Dicono di te

Dicono di te

Malcom Pagani - Chora e Tenderstories
Land Italië
Genres TV & Film, Leisure
Taal IT
Afleveringen 142
Laatste 04.06.2026

Un podcast di interviste in cui personaggi noti del mondo dello spettacolo, della musica e della letteratura si raccontano in modo intimo e inedito. Condotto da Malcom Pagani, ogni episodio esplora ricordi dimenticati e momenti sorprendenti delle loro vite. Prodotto da Chora Media e Tenderstories, in collaborazione con il Corriere della Sera.

Afleveringen

  • Coez: «Piccole conquiste, piano piano... erano mattoni» 04.06.2026 1u 28min
    Ep. 141: «Giravo per la città e più il mio nome si vedeva e più... io esistevo. Esatto, io esistevo», dice lui, che ha cominciato a comunicare con il mondo facendo graffiti sui muri dei tunnel della metropolitana di Roma. In questa intervista con Malcom Pagani, Silvano Albanese, in arte Coez, ripercorre una carriera che definisce un «miracolo d'ostinazione». Ricorda l'infanzia e le decisioni che lo hanno portato a scrivere testi rap e lo scontro decisivo con un severo professore di fisica che lo gelò chiedendogli: «Ma tu come ti vedi tra dieci anni?». Per costruire quella risposta, Coez ha fatto il facchino, montato palchi fino alle sue prime collaborazioni con Riccardo Sinigallia e Niccolò Contessa, creando un ibrido inedito tra rap e cantautorato. Rifiutando la scorciatoia dei talent show, oggi vive la fama con cautela per non perdere la "vita normale" da cui nasce la sua scrittura, ma ammette di non voler dimenticare le ferite del passato: «Non ci passo sopra con la pialla a certe cose». Coez sarà in tour a partire dall'8 luglio per portare dal vivo il terzo capitolo del suo format cult "From The Rooftop", un progetto che nel tempo è diventato una delle espressioni artistiche più riconoscibili e autentiche del suo percorso, per poi proseguire con 13 date autunnali nei teatri italiani. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
  • Massimiliano Fuksas: «Finisce sempre così. Finisce sempre male il successo» 28.05.2026 1u 28min
    Ep. 140: Quando gli chiedono "che cos'è l'architettura", lui risponde sempre in modo diverso. Questa volta ha detto che «è il tentativo di prolungare la vita oltre i limiti del giorno».  In questa intervista con Malcom Pagani, Massimiliano Fuksas ripercorre le tappe di una storia familiare che definisce un «imbroglio» di identità ancestrali, divise tra Lituania, Russia e Austria. Fuksas ricorda una giovinezza irrequieta, vissuta tra pittura e incontri straordinari, dall'apprendistato a bottega dal «burbero» Giorgio De Chirico al viaggio a Cuba dove il mito di Che Guevara si scontrava con la realtà dei tagliatori di canna da zucchero, fino alle cariche della polizia a Valle Giulia affrontate indossando un pullover arancione. Fuksas rievoca le partite a pallone in cui lui era il numero 10 e Pier Paolo Pasolini l'ala destra, l'antipatia viscerale per Alberto Moravia, che considera «un uomo di potere», e l'incontro fatale in Piazza della Rotonda con la moglie Doriana, conquistata promettendole un viaggio in America. Infine, rivendica la sua indole solitaria e la necessità vitale di consumare progetti: avere almeno un'idea nuova al giorno, sostiene Fuksas, è l'unico modo per continuare ad alimentare la suprema «illusione della vita». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
  • Violante Placido: «Io sono una che conserva e perde» 22.05.2026 1u 12min
    Ep. 139: Anche se al teatro è approdata tardi, sente che il rito e la dimensione itinerante del palco appartengono alla sua anima e non ne avverte la fatica, perché ogni sera, tornata a casa, insegue quell’«attimo prodigioso» capace di farla sentire viva e ancorata al presente. In questa intervista con Malcom Pagani, Violante Placido ripercorre un percorso iniziato dopo aver abbandonato l'ambizione delle gare di equitazione, dall'infanzia folgorata al cinema da “E.T.” all'improvviso trasferimento a Los Angeles con la madre, dove studiava «come una formica» all'Actor's Studio inseguendo il mito di Marilyn Monroe. In questa conversazione, l’attrice ricorda l'esordio acerbo in “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, i faticosi «no» detti per rifiutare l'etichetta limitante di «bella e stronza, e la scoperta del padre Michele nelle inedite vesti di regista «durissimo» sul set di “Ovunque sei”. Oggi, fresca di cinquant'anni, un numero che ignora felicemente perché dice di avere «un senso strano del tempo», rifugge la smania contemporanea di condividere ossessivamente il proprio privato, continuando a difendere la sua libertà: il privilegio faticoso di «non farsi condizionare dagli altri». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
  • Francesca Archibugi: «A me piace abbastanza soffrire» 14.05.2026 1u 39min
    Ep. 138: Dice che a lei «soffrire piace abbastanza». In questa intervista con Malcom Pagani, Francesca Archibugi racconta un’infanzia cresciuta in una tribù di «selvaggi». Dalle lezioni al Centro Sperimentale con Furio Scarpelli, la regista attraversa i ricordi dei giganti che l'hanno adottata: confessa il senso di colpa provato dirigendo Marcello Mastroianni, con cui finì a bere nove grappe la sera prima del set, il timore reverenziale per Nanni Moretti e le feroci liti affettuose con Laura Betti. Tra il rifiuto dei premi cinematografici considerati «assurdi» e la fatica di mantenere vivo un amore lungo cinquant'anni, Archibugi guarda al futuro senza nascondere il terrore per la vecchiaia, augurandosi però di non perdere mai l'antico fascino per la marginalità. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
  • Claudia Gerini: «La vita va presa un po' con calma» 07.05.2026 1u 17min
    Ep. 137: Dice che dell'amore ha capito una cosa: «Ta ‘a devi rischia’». In questa intervista con Malcom Pagani, Claudia Gerini racconta un’infanzia romana a Ostia segnata da «acrobazie» economiche, tra la macelleria fallita del padre e il ricordo quasi leggendario delle sorelle lasciate a dormire in macchina mentre i genitori andavano a ballare allo «Scarabocchio». Gerini ripercorre l’amicizia profonda con Gianni Boncompagni — «l’uomo più simpatico mai conosciuto» — e il successo travolgente con Carlo Verdone, faticando poi negli anni a scardinare l'etichetta di “Jessica” per rivelare la propria natura «camaleontica». Tra la rivendicazione di una «romanità carnale» e il rifiuto di atteggiarsi a diva, Claudia Gerini si descrive come una donna leale che preferisce la vita presa «con calma» alla fretta del successo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
  • Alberto Barbera: «Bisogna vedere tutto» 30.04.2026 1u 27min
    Ep. 136: I suoi cugini dormivano in una camera ricavata sotto la galleria di un cinema parrocchiale, ascoltando le proiezioni che passavano sopra le loro teste: è in quel buio, tra il terrore delle prime immagini e la scoperta di Charlie Chaplin, che ha iniziato a decifrare il linguaggio di un’ossessione che non lo avrebbe più lasciato.In questa intervista con Malcom Pagani, Alberto Barbera racconta le radici in provincia, vicino a Biella, e la sua epifania con il cinema, che arriva in un pomeriggio di neve alla vigilia di Natale, uscendo dalla sala dopo aver guardato due volte di fila Agente 007 - Thunderball. Poi la Torino degli anni Settanta, divisa tra la facoltà di architettura occupata, sfuggendo alle cariche della polizia, e le giornate passate sui tram per scovare i classici di Alfred Hitchcock in terza visione, fino all'esordio come critico pagato in nero alla Gazzetta del Popolo. Barbera spiega che quello del direttore di un festival del cinema è un mestiere che «nessuno ti insegna»: guardare quattromila film all'anno è un incubo in cui «sbagliare è facilissimo» e bisogna imparare l'arte diplomatica di dire no.  Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
  • Giuliana De Sio: «Recitare è un modo per svoltare l’angoscia della vita» 23.04.2026 1u 19min
    Ep. 135: Rivendica di essere stata la «prima attrice veramente nevrotica del cinema italiano». In questa intervista con Malcom Pagani, Giuliana De Sio ripercorre un'infanzia inquieta, segnata dalla scoperta dell'alcolismo della madre e culminata in un «gioco macabro»: un tentato suicidio con un flacone di sonniferi, dettato più dal «bisogno di rischiare» e fare rumore che dalla reale volontà di morire. De Sio ricorda l'amore con Alessandro Haber, con le fughe nei portoni per l'imbarazzo di fronte alle sue intemperanze, la storia profonda con Elio Petri, uomo di «grandissima eleganza» morto tragicamente mentre lei era sul set con Massimo Troisi, e il surreale provino al buio con Jean-Luc Godard, abbandonato e mandato a quel paese senza troppi complimenti. Il suo racconto arriva fino al misterioso ostracismo subìto dal cinema dopo la vittoria del secondo David di Donatello, forse per la colpa di non essere «mai stata da sistema», perché recitare, per lei, non è un lavoro, ma un «modo per svoltare l'angoscia della vita». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
  • Niccolò Ammaniti: «Preferisco tenermi la nostalgia» 16.04.2026 1u 1min
    Ep. 134: Si ricorda come un bambino che trovava rifugio nei libri, «una sorta di corazza» capace di proteggerlo dal mondo. In questa intervista con Malcom Pagani, Niccolò Ammaniti racconta che i suoi libri nascono dai luoghi che «ti rimangono dentro» e spiega come, sl centro delle sue storie, c’è sempre una tensione tra ciò che «la famiglia considera sacro» e il desiderio di libertà, che arriva come «una vertigine» e spesso passa attraverso l’adolescenza, età di metamorfosi e di primi amori vissuti come «una malattia». Ammaniti parla anche della scrittura come necessità nata quasi per caso e del successo che permette di lavorare senza condizionamenti e che, tra memoria e immaginazione: ciò che resta sono le «cicatrici», le uniche prove che la vita è accaduta davvero. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
  • Raf: «Quanti baci mancati per la mia timidezza» 09.04.2026 1u 21min
    Ep. 133: Dice che «non siamo Dio» e che non dobbiamo assolvere nessuno: a volte «è meglio chiudere porte per sempre». In questa intervista con Malcom Pagani, Raffaele Riefoli, in arte Raf, racconta il peso dei compromessi, delle scelte fatte «quasi per inerzia» e della fatica di imparare a «discernere». Ripercorre il legame con Pino Daniele, «il primo» tra gli italiani, fragile e pieno di contraddizioni; gli incontri con Umberto Tozzi e Franco Califano e un giovane Stefano Bollani, «timido» e già «un fenomeno». Parla del rapporto con il pubblico e dei concerti, dove «ti diverti da matti», e del ritorno al Festival di Sanremo, vissuto senza pensare alle classifiche: «vada come vada», anche se lì «ti scannerizzano in ogni millimetro». Infine spiega la speranza che nelle sue canzoni ci sia «grande verità» e «trasporto», e lo stupore, ancora vivo, per un viaggio iniziato «in autostop da Margherita di Savoia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
  • Lucio Presta: «La buona televisione c'è e il pubblico non è stupido» 03.04.2026 1u 26min
    Ep. 132: Si racconta come «un grande maggiordomo», ma anche come «un uomo libero» che ha costruito la propria carriera non sul denaro, ma sulla capacità di «vedere lontano». Dall’infanzia segnata dalla perdita della madre alla durezza dei salesiani, fino all’ingresso nel mondo dello spettacolo, in questa intervista con Malcom Pagani, Lucio Presta racconta gli anni degli scherzi a Beppe Grillo, dei conflitti e delle svolte: l’incontro decisivo con Vincenzo Ratti, l’amicizia con Roberto Benigni, «istintivo» e inattaccabile perché capace di fare una buona televisione. Presta spiega poi il rovescio della medaglia: i tradimenti, le rotture con artisti e dirigenti, i tre anni di indagini che gli «hanno levato qualche anno di vita».  Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
  • Fabrizio Gifuni: «Per uno strano equivoco, mi prendono sul serio» 27.03.2026 1u 56min
    Ep.131: secondo lui, Aldo Moro e Enzo Tortora sono legati dalla reclusione e dall’abbandono: «quello che le accomuna è il senso di tradimento» dentro una memoria collettiva che, dice, è stata rimossa, lasciando spazio a «un eterno presente» senza responsabilità. In questa intervista con Malcom Pagani, Fabrizio Gifuni parte dagli scherzi e le voci imitate, «la prima volta in cui sono stato preso sul serio». Da lì, il teatro e i primi film — quando Gianni Amelio lo sceglie credendolo «un cretino padovano preso dalla strada» — e l’incontro con Ennio Fantastichini, esempio di un mestiere fatto di fiducia e generosità. Racconta i libri, «oggetti animati», fino a capire che «la scrittura è corpo», e un percorso che si lega a Marco Bellocchio, «un patrimonio dell’umanità». Dal 10 al 12 aprile torna il festival Chora Volume 3. Scopri il programma e come partecipare su ⁠https://festival.choramedia.com/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
  • Jasmine Trinca: «Volevo essere vista, forse» 20.03.2026 54min
    Ep.130: Cresce tra Testaccio e poi in scuole lontane dal quartiere, con una madre che le insegna una regola semplice: «Noi non siamo in vendita». Da bambina è «saggia, giudiziosa», curiosa degli altri ma timida, con la sensazione «di non poter desiderare quel posto dove magari venivo ascoltata o guardata». In questa intervista con Malcom Pagani, Jasmine Trinca racconta gli inizi quasi per caso: il provino con Nanni Moretti, quando alla domanda «che sport fai e cosa voti?» risponde «pallacanestro» e «Rifondazione», e un mondo – quello del cinema – che allora non conosceva affatto. Parla del desiderio di essere vista, del lavoro di attrice come uso di un «materiale emotivo» vastissimo e del momento in cui nasce la voglia di «ribaltare lo sguardo». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
  • Ep.129 - Mogol 13.03.2026 1u 31min
    Prima di accendere i microfoni di quest’ultima puntata esclusivamente audio di Dicono di te, dice: «Chi pensa di essere un grande è un cretino». Lui, che ha firmato parole che hanno fatto la storia della musica italiana, preferisce sfuggire alla nostalgia e autodefinirsi semplicemente un uomo «fortunato». In questa intervista con Malcom Pagani, Giulio Rapetti, in arte Mogol, racconta il secolo scorso attraverso frammenti della propria vita: un’infanzia a Milano in via Clericetti, passata in strada a costruire casette nei campi di «grano turco», le immagini bambine che hanno nutrito la sua scrittura — l'amica Titti e il carretto dei gelati che passava ogni dieci giorni — e una bocciatura in italiano per aver immaginato un Duemila pieno di grattacieli e pattini a rotelle. Mogol ripercorre l’epifania dell’autostima, quella decisione salvifica di diventare «arbitro di se stesso» per sconfiggere la paura e lanciarsi in un'esistenza di rischi e avventure, fino a fare il giro del mondo da solo. Dalle canzoni scritte di getto in macchina per Bobby Solo all'epico viaggio a cavallo tra Milano e Roma con Lucio Battisti, svela la genesi di sodalizi nati a volte solo per «gentilezza d'animo». Del legame con Battisti parla a lungo: il valore non negoziabile dell'«equità» che segnò la rottura e la lettera consegnata in ospedale all'amico morente. Tra incontri con Bob Dylan a Londra e l'urgenza di istituire una preghiera universale per la pace, Mogol guarda alla propria età rifiutando la paura della morte e definendo la sua vita un enorme «regalo». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
  • Ep.128 - Nicola Giuliano 10.03.2026 1u 18min
    Sulla sua tomba ha chiesto che venga scritto: “Rugbista e onesto lavoratore del cinema”, ma, dice, «soprattutto rugbista». In questa intervista con Malcom Pagani, Nicola Giuliano racconta l’infanzia a Napoli in una famiglia «totalmente medio borghese», dove cresce tra studio e sport. Poi il cinema: le estati ad Amalfi passate «a vedere due film al giorno», la nascita di Indigo Film e l’incontro decisivo con Paolo Sorrentino, con cui costruisce negli anni un sodalizio creativo che lo porterà fino all’Oscar per La grande bellezza, ma anche una grande amicizia, con quel gesto pubblico di Sorrentino che, salito sul palco del Festival del Cinema di Venezia per ritirare un premio, lo ringrazia chiamandolo «il suo più caro amico». Giuliano parla anche di conflitto, ricorda una «discussione furibonda» in montaggio con Sorrentino e gli scontri «meravigliosi» con Antonio Capuano: perché il cinema, per lui, nasce dal dialogo e dalla libertà. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
  • Ep.127 - Francesco Montanari 06.03.2026 1u 11min
    Ha capito che , in un tipo di teatro umano, la gente «ha fame di emozione» e che questo è molto più importante del “fatto bene”. In questa intervista con Malcom Pagani, Francesco Montanari racconta di essere cresciuto all’Alessandrino, «quartiere complesso», pieno di «contraddizioni» e di parrocchia, dove «sei ciò che fai». Studia senza fatica, sfida i professori leggendo Topolino dopo aver preso dieci e scopre presto di «non essere un genio» e che la disciplina è una forma di salvezza. Poi l’epifania della recitazione con Frate Remigio, l’Accademia fino al successo improvviso di Romanzo Criminale, con lo sguardo del Libanese nato da un «convincimi». E subito dopo il silenzio: i provini che non arrivano, il teatro come allenamento e sopravvivenza. E la domanda che resta è quella di un amico gesuita: «Io so chi sono. Tu lo sai chi sei?». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
  • Ep.126 - Edoardo Ferrario 27.02.2026 1u 8min
    Secondo lui, fare battute è «un modo di interessarsi» all’altro. In questa intervista con Malcom Pagani, Edoardo Ferrario racconta la sua formazione, la famiglia, gli inizi, l’ossessione per il linguaggio e la necessità di non sentirsi mai sopra ciò che osserva. Per lui, la risata nasce dalla «percezione dell’incongruo», nello scarto prodotto quando una regola si rompe, ma rimane sempre in un equilibrio fragile, come affacciarsi sull’orlo di un abisso sapendo però di avere «una balaustra che ti tiene»: quella ringhiera è l’umorismo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
  • Ep.125 - Nancy Brilli 20.02.2026 1u 12min
    Dice di non aver cercato questo lavoro: è stato lui a cercare lei. Racconta di un ingresso nel cinema casuale, senza vocazione né «fuoco sacro», ma di essere finita così a studiare «in palcoscenico» e non a scuola. In questa intervista a Malcom Pagani, Nancy Brilli racconta l’infanzia segnata dalla morte della madre, una grande solitudine e un bisogno di essere vista, una «falla d’amore» riempita negli anni dal rapporto con il pubblico. Parla del valore del lavoro, dicendo le persone che costruiscono, che si danno da fare, le «piacciono proprio». Spiega di aver sempre cercato compagni con gran senso dell’umorismo e di non essere rancorosa né vendicativa, ma di non dimenticare «per non farsi male di nuovo». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
  • Ep.124 - Nicolangelo Gelormini 13.02.2026 1u
    Si ricorda come un bambino timido e balbuziente e che cercava rifugio nell’immaginazione e nell’osservazione, ma i suoi primi ricordi «non si possono dire» perché hanno a che fare con «impulsi e pulsioni». In questa intervista con Malcom Pagani, Nicolangelo Gelormini racconta di essere cresciuto al Vomero, quartiere della nuova borghesia napoletana, e che la sua prima folgorazione cinematografica è il nudo di Isabella Rossellini in “Velluto blu” di David Lynch. Parla dell’ossessione necessaria al mestiere, di un «cul-de-sac emotivo» e di una «relazione tossica». E racconta del suo primo lungometraggio, un film duro, che nasce perché «se una cosa è difficile la vado a fare» e perché il cinema, dice, non è cronaca ma «porre un interrogativo». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
  • Ep.123 - Antonio Albanese 06.02.2026 59min
    Quando disse che avrebbe lasciato il suo lavoro in fabbrica per «provare a fare l’attore», il padre gli rispose: «Sono cazzi tuoi». In questa intervista con Malcom Pagani, Antonio Albanese racconta il suo amore per l’arte, la politica e per le persone, soprattutto quelle che «hanno cercato di ottenere qualcosa ma non ce l’hanno fatta». Racconta quanto sia affascinato dalla gente, osservarne caratteri e reazioni per il piacere di studiare l’umano, fonte inesauribile per la comicità, «forma d’arte altissima» fatta di corpo, ritmo, rischio e tenerezza. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
  • Ep.122 - Miriam Leone 30.01.2026 1u 12min
    Dice che il «non detto», a volte necessario, elegante, educato, l’ha imparato da bambina, osservando le nonne cucire, immerse in «un ritmo lento» e «tanto silenzio». In questa intervista con Malcom Pagani, Miriam Leone racconta una Sicilia di «fame come valore sacro», di rispetto, di luci da spegnere. Le sue parole attraversano l’infanzia, la fuga dall’asilo, il bisogno di «spostare il limite più in là», fino alla frattura decisiva, quando dopo aver vinto il concorso di Miss Italia ha «preso questa valigia» e a casa non è più tornata. Il cinema diventa allora il luogo in cui attraversare crisi, maschere e cambiamenti, perché «la vita non è lineare». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Populair in

Deze podcast verschijnt ook in de podcastlijsten van deze landen.