il posto delle parole
livio partiti
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Un podcast culturale quotidiano che propone conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori. Ogni episodio offre un confronto diretto con chi scrive, approfondendo temi e storie legate alla letteratura. Il motto del programma è "ascoltare fa pensare", sottolineando la vocazione riflessiva e dialogica del format. Un appuntamento per chi ama la lettura e desidera scoprire nuove voci del panorama letterario.
Odcinki
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Maurizio Campisi "L'americano di Baia Paradiso" 20.10.2026 10minMaurizio Campisi"L'americano di Baia Paradiso"Neos Edizioniwww.neosedizioni.it “Tutti conoscevano Baia Paradiso. Una spiaggia incontaminata con sabbia fine del colore del sole stesso che la illuminava”. Nella suggestiva cornice tropicale di Baia Paradiso, sul litorale dell’Oceano Pacifico del Costa Rica, dietro le spiagge da cartolina, la foresta arretra, gli interessi stranieri avanzano e, all’ombra delle palme, soprusi, malavita e corruzione spadroneggiano. Un giallo teso e attualissimo, in cui la verità è facile da insabbiare e il paradiso è solo per pochi.Un eccentrico e ricco americano accoltellato nel parcheggio di un locale notturno. Una multinazionale che trasforma villaggi di pescatori in quartieri residenziali e resort di lusso. Un’agenzia di collocamento per ragazze bisognose. Un narcotrafficante. Una giornalista radiofonica. E un poliziotto poco convenzionale con la passione per il birdwatching. L’ispettore Villegas si trova a investigare sulla personalità dell’ucciso e sui suoi rapporti con lo sviluppo immobiliare della località. Poco a poco, emerge una trama dove sono coinvolti grandi interessi e personaggi influenti. Sembra un caso di facile risoluzione ma la verità risulta essere più complessa e sfuggente.“L’americano di Baia Paradiso” è il nuovo giallo ambientale di Maurizio Campisi, questa volta incentrato sulla gentrificazione, che sta trasformando i tropici per sempre, facendo sloggiare gli abitanti per fare posto a persone dai redditi elevati. Maurizio Campisi, nato a Rivoli, vicino a Torino nel 1962, è giornalista e scrittore. Vive e lavora in Costa Rica, dove risiede dal 1993. Specializzato nelle tematiche legate all’America Latina, ha scritto per differenti riviste e quotidiani. È autore di saggi e di romanzi noir. Con Neos edizioni ha pubblicato il giallo ecologico “L’ira nella palude”, 2025.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Daniele Movarelli "I me dentro di me" 20.10.2026 12minDaniele Movarelli, Cecilia Fasoli"I me dentro di me"Edizioni Lapiswww.edizionilapis.itTutti guardano un bambino e vedono sempre lo stesso: il suo viso, i suoi gesti, il suo modo di stare al mondo. Pensano di conoscerlo. Eppure dentro di lui non c’è un solo “me”, ma tantissimi. C’è quello che fa boccacce e ride quando non dovrebbe, quello che non ha paura di niente e quello che si nasconde nel buio. C’è il me che dormirebbe sempre, quello innamorato, quello che esplode di rabbia, quello che piange, quello timido, quello generoso, quello che dice sempre sì e quello che dice sempre no.Uno dopo l’altro, questi “me” prendono forma e raccontano emozioni, caratteri e modi diversi di stare al mondo. Perché possiamo essere coraggiosi e impauriti, allegri e arrabbiati, espansivi o timidi, e cambiare ancora. E ogni tanto può comparire persino un “me” nuovo, che non avevamo mai incontrato prima. Un albo giocoso e immediato che racconta quanto siamo fatti di parti diverse, anche opposte, e quanto sia naturale scoprirle crescendo.Progetto vincitore del Concorso Lucca Junior 2026 –Premio di Illustrazione Editoriale “Livio Sossi”, organizzato da Lucca Comics & Games in collaborazione con Book on a Tree e Associazione Autori di Immagini.Età di lettura da 4 anniDaniele MovarelliNato a Roma, è autore di libri per ragazzi, copywriter ed enigmista. La sua scrittura si distingue per l'uso dell'ironia e per il continuo gioco con il linguaggio. Ha pubblicato albi illustrati, prime letture e fumetti con numerosi editori come Sinnos, Terredimezzo, Gallucci, Giralangolo e Biancoenero. Per Feltrinelli ha firmato il romanzo L'Orsa (2025), finalista al Premio Il Gigante delle Langhe. Per Lapis ha scritto I me dentro di me, l'albo nato in occasione del Premio di Illustrazione "Livio Sossi" 2026.Cecilia FasoliNata e cresciuta nella provincia di Cremona, vive a Venezia dove sta completando gli studi presso l’Accademia di Belle Arti. Attiva principalmente nell’ambito del paper design, continua a coltivare in parallelo la sua passione per l’illustrazione.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Giuseppe Albertoni "Il santo, l'etiope e il diavolo" 20.10.2026 19minGiuseppe Albertoni"Il santo, l'etiope e il diavolo"Avere la pelle nera nel medioevoEdizioni del Mulinowww.mulino.itFesta del Libro Medievale e AnticoSaluzzo (Cuneo)domenica 25 ottobre 2026, ore 15:00Giuseppe Albertoni presenta "Il santo, l'etiope e il diavolo"www.festalibromedievaleantico.itCome è accaduto che un santo africano sia diventato il protettore del primo imperatore sassone? Nella cattedrale di Magdeburgo si trova la tomba di Ottone I, simbolicamente protetta da una statua di san Maurizio, rappresentato con la pelle nera e i tratti somatici di un africano subsahariano. Quando Ottone I scelse san Maurizio come protettore dell’impero sapeva quale era il colore della sua pelle? Cosa significava essere «nero» ed essere africano per un sassone come Ottone? Attraverso la storia di questo santo e delle sue rappresentazioni, Giuseppe Albertoni ci guida nella comprensione del rapporto tra colore della pelle e percezione dell’altro nel corso del medioevo e ricostruisce l’immagine che l’allora Europa cristiana si faceva del mondo.Giuseppe Albertoni insegna Storia medievale nell’Università di Trento. Per il Mulino ha curato l’«Introduzione alla storia medievale» (con T. Lazzari e S. Collavini, nuova ed. 2020) e ha pubblicato «L’elefante di Carlo Magno. Il desiderio di un imperatore» (2020).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Riccardo Marchina "Piemontesi DOC" 20.10.2026 10minRiccardo Marchina"Piemontesi DOC"Protagonisti ma con discrezioneQuindici racconti che intrecciano storia e memoriaNeos Edizioniwww.neosedizioni.it“Era notte ad Alba. La guerra era finita da poco, ma la fame no. Il cacao era raro, caro, quasi mitologico. Michele Ferrero guardava le nocciole come si guarda una salvezza umile: stavano lì, abbondanti, piemontesi, testarde. Le conosceva una a una. Le sentiva scricchiolare tra le dita, come un’idea che chiede di essere macinata”.Quindici racconti compongono un’antologia corale, che restituisce il ritratto autentico di una regione e della sua gente. Dalle città alle colline, dai borghi medievali alle chiese di paese, il Piemonte non è mai semplice cornice ma co-protagonista. Sorprende, commuove e diverte. I racconti intrecciano storia e memoria, radici e scelte, comunità e solitudine. Il rigore storico si confonde con la polvere delle strade di collina in un gioco di contrasti mai banale.Si incontrano preti astuti e generosi, vignaioli filosofi, bambini curiosi che spiano il mondo contadino oltre il cancello di casa, emigrati veneti innamorati dei luoghi d’adozione, donne emancipate ante litteram, uomini alle prese con la vecchiaia e la morte. E, sullo sfondo, i sapori, le feste popolari, il suono delle campane, il sole cocente e le nebbie, i vigneti, i profumi nell’aria.«Racconti di fatiche contadine, intuizioni geniali, vocazioni sommesse e addii silenziosi. È un Piemonte che non urla, che non cerca il sensazionalismo, ma che guarda dritto negli occhi con quella malinconica, ironica e orgogliosa fierezza di chi sa che, in fondo, ogni vita merita di essere raccontata. Anche, e soprattutto, se chi la vive preferirebbe starsene zitto» (Riccardo Marchina).Scoperchiando una vecchia credenza nella casa di famiglia a Frassineto Po, Anna trova vecchie fotografie che le rivelano l’amicizia tra la sua bisnonna e la poetessa futurista Térésah (Corinna Teresa Ubertis); a Piovà Massaia durante la Seconda Guerra Mondiale don Giuseppe con astuzia protegge le campane della sua parrocchia, destinate alla requisizione fascista per la produzione di armi; il Cardinale Richelieu osserva perplesso la Casale del XXI secolo; il parroco di Capriglio e i leggendari fratelli Paniate; la misteriosa “Ligera”, un lavoratore itinerante, solitario e forestiero, che si spostava di cascina in cascina offrendo braccia forti per i raccolti in cambio di ospitalità; un impero globale nasce dall’umile, quasi domestico, problema di un cioccolato troppo morbido in una giornata troppo calda; il castello di Piea e la castellana di Pomaro Monferrato, ovvero la celebre attrice Marisa Allasio. E poi Alba, Moasca, Cerrina, Moncalvo, Castello d’Annone, Casorzo, Cerreto d’Asti, Calliano Monferrato…Quindici autrici e autori alternano il tono della cronaca a quello della confessione, l’humour alla commozione, orchestrando con grande naturalezza italiano e dialetto. Non manca il “Date n’andi”, grido di battaglia generazionale, né le esplorazioni esistenziali più profonde, che sfiorano il mistero e la soglia dell’assoluto, o gli addii così sereni da sembrare un ritorno alla terra che ci ha generati.Registri diversi che si compongono in un’unica partitura, restituendo tutta la ricchezza e la varietà di una terra che non smette di raccontarsi. Ma con discrezione.A cura di Riccardo MarchinaRacconti di: Claudia Casarotto, Nucci Ferrari, Franco Francescato, Renato Graziano, Paolo Lupo, Riccardo Marchina, Carla Negro, Daniela Peira, Mauro Quartetti, Elisabetta Rava Granozio, Margherita Ravetti, Marlene Ravetti, Umberto Re, Laura Remondino, Silvia Tonin.Diventa un supporter di questo podcast: -
Federico Leoni "Kum! Festival" 20.10.2026 23minFederico Leoni"Kum! Festival"La tentazione della violenzaDal 23 al 25 ottobre a Perugiawww.kumfestival.itQuella cosa che chiamiamo violenza è ovunque. È nelle periferie delle nostre città come nei quartieri bene. È nelle periferie del mondo come alle porte dell’Europa. È nelle famiglie e nelle coppie come nel profondo di ciascuno di noi. Che si presenti come disagio sociale, come guerra tra superpotenze, come impossibilità individuale di governare l’incandescenza della pulsione, la violenza ha mille maschere e il nostro tempo sembra destinato a vedere il ritorno di quelle mille maschere dietro alle quali c’è un unico volto, quello della volontà di sopraffazione, della tentazione di depredare e di uccidere. Abbiamo alle spalle una lunga stagione di pace e prosperità. L’abbiamo vista sgretolarsi dapprima lentamente, impercettibilmente, poi sempre più precipitosamente. Siamo sconcertati, perché da tempo avevamo dimenticato il volto della violenza e avevamo messo in soffitta i simboli e i concetti che ci consentivano di fissarlo senza restarne abbagliati.Credevamo di aver congedato una volta per tutte la necessità di tramutare la spinta primordiale della violenza in forza e in forma. È tempo di ricominciare. È tempo di rimettere mano a quel lavoro, che è semplicemente il lavoro della ragione e della cultura. È per questo che un grande festival di cultura non poteva non mettere al centro del suo cantiere il tema della violenza, invitando al confronto le discipline più diverse: dalla psicoanalisi alla filosofia, dalla letteratura alla politica, dalla storia all’antropologia. Perché se tutte le strade del contemporaneo sembrano portare alla distruzione, è urgente ricominciare a percorrere quelle strade in senso inverso, riportando la violenza verso la misura, la ragione, la mediazione, la negoziazione. Paradossalmente, non si tratta tanto di mettere fine alla violenza, quanto di fare qualcosa della violenza, di ricominciare a maneggiare la sua sostanza inevitabile e ustionante.Massimo Recalcati e Federico LeoniDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Roberta Schira "Dove tornano le api" 20.10.2026 24minRoberta Schira"Dove tornano le api"Garzanti Editorewww.garzanti.itEsther, trent’anni, ha tutto ciò che si possa desiderare. A capo di un impero immobiliare, è indipendente, ricca, desiderata. Eppure nasconde un piccolo, curioso segreto: conserva una scatola piena di bottoni rubati. Quei minuscoli oggetti sono la memoria degli errori e delle perdite che non ha superato: il padre che se n’è andato troppo presto, la madre che non ha mai avuto una parola dolce per lei, Marcello che la riempiva di attenzioni ma le tarpava le ali. Dopo aver scoperto una terribile verità che riapre vecchie ferite, Esther si rifugia in un casolare in Valtellina. Lì, la vita si muove lenta e la natura mostra come rifiorire a ogni primavera. E grazie all’incontro speciale con un apicultore, Esther scopre che le api non insegnano: fanno. E, a guardarle fare, qualcosa dentro di lei comincia a cambiare. Quasi senza accorgersene, comincia a costruire la Casa delle Donne Api, per prendersi cura di altre donne ferite. Accanto a lei c’è Céleste, la governante-filosofa che l’ha cresciuta, e arrivano a una a una le donne della Casa: ognuna porta una ferita, ognuna trova un posto. Nessuna domanda la prima notte. Poco alla volta, Esther imparerà a prendersi cura di sé stessa, accettando i propri limiti e i propri difetti, senza volersi diversa. E scoprirà che la cosa più importante è sapere di poter sempre ritrovare casa, perché «casa» non è un luogo, ma le persone che scegliamo di amare. Gliel’hanno suggerito le api, che sanno sempre dove tornare.Dopo il successo dei Fiori hanno sempre ragione e Le margherite sanno aspettare, Roberta Schira torna da lettori e librai con un romanzo delicato e potente. In un mondo che impone velocità e fretta, la natura insegna un’altra lingua: quella dell’attesa, dell’equilibrio, della trasformazione. Perché imparare ad accogliere anche le ferite più profonde è il solo modo di sentirsi, finalmente, a casa dentro sé stessi.Roberta Schira è nata a Crema e vive tra Milano e la Riviera di Ponente, il suo «quartiere del pensare», per dirla con Thomas Bernhard. Scrive intorno al mondo del cibo da prima che diventasse una moda, affrontandolo con occhi sempre diversi, dal costume alla condizione femminile. Diventa scrittrice, giornalista e critica gastronomica dopo la laurea in Lettere con indirizzo psicologico. Dal 2010 scrive sul «Corriere della Sera» di tendenze e protagonisti della «cibosfera», ha ideato il metodo oggi alla base della disciplina, noto come «canone Schira», e dal 2016 lo insegna in un master. Tre mariti, due figli e quindici libri, cuoca per passione, ama i gatti, lo champagne, i romanzi di Camus e Romain Gary.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Raoul Precht "Scandagli" 19.10.2026 27minRaoul Precht"Scandagli"Cervantes, Flaubert, Kafka e altre immensitàBordeaux Edizioniwww.bordeauxedizioni.itCervantes, Calderón, Flaubert, Hofmannsthal, Kafka, García Lorca e Cortázar: sono questi i mostri sacri con i quali si misura Raoul Precht in questa raccolta di saggi, in cui spazia dalla poesia al teatro, dalla teoria del romanzo alla costruzione del racconto perfetto, incrociando fra loro epoche e letterature diverse. Nel suo viaggio personale, ma sempre documentato e pertinente, Precht non disdegna di indagare sulle condizioni di produzione e ricezione dell’opera d’arte, sugli aspetti biografici e relazionali e sui contesti sociali, anche se l’attenzione primaria è posta sui meccanismi interni a ciascuna produzione letteraria. Nati da montaliane “occasioni”, i diversi contributi illuminano campi poco o meno studiati e ci propongono un’immagine diversa degli autori trattati, tutti pesi massimi della letteratura, eppure talvolta così fragili e umani da risultarci inaspettatamente fraterni.Raoul Precht (Roma, 1960), scrittore e poeta, ha curato per diverse case editrici (Garzanti, Guanda, Theoria, La Camera Verde) opere di letteratura spagnola (Calderón de la Barca, Quevedo, García Lorca) e tedesca (Schiller, Sternheim, Handke). Tra i suoi ultimi lavori Kafka e il digiunatore (Nutrimenti 2014) e Stefan Zweig. L’anno in cui tutto cambiò (Bottega Errante, 2022 e finalista al Premio Comisso).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Francesca Villanti "Chagall" 19.10.2026 19minFrancesca Villanti"Chagall"Fino al 29 marzo 2027Vercelli, Spazio ArcaUna grande mostra dedicata a Marc Chagall: dal 13 ottobre allo Spazio ARCA di Vercelli verranno esposti cinquanta capolavori di uno dei più grandi artisti del Novecento.Tutte le tematiche più care a Chagall saranno narrate in questa esposizione straordinaria: la nostalgia della patria, il perenne senso di esilio, l’amore, la religione, gli animali, i sogni, la poesia.Curata da Francesca Villanti, la mostra esplora la straordinaria vita e percorso dell’artista. Privato della sua terra natale per due volte – prima dall’emigrazione e poi dalla totale distruzione di Vitebsk per mano nazista nel 1941 –, Chagall seppe edificare una stupefacente “architettura portatile” della memoria. Tra icone assolute come Villaggio Russo (1929), Gli innamorati con l’asino blu (ca. 1955) e Il gallo viola (1966-72), i visitatori saranno guidati da una serie di intimi autoritratti dell’artista, in un cammino teso a celebrare l’arte come testimone degli eventi e contro la cancellazione della storia.Ad arricchire questa straordinaria esperienza culturale si aggiunge una sezione di opere della Collezione Giuseppe Iannaccone, curata da Daniele Fenaroli, in un rimando di poetiche ed assonanze tra mondi ed artisti diversi.Con una narrazione di travolgente intensità emotiva, Vercelli si riconferma un punto di riferimento imprescindibile nel panorama delle grandi mostre dell’autunno.Promossa dal Comune di Vercelli, la mostra è prodotta e realizzata da Arthemisia con la collaborazione della Fondazione Giuseppe Iannaccone.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Ivan Villa "Notti collassate... grugniti a colazione" 19.10.2026 12minIvan Villa"Notti collassate... grugniti a colazione"NeP EdizioniC’è un momento, nella vita di ogni genitore, in cui la Patagonia sembra una meta ragionevole. Ivan Villa lo conosce bene: al centro del suo libro ci sono le avventure e disavventure di un padre alle prese con tre figlie di tredici, quattordici e quindici anni. Tre adolescenti insieme, sotto lo stesso tetto, con un solo bagno a disposizione la mattina. nepedizioniIl libro procede per brevi racconti, piccoli quadri di vita familiare dove tragitti interminabili verso la scuola o gli allenamenti, conti da far tornare, sveglie e bagni occupati diventano materia narrativa. E poi la lingua, che cambia più in fretta delle taglie: un vocabolario in perenne aggiornamento, con parole come flexare e ghostare, mentre a colazione la conversazione si riduce a qualche grugnito. La scrittura di Villa ha un passo tutto suo, fatto di dialoghi rapidi, parentesi, elenchi, citazioni e continui cambi di ritmo, e passa con naturalezza dalla comicità alla malinconia. Non mancano rimandi letterari che vanno da Bukowski a Borges, ma il cuore resta la famiglia, con i suoi imbarazzi, i silenzi e quella distanza che si allarga proprio mentre l’affetto cresce. Un libro che fa sorridere genitori, insegnanti ed educatori, e che ricorda come crescere sia un’impresa che si fa in due: chi cresce e chi sta a guardare, un po’ sfinito. “notti collassate…grugniti a colazione”: genitorialità e adolescenza raccontate con ironia nel libro di ivan villa Ivan Villa lavora con bambini e ragazzi, “in ogni ordine e disordine di scuole”. Per l’infanzia e l’adolescenza ha scritto Brr… Che storie! (Emme Edizioni, 2019), Prima media, mi conviene andare bene! (Lapis, 2021) e Le vertigini dello stambecco (Lapis, 2025). È anche autore di rebus, cornici concentriche e crittografie per La Settimana Enigmistica, con premi e riconoscimenti.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Daniela Marcheschi "La biblioteca di Collodi" 19.10.2026 19minDaniela Marcheschi"La biblioteca di Collodi"Libri e passioni del papà di PinocchioBibliotheka Edizioniwww.bibliotheka.itÈ possibile ricostruire la biblioteca di Collodi guardando ai suoi studi e alle citazioni presenti nei suoi articoli e nei suoi libri. Il suo è il sapere di un uomo colto e aperto agli stimoli del suo tempo. Il papà del burattino più famoso d'Italia conosce la Bibbia e i classici, predilige la letteratura eroicomica e i favolisti, il melodramma e i Macchiaioli. Soprattutto, apprezza Dante, il Poeta che per l’800 risorgimentale incarna l'identità italiana. I suoi scritti lo richiamano continuamente e lo stesso Pinocchio è intessuto di innumerevoli riferimenti all’opera dantesca. Eppure il papà di uno dei più grandi capolavori della letteratura per l'infanzia viene considerato geniale, per l'appunto, solo per l'immortale burattino.Daniela Marcheschi, con raffinata intelligenza e acuminato spirito critico, smonta tale affermazione, proponendo un nuovo, quanto originale profilo di Carlo Collodi.Daniela MarcheschiStudiosa di letteratura e antropologia delle arti, ha insegnato, fra le altre, nelle Università di Uppsala, Salamanca, Firenze; attualmente è in forza al CEG-Universidade Aberta di Lisbona.Dopo gli studi alla Scuola Normale di Pisa e all’Institut d’Études Françaises di Avignone con René Girard, ha formato il suo originale pensiero critico nella frequentazione di esponenti della cultura internazionale: da Carlo Dionisotti, Eugenio Montale, Giuseppe Pontiggia a Birgitta Trotzig, Richard Weisberg, Darko Suvin.Presidente Comitato Tecnico-Scientifico della Fondazione Nazionale Carlo Collodi.Presidente dell’Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini, ha curato i Meridiani Mondadori di Collodi, Pontiggia e Rodari.Collabora con l’inserto domenicale del Sole 24Ore. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Roberta Cortella "La scuola che cammina" 18.10.2026 12minRoberta Cortella"La scuola che cammina"Strade maestre.Una classe a piedi lungo l'Italiaediciclowww.ediciclo.it«Vi porteremo con noi, nei boschi, lungo i sentieri, nei piccoli paesi, sotto la pioggia, attorno a un falò. Tra risate, crisi, lezioni inattese, inciampi, confidenze, passi condivisi. Questa è la nostra scuola. Quella che cammina.» Orvieto, un mattino di settembre. Otto adolescenti tra i diciassette e i diciannove anni si mettono in cammino insieme a due guide ambientali escursionistiche e a un’insegnante di lingue straniere che lascia la cattedra per un anno.Nasce così Strade Maestre, un progetto didattico «troppo folle per essere preso sul serio»: un intero anno scolastico a piedi in giro per l’Italia, duecentoventitré giorni dall’Umbria al Friuli Venezia Giulia, scendendo in Sicilia e risalendo lo Stivale, con i libri sostituiti da tablet ricaricati la sera e le lezioni tenute a cielo aperto o sotto il tetto di un ostello, di una parrocchia e di un teatro. Roberta Cortella racconta gli entusiasmi, le crisi e le fatiche del gruppo, e il supporto a distanza dei genitori rimasti a casa, filtrando le voci in presa diretta di una tribù nomade che intende dare gambe alle utopie. Ne nasce il diario dell’epico anno scolastico di una classe itinerante e senza pareti, «in cui il sapere nasce dai luoghi attraversati e dalle esperienze vissute».Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Yasmina Melaouah "Ann d'Inghilterra" Julia Deck 18.10.2026 17minYasmina Melaouah"Ann d'Inghilterra"Julia DeckEdizioni Adelphiwww.adelphi.itTradurre una madre. Yasmina Melaouah e Ann d’Inghilterra.Quando un libro vince un premio, i riflettori cadono sull’autore. Il Posto delle Parole questa volta ha scelto di guardare dall’altra parte, verso chi quel libro l’ha fatto arrivare a noi parola per parola. Il 17 ottobre, ad Alba, Ann d’Inghilterra di Julia Deck (Adelphi) ha vinto la XVI edizione del Premio Lattes Grinzane. La voce italiana di quelle pagine è di Yasmina Melaouah, ed è con lei che abbiamo parlato.Per Il Posto delle Parole, Julia Deck non è un nome nuovo. Prima di questo libro, i suoi romanzi erano arrivati in Italia anche grazie a Prehistorica Editore, che ha pubblicato Sigma nel 2022 e Proprietà privata nel 2025, nella collana Ombre lunghe. Sono due libri molto diversi da Ann d’Inghilterra. Sigma è un thriller sul potere e sul controllo dell’arte; Proprietà privata è una satira feroce della vita di quartiere e del desiderio di proteggersi dagli altri. Entrambi sono stati raccontati nel nostro podcast. Ritrovare oggi l’autrice premiata con il suo libro più intimo significa chiudere un cerchio, e aprirne un altro attraverso la voce di chi l’ha tradotta.Melaouah non è una presenza qualsiasi nella cinquina del Lattes. Tra i cinque finalisti scelti dalla giuria presieduta da Loredana Lipperini, due libri portavano la sua firma: quello di Deck e Disertare di Mathias Énard (e/o). Sono due scrittori lontanissimi per ritmo e respiro, passati dalla stessa mano. È un dettaglio che dice molto su cosa significhi tradurre a questo livello. Non si tratta di applicare un proprio stile, ma di cambiare pelle da un libro all’altro: la frase lunga e stratificata di Énard da una parte, la scrittura asciutta e precisa di Deck dall’altra.Del romanzo basta un accenno. Julia Deck racconta la madre Ann, inglese trapiantata in Francia, dopo che un’emorragia cerebrale l’ha lasciata quasi senza parole. Accanto alla cronaca della malattia ricostruisce la sua vita e insegue un segreto di famiglia. Proprio qui comincia la sfida della traduttrice, perché Ann d’Inghilterra è un libro fatto di lingue che si sfiorano senza toccarsi. Ann è un’inglese che vive in francese; la figlia è una scrittrice francese con una madre inglese; l’unico terreno comune tra loro è stata la letteratura. Portare tutto questo in italiano significa lavorare su tre lingue alla volta.La conversazione entra nel laboratorio della traduzione. Come si conserva l’estraneità di un personaggio quando la sua lingua scompare nel passaggio a un’altra? Che cosa si fa delle parole inglesi lasciate a vista nel testo francese? Come si tengono insieme il presente secco dell’ospedale e il passo quasi ottocentesco della biografia? E poi le scelte minute, quelle che il lettore non vede: un incipit da non sciogliere troppo presto, un termine della burocrazia sanitaria francese, un titolo che in italiano suona diverso dall’originale.Sullo sfondo resta una domanda sul mestiere stesso. Melaouah ha attraversato Pennac e Flaubert, Camus ed Énard, e sostiene che ogni traduzione sia sempre una prima traduzione. Che cosa insegna allora un libro in cui una figlia prova a tradurre la madre e scopre quanto resta intraducibile? È, in fondo, anche il lavoro di chi traduce: abitare la lingua di un altro, sapendo che una parte resterà sempre fuori portata.Il premio, organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes e intitolato a Mario Lattes, mette in gara autori italiani e stranieri. In un riconoscimento così, il lavoro del traduttore è parte del libro premiato, e la giuria lo ha ricordato nella sua motivazione. Questa conversazione prova a restituirgli il posto che merita.Yasmina MelaouahTraduttrice letteraria dal francese, insegna traduzione alla Scuola Civica Interpreti... -
Luca Fassina "Tavole a tavola" 18.10.2026 16minLuca Fassina"Tavole a tavola"Cibo e bevande nel mondo dei fumettiOligo Editorewww.oligoeditore.itGli spinaci che gonfiano i bicipiti di Braccio di Ferro, i cartoni di pizza impilati nel covo delle Tartarughe Ninja, la ciotola di ramen fumante davanti a Naruto. Basta un piatto, a volte, per riconoscere un personaggio prima ancora di leggerne il nome. Da questa intuizione parte Luca Fassina con Tavole a tavola, un breve e godibilissimo saggio che attraversa tre secoli di letteratura disegnata guardando dentro i piatti dei suoi protagonisti.Il viaggio non conosce confini: dai comics americani alle bandes dessinées franco-belghe, dalle bildergeschichten tedesche ai tebeos spagnoli fino ai manga giapponesi. In ogni tradizione il cibo smette di essere un semplice elemento di sfondo e diventa racconto. Definisce chi siamo, segnala da quale classe sociale veniamo, porta in pagina la cultura di chi disegna. Il banchetto si fa luogo in cui i conflitti si ricompongono, la tavola imbandita misura la distanza tra chi ha e chi non ha.Ne esce anche una piccola storia del Novecento vista dalla dispensa: la fame della Grande Depressione, l’abbondanza del boom economico del dopoguerra, gli appetiti smisurati e surreali dei mostri, fino alla dimensione quasi rituale del pasto condiviso nelle culture orientali. Le vignette diventano così uno specchio del loro tempo, e il lettore scopre quanto sia rivelatore ciò che i personaggi mettono in bocca.Fedele allo spirito della collana, il libro non si limita all’analisi: lo completano le interviste ad autori del fumetto italiano e internazionale e una serie di ricette da provare davvero in cucina. Tavole a tavola chiude idealmente un percorso che Fassina ha dedicato al rapporto tra cibo e cultura pop, dopo aver indagato la letteratura di Stephen King, il cinema, la musica e le copertine dei dischi.Luca Fassina, milanese, lavora con la scrittura da oltre trent’anni come giornalista, scrittore, traduttore e storyteller. Cresciuto nel mondo delle fanzine e della musica underground, ha contribuito nel 1990 alla nascita della rivista Hard!, è stato corrispondente musicale da Londra e ha lavorato nell’entertainment a Parigi. Scrive per Classic Rock e per Sergio Bonelli Editore e tiene corsi e lezioni di musica. Per Oligo ha pubblicato Cucina. Stephen King: ricetta per un disastro (2022), Spaghetti. Le rockstar a tavola (2023), Gusto/Disgusto (2024) e Vino/Vinile.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Giulia Corsini "I semi proibiti" 17.10.2026 21minGiulia Corsini"I semi proibiti"L'odissea degli OGM e delle TEA in Italia, tra campi, laboratori e tribunaliUtet Libriwww.utetlibri.itPerché un uomo si ostina a sfidare lo Stato, seminando ogni volta mais OGM solo per farsi distruggere il raccolto dalla Guardia forestale? E quale ostinazione porta un manipolo di scienziati a tentare di convincere per decenni i politici di ogni schieramento che la salvezza dell’agricoltura è nella genetica? Di contro, cosa spinge gruppi diversi di attivisti a combattere ferocemente quelle sperimentazioni, arrivando a devastare campi e laboratori? Più in generale: perché in Italia abbiamo da sempre il terrore di intervenire sul patrimonio genetico di una pianta?In fin dei conti, è quasi la stessa tecnologia che ha fatto fare grandi balzi alla medicina. Ma il cibo no, quello non volevamo ingegnerizzarlo. È una questione di salute, di economia, di giustizia o di identità?Giulia Corsini si è avvicinata a questa intricata storia conoscendo Giorgio Fidenato, l’agricoltore friulano che ha trasformato il proprio campo di mais transgenico in un banco di prova giuridico, sfidando lo Stato italiano e poi anche l’Unione Europea a ogni semina, di processo in processo. Ma Corsini ha presto capito che quella era solo la porta d’accesso a una storia più grande.In fin dei conti, la vicenda degli OGM in Italia è un prisma che racconta molto del nostro Paese: testimonia la fragile libertà della ricerca, cartografa i sottili equilibri tra scienza, politica, economia e magistratura, ragiona sulle paure che accompagnano ogni possibile intervento su ciò che consideriamo naturale. I semi proibiti è la cronaca appassionante di una storia lunga più di trent’anni, e che proprio adesso sta avendo una svolta inattesa: archiviati forse per sempre i vecchi OGM, le nuove tecniche di modifica genomica, battezzate TEA, a giugno 2026 hanno ottenuto il loro regolamento di utilizzo europeo. Ci spingeremo sulle soglie di questo futuro misterioso ma elettrizzante, o torneremo a rifugiarci nella nostalgia di un passato idealizzato fatto di contadini pazienti e natura incontaminata?Giulia Corsini, veterinaria esperta in chirurgia d’emergenza e terapia intensiva, ha scritto per varie riviste e giornali e collaborato con organizzazioni come Pro-Test Italia e Italia Unita per la Corretta Informazione Scientifica. Un suo saggio è contenuto all’interno dell’antologia Sta arrivando la fine del mondo? 15 punti di vista sulle paure e i rischi apocalittici del nostro presente (Utet, 2024). Per Utet ha pubblicato anche il suo primo libro: Salvare gli animali. Il viaggio di una veterinaria per decifrare il mistero del rapporto uomo-animale (2024), selezionato alla prima edizione del Premio Vero, creato da “il Post” e Fondazione Peccioliper.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Piero d'Ettorre "Il gioco del gatto" 17.10.2026 16minPiero d'Ettorre, Alessandro Perissinotto"Il gioco del gatto"Un'indagine dell'avvocato MeroniIl Giallo Mondadoriwww.mondadori.itMolti avvocati credono che fare il difensore di parte civile sia una sorta di passeggiata: ti accodi al pubblico ministero e aspetti la condanna dell’imputato. Giacomo Meroni la pensa diversamente, specie adesso che deve difendere Elsa, un’ex allieva di sua moglie Rossana. Elsa aveva diciassette anni quando la madre è stata uccisa dal killer delle rose, un assassino seriale che sparava alle prostitute e poi lasciava un mazzo di fiori sul loro cadavere. Quattro anni dopo, quell’assassino siede sul banco degli imputati ed Elsa può fissarlo negli occhi; ma anche la sua posizione è scomoda e dolorosa. A ferirla sono le prostitute chiamate a testimoniare, immagini riflesse della sua stessa madre. A ferirla è il padre, che in quel processo non cerca giustizia, ma solo un risarcimento economico. A ferirla è l’avvocata della difesa, che sostiene l’innocenza dell’uomo da tutti indicato come il mostro. Ma il vero mostro, tanto per Elsa quanto per Giacomo, è il dubbio: quell’imputato dall’aria grigia e dimessa è davvero il killer delle rose? Giacomo crede di sì, ma alla sua assistita vuole consegnare una certezza assoluta e, per farlo, dovrà lottare molto più di quanto prevedesse. Le indagini preliminari sono concluse e lui dovrà ricominciare da capo assumendosi tutti i rischi, fino a sentire, come quando era un giovane carabiniere, il rumore degli spari nelle orecchie e il gusto della paura dentro la bocca.Piero d’Ettorre (Torino, 1965) è avvocato penalista del foro di Torino. In trent’anni di professione ha guardato dentro le profondità oscure della Giustizia e ha visto vicende di incredibile umanità. Adesso ha deciso di raccontarle, prestando la sua esperienza all’avvocato Meroni.Alessandro Perissinotto (Torino, 1964), professore di Storytelling all’Università di Torino, ha esordito nel 1997 con il romanzo poliziesco L’anno che uccisero Rosetta (Sellerio), al quale hanno fatto seguito numerose opere che hanno attraversato diversi generi letterari e sono state tradotte in molti paesi europei e in Giappone. Con Piemme ha pubblicato Semina il vento (2012), Le colpe dei padri (2013, secondo classificato al premio Strega), Coordinate d’Oriente (2014) e Quello che l’acqua nasconde (2017). Con Mondadori ha pubblicato Il silenzio della collina (2019, vincitore del premio internazionale Lattes Grinzane), La congregazione (2020). Insieme all’avvocato Piero d’Ettorre ha dato vita, sempre per Mondadori, alla serie di legal thriller con protagonista Giacomo Meroni (Cena di classe, 2022, e Il figliol prodigo, 2023).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Eliana Camaioni "L'amante di Cagliostro" 17.10.2026 14minEliana Camaioni"L'amante di Cagliostro"Algra Editorewww.algraeditore.itTra le colline toscane, la vita di Azzurra scorre scandita dai ritmi della famiglia e della sua serra di orchidee. Un equilibrio destinato a infrangersi quando l’enigmatico Alessandro le propone di partecipare a un esclusivo gioco di ruolo, in cui dovrà interpretare la controversa moglie del leggendario Conte di Cagliostro. Ma quella che inizia come una raffinata rievocazione storica si trasformerà presto in un labirinto, che costringerà Azzurra a guardare nelle crepe del proprio matrimonio e a dissotterrare un passato traumatico che credeva sepolto. Il confine tra finzione e realtà sfuma pericolosamente quando il Gioco rivelerà la sua vera natura fatta di riti iniziatici e segreti inconfessabili, culminando nel macabro ritrovamento di un cadavere nei boschi. In un crescendo di tensione che vedrà la sua vita privata andare in frantumi, Azzurra dovrà affrontare la sua prova più dura nella cornice esoterica dei Giardini di Boboli. Un romanzo psicologico ed esoterico che fonde il fascino del romance storico con l’adrenalina del giallo, seguendo il viaggio di una donna capace di perdonare l’oscurità per riscrivere, finalmente, il proprio destino.Eliana Camaioni, classe 1973, critico letterario e blogger. Dottore di ricerca in Filologia, ex docente di Latino e Greco, studiosa di misteri delle civiltà antiche. Collaboratrice della rivista Letteratitudine, è suo il blog #unminutodilibri per il giornale Messina Today. Ha pubblicato Di verità non dette (2007), Il legame dell’acqua (2008), L’amoretiepido (2014); ha vinto nel 2012 il Premio Terremoti di Carta col racconto Senza paracadute e nel 2015 il Premio Osservatorio Città di Bari con la sceneggiatura teatrale Caffè macchiato. Trascorre buona parte del suo tempo fra studi di sciamanesimo e la campagna che le è cara, nella città dello Stretto in cui è nata.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Giulia Pastorino "Azzurro come" - "Fischio come" 17.10.2026 11minGiulia Pastorino, Guia Risari"Azzurro come""Fischio come"Edizioni Lapiswww.edizionilapis.it"Azzurro come"I colori si trovano in tutte le cose e rendono il mondo più bello!Ogni doppia pagina è dedicata a un colore, associato a due elementi diversi: azzurro come il lenzuolo e il cielo del mattino, lilla come il pigiama e la tazza del latte, giallo come il sole e le foglie di un albero. Accostamenti quotidiani, poetici e sorprendenti invitano i più piccoli a osservare, confrontare, associare e nominare ciò che li circonda.Un piccolo libro cartonato con gli angoli stondati, per scoprire forme, colori, somiglianze e dettagli e continuare il gioco anche fuori dalle pagine, cercando nuovi colori nel proprio ambiente."Fischio come"Quando gioco mi trasformo e posso fare cose incredibili!Fischio come un merlo, salto come un canguro, corro come un ghepardo, nuoto come una rana. In ogni pagina un’azione viene associata a un animale diverso, invitando i più piccoli a imitarlo con il corpo e con la voce.Un piccolo libro cartonato con angoli stondati per muoversi, giocare e scoprire parole e azioni, tra forme, colori, somiglianze e animali.Giulia PastorinoNata nel 1991 a Genova, dove vive e lavora, ha studiato lì Grafica all’Accademia di Belle Arti per poi specializzarsi in Illustrazione all'ISIA di Urbino. È stata selezionata per la Mostra Illustratori della Bologna Children’s Book Fair nel 2016 e nel 2022 e, nel 2021, ha partecipato alla mostra Eccellenze italiane, sempre nell’ambito della fiera. L'albo Se fossi Ugo (illustrato da lei e scritto da Sergio Olivotti, Corraini) ha vinto il SuperPremio Andersen 2025. I suoi libri sono stati pubblicati in Corea, Cina, Gran Bretagna e Stati Uniti.Guia RisariNata nel 1971 a Milano, si è laureata in Filosofia Morale all'Università Statale con una tesi su Jean Améry, lavorando come educatrice e giornalista per L'Unità. Si è specializzata in Modern Jewish Studies alla Leeds University con ricerche su Saadia, Maimonide, Mendelsohn, Rosenzweig, Lévinas, Jabès, Rawicz, Bauman, Rose e una tesi di M.A. sull'antisemitismo italiano. In seguito, si è trasferita in Francia, dove, oltre a scrivere e tradurre, ha insegnato e svolto ricerche in socio-critica, storia, letteratura orale e comparata delle migrazioni. Scrive e pubblica in quattro lingue. Lavora con case editrici, riviste, compagnie teatrali, radio e quotidiani. Interviene con laboratori e corsi di scrittura e lettura. Tiene conferenze e formazioni in scuole, università, biblioteche, librerie, festival.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Raffaella Serini "Dentro la gogna" 17.10.2026 15minRaffaella Serini"Dentro la gogna"La verità dietro il linciaggio digitale sui socialMimesis Edizioniwww.mimesisedizioni.itChe cos'è davvero la "gogna social"? Chi la alimenta (anche senza volerlo)? Come si spezza la catena sul piano legale, mediatico, culturale ed emotivo? Questo libro analizza casi reali – alcuni con finali purtroppo tragici – ma non è un catalogo dell'orrore. È un'indagine approfondita su uno dei fenomeni più caratteristici (e distruttivi) dell'ecosistema digitale contemporaneo, le cui radici e responsabilità affondano negli algoritmi e nelle nostre scelte quotidiane, rimanendo però spesso nell'ombra. Partendo dalla cronaca, il libro attraversa gli schemi con cui la gogna prende forma, dà voce a chi l'ha subita, interroga chi prova a fermarla, mettendo a confronto giuristi, psicologi, comunicatori ed esperti di reputazione e piattaforme digitali. Offrendo strumenti concreti per non diventare – domani – il prossimo caso.Raffaella Serini è giornalista professionista dal 2008 e ha sempre lavorato sia nella carta stampata sia nel digitale. Dopo dieci anni nella redazione di "Vanity Fair Italia", oggi firma inchieste, interviste e reportage per diverse testate, occupandosi soprattutto di diritti, lavoro e società. Nata in Puglia, vive e lavora a Milano. Per Mimesis ha pubblicato Come nascono (davvero) i bambini oggi (2024), prima inchiesta italiana sulla procreazione medicalmente assistita.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Stefano Bufi "Se non io chi" 16.10.2026 12minStefano Bufi"Se non io chi"Castelvecchi Editorewww.castelvecchieditore.comStefano Bufi è stato ospite di UmbriaLibri 2026, a Perugia, venerdì 16 ottobre, nella Sala Falcone Borsellino di Palazzo della Provincia. Ha presentato Se non io chi, il suo secondo libro. È la storia vera di Edvard, giovane tenente dell’aviazione svedese con una nonna napoletana, che nel 2022 lascia l’esercito e parte volontario per l’Ucraina. L’intervista che segue nasce da quell’incontro.Edvard ha ventotto anni quando la Russia invade l’Ucraina. Tenente nell’aviazione svedese, forti radici in Italia per una nonna napoletana che ha vissuto tutta la sua vita nel paese scandinavo, un mese dopo lo scoppio della guerra si dimette dalle forze armate e parte volontario per Kiev, contro il parere dei genitori e della famiglia tutta. È un giovane idealista, mosso da un imperativo morale e da una profonda pulsione interiore; sceglie di fare quello che secondo lui è giusto. Stefano Bufi racconta una storia vera che inizia nella cornice di un ricongiungimento tra il ramo italiano e quello svedese della famiglia, da Uppsala a Sorrento, e si addentra fin nel cuore più oscuro e drammatico della guerra sul fronte del Donbass; una storia raccontata anche attraverso le parole dei parenti italiani, dei genitori, dei commilitoni. Una storia europea, che ci mette di fronte al dramma della guerra e ci parla di responsabilità civile e di coraggio, di aspirazione all’immortalità e di dolore.Stefano Bufi è nato a Narni e vive a Terni, dove ha esercitato l’attività professionale di ingegnere, attivo soprattutto nel settore dell’urbanistica. Ha ricoperto incarichi amministrativi nelle istituzioni umbre, segnatamente nel Comune di Terni.Arrivato alla scrittura in età matura, ha pubblicato nel 2024 il suo primo libro L’odore della carta per Bertoni Editore.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/ -
Laura Cestari "Io come voi" 16.10.2026 13minLaura Cestari"Io come voi"Dove l’acqua allarga il cielo: sei ritratti di donna tra Adige e PoPostfazione di Luca ZaiaApogeo Editore / RemWebwww.remweb.itAlcune figure femminili del passato e del presente raccontate in alcuni passaggi fondamentali della loro vita. Il passato diventa un mosaico di incontri e memorie, una trama che ci accompagna e non smette mai di raccontare e rivelare (nelle storie della nonna Mela, di Franca Aurelia e di Maria Elena), ma anche di costruire, ridefinire costantemente le nostre identità. Nel presente, i gesti, le parole, le attese e i momenti che attraversano le generazioni e compongono misteriosamente un destino, sono quelli di altre protagoniste (nelle pagine dedicate a un'altra Elena, a Giada e Arianna), madri, donne del fiume, testimoni di una civiltà in cui molto, se non tutto, ruota attorno alla presenza femminile. Laura CestariGiornalista ed ex consigliera regionale, Laura Cestari ha attraversato un doppio percorso, tra il giornalismo e l’amministrazione pubblica in Comune, Provincia e Regione, restando sempre legata al Polesine.Al centro ci sono donne di fiume, protagoniste silenziose di una terra difficile. Da un lato figure del passato come nonna Mela, nonna Franca Aurelia Paganini e Maria Elena, dall’altro donne di oggi come Elena, Giada e Arianna: sei storie legate da sacrificio, coraggio e capacità di rialzarsi. A fare da filo conduttore sono i fiumi: Po, Adige, Canale Fissero, Tartaro e Canalbianco attraversano le vicende come simbolo di un’imprevedibilità che i polesani hanno imparato ad amare e ad affrontare.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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