Musica e Mondo

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Giovo
Држава Италија
Језик IT
Епизоде 21
Последња 16.09.2026

Un podcast che esplora il mondo attraverso la musica. L'autore, Giovo, utilizza le sette note come lente per raccontare il pianeta Terra, offrendo una prospettiva unica e coinvolgente. Ogni episodio unisce cultura, viaggi e suoni per creare un'esperienza immersiva.

Епизоде

  • Senza amnistia: BaianaSystem, Bolsonaro e il Brasile diviso 16.09.2026 11мин
    Domenica 6 settembre, Rock in Rio, sotto un temporale: sul grande schermo, al posto di "ordine e progresso" sulla bandiera brasiliana, compare la scritta "senza amnistia". Sul palco i BaianaSystem, band di Salvador de Bahia nata nel 2009 dall'incrocio tra la chitarra baiana del carnevale e i sound system giamaicani. Il cantante Russo Passapusso ripete un'altra parola: sovranità. Non sono slogan generici. Dopo l'assalto ai palazzi del potere dell'8 gennaio 2023, la Corte suprema ha condannato Bolsonaro a ventisette anni per golpe. A dicembre 2025 il Congresso approva una legge che, cambiando il calcolo delle pene, lo farebbe uscire dal carcere chiuso in due anni e quattro mesi invece di sette. Lula mette il veto l'8 gennaio 2026, il Congresso lo ribalta con 318 voti contro 144. Il giudice Alexandre de Moraes dice che per i crimini contro la democrazia non c'è grazia, amnistia o perdono. Il candidato della destra alle elezioni di ottobre è il figlio Flávio Bolsonaro, appaiato a Lula nei sondaggi. La parola sovranità, per decenni della destra militare, oggi è di Lula: gli Stati Uniti hanno imposto dazi al Brasile citando esplicitamente il processo a Bolsonaro. E la musica, in Brasile, ha già vissuto tutto questo: nel 1968 la dittatura arresta ed esilia Caetano Veloso e Gilberto Gil, nel 1973 censura "Cálice" di Chico Buarque e Gil. Nel 2003 Lula nomina proprio Gil ministro della Cultura. Da quel tessuto viene anche il BaianaSystem, che nel 2024 ha suonato al Rock in Rio insieme a Olodum. Ma il Brasile è anche il paese del sertanejo, il genere più ascoltato, buona parte del quale sta con Bolsonaro. Non esiste una musica brasiliana progressista e basta: esistono due infrastrutture culturali che si contendono lo stesso paese. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.📢 RSS per gli altri servizi audioIG: @giovodust / @musicaemondo_news
  • Galena - ChatGPT, quando il balkan pop racconta le big tech 15.09.2026 13мин
    Il 5 agosto la cantante bulgara Galena pubblica ChatGPT, canzone pop-folk in cui il chatbot AI diventa un giudice di pace sentimentale: "se non credi a quanto ti amo, chiedilo a ChatGPT". Poi pubblica anche la conversazione in cui ha chiesto al chatbot come promuovere il disco. È il momento in cui una tecnologia smette di essere una notizia e diventa un mobile di casa. Dietro c'è OpenAI, oggi tra le aziende private più valutate della storia, e il progetto Stargate: fino a cinquecento miliardi di dollari, capannoni giganti in Texas, Ohio, Wisconsin, Nuovo Messico e Michigan. A Saline Township, Michigan, duemilaquattrocento abitanti votano quattro a uno contro un data center da sedici miliardi. Il consorzio fa causa al comune, si arriva a un accordo, i lavori partono lo stesso. Un dirigente del progetto ha persino ipotizzato, senza prove, che i manifestanti fossero pagati da finanziatori stranieri. Poi c'è il fronte militare: fino al gennaio 2024 le condizioni d'uso di OpenAI vietavano gli scopi bellici, poi la clausola sparisce senza annunci. Arrivano l'accordo con Anduril, i contratti da duecento milioni col Pentagono, le proteste dei dipendenti. E dall'altra parte i musicisti: duecento firmano una lettera dell'Artist Rights Alliance, oltre mille pubblicano un disco fatto di silenzio contro l'addestramento senza permesso. Mentre Grimes vende la propria voce e Timbaland crea un'artista generata al computer. La canzone di Galena è simpatica. Ma il punto è proprio questo. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.📢 RSS per gli altri servizi audioIG: @giovodust / @musicaemondo_news
  • OnlyFans e musica: i Bad Wolves scacciati dal tour degli Skillet e l'Ucraina legalizza la pornografia 09.09.2026 8мин
    Il 18 agosto gli Skillet, band di rock cristiano di Memphis, annunciano il tour per i vent'anni del disco Comatose, con i Bad Wolves ad aprire i concerti. Una settimana dopo i Bad Wolves non ci sono più. Il motivo: la loro nuova cantante, Sara "Killboy" Skinner, ha un profilo OnlyFans, e una parte del pubblico degli Skillet la crede anche una donna transgender. Killboy pubblica un video: "solo una delle due cose è vera, buon divertimento a scoprire quale". Non lo dice. Gli Skillet non commentano, i Bad Wolves rispondono con un messaggio di sostegno alla propria "famiglia di sex worker, persone trans e comunità LGBTQ". La storia apre una domanda più grande. Nel 2024 Kate Nash, cantautrice inglese, apre un profilo OnlyFans chiamato "Butts for Tour Buses" per coprire i diecimila sterline al giorno che le costava il tour: in una settimana incassa più di quanto le rendesse la musica in un mese. Lily Allen pubblica foto dei propri piedi e dice: non prendetevela col giocatore, prendetevela col gioco. Iggy Azalea ne fa un progetto multimediale, ed è la stessa artista che nel 2022 ha guidato il Pride di Tel Aviv sponsorizzato dal ministero del Turismo israeliano, schierandosi da allora sempre con Israele. E in Ucraina, dove produrre pornografia è reato fino a sette anni di carcere, lo Stato tassa comunque chi guadagna su OnlyFans: quasi ottomila cittadini hanno incassato oltre centotrentun milioni di dollari nel 2023. Una creatrice ha pagato novecentomila dollari di tasse e si è vista comunque perquisire casa dalla polizia. Un disegno di legge per depenalizzare è alla seconda lettura in parlamento. L'industria musicale incassa i ricavi dello streaming e paga una miseria chi scrive le canzoni. Poi si stupisce se qualcuno preferisce OnlyFans a Spotify. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.📢 RSS per gli altri servizi audioIG: @giovodust / @musicaemondo_news
  • Temper City, la band israeliana boicottata da Jane Remover 09.09.2026 6мин
    Jane Remover, cantante di digicore e hyperpop del New Jersey, rinuncia al festival M3F in Arizona. Il 5 agosto scrive: "togliete quella band dell'esercito israeliano dal cartellone, o non suono". La band si chiama Temper City, trio con sede a Los Angeles ma israeliano, il cui cantante Eytan Peled ha parlato con orgoglio del proprio servizio nell'IDF. Hanno una sola canzone conosciuta, "Self Aware", esplosa su TikTok e arrivata in cima alla classifica rock alternativa di Billboard, oltre trecentocinquanta milioni di ascolti. Un mese dopo il festival aggiorna il cartellone: Jane Remover sparisce, Temper City resta, al suo posto arriva Flying Lotus. Nessuno spiega nulla. Perché una band con due canzoni diventa un caso politico? C'è il sospetto di "industry plant", un progetto costruito a tavolino, anche se nessuno ha prove. E c'è il soft power: la promozione di pop star israeliane letta come normalizzazione di uno Stato accusato di crimini gravi. L'8 settembre dodici paesi, tra cui Francia, Regno Unito e Canada, annunciano restrizioni commerciali sui prodotti delle colonie in Cisgiordania. Il Regno Unito vieta l'importazione, Israele chiude il consolato britannico a Gerusalemme est. L'Italia va nella direzione opposta: il 9 settembre riprende alla Camera il ddl 1004 sull'antisemitismo, che adotta la definizione IHRA. Amnesty International avverte che mette sullo stesso piano la critica al governo israeliano e l'odio contro gli ebrei. In piazza, duecentocinquanta organizzazioni, inclusi gruppi ebraici antirazzisti e contro la pulizia etnica portata avanti da Netanyahu. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.📢 RSS per gli altri servizi audioIG: @giovodust / @musicaemondo_news
  • Protect Ya Neck (from Palantir): Raekwon, la sorveglianza e il Wu Tang 05.09.2026 10мин
    Il 21 agosto, sul profilo di Palantir, compaiono foto di Raekwon del Wu-Tang Clan con l'amministratore delegato Alex Karp. Didascalia: "non dimenticate mai i vostri OG". Il post supera il milione di visualizzazioni, i commenti sono quasi tutti dello stesso tenore: grazie per aver rovinato il Wu-Tang. Non è la prima visita: Raekwon era già andato lì nel 2010, quando Palantir era una startup sconosciuta. Il Wu-Tang Clan nasce nel 1992 a Staten Island, costruito sulla Five Percent Nation, che divide l'umanità in una massa ignara, un dieci per cento di ricchi che sa e nasconde, e un cinque per cento di poveri che ha capito. Palantir, fondata da Peter Thiel e Alex Karp, unisce banche dati che normalmente non si parlano: utenze, tabulati, spostamenti, precedenti. I clienti sono l'esercito americano, la CIA, l'ICE. Nell'ottobre 2023 l'azienda compra una pagina del New York Times con scritto solo "Palantir sta con Israele", e a gennaio 2024 tiene il consiglio di amministrazione a Tel Aviv, annunciando un accordo con il ministero della Difesa israeliano. Ma il Wu-Tang su questo non ha mai avuto una linea unica. Nel 1994 Method Man pubblica PLO Style, sull'Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Nel 2024 Remedy, rapper ebreo affiliato al gruppo e sostenitore di Israele, litiga pubblicamente con Macklemore per la canzone Hind's Hall, dedicata alla bambina uccisa dall'IDF a Gaza il 29 gennaio 2024. Il primo singolo del Wu-Tang, nel 1992, si intitolava Protect Ya Neck. Oggi, forse, dobbiamo guardarci le spalle da Palantir. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.📢 RSS per gli altri servizi audioIG: @giovodust / @musicaemondo_news
  • Hare Krishna e hardcore: dai Cro-Mags al Bangladesh, la storia del KrishnaCore 05.09.2026 7мин
    New York, primi anni Novanta: in uno scantinato una band hardcore punk suona un mantra in sanscrito. Sono Hare Krishna. Il collegamento nasce dalle regole: nel 1981 i Minor Threat inventano lo straight edge, sottoinsime dell'hardcore basato sull'astinenza da droghe e alcolici. Gli Hare Krishna, il movimento fondato a New York nel 1966 da un monaco bengalese, seguivano le stesse regole (ma per ragioni religiose). John Joseph dei Cro-Mags è il primo a passare dall'altra parte, poi Poly Styrene degli X-Ray Spex. Negli anni Novanta nascono gli Shelter e i 108, che pubblicano per l'etichetta Equal Vision gestita da devoti Krishna. Trent'anni dopo, guardiamo dove è finita quella stessa organizzazione. Agosto 2024, Bangladesh: cade la prima ministra Sheikh Hasina, iniziano le violenze contro la minoranza indù. Il volto delle proteste diventa il monaco Chinmoy Krishna Das. Arrestato a novembre per sedizione, i suoi seguaci scendono in piazza, un avvocato viene ucciso a colpi di machete fuori dal tribunale di Chittagong. La crisi diventa diplomatica: il ministero degli Esteri indiano interviene, nei cortei di Dacca risuona lo slogan del nazionalismo indù. In India, intanto, ISKCON, (la principale organizzazione Hare Krishna), ha oltre cinquecento templi, e a gennaio 2025 Modi in persona ne inaugura uno vicino Mumbai, il secondo più grande dell'Asia. Nel 1966 il movimento era fatto di ragazzi americani contro la guerra in Vietnam. Oggi è un soggetto politico a tutti gli effetti, con tutte le problematicità del caso . Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.📢 RSS per gli altri servizi audioIG: @giovodust / @musicaemondo_news
  • Dolly Parton: 9 to 5, il country e la nostalgia inventata a tavolino 04.09.2026 15мин
    Martedì 25 agosto, a Nashville, muore Dolly Parton, 80 anni, per le complicanze di un tumore. Nel giro di poche ore Trump ordina le bandiere a mezz'asta su tutto il territorio nazionale, per una donna che sotto la sua presidenza aveva rifiutato due volte la medaglia presidenziale della libertà. Parton nasce nel 1946 in una capanna di una stanza sugli Appalachi, quarta di dodici figli. La musica country non è mai stata semplicemente rurale: è una categoria commerciale inventata negli anni Venti dal talent scout Ralph Peer, che divise lo stesso repertorio in "race records" per il pubblico nero e "hillbilly" per quello bianco. Una nostalgia costruita a tavolino, come già un secolo prima aveva fatto Stephen Foster con le sue canzoni sulla piantagione. Dolly Parton ha lavorato dentro quella macchina emotiva per una vita. Nel disco 9 to 5 and Odd Jobs del 1980 mette insieme la hit sugli operai sfruttati, una canzone sui minatori e Deportee di Woody Guthrie, sui braccianti messicani morti senza nome in un incidente aereo del 1948. Ha scritto una canzone per un film su una donna transgender e ha ricevuto minacce di morte dal Ku Klux Klan. Ha rifiutato metà dei diritti di I Will Always Love You che le chiedeva il manager di Elvis, e li ha visti tutti tornare a lei quando Whitney Houston la incise per Guardia del corpo. Ma attenzione: ha anche cantato per l'esercito americano durante la guerra in Iraq. Non l'ha mai chiamata politica. L'ha sempre chiamata lavoro. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.📢 RSS per gli altri servizi audioIG: @giovodust / @musicaemondo_news
  • Andy Burnham a Kyiv suona Rusholme Ruffians dei The Smiths, Johnny Marr commenta (ma non troppo) 29.08.2026 7мин
    Lunedì 24 agosto, Kiev. Il primo ministro britannico Andy Burnham, al suo primo viaggio all'estero da quando è entrato a Downing Street, prende in mano una chitarra elettrica costruita a mano da un liutaio ucraino e suona Rusholme Ruffians degli Smiths, davanti ai soldati delle Forze Culturali, l'unità dell'esercito ucraino fatta di musicisti. Burnham è stato sindaco di Manchester per quasi dieci anni, ed è appassionato di musica: ha definito Hatful of Hollow degli Smiths il disco che gli ha cambiato la vita. Johnny Marr, che da quindici anni proibisce ai politici conservatori di dire che amano gli Smiths, stavolta risponde diversamente: dice di non riuscire a capacitarsene del tutto, ma che alla fine la guarda come una vittoria per la chitarra. Morrissey, l'altra metà del gruppo, ha invece sostenuto la Brexit e si è fatto fotografare con la spilla di For Britain, partito di estrema destra. Lo stesso giorno il presidente ucraino Zelensky ringrazia pubblicamente Netanyahu per gli auguri d'indipendenza, mentre il premier israeliano ha un mandato d'arresto della Corte penale internazionale dal novembre 2024. E in Russia, nel frattempo, chi fa musica e parla contro la guerra finisce su una lista di agenti stranieri. Una settimana prima, oltre duecento musicisti britannici, da Brian Eno a Thom Yorke, avevano scritto a Burnham per bloccare il giacimento petrolifero di Rosebank. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.📢 RSS per gli altri servizi audioIG: @giovodust / @musicaemondo_news
  • Terrorista per gli USA: Autistici/Inventati e la musica alternativa in Italia 29.08.2026 9мин
    Mercoledì 26 agosto gli Stati Uniti mettono il collettivo italiano Autistici/Inventati nella lista dei terroristi globali. Non ha una sede, non ha stipendi: dal 2001 volontari sparsi in diversi paesi regalano caselle mail, siti e mailing list a chi glieli chiede. Il segretario di Stato Marco Rubio parla di terrorismo di estrema sinistra, il segretario al Tesoro Scott Bessent di estremisti e facilitatori. Nello stesso pacchetto ci sono Palestine Action e la rete Masar Badil. In Italia non esiste nessuna sentenza. Ma una designazione americana basta a obbligare banche, provider e gestori di server a tagliare i ponti. Per capire cosa c'è in gioco bisogna tornare indietro.Firenze, 1998: nasce il primo hackmeeting italiano dentro un centro sociale occupato, con un concerto di musicisti sperimentali giapponesi davanti a chi il giorno dopo avrebbe parlato di protocolli di rete. Roma, 1986: nasce il Forte Prenestino, che diventerà uno dei nodi telematici del movimento italiano. I centri sociali, dagli anni Ottanta, sono stati l'infrastruttura fisica della musica indipendente: sale prove, concerti, le mailing list su cui si è retto per trent'anni il circuito punk e hardcore europeo. E in Italia, nel frattempo, il decreto anti-rave del 2022 ha introdotto la confisca di casse, mixer e strumenti per chi organizza raduni non autorizzati. Una legge italiana che porta via l'impianto, un provvedimento americano che spegne il server. La stessa tenaglia, da due lati diversi. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.📢 RSS per gli altri servizi audioIG: @giovodust / @musicaemondo_news
  • "Woke 1 era una follia": Alexandra Ocasio Cortez, Bob Vylan e il vero prezzo della protesta 12.08.2026 7мин
    Domenica 9 agosto, ABC, il giornalista Jonathan Karl intervista Alexandria Ocasio-Cortez riguardo la candidata Francesca Hong, che nel 2020 chiedeva di abolire la polizia e cancellare la Festa del  Ringraziamento. AOC ride e cita un consigliere comunale: "Woke 1 era una follia". Torniamo al 2 giugno 2020: due dirigenti nere di Atlantic Records lanciano The Show Must Be Paused, l'industria musicale si ferma per un giorno. In ventiquattro ore diventa Blackout Tuesday, un quadrato nero postato da Universal, Sony, Taylor Swift, Beyoncé: ventotto milioni di quadrati che seppelliscono le informazioni utili sotto l'hashtag Black Lives Matter per trovare i presidi e le manifestazioni delle organizzazioni politiche. Da gennaio 2025 Trump smonta i programmi DEI. Le donne nere perdono trentottomila posti di lavoro in un mese. Nel frattempo chi decide riguardo le armi non cambia mai, e su quello destra e sinistra spesso votano insieme. A febbraio 2025 Kendrick Lamar fa il Super Bowl con un pezzo politico davanti a Trump in tribuna: un messaggio potente, ma sull'identità. Cosa succede a chi parla di guerra? Il 28 giugno 2025, a Glastonbury, i Bob Vylan guidano un coro contro l'esercito israeliano. Perdono l'agenzia, i visti americani, i festival, e a giugno 2026 il cantante viene fermato ed espulso da Berlino, con il divieto ritirato a fine luglio senza spiegazioni. Un quadrato nero non costa(va) niente. Una frase su Gaza oggi costa tutto. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.📢 RSS per gli altri servizi audioIG: @giovodust / @musicaemondo_news
  • Salvini fischiato al tributo a De André, Meloni cita Guccini e Vannacci usa la musica AI 11.08.2026 8мин
    Mercoledì 5 agosto Salvini pubblica un video sui ritardi dei treni. Giovedì 6 muore Francesco Guccini, 86 anni. Meloni scrive di aver amato la sua musica, cita "Cirano" e "Cristoforo Colombo", e aggiunge che continuerà a cantarlo nonostante le sue "dichiarazioni livorose" verso di lei. Domenica 9 agosto, all'Agnata, la tenuta sarda di Fabrizio De André, va in scena il concerto tributo del festival Time in Jazz. Salvini è seduto in prima fila accanto a Dori Ghezzi. Una ragazza si alza, dice di sentirsi offesa dalla sua presenza, se ne va tra fischi e applausi. Parla Dori Ghezzi: la musica deve unire. Parla Diodato: non sono il padrone di casa. Lunedì Alice De André, nipote di Fabrizio, pubblica un video ironico: si chiede cosa Salvini abbia davvero capito dei testi di suo nonno, e se De André non sia diventato un santino nazionale, citato da tutti senza applicarne le idee. Salvini risponde rivendicando il diritto di ascoltare chi vuole. Ma Guccini non era di "supersinistra", lo ha detto lui stesso. E con De André il meccanismo è identico: si cantano le canzoni, si lascia fuori  i ladri, il conflitto, i rom di Khorakhanè. Mentre l'Italia discute chi abbia diritto alla prima fila, un pezzo della destra il problema del repertorio se l'è già tolto: a luglio i canali di Vannacci hanno diffuso un video con canzoni generate dall'intelligenza artificiale. Quella roba non ha vedove da convincere, né nipoti che si arrabbiano. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.📢 RSS per gli altri servizi audioIG: @giovodust / @musicaemondo_news
  • Brooklyn Vegan chiude: Live Nation e la fine della critica musicale 10.08.2026 10мин
    Il 30 luglio Live Nation, la più grande società di musica dal vivo del mondo, pubblica i conti del secondo trimestre: sette miliardi di dollari di ricavi, utile netto in crescita del trentatré per cento. Cinque giorni dopo, di notte, senza comunicato né preavviso ai lavoratori, cinque testate musicali storiche vengono svuotate del personale: BrooklynVegan, Alternative Press, Revolver, Metal Edge, Goldmine. Centoquarantacinque anni di archivio giornalistico, dal punk agli anni Ottanta dell'hair metal. Chi le possedeva? Veeps, piattaforma di concerti in streaming fondata nel 2017 da Joel e Benji Madden, i gemelli dei Good Charlotte, la band che nel 2002 cantava contro i ricchi e finiva in copertina su Alternative Press. Nel 2021 Live Nation compra la maggioranza di Veeps. Live Nation organizza i concerti, possiede Ticketmaster, gestisce le arene, fa management degli artisti. E per un paio d'anni possedeva anche i giornali che recensivano quei concerti: si chiama integrazione verticale. Il 15 aprile 2026 una giuria federale ha dichiarato Live Nation colpevole all'unanimità di monopolizzazione del mercato dei biglietti, con un sovrapprezzo calcolato di un dollaro e settantadue centesimi a biglietto. In Italia il mercato è diviso tra Live Nation e la tedesca CTS Eventim, che controlla TicketOne e i promoter più grandi. Su questo, in Italia, non è stata aperta nessuna istruttoria. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.📢 RSS per gli altri servizi audioIG: @giovodust / @musicaemondo_news
  • Black Gold: come il rap ha fatto l'aliyah in Israele e ha cancellato i palestinesi. Tamer Nafar e Kobi Shimoni 05.08.2026 8мин
    Dal 21 luglio la televisione pubblica israeliana trasmette Black Gold, docu-serie in sette puntate sui quarant'anni di hip hop israeliano. Nella scheda di presentazione c'è una parola precisa: aliyah, l'immigrazione ebraica in Israele, alla lettera "ascesa". Il testo dice che il genere, in Israele, ha fatto la aliyah. Il 2 agosto uno dei rapper che quella scena l'ha fondata spiega su Haaretz perché ha rifiutato di comparire. Si chiama Tamer Nafar, palestinese con cittadinanza israeliana, nato nel 1979 a Lod. Nel 2000 fonda i DAM, probabilmente il primo gruppo hip hop palestinese di sempre. Nel suo articolo usa un paragone netto: immaginate un rapper bianco che racconta la storia dell'hip hop senza mai nominare schiavitù, segregazione, polizia. L'hip hop israeliano, dice, vuole l'estetica della protesta senza la sua politica. C'è un precedente che rende tutto più pesante. Nel 2003 esce Channels of Rage, di Anat Halachmi: segue proprio Nafar e Subliminal, la voce più nazionalista del rap israeliano, amici prima della seconda Intifada, poi separati dalla politica. Quel film vinse un premio in Israele. Ventitré anni dopo, la stessa storia non si può più raccontare allo stesso modo. Nel mezzo, lo scontro del 2016 con la ministra della Cultura Miri Regev, che chiese di escludere Nafar da un festival pubblico. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.📢 RSS per gli altri servizi audioIG: @giovodust / @musicaemondo_news
  • Phil Collins, l'alcol e chi in Italia va in carcere per droga 03.08.2026 6мин
    L'altroieri il Sunday Times ha pubblicato un'intervista in cui Phil Collins, per la prima volta, racconta nel dettaglio la sua dipendenza dall'alcol: il ricovero in Svizzera a fine 2023, la terapia intensiva di aprile 2024, i reni che cedevano, i cinque figli chiamati per decidere se staccare le macchine. Oggi non beve da due anni, ha un'infermiera in casa ventiquattr'ore su ventiquattro, e a novembre entrerà nella Rock and Roll Hall of Fame. Sei giorni fa, in Italia, la Camera ha approvato la detenzione domiciliare terapeutica: chi è condannato a non più di otto anni per un reato legato alla propria dipendenza può scontare la pena in una comunità invece che in carcere. Una buona legge, dicono le associazioni di categoria. Il problema è il resto: nelle carceri italiane oltre ventimila persone hanno una dipendenza, il trentadue per cento del totale, il dato più alto dal 2006. Il ministro Nordio parla di diecimila persone coinvolte. Il suo stesso ministero ammette che i fondi bastano per cinquecento. Phil Collins ha rischiato di morire per una sostanza legale. Nessuno lo ha denunciato. Piero Ciampi e Fabrizio De André convivevano con l'alcol, e oggi sono maestri della canzone italiana. La differenza tra loro e chi finisce a Poggioreale non è clinica. È il conto in banca e la tabella delle sostanze. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.📢 RSS per gli altri servizi audioIG: @giovodust / @musicaemondo_news
  • Shabjdeed e il dissing a Saint Levant - Il rap palestinese si spacca ad Amman 02.08.2026 7мин
    Il primo agosto il rapper palestinese Shabjdeed, all'anagrafe Oday Abbas, pubblica "SLV", un dissing di due minuti contro un altro artista palestinese: Saint Levant, nome d'arte di Marwan Abdelhamid, nato a Gerusalemme, cresciuto tra Gaza e la California, oggi tra i volti pop più seguiti del mondo arabo. Il motivo scatenante è un concerto ad Amman: Saint Levant ha annunciato una data lì per il suo tour mondiale da quarantuno show con Live Nation, proprio due settimane dopo che Shabjdeed aveva annunciato la propria. Ma nel testo l'attacco vero è un altro: Shabjdeed lo accusa di mescolare la causa palestinese con canzoni d'amore, e lo prende in giro per il tatuaggio a forma di anguria, uno dei simboli della solidarietà palestinese, dicendo che ne ha fatto un'estetica da vendere. La lite arriva mentre a Gaza la tregua dal 10 ottobre 2025 non è mai stata una vera tregua, con oltre duemila morti da allora, e mentre il Board of Peace guidato dagli Stati Uniti annuncia un accordo per il disarmo di Hamas. Il Libano vive una nuova offensiva israeliana dal 2 marzo. E proprio in Libano, a Kfardebian, Saint Levant terrà uno dei concerti del tour. Cosa deve fare un artista di un popolo sotto occupazione quando il mercato occidentale finalmente lo scopre? Non è una lite per un concerto. È una lite nata dal fatto che i concerti, in Palestina, non si possono fare. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.📢 RSS per gli altri servizi audioIG: @giovodust / @musicaemondo_news
  • Ceuta: la crisi migranti e il processo al rapper Mehdi Black Wind 31.07.2026 9мин
    Giovedì 30 luglio migliaia di persone aggirano a nuoto il molo di Ceuta, il confine spagnolo in Africa, davanti allo stretto di Gibilterra. Le stime variano da ventimila a quasi cinquantamila ingressi in ventiquattro ore. Decine i morti recuperati in mare nelle ultime settimane. La Spagna manda l'esercito, il premier Pedro Sánchez raggiunge la città. Tre le ragioni dietro l'ondata: una sentenza del Tribunale Supremo spagnolo più favorevole a chi arriva via mare, una mobilitazione nata su gruppi Facebook, e sullo sfondo la tensione tra Madrid e Rabat sul Sahara Occidentale. Lo stesso giorno, a Casablanca, si apre il processo al rapper marocchino Mehdi Black Wind, in carcere da metà luglio. L'accusa è oltraggio a un'istituzione costituzionale, legata a una sua canzone su Pegasus, lo spyware israeliano usato dal regno marocchino per sorvegliare oppositori e giornalisti. Era stato tra le voci vicine a GenZ212, il movimento di protesta nato in Marocco nel 2025. E la musica racconta anche l'altra faccia di questa frontiera: "Frontera Nada", il pezzo di Morad e TiiwTiiw che descrive un Mediterraneo senza confini, tra Tangeri e Marbella. Dodici milioni di ascolti su Spotify. Ma quella frontiera, per chi non ha il documento giusto, resta un frangiflutti da nuotare. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.📢 RSS per gli altri servizi audioIG: @giovodust / @musicaemondo_news
  • Boy George e "We Will Dance Again": la canzone pro Israele 30.07.2026 10мин
    Boy George pubblica su X una canzone intitolata "Od Nirkod", "We Will Dance Again", con la didascalia "Shalom". È un pezzo reggae fatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, disponibile solo sui social. Esce un mese dopo il 23 giugno, giorno in cui una commissione delle Nazioni Unite ha stabilito che a Gaza è in corso un genocidio. Boy George non è ebreo, ma dopo il 7 ottobre è diventato una delle voci britanniche più attive nella propaganda pro Israele. Per capire dove sta arrivando, bisogna guardare da dove è partito. Londra, 1979: il locale Blitz, i Blitz Kids, il New Romantic. Una scena che prende l'androginia dal glam rock e la stranezza dal punk, togliendo a entrambi ogni rivendicazione politica. Poi i Culture Club, la stagione di Band Aid e Live Aid, e soprattutto Ferry Aid: la cover di "Let It Be" organizzata dal Sun, il giornale che aveva venduto i biglietti scontati per il traghetto Herald of Free Enterprise, affondato nel 1987 con 193 morti. Boy George canta lì dentro, un anno prima di pubblicare "No Clause 28", il suo unico vero gesto politico, quando la legge omofoba del Regno Unito tocca direttamente lui. E oggi è un ultras pro Israele con il microfono (e l'AI) in mano.  Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.📢 RSS per gli altri servizi audioIG: @giovodust / @musicaemondo_news
  • Gemitaiz, FlexTony, TigerPlug: il rap (ancora) nel mirino della politica 30.07.2026 10мин
    Giovedì 23 luglio muore Mohamed Amin Bessioud, 25 anni, cittadino italiano di origine tunisina. Era ai domiciliari per spaccio. Durante una perquisizione i carabinieri trovano hashish in camera sua, lo ammanettano, lui si lancia dal balcone del terzo piano e muore poco dopo. Pochi giorni prima, a Francavilla al Mare, Gemitaiz insulta dal palco dello Shock Wave Festival le unità cinofile antidroga. Il video gira sui social, e la vicenda arriva in consiglio comunale: un consigliere di Forza Italia contesta i 45mila euro pubblici spesi per il festival. Una settimana prima, FlexTony e TigerPlug, calabresi, vincitori del talent Netflix Nuova Scena, pubblicano "Labubu": l'intro del pezzo manda a quel paese i carabinieri. Interviene un senatore di Fratelli d'Italia della Commissione Antimafia, poi Striscia la Notizia. I due rispondono con un freestyle che nomina proprio Bessioud. Quattro giorni prima ancora, a Bologna, era morto Abderrahim Fakir, 42 anni, marocchino, bloccato a terra dalla polizia durante un fermo. Il suo caso finisce nel modello 45 bis, il nuovo registro introdotto dal decreto sicurezza di febbraio 2026. Nessuno dei politici indignati per le parole di Gemitaiz ha speso una parola sulla sua morte. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.📢 RSS per gli altri servizi audioIG: @giovodust / @musicaemondo_news
  • Alta Felicità, il festival No Tav che fa paura a Meloni 28.07.2026 8мин
    Venaus, Val di Susa. Sabato notte sul palco ci sono i Queen of Saba, e dicono una frase che in quella valle conoscono tutti: avevamo ragione ieri, abbiamo ragione oggi, avremo ragione domani. È Alta Felicità, il festival del movimento No Tav, decima edizione, gratuito, senza sponsor, autofinanziato. Quest'anno sul palco 99 Posse, Asian Dub Foundation, Assalti Frontali, gli Statuto, Shablo. Negli anni Modena City Ramblers, Africa Unite, Mondo Marcio. Willie Peyote ha testimoniato in tribunale di aver suonato lì gratis, in solidarietà al movimento. Sabato pomeriggio dal festival parte una marcia di ventimila persone verso i cantieri della Torino-Lione. A Chiomonte centinaia di manifestanti superano le reti: bombe carta, bottiglie, mezzi bruciati. Le forze dell'ordine contano oltre 120 feriti, un milione di euro di danni secondo Telt. Lunedì il movimento non prende le distanze. Lo stesso giorno Giorgia Meloni e il ministro Piantedosi atterrano in elicottero a Chiomonte: parlano di violenza organizzata. In valle vengono identificate oltre milleduecento persone. E qui il racconto si allarga. Sull'altra sponda dell'Adriatico, in Albania, un'altra area protetta viene recintata per un resort legato a Jared Kushner. La protesta prende il nome di Rivoluzione dei fenicotteri, e in Italia riceve simpatia unanime. In Val di Susa lo stesso copione, un'area protetta, una recinzione, un capitale enorme, diventa devastazione e saccheggio. Due pesi e due misure. E un movimento che dura trent'anni ha bisogno di un posto dove la memoria passa di mano in mano: quel posto, in Val di Susa, è un palco musicale. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.📢 RSS per gli altri servizi audioIG: @giovodust / @musicaemondo_news
  • Indonesia: Mosi Tidak Percaya, la canzone che sfida Prabowo e il gamelan 27.07.2026 6мин
    Giacarta, 17 luglio. Piazza del Patung Kuda, duecento metri dal palazzo presidenziale. Centocinquanta ragazzi srotolano uno striscione: abbattiamo il regime di Prabowo e Gibran. Il corteo si chiama Mosi Tidak Percaya, mozione di sfiducia, come la canzone che gli Efek Rumah Kaca scrivono nel 2008 e che da diciotto anni si canta nelle piazze indonesiane. Il presidente Prabowo Subianto, ex generale accusato di violazioni dei diritti umani sotto la dittatura di Suharto, suo suocero, aveva vinto le elezioni nel 2024 con una campagna social da nonnino simpatico che balla e canta. Ma i nodi arrivano al pettine. L'8 giugno la rupia tocca il minimo storico, sotto la crisi asiatica del 1997. La borsa di Giacarta ha bruciato un quarto del valore. E il 23 luglio, parlando al congresso di un partito alleato, Prabowo accusa giornalisti, accademici e ONG di essere "londo ireng", olandesi neri, i traditori che nell'Ottocento combattevano per i colonizzatori. Un sondaggio misura il suo consenso al 51,1 per cento: era all'81,2 a novembre. In nove mesi ha perso più di trenta punti. E la musica è ovunque, da entrambe le parti. Ahmad Dhani dei Dewa 19 siede in parlamento col partito del presidente, mezza hall of fame del pop indonesiano lavora per il governo. Dall'altra parte c'è un duo che suona con il passamontagna, i Sukatani, costretti a scusarsi e a ritirare una canzone contro la corruzione della polizia, diventata comunque l'inno dei cortei. L'Indonesia, dicono, è come un gamelan: nessun direttore, ogni strumento tiene un tempo diverso. E gli strumenti stanno iniziando a suonare da soli. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.📢 RSS per gli altri servizi audioIG: @giovodust / @musicaemondo_news

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