.Modera: Maurizio Casiraghi, membro del Comitato Scientifico di BergamoScienza.Diego Fontaneto è un biologo ed ecologo, dirigente di ricerca presso l’Istituto di Ricerca sulle Acque del CNR (CNR-IRSA) a Verbania-Pallanza e Head of Delegation per l’Italia del GBIF (Global Biodiversity Information Facility). Considerato tra i massimi esperti nello studio della meiofauna, ha focalizzato le sue ricerche su organismi microscopici e resilienti come i rotiferi bdelloidei e i tardigradi. Fontaneto indaga i meccanismi evolutivi, la speciazione, le strategie di sopravvivenza in condizioni estreme e le regole geografiche che governano la biodiversità invisibile a occhio nudo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Claudia Scarpati "Dalla ferita a casa" 21.09.2026 25minClaudia Scarpati"Dalla ferita a casa"Mondadori Editorewww.mondadori.itAttraverso esercizi pratici e una scrittura potente, che accarezza e scava, Claudia Scarpati ci insegna a trasformare ogni vuoto in una «stanza interiore da abitare» e a costruire così dentro di noi un luogo sicuro, dove smettere di fingere, compiacere o difendersi. Ci sono donne che hanno imparato a sorridere mentre dentro tutto crolla, a dare senza ricevere, a resistere, ma non a sentirsi davvero amate. Queste donne sono state bambine che, per sopravvivere in famiglie incapaci di dar loro ciò di cui avevano bisogno, si sono nascoste dietro una maschera di perfezionismo o di eccessiva disponibilità. «Piccole adulte precoci», bravissime a prendersi cura di tutti, tranne che di se stesse. Le ferite dell’infanzia non ci lasciano mai. Restano in silenzio dentro di noi e da lì condizionano le nostre scelte, le nostre relazioni, il modo in cui ci guardiamo allo specchio. Ma arriva sempre un momento nella vita in cui ci sentiamo pronte ad affrontarle, a partire finalmente per il viaggio più importante di tutti: quello che porta dalla ferita a casa. Claudia Scarpati ci prende per mano e ci accompagna proprio in questo lungo e delicato percorso, un cammino interiore che attraversa tre stagioni dell’anima: l’inverno delle ferite, la primavera del ritorno a se stesse e l’estate della fioritura. Al cuore di questo viaggio c’è l’incontro con la Bambina interiore, la nostra parte più vera ma anche più fragile, rimasta intrappolata come un reperto prezioso nell’ambra del passato, in attesa di essere vista, amata, liberata. Ma aspettare che qualcuno, qualcun altro, arrivi a salvarci è un’illusione, perché le uniche persone che possono davvero liberare quella Bambina siamo noi, diventando «madri e padri di noi stesse». Attraverso esercizi pratici e una scrittura potente, che accarezza e scava, Claudia Scarpati ci insegna a trasformare ogni vuoto in una «stanza interiore da abitare» e a costruire così dentro di noi un luogo sicuro, dove smettere di fingere, compiacere o difendersi. Un luogo dove, dopo anni di sofferenza e peregrinazioni, la nostra Bambina interiore possa finalmente sentirsi a casa.Claudia Scarpati è psicologa sistemico-relazionale. Da oltre vent’anni accompagna i suoi pazienti in percorsi di guarigione, coniugando sensibilità clinica, profondità emotiva e strumenti concreti per riscrivere la relazione con se stessi e con gli altri. Conduce masterclass e gruppi terapeutici molto partecipati e ha una pagina Instagram seguita da migliaia di persone.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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