'U paisi i Giufà

'U paisi i Giufà

Giuliano Quattrone
Država Italija
Zvrsti Vlada
Jezik IT
Epizode 4
Zadnja 29.07.2026

Reggio Calabria è la città della Fata Morgana, dei Bronzi di Riace, del Bergamotto e del Lungomare più bello d’Italia, una città che secondo il grande poeta dialettale, Nicola Giunta, ha avuto la sorte di “ffiniri a mmanu ‘e storti!” (di finire nelle mani degli stupidi), tanto da suscitare il pesante sberleffo del poeta, che la definì “’U paisi i Giufà” (Il paese di Giufà). La domanda è: Reggio si merita gli amministratori che ha, o è vittima della sua classe dirigente? Lo scopriremo strada facendo, raccontando vizi e virtù di Reggio, dei suoi abitanti e dei suoi governanti.

Epizode

  • Lotta alla ‘ndrangheta: lo Stato c’è, manca la politica- parte prima 29.07.2026 10min
    Ep 7: Alla veglia funebre del 20 giugno 1992, un mese dopo l’uccisione del suo fraterno amico e collega Giovanni Falcone, Paolo Borsellino sottolineava la necessità di rifiutare ogni tipo di complicità/connivenza/ indifferenza nella lotta alla mafia. Ricordare quelle parole di Borsellino è un modo per capire qual è l’attuale stato della lotta alla mafia a Reggio dopo l'operazione Epicentro 2.L’indagine ha confermato che i settori di interesse dei gruppi mafiosi di Reggio Calabria, sono sempre gli stessi, e cioè: traffico di droga, estorsioni, infiltrazione negli appalti pubblici. Ed ha certificato la grande capacità delle cosche di condizionare la realtà cittadina. L’importanza dell’operazione ed il suo grande impatto mediatico, hanno come al solito indotto personaggi politici di varia caratura ad esibirsi in una delle attività in cui eccellono: dichiararsi a parole dalla parte delle forze dell’ordine e della magistratura a suon di comunicati proclamando: Lo Stato c’è!E sì, lo Stato c’è, ma a politica c’è? E la società civile e gli operatori economici ci sono? Uno del luoghi in cui è più intricato l’intreccio tra ruolo della politica e ruolo della magistratura, intervento sociale e degrado ambientale, marginalità e strapotere delle cosche è Arghillà, l’ormai famosissimo ( e, per alcuni, famigerato) quartiere ghetto della zona Nord della città, diventato la roccaforte militare della ‘ndrangheta, dove le persone perbene , siano esse di origine Rom o italiane,  siano prigioniere di una realtà che le costringe ad essere vittime due volte: vittime del degrado, dell’abbandono e della carenza di servizi di base, e vittime della prepotenza dei clan che controllano il territorio.Dopo anni di interventi e progetti sociali tentati da associazioni ed enti del terzo settore, forse è arrivato il momento di prendere atto di quello che Giacomo Marino, dell’associazione un Mondo dei Mondi, ripete da tempo: Arghillà si salva solo se si svuota, se si procede cioè a ridistribuire le famiglie Rom, ma anche tutte le altre famiglie in condizione di fragilità che lo desiderino, sull’intero territorio comunale, favorendone l’integrazione e smantellando così il ghetto. che si è venuto a creare da anni sulla collina di Catona. E qui il ruolo del Comune è fondamentale: il Sindaco Cannizzaro coinvolga la regione ed i parlamentari affinché il Governo inserisca Arghillà nel decreto Caivano, ottenendo così le risorse necessarie per la rigenerazione urbana di Arghillà. Ci sono poi alcuni ambiti, dalle estorsioni alla circolazione del contante agli appalti, in cui l’intervento della politica è indispensabile per una lotta alla ‘ndrangheta che non sia affidata  solo iniziative della magistratura e delle forze dell’ordine. Su di essi ci soffermeremo nella prossima puntata del podcast, prendendo le mosse dagli affari principali a cui le cosche di Reggio Calabria si dedicano.Contatti: per osservazioni, commenti, suggerimenti, critiche o opinioni , scrivete alla casella di posta upaisiigiufa@gmail.com*Note ‘U paisi i Giufà, è un podcast, scritto e curato da Giuliano Quattrone, che parla di Reggio Calabria e racconta vizi e virtù dei suoi abitanti e dei suoi governanti.Le musiche godono di licenza pixabay.com.Questo episodio contiene inserti audio autoprodotti e altri tratti dai seguenti siti e piattaforme social:https://www.facebook.com/reel/1031353629277256/?fs=e&s=TIeQ9V&fs=e&fs=ehttps://www.youtube.com/watch?v=ZM_sSzcXmTchttps://www.facebook.com/reel/2015271882426526https://www.facebook.com/reel/1578223237349283https://www.instagram.com/reel/DOv7ku8E6Jn/?igsh=MWdvNzY4a2JsZmkzbA%3D%3Dhttps://www.rainews.it/tgr/calabria/video/2024/11/reggio-arghilla-il-balcone-sullo-stretto-con-tanta-voglia-di-riscatto-786eb7d0-c1b5-408d-a7a1-ae7d3504dc2d.html
  • La Piazza Pulita di Cannizzaro: tolleranza zero, ma con sconto per i peggiori 03.07.2026 9min
    Ep. 6: All’alba del 25 giugno, in Piazza del Popolo il sindaco Cannizzaro dà il via all’operazione denominata Piazza Pulita, finalizzata a ripulire la città da grandi e piccole discariche di rifiuti urbani ed a sanzionare duramente chila sporca abbandonando i rifiuti.L’iniziativa è la prima assunta dal nuovo sindaco e riscuoteun notevole consenso. Naturalmente non mancano le critiche, legate soprattutto ad alcuni aspetti dell’operazione poco chiari, contraddittori o esageratamente propagandistici. Rispondendo ad una domanda dei giornalisti su quanto costerà l’operazione al Comune, e quindi ai cittadini, Cannizzaro ha detto che non costerà nulla. Ora,sul costo zero qualche dubbio è più che lecito: infatti l’intervento può non costare niente solo se la società Ecologia Oggi se ne accollerà le spese come gentile omaggio al nuovo sindaco. In caso contrario i costi dell’operazione andranno ad aumentare la spesa annuale complessiva del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, con immediata ricaduta sulla TARI. A meno che il costo zero non sia il frutto del solito gioco delle tre carte: si distolgono uomini e mezzi dalle attività ordinarie (tipo rispettare i giorni di raccolta nei quartieri e di svuotamento dei cassonetti nei condomini) per impiegarli nell’attività straordinaria.Per ora anche l’operazione Piazza Pulita sembra ricadere nel vecchio vizio di curare soprattutto il Centro Storico come evidenziato anche da Gazzetta del Sud, il più diffuso giornale locale.C’è poi il mistero della modifica dell’ordinanza che è statapresentata come un duro inasprimento delle sanzioni per chi abbandona i rifiuti. Una cosa vera, ma solo in parte. Infatti, in base alla precedente ordinanza, risalente al 2021, la sanzione andava da un minimo di 25 euro ad un massimo di 500 euro. La nuova ordinanza inasprisce la sanzione minima portandola  a 150 euro, ma abbassa la massima da 500 a 450 euro: come a dire… per i peggioritolleranza zero, ma con sconto!Il Sindaco l’ha poi sparata davvero grossa, dichiarando che farà arrestare chi getta i rifiuti per strada .Cosa impossibile per due semplici motivi: il primo è che l’arresto è previsto dalla legge solo per i titolari di imprese e i responsabili di enti a seguito di abbandono o deposito di rifiuti, ovvero di loro immissione nelle acque superficiali o sotterranee; l’abbandono di rifiuti domestici non è un reato, bensì una violazione amministrativa, punibile solo con sanzioni amministrative; il secondo è che i poteri del sindaco sono tassativamente indicati nel Testo Unico degli Enti Locali, articoli dal 50 al 54. Parafrasando Berlusconi, padre politico assai caro al sindaco, il quale diceva: se i giudici vogliono fare politica lascino la toga e si candidino, se Cannizzaro vuole fare arrestare le persone, studi, faccia ilconcorso in magistratura e poi potrà sostituire Giuseppe Borrelli o Stefano Musolino in Procura. Ora che si è scelto una vicesindaca che è del mestiere, la Dott.ssa Arena, magistrata di lungo corso, speriamo che il Sindaco la consulti preventivamente quando dovrà affrontare questioni di legalità…. così certe sparate ce lerisparmierà, evitando toni populistici che non hanno nulla di concreto e producono il solo effetto – che lui ne sia consapevole o meno - di alimentare il rancore sociale. Contatti: per osservazioni, commenti, suggerimenti,critiche o opinioni , scrivete alla casella di posta upaisiigiufa@gmail.com*Note ‘U paisi i Giufà, è un podcast, scritto e curato daGiuliano Quattrone, che parla di Reggio Calabria e racconta vizi e virtù deisuoi abitanti e dei suoi governanti.Questo episodio contiene inserti audio autoprodotti ealtri tratti dai seguenti siti e piattaforme social:https://www.instagram.com/reel/DZ_pNOCo9xH/?igsh=YWkya3l1anJucG01https://www.youtube.com/watch?v=dihV5cXHy3Ahttps://youtu.be/Rj6DCKry7qI?si=OiWcSOwCntaJ4rtzLe musiche godono di licenza pixabay.com.
  • Roma- Reggio Calabria in tre ore, altrimenti non è Alta Velocità, è una truffa 19.06.2026 9min
    Ep.5:In molte zone del Paese, purtroppo prevalentemente alCentro-Nord, è possibile spostarsi con grande rapidità ed un notevole comfort grazie ai treni ad alta velocità. Oltre a velocizzare gli spostamenti, l’alta velocità ha un impatto positivo sull’economia delle zone interessate.Tutti gli studi e le analisi effettuati danno atto che essadetermina mediamente un incremento del PIL dei territori interessati dell’1%.Ciò significa che in una realtà come la Calabria, che crescead una media dello 0,7%, fare una vera alta velocità significa più che raddoppiare il suo Pil nel giro di pochi anni.A fronte di ciò, le Ferrovie dello Stato intendono realizzare consentirà di raggiungere Reggio Calabria in quattro ore e mezza partendo da Roma. Questo risultato negativo lo si ottiene a causa di unprogetto che , abbandonando lo studio di fattibilità disponibile fin dal 2005,allunga il tracciato di ben 100 km. Un’alta velocità così concepita non sarebbe vera alta velocità e non apporterebbe alcun miglioramento per la Calabria nedal punto di vista dei trasporti né da quello economico.Lo spiega in maniera chiara e semplice il prof. FrancescoRusso, docente di ingegneria dei Trasporti all’Università mediterranea di Reggio Calabria. L’importanza strategica ed economica per Reggio Calabriadell’alta velocità non sembra interessare il Governo. L’ultimo Documento di finanza pubblica certifica che mancano all’appello oltre 18,2 miliardi per completare i lavori.Anche nella recente campagna elettorale per il Comune diReggio Calabria il tema dell’Alta velocità è stato sfiorato solo di striscio.Forse ciò dipende dal fatto che sia il presidente dellaRegione Occhiuto che il nuovo sindaco Cannizzaro puntano tutte le loro carte sul potenziamento dell’aeroporto. Dimenticando che quando lo straordinario sviluppo di un aeroporto è legato agli incentivi economici– com’è nel caso dell’aeroporto di Reggio dove la Regione eroga a Ryanairsvariati milioni di euro l’anno – quello sviluppo è effimero, e può svanire da un momento all’altro, come si è verificato in passato per altri scali italiani ed europei (Parma, Comiso, Francoforte-Hahn, per citarne alcuni).E questo semplicemente perché, in base alle normativeeuropee, le compagnie aeree possono ricevere incentivi economici – cioè aiuti di Stato- per un periodo massimo di tre anni per singola rotta, con la conseguenza che se vengono meno le sovvenzioni le rotte diventano antieconomiche ed i voli vengono tagliati.L’alta velocità, invece, è come il diamante, è per sempre.Una volta realizzata non può venir meno, diventa una piattaforma di sviluppo duratura nel tempo.A dare la sveglia sull’argomento alla Regione Calabria cihanno pensato diciannove associazioni e club del territorio, capeggiate dal Turing Club, il cui coordinatore, Domenico Cappellano, ha esposto in quarta Commissione un articolato documento che contiene tutte le analisi e le proposteper una vera alta velocità Roma- Reggio Calabria. Resta ora da vedere se ai ringraziamenti per il contributoofferto ed alle frasi di circostanza seguiranno i fatti.Contatti: per osservazioni, commenti, suggerimenti,critiche o opinioni , scrivete alla casella di posta upaisiigiufa@gmail.com*Note‘U paisi i Giufà, è un podcast, scritto e curato daGiuliano Quattrone, che parla di Reggio Calabria e racconta vizi e virtù deisuoi abitanti e dei suoi governanti.Questo episodio contiene inserti audio autoprodotti ealtri tratti dai seguenti siti e piattaforme social:https://mail.google.com/mail/u/0/?tab=wm&pli=1#inbox?projector=1https://www.rainews.it/tgr/calabria/video/2023/12/ponte-russo-unirc-7d0f6685-5825-4a49-82a4-186ebe72a1a1.htmlhttps://mail.google.com/mail/u/0/?tab=wm&pli=1#inbox/CllgCJZbjGZhMkwtTkRMTZcqdkGqCqmHqNvKkGjhpKMlTZgvBHKrqPkjZLMfMLtqfbHhHrdMqLq?projector=1https://www.facebook.com/reel/1193379246325796Le musiche godono di licenza pixabay.com.
  • La primavera tradita, dopo dodici anni una Reggio disillusa volta le spalle al centrosinistra 05.06.2026 15min
    Ep.4 - Nelle elezioni comunali del 23 e 24 maggio per il Comune diReggio Calabria, il candidato sindaco del centrodestra, Francesco Cannizzaro, ha surclassato quello del centrosinistra, Domenico Battaglia. Un risultato atteso. L’esito del voto esprime, infatti, il giudizio della città su oltredodici anni di gestione del centrosinistra a guida Giuseppe Falcomatà.Falcomatà è il figlio di Italo, indimenticato sindaco deglianni ’90 che ha fatto vivere alla città anni di ripresa sia in termini amministrativi che partecipazione civica ed ideale ad un’idea di riscatto e di uscita dalla marginalità, non a caso definita “La Primavera di Reggio”.L’ambizione del giovane Giuseppe di proporsi come ilprotagonista di una nuova primavera sociale e politica della città, malgrado i problemi enormi  del Comune, si è infrantamiseramente, facendo emergere la delusione dei comuni cittadini e la frustrazione di tanti – giovani e meno giovani – che avevano riposto molta speranza sul più giovane sindaco della città.Il bilancio di oltre dodici anni di gestione è una fotografia da cui emerge il contrasto stridente tra le promesse ed i buonipropositi relativi alla normalizzazione dei servizi essenziali (Rifiuti,ambiente, asili, acqua, strade, depurazione, scuole, verde, ecc.) e la dura realtà dei tantissimi problemi rimasti irrisolti.Falcomatà ed il centrosinistra sono inoltre stati sonoramente sconfitti perché hanno reciso il filo emotivo con quella parte dicittà che si era identificata nella primavera di Italo Falcomatà e che si è sentita tradita nei valori prima ancora che nelle aspettative, anche a causa all'uso personalistico, di potere e clientelare delle istituzioni pubbliche fatto e consumato fino agli ultimissimi giorni di vita dei governi locali.Davanti a tutto questo, il centrosinistra avrebbe forse potuto avere la possibilità, se non di impedire almeno di contrastare la trionfale avanzata di Cannizzaro, solo se fosse stato capace di presentarsi alla città ed agli elettori con una proposta forte, con un segnale di rottura netta rispetto agli schemi del passato, come ad esempio la candidatura a sindaco di una donna amministrativamente capace, come ce ne sono diverse, alcune delle quali con un’ottima esperienza alle spalle. Invece i capi del centrosinistra hanno scelto la stradadella continuità ed hanno pagato dazio, sebbene non sembrino molto disponibili ad assumersi la diretta responsabilità per la sonora sconfitta, tant’è che almomento nessuno ha rassegnato le proprie dimissioni.Contatti: per osservazioni, commenti, suggerimenti,critiche o opinioni , scrivete alla casella di posta upaisiigiufa@gmail.com*Note‘U paisi i Giufà, è un podcast, scritto e curato daGiuliano Quattrone, che parla di Reggio Calabria e racconta vizi e virtù dei suoi abitanti e dei suoi governanti.Questo episodio contiene inserti audio autoprodotti ealtri tratti dai seguenti siti e piattaforme social:https://youtu.be/hD2BsmvWu_I?is=hEg7MLRowWISYgAKhttps://youtu.be/BAYD7NALnUo?is=WxNp-bSFZAuWtTwphttps://youtu.be/wMPcLHa4eAk?is=mWajD21Uw8ccvcwqhttps://www.youtube.com/watch?v=uz2sREom_cQ&t=1621shttps://www.ilreggino.it/video/politica/speciale-elezioni-comunali-2026-claudio-labate-intervista-armando-neri-bke4l9j4https://youtu.be/jKfkR051Z4A?si=peyGqwHH1P3f7t6_https://www.youtube.com/watch?v=vF9KGVy1IHAhttps://www.youtube.com/watch?v=fe6A--nyd-shttps://www.youtube.com/watch?v=FNZ_wXpLnNchttps://www.facebook.com/share/v/1J98jqgNZs/ Le musiche godono di licenza pixabay.com.
  • Perchè Cannizzaro ha stravinto ed è il nuovo sindaco di Reggio Calabria. La città lo attende alla prova dei fatti 30.05.2026 12min
    Ep. 3: Le elezioni del 24 e 25 maggio per il sindaco e il Consiglio comunale di Reggio Calabria hanno riservato una grande sorpresa.E la sorpresa non è tanto la vittoria del centrodestra e di Francesco - detto Ciccio-Cannizzaro, ampiamente prevista dai sondaggi: la sorpresa sta nelle dimensioni della sconfitta del centrosinistra. Cannizzaro ha distanziato il suo principale concorrente, Mimmetto Battaglia, candidato del Partito democratico e di tutto il cosiddetto campo largo, di ben 41 punti percentuali, una enormità dopo dodici anni ininterrotti di governo della città da parte del centrosinistra e del sindaco Giuseppe Falcomatà. Gli altri due candidati civici, Lamberti Castronuovo e Saverio Pazzano, pur avendo conseguito un buon risultato personale, superando abbondantemente i voti delle liste collegate, sono comunque rimasti fuori dal Consiglio, non avendo le rispettive liste superato il quorum.Il numero di liste, i giovani, una aggressiva campagna social, la salda alleanza con il presidente della regione Occhiuto, e - soprattutto - la grande delusione dei cittadini per i 12 anni di gestione del centrosinistra guidato da Giuseppe Falcomatà, sono stati i fattori determinanti della vittoria di Cannizzaro.Il nuovo sindaco avrà ora il problema di mantenere fede alle iperboliche promesse fatte in campagna elettorale, e soprattutto quello di rimettere rapidamente in piedi i servizi essenziali, che versano da anni in condizioni disastrose.Lo dovrà fare rischiando il condizionamento di vecchi personaggi della destra reggina,  come l'ex sindaco e presidente della regione Peppe Scopelliti, già condannato in via definitiva per falso in bilancio , e ,soprattutto, in presenza di un convitato di pietra su cui Cannizzaro ha preferito sorvolare durante tutta la campagna elettorale: la 'ndrangheta.Contatti: per osservazioni, commenti, suggerimenti, critiche o opinioni , scrivete alla casella di posta upaisiigiufa@gmail.com*Note‘U paisi i Giufà, è un podcast, scritto e curato da Giuliano Quattrone, che parla di Reggio Calabria e racconta vizi e virtù dei suoi abitanti e dei suoi governanti.Questo episodio contiene inserti audio autoprodotti e altri tratti da siti epiattaforme social:https://youtu.be/F7kD1p1uEPc?si=KvVE0XlCLnhTXnqAhttps://youtu.be/X2wQmkqykzo?si=u50tJqicaqxaP5-bhttps://www.facebook.com/reel/1988219445372249https://youtu.be/F7kD1p1uEPc?si=3cAPyInLPf4B3pVHLe musiche godono di licenza pixabay.com.
  • I dilemmi dei giovani reggini: Partire? Restare? Tornare? Che fare? Le proposte del Forum delle Idee Reggio 2031 15.05.2026 8min
    Ep. 2: Ogni giovane reggino, finite le scuole superiori è inseguito ( ed in molti casi anche angosciato) da tre domande, anzi quattro: Partire? Restare? Tornare? Che fare? A tutte queste domande altre duecento ragazze e ragazzi - tra cui molti millenials e un po’ di appartenenti alla generazione Z - hanno cercato di dare delle risposte attraverso una cosa che hanno chiamato “Forum delle Idee- Reggio 2031”. E dopo un anno di incontri, discussioni, birrette, aperitivi e qualche giropizza, gli otto tavoli tematici hanno partorito numerose proposte su partecipazione, cultura, lavoro, marketing territoriale, benessere e disagio giovanile, ambiente, mobilità, rapporto della città con il mare. Si tratta di idee e progetti finalizzati a far restare i giovani a Reggio Calabria e a far rientrare almeno una parte quelli che sono andati via. Il dossier è stato presentato alla città ed ai candidati a sindaco in un incontro nella centralissima Piazza Italia. Questi giovani saranno ascoltati? Chi di dovere prenderà in considerazione le loro proposte? Loro stessi avranno la capacità di coinvolgere ancora altri giovani e proseguire nell'impegno? Sinceramente non lo so. Quello che so è che questa è una bella storia di partecipazione civica (come spiega Davide Latella, uno dei principali animatori dell’iniziativa), che ha visto il coinvolgimento anche di oltre 150 bambini (come racconta Giulia Melissari). Una storia che vale la pena conoscere attraverso la voce dei protagonisti: erano decenni che in città non si vedeva niente di simile sul fronte giovanile.Contatti: per osservazioni, commenti, suggerimenti, critiche o opinioni , scrivete alla casella di posta upaisiigiufa@gmail.com*Note‘U paisi i Giufà, è un podcast, scritto e curato da Giuliano Quattrone, che parla di Reggio Calabria e racconta vizi e virtù dei suoi abitanti e dei suoi governanti.Questo episodio contiene inserti audio autoprodotti e due inserti audio tratti da youtube:1) Un breve inciso di un’intervista di Citynow all’avv. M.Canale https://youtube.com/shorts/3Iy4IyxgZFkis=2YLjL293dD_g_upS2) Alcuni passaggi di un’intervista di Calabria 24 News ad un giovane regginohttps://www.youtube.com/watch?v=klmjg3KaoXc&t=2s Le musiche godono di licenza pixabay.com.  
  • 'U paisi i Giufà- Trailer 11.05.2026 1min
    Reggio Calabria è la città dellaFata Morgana, dei Bronzi di Riace, del Bergamotto e del Lungomare più bello d’Italia, una città preziosa secondo il suo più grande poeta dialettale, Nicola Giunta, che la descrisse come “una grazzia di Diu chi supr’a a terra sa’ spirdiu” (una grazia di Dio, che se l’è dimenticata sulla terra), ma che haavuto l’amara sorte di “ffiniri a mmanu ‘e storti!”(di finire nelle mani degli stupidi), tanto da suscitare il pesante sberleffo del poeta, che la definì “’U paisi i Giufà”( Il paese di Giufà). Non a caso su Reggio Calabria aleggia da sempre una antica domanda: è un popolo che si merita gli amministratori che ha, o un popolo vittima della sua classe dirigente? Una domanda alla quale tenteremo di trovare qualche risposta nei vari episodi del podcast, dove racconteremovizi e virtù di Reggio, dei suoi abitanti e dei suoi governanti

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