libridimontagna

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Clara Mazzi
País Itália
Géneros Esportes
Idioma IT
Episódios 98
Último 07.09.2026

Un podcast dedicato alla montagna e ai grandi alpinisti, che attraverso i loro scritti condividono riflessioni, emozioni e un percorso di ricerca interiore e felicità. Ogni episodio ripercorre le tracce di queste figure, offrendo un'avventura avvincente per gli ascoltatori.

Episódios

  • 7.1 Hermann Buhl 🇦🇹 il desiderio di assoluto 07.09.2026 45min
    Prima parte dedicata all'alpinista leggendario Hermann Buhl (Innsbruck 1924 - Broad Peak 1957), il primo salitore del Nanga Parbat del 1953. Qui viene narrata la sua giovinezza fino al Nanga Parbat cui però viene dedicato un podcast apposito. Qui si spiega come ebbe origine quel suo "desiderio di assoluto".
  • 6.17 Conclusioni 🇩🇪🇦🇹 13.07.2026 38min
    Tiriamo le somme: di che cosa abbiamo parlato in questa prima stagione dedicata all'alpinismo germanofono, qui inteso come tedesco ed austriaco?
  • 6.16 Nanga Parbat 1937 🇩🇪Schicksalberg, la montagna del destino 29.06.2026 59min
    1937: terza spedizione al Nanga Parbat; quinta organizzata dai tedeschi in Himalaya - unico paese, oltre agli inglesi, ad organizzare spedizioni sulle montagne più alte della terra. Pensata come quella "risolutiva", quella che avrebbe concluso la spedizione tragica del 1934, si rivelò essere anch'essa un'immane tragedia. Come poteva essere? Che fosse destino? Da qui il nome dato a questo 8000, valido solo per gli alpinist germanofono: Schicksalberg, la montagna del destino.
  • 6. 16 Nanga Parbat 1934 🇩🇪 la morte di Willo Welzenbach 15.06.2026 47min
    La prima grande tragedia al Nanga Parbat avvenne nel 1934, ora della seconda spedizione al Nanga Parbat che seguì la prima del 1932, entrambe orchestrate da Willy Merkel. Questa spedizione viene ricordata per l'impressionante numero di morti, 4 alpinisti e 5 sherpa (i sopravvissuti furono i veri eroi della spedizione) e per la loro morte inutile. Con questa tragedia inizia la grande saga dello Schicksalberg
  • 6.17 Paul Bauer 🇩🇪 il visionario 01.06.2026 1h
    Paul Bauer (1896 – 1990) è stato un grande alpinista himalayano, un grande visionario. Con 50 anni di anticipo ha posto le basi per un nuovo alpinismo che – intuiva – doveva essere diverso da quello praticato fino a quel momento sulle Alpi. Creatore del Kampfalpinismus (l’alpinismo militarista), Bauer porterà la Germania in un’appassionante aperta competizione con gli inglesi alla conquista del primo 8000: i primi sull’Everest e i secondi sul Nanga Parbat. Il primo 8000 andò poi ai francesi, ma tedeschi ed inglesi riusciranno a salire sulle “loro” rispettive montagne entrambi nel 1953 a soli pochi giorni di distanza. In questo primo podcast dedicato a Paul Bauer vediamo tutto il suo percorso che l’ha portato ad aderire al nazismo e a creare questo concept alpinistico unico in tutta la storia dell’alpinismo. Ci si ferma alla tragica spedizione al Nanga Parbat del 1934.
  • 6. 16 Eiger 1938 🇩🇪 18.05.2026 51min
    Seconda parte dedicata al grandissimo alpinista Anderl Heckmair. Perché dei tre ultimi grandi problemi delle Alpi, l’Eiger ha ricevuto più attenzione, sebbene sia una parte difficile come le altre? Perché Heckmair è il più famoso tra tutti i Bergvagabunden? Qual è stata la relazione tra Heckmair e il nazismo? In questa seconda parte ci si sofferma sulla salita all’Eiger e le sue “conseguenze” come ha ben scritto Heckmair stesso nella sua bellissima autobiografia.
  • 6.15 Anderl Heckmair 🇩🇪 il determinato 04.05.2026 52min
    14.Anderl Heckmair (1906 – 2005) risolse l’ultimo dei tre grandi problemi delle Alpi: nel 1938 sale la parete Nord dell’Eiger, un’impresa eccezionale non solo di per sé (considerato quello che avevano a disposizione all’epoca) ma anche perché chiude un’epoca: quella dell’alpinismo classico. Unico tra i Bergvagabunden che emerge da una grande nebbia (ma come si chiamavano quelli che hanno scalato le Grandes Jorasses? E i compagni di scalata alla nord dell’Eiger di Heckmair? Ma che fine hanno fatto i fratelli Herzog?) grazie ad una vita lunghissima ricca e ad un talento naturale per lo storytelling, Heckmair ci fa attraversare tutto il 1900 tedesco (alpinistico). Questo primo podcast racconta la prima parte della sua vita, fino all’Eiger.
  • 6.14 I Bergvagabunden 🇩🇪 ❤️ 20.04.2026 52min
    S'inventeranno gli ultimi 3 problemi delle Alpi, sarano l'élite mondiale dell'alpinismo, ma nessuno di loro verrà mai selezionato per partire per le spedizioni himalayane... I Bergvagabunden sono stati l’eccellenza dell’alpinismo tedesco della Zwischenzeit, gli anni tra le due guerre. Sono stati i protagonisti di questo tempo e gli antagonisti dei ricchi e snob accademici (membri dell’Akademische Sektion München, tra cui c’era anche Willo Welzenbach): erano fondamentalmente operai travolti dalla tragica disoccupazione del periodo tra le due guerre, ma che invece di abbattersi, opteranno per la montagna, non solo perché era una passione, ma perché diventa anche una scelta di vita, rispetto ad un’altra, spesa a ciondolare davanti all’ufficio di collocamento in attesa di un lavoro che chissà mai quando sarebbe arrivato. Non solo, i Bergvagabunden speravano di poter partire un giorno per una spedizione in Himalaya, ma sapevano anche che chi faceva le selezioni erano i ricchi snob dell’Akademische Sektion München. E se fossero riusciti a riportare successi tali da essere indiscutibilmente dei grandi alpinisti, tali da non poter essere esclusi dalle selezioni? E allora scalavano duro, durissimo questi ragazzi. Si inventarono gli ultimi 3 problemi delle Alpi, le nord del Cervino, delle Grandes Jorasses e dell’Eiger (che risolsero tutte loro); si inventarono la Solleder ma a dispetto del loro valore, non verranno mai selezionati per le ben 9 spedizioni che la Repubblica di Weimar organizzò tra il 1929 e il 1939 – tutte fallimentari. Una bellissima storia di vero e grande alpinismo.
  • 6.13 Willo Welzenbach 🇩🇪 il re dei ghiacci 06.04.2026 50min
    (1900 – 1934 Nanga Parbat) Non è stato solo il padre della scala dei gradi delle difficoltà in arrampicata: è stato un grandissimo appassionato delle pareti di misto che hanno spianato la strada alle grandi nord e poi agli “ultimi 3 problemi delle Alpi” (nord del Cervino, delle Grandes Jorasses, dell’Eiger). È stato uno studente di Paulckel, il primo “dottorando” in “valangologia”; è stato un grande alpinista himalayano, morto troppo stupidamente, per colpa del capo spedizione – un grande amico di Willo – incapace di gestire una spedizione, incapace di cogliere che scalare in Himalaya non era come scalare sulle Alpi. È stato un “amico” di Heckmair (l’aveva aiutato ad entrare nel corso guide); faceva parte della ristrettissima “clicca” elitaria degli accademici della sezione alpina “München” che decideva il bello e il brutto tempo sulle spedizioni himalayane (la Repubblica di Weimar tra il 1929 e il 1939 ne organizzerà ben 9 – tutte fallimentari), dei “rich kids” che si presentavano in falesia a Baierbrunn con la macchina, o la moto, tutti ben vestiti ma che tenevano le distanze dall’altra grande (dalla vera ?) eccellenza alpinistica tedesca della Zwischenzeit (degli anni tra le due guerre): quella dei Bergvagabunden. Una figura imprescindibile nella storia dell’alpinismo germanofono, ma evanescente dal punto di vista umano.
  • 6.12 Viktor Frankl 🇦🇹 il resiliente 23.03.2026 30min
    Viktor Frankl (1905-1997) sopravvissuto a 3 anni di campo di concentramento, il celebre psichiatra a livello planetario (terza scuola di psicoanalisi di Vienna dopo Freud e Adler) è la conferma e la dimostrazione che i meravigliosi valori della Lebensphilosophie [la filosofia di vita dei Führerlos] erano ancora vivissimi persino nei terribili anni in cui i popoli tedeschi erano costretti a vivere sotto il Führersprinzip [il principio del Führer] ovvero sotto l’autorità suprema di un sol uomo (cosa che ovviamente impediva di usare la parola Führerlos – senza guida). Lo conferma perché per sopravvivere ai campi di concentramento egli ha applicato questi principi – creati da dei giovani alpinisti austriaci pre-primo conflitto. Un uomo straordinario, una persona eccezionale che sprona a guardare sempre avanti, perché l’uomo può vivere (è motivato a farlo) solo se ha qualcosa di positivo davanti a sé, cosa che si può fare (e si dovrebbe fare) in qualsiasi circostanza. “L’uomo è ciò che decide di essere”.
  • 6.11 Il [club alpino] Donauland III 🇦🇹 lo scontro decisivo 09.03.2026 36min
    Monaco di B. 1924 Nell'assemblea plenaria del club alpino tedesco ed austriaco tenutasi al Deutsches Theater, Eduard Pichl riesce ad espellere definitivamente la sezione Donauland dal club alpino, dopo una lunga battaglia durata tre anni. I tesserati del Donauland andranno allora a costituire il loro proprio club alpino che avrà lunga vita: durerà fino al 1938, l'anno della Gleichschaltung, ovvero l'anno a partire dal quale non potevano esistere associazioni che non fossero diretta emanazione del governo.
  • 6.10 La Donauland II: Eduard Pichl 🇦🇹 il fanatico 02.03.2026 38min
    "Judenfresser", il divoratore di ebrei, questo era il soprannome del viennese Eduard Pichl (1872-1955) che dedicò tutta la sua esistenza, impregnata di un inspiegabile e feroce antisemitismo, al bandire gli ebrei dal club alpino tedesco ed austriaco e possibilmente dall'intero arco alpino. Sostenitore veehemente dell'Arierparagraph, del paragrafo ariano, all'interno dello stato dell'Alpen Club (che invece sarebbe dovuto essere apolitico), Pichl riuscirà vergognosamente e subdolamente nel suo intento di esclusione.
  • 6.9 La [sezione] Donauland 🇦🇹 l'antisemitismo nel club alpino tedesco e austriaco, parte I 23.02.2026 32min
    Vienna, 1921: nasce la sezione alpina Donauland del DuÖAV (Deutscher und Österreichischer Alpen Verein, il club alpino tedesco ed austriaco) non esattamente “degli ebrei” bensì aperta a tutti coloro che non fossero d’accordo con le idee razziste di Eduard Pichl (Guido Lammer era un tesserato del Donauland, ma non era ebreo) per poi diventare nel 1924 un club alpino a sé stante, parallelo al club DuÖAV. Questo primo capitolo della storia dell’alpinismo germanofono tra le due guerre, riflette la complessa situazione interna dei due paesi. Per non appesantire una storia dell’alpinismo con una storia della Germania e dell’Austria tra le due guerre e per semplificare al massimo un’intricatissima situazione interna che giocoforza andrà a ricadere anche sull’alpinismo germanofono tra le due guerre, questo fatto viene smembrato in 3 parti. Questa prima parte fa un refresh dei valori dell’alpinismo dei Führerlos, vede come il Kriegsalpinismus, l’alpinismo di guerra, l’abbia mutato e racconta di come Monaco di Baviera, nel 1919 avesse sfiorato la guerra civile e di come il DuÖAV, contrariamente a quanto dichiarato nel suo statuto, si fosse schierato con l’estrema destra. Si ricorda come tutto questo emergesse ben 3 anni prima la pubblicazione del “Mein Kampf” di Hitler e ben 12 anni prima la nomina di Cancelliere dello stesso.
  • 6.8 Wilhelm Paulcke 🇩🇪 sci alpinismo 09.02.2026 46min
    Wilhelm Paulcke (1873 - 1949) è conosciuto principalmente per essere stato il "padre" dello sci alpinismo. Paulcke è stato molto di più: è stato un visionario ed un pioniere (ha creato la prima Skitruppe dell'esercito tedesco; ha creato il primo club alpino di sci; è stato il primo al mondo a dedicarsi seriamente allo studio delle valanghe) ma soprattutto, come narrato nella sua splendida autobiografia "Berge als Schicksal" [Le montagne come destino - non disponibile in italiano] è stato un "traghettatore" che ci trasporta da un'epoca all'altra: dall'alpinismo idealista di fine 1800 al Kriegsalpinismus, l'alpinismo di guerra. E che fine fanno i valori Füherlos (il DNA dell'alpinismo germanofono) nel Kriegsalpinismus? Ascoltate questo bellissimo podcast!
  • 6.7 Hans Dülfer 🇩🇪 l'introverso 26.01.2026 30min
    Hans Dülfer (1892 - 1915): l'anti Preuß - o il paladino in difesa dell'uso dei mezzi di progressione artificiali. Se l'arrampicata fino al 1900 ca non aveva potuto fare grandi passi avanti dai tempi di Paul Grohmann (episodio 6.2) perchè non c'era stata nessuna evoluzione di materiale e quello a disposizione era risicato e scadente, grazie alla creazione del vero e proprio chiodo da roccia di Hans Fichtel combinato poi al moschettone di Otto Herzog, la sicurezza in parete aumenta e permette di osare di più. Dülfer dunque, a differenza di Paul Preuß sfrutta i mezzi di progressione artificiale per alzare l'astina del limite: inventerà il traverso e il pendolo, due tecniche grazie alle quali tante pareti giudicate invincibili verranno invece finalmente risolte. Il contributo di Dülfer alla storia dell'arrampicata non si limita all'abilità in parete ma anche ad una importantissima riflessione e proposta: la scala dei valori delle difficoltà - un'altra tematica, al pari della Disputa sui Chiodi - che appassionerà i climber fino al 1985. Hans Dülfer morirà al fronte, nel primo conflitto mondiale e con la sua morte finisce un'epoca: il grandioso primo alpinismo germanofono che tanto ha contribuito alla storia dell'alpinismo e dell'arrampicata a livello planetario.
  • 6.6 Paul Preuss 🇦🇹 free solo 12.01.2026 32min
    5.Paul Preuß (1886 - 1913) è una figura imprescindibile nella storia dell’alpinismo ma soprattutto dell’arrampicata mondiale perché è il padre del free climbing e del free solo. Prima di lui non esisteva nemmeno la disciplina: chi scalava era un generico Bergsteiger. Paul Preuß nella famosa estate del 1911 compirà due imprese storiche che lo consacreranno al firmamento delle stelle dell’arrampicata e poi sempre nel corso di quell’estate, scriverà il primo articolo di quella celebre “Disputa sui Chiodi” in cui lui si definiva contrario all’uso dei mezzi di progressione artificiale se si intendeva scalare seriamente, una tematica che non ha ancora smesso di appassionare. Paul Preuß è stato però a lungo oscurato ed è riemerso solo di recente. Come mai?Errata corrige: ad un certo punto dico "sci alpinismo" quando invece intendo "sci di pista".
  • 6.5 Guido Lammer 🇦🇹 enfant terrible 29.12.2025 27min
    Anche Guido Lammer (1863 - 1945) è stato un grande Führerlos. Passa alla storia per il suo celeberrimo libro "Fontana di giovinezza" (un must read) che in Italia purtroppo è stato considerato a torto come "il libro "maledetto" perché da una lettura (superficiale) sembra si tratti di scritti impregnati dell'ideologia nazista dell'alpinismo votato alla morte. Di conseguenza, se lo sono i testi, doveva esserlo anche il suo autore. È vero? Lammer era un nazista? Se ne parla in questo podcast: ascoltatelo per scoprirlo. Errata corrige: gli archivi del club alpino austriaco sono a Innsbruck e non a Salisburgo; ho detto settimana lavorativa di 7 giorni invece che di 8 (sorry, volevo dire ovviamente di 6 giorni anziché di 7) ed infine il trenino non arriva fino in cima alla Jungfrau ma allo Jungfraujoch, ma nella concitazione non è emerso con chiarezza.
  • 6.4 Emil Zsigmondy 🇦🇹 Führerlos 15.12.2025 33min
    L’approccio alla montagna dei Führerlos, espresso dal loro leader carismatico Emil Zsigmondy (Vienna 1861 – Meije 1885) è poi il DNA dell’alpinismo germanofono. Andare in montagna “senza guida” come facevano gli inglesi, non è solo questo ma è vivere l’alpinismo in tutt’altro modo, innanzi tutto con responsabilità. Emily Zsigmondy, tesserato della celeberrima sezione alpinistica d’élite “Austria” (la prima cellula, creata da Paul Grohmann stesso), morto giovanissimo sulla Meje, con le sue riflessioni porrà le basi di tutto quell’alpinismo che non vuole essere di record ma di contenuto ed inteso come un momento di formazione personale.
  • 6.3 Paul Grohmann 🇦🇹: il fondatore 01.12.2025 26min
    Lo "scopritore delle Dolomiti" è stato il fondatore dell'Österreichischer Alpen Verein, il club alpino austriaco, nel 1862, creando così non solo il secondo club alpino al mondo (il CAI è del 1863) ma generando anche l'unica (e validissima!) alternativa all'alpinismo britannico. Pochi anni dopo, il club alpino austriaco si fonderà con quello tedesco, costituendo il DuÖAV, Deutscher und Österreichischer Alpen Verein, 1869 che sarà il club alpino più grande del mondo fino al 1945, anno della loro scissione. La portata di Grohmann però non è soltanto nella creazione di un club alpino: è molto di più! Ascoltate questo podcast per scoprirlo.
  • 6.2 Introduzione all'alpinismo germanofono 17.11.2025 16min
    Lo sapevate che austriaci e tedeschi hanno inventato praticamente tutto dell'alpinismo? Chiodi da roccia, ramponi, l'uso del moschettone, lo sci alpinismo, lo sci di pista, lo studio sulle valanghe, l'arrampicata in Rotpunkt, i film di montagna... E allora perchè se ne parla così poco? Quando si parla di alpinismo tedesco, cala una sorta di silenzio imbarazzato... Perché? Eppure è l'alpinismo che pone le basi sia dell'arrampicata (persino i Bergvagabunden, ricopiati - ignari - dai climber americani di Camp 4 trent'anni dopo) che di tutto il pensiero alpinistico (quello cioè che vede nell'impresa non un record ma un momento ci crescita personale). In questo podcast introduttivo si analizzano le cause di una mal riposta ignoranza nei confronti di questo alpinismo straordinario: indubbiamente "il nazismo" non meglio specificato, è ciò che maggiormente crea imbarazzo. Poi c'è la scarsa conoscenza del tedesco che ha impedito la lettura di testi che sono stati poco tradotti; a ciò si aggiunge anche l'intensa frequentazione di montagne collocate tra il Berchtesgaden e il Tirolo decisamente meno note al grande pubblico. È giunto però il momento di sollevare il velo da questo appassionante alpinismo e vederne tutti i passaggi: le basi grandiose pre primo conflitto; gli anni bui tra le due guerre; la rinascita.

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