il posto delle parole

il posto delle parole

livio partiti
ประเทศ อิตาลี
ภาษา IT
จำนวนตอน 1000
ล่าสุด 21.09.2026

Un podcast culturale quotidiano che propone conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori. Ogni episodio offre un confronto diretto con chi scrive, approfondendo temi e storie legate alla letteratura. Il motto del programma è "ascoltare fa pensare", sottolineando la vocazione riflessiva e dialogica del format. Un appuntamento per chi ama la lettura e desidera scoprire nuove voci del panorama letterario.

ตอน

  • Marco Montagnani "Il cibo è medicina" 21.09.2026 21นาที
    Marco Montagnani"Il cibo è medicina"La ricerca del benessere tra taoismo e tradizione cinesePrefazione di Franco BerrinoSolferino Libriwww.solferinolibri.it«In Cina, la domanda più comune per salutare qualcuno non è “come stai?”, ma “hai mangiato?”. Una frase semplice che racchiude un’intera filosofia.» Secondo la medicina tradizionale cinese, ciò che assumiamo ogni giorno influenza in modo diretto e continuo il nostro Qi, ossia l’energia vitale. Il confine tra nutrimento e cura dipende spesso da dosaggio, concentrazione e intenzione.Il maestro taoista Marco Montagnani racconta in queste pagine i principi e le virtù di una dietetica millenaria, espressione di una saggezza al tempo stesso profonda e concreta. In questa prospettiva, il cibo non è soltanto piacere o gratificazione immediata, né un semplice calcolo di calorie, ma uno strumento potente per sostenere l’equilibrio e il benessere psico-fisico. È uno degli insegnamenti più significativi maturati durante una lunga esperienza in Estremo Oriente, iniziata quando l’autore aveva appena dieci anni e destinata a segnare profondamente il suo percorso individuale e professionale. Un cammino raccontato con storie e dettagli personali e coinvolgenti che lo ha portato a considerare la cura come una responsabilità interiore, trasformandola in una missione: aiutare ogni giorno migliaia di persone a ritrovare l’equilibrio e a «onorare la vita», coltivandola con consapevolezza anziché consumarla distrattamente.Per mettere in pratica questi principi, è essenziale la parte del libro dedicata a ricette e rimedi naturali, utili per affrontare i disturbi più comuni della vita quotidiana: dal mal di testa all’insonnia, dall’ansia alla stanchezza cronica, fino ai problemi digestivi. Un invito a prendersi cura di sé in modo dolce e profondo, agendo non solo sui sintomi ma anche sulle cause, per raggiungere un benessere autentico e duraturo.Marco Montagnani è laureato in Medicina cinese presso l’Università di Mingxi della provincia del Fujian e in Medicina naturale presso la Central Pacific University, diplomato in Fitoterapia clinica presso l’Università di Viterbo e iscritto alla Società Italiana Fitoterapia clinica (S.I.Fit.). È docente di Tuina e Qigong presso la Federazione Italiana Scuole Tuina e Qigong (FISTQ), docente di Medicina tradizionale cinese e Filosofia taoista presso la Scuola di Agopuntura di Firenze.Insegna Medicina cinese e Qigong presso varie scuole di agopuntura, ed è collaboratore scientifico di alcune riviste di settore. Per Solferino ha pubblicato “Il cibo è medicina”.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
  • Enrico Scavo "Voci estinte cantano" 21.09.2026 15นาที
    Enrico Scavo"Voci estinte cantano"Otto raccontiPrefazione di Angela SicilianoOfficina Librariawww.officinalibraria.netNella nebbia notturna di Ferrara, tra le vie silenziose del centro storico, una studiosa si imbatte in un’apparizione: uno spirito si offre di guidarla tra le anime che un tempo cantarono. All’alba tutto svanisce, ma non il bisogno di trattenere quelle voci. Perché ciò che ha ascoltato non torni nell’ombra, la donna ne trascrive le storie.Nascono così otto racconti ambientati tra il Quattrocento e il Novecento: vite di compositori, musici, monache, donne e uomini che nella musica hanno trovato una vocazione assoluta, forse una salvezza, forse una condanna.Tra storia e invenzione, Voci estinte cantano restituisce un affresco vivido della Ferrara musicale, un tempo tra le capitali europee dell’arte dei suoni. Passeggiando tra le sue strade, il lettore riscopre esistenze che, come note nell’aria, hanno brillato per un istante prima di dissolversi, lasciando però un’eco tenace, capace di attraversare il tempo e di parlare ancora alle profondità dell’animo umano.Enrico Scavo, dottore di ricerca in Musicologia e Storia della Musica (Università di Ferrara), è docente a contratto in Pedagogia musicale presso il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia (sede di Cremona). Suo principale ambito di ricerca sono le vicende musicali della Ferrara rinascimentale e barocca. Ha pubblicato diversi contributi scientifici, edizioni critiche e la monografia L’Accademia della Morte di Ferrara: l’oratorio e il primato di Giovanni Battista Bassani (De Sono-Lim, 2024). Voci estinte cantano. Otto racconti è il suo esordio in ambito narrativo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
  • Luigi Bonfante "Arte senza artista" 21.09.2026 24นาที
    Luigi Bonfante"Arte senza artista"Esperimenti estetici con l’intelligenza artificiale generativa.Johan & Leviwww.johanandlevi.comLe macchine possono fare arte? I passi da gigante dell’intelligenza artificiale generativa ci pongono di fronte a un dilemma. Se a metà del Novecento un geniale scienziato, Alan Turing, poteva immaginare una macchina in grado di pensare come un essere umano, oggi Chatgpt e altri programmi fanno molto di più: scrivono testi, compongono musica e creano immagini ormai difficili da distinguere dai prodotti di artisti in carne e ossa. Davvero sistemi come Dall-E, Midjourney o Stable Diffusion possono sostituire l’uomo in una delle sue attività più emblematiche e inafferrabili? Può esistere un’arte senza artista?Per rispondere a queste domande, e a tanti altri interrogativi su un tema di grande attualità, Luigi Bonfante ci accompagna alla scoperta della machina artifex, dei meccanismi, delle potenzialità, delle contraddizioni, delle teorie che guidano la sua evoluzione e le sue incursioni in campo artistico. Partendo da un concetto di arte come processo che implica necessariamente l’uomo, l’autore osserva da vicino la creatività dell’ia, sottolinea affinità e divergenze tra umano e non umano, ma anche il possibile dialogo tra le due dimensioni, con un’attenzione particolare a chi, come Pierre Huyghe, ha colto le sfide del nuovo medium per profilare una nuova estetica “postumana”.Arte senza artista è una riflessione tra storia, tecnica e filosofia, un saggio in cui l’arte, osservata attraverso il prisma dell’intelligenza artificiale, emerge ancora in tutta la sua complessa umanità. Conoscere meglio la macchina diventa così un modo per capire la nostra espressività, e quindi noi stessi.Luigi BonfanteSaggista, autore televisivo, sceneggiatore e divulgatore. Suoi contributi su arte moderna e contemporanea, televisione, cinema e musica sono apparsi su Doppiozero e Link – Idee per la TV.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
  • Diego Fontaneto "Animali impossibili: la biologia estrema dei rotiferi" Bergamo Scienza 21.09.2026 19นาที
    Diego Fontaneto"Animali impossibili"Bergamo Scienzawww.bergamoscienza.itL'incontro con il biologo ed ecologo Diego Fontaneto alla XXIV edizione di BergamoScienza si terrà venerdì 9 ottobre 2026 alle ore 18:30.Animali impossibili: la biologia estrema dei rotiferi bdelloidei.Luogo: PalaScienza, situato in Piazza della Libertà a Bergamo.Modera: Maurizio Casiraghi, membro del Comitato Scientifico di BergamoScienza.Diego Fontaneto è un biologo ed ecologo, dirigente di ricerca presso l’Istituto di Ricerca sulle Acque del CNR (CNR-IRSA) a Verbania-Pallanza e Head of Delegation per l’Italia del GBIF (Global Biodiversity Information Facility). Considerato tra i massimi esperti nello studio della meiofauna, ha focalizzato le sue ricerche su organismi microscopici e resilienti come i rotiferi bdelloidei e i tardigradi. Fontaneto indaga i meccanismi evolutivi, la speciazione, le strategie di sopravvivenza in condizioni estreme e le regole geografiche che governano la biodiversità invisibile a occhio nudo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
  • Claudia Scarpati "Dalla ferita a casa" 21.09.2026 25นาที
    Claudia Scarpati"Dalla ferita a casa"Mondadori Editorewww.mondadori.itAttraverso esercizi pratici e una scrittura potente, che accarezza e scava, Claudia Scarpati ci insegna a trasformare ogni vuoto in una «stanza interiore da abitare» e a costruire così dentro di noi un luogo sicuro, dove smettere di fingere, compiacere o difendersi. Ci sono donne che hanno imparato a sorridere mentre dentro tutto crolla, a dare senza ricevere, a resistere, ma non a sentirsi davvero amate. Queste donne sono state bambine che, per sopravvivere in famiglie incapaci di dar loro ciò di cui avevano bisogno, si sono nascoste dietro una maschera di perfezionismo o di eccessiva disponibilità. «Piccole adulte precoci», bravissime a prendersi cura di tutti, tranne che di se stesse. Le ferite dell’infanzia non ci lasciano mai. Restano in silenzio dentro di noi e da lì condizionano le nostre scelte, le nostre relazioni, il modo in cui ci guardiamo allo specchio. Ma arriva sempre un momento nella vita in cui ci sentiamo pronte ad affrontarle, a partire finalmente per il viaggio più importante di tutti: quello che porta dalla ferita a casa. Claudia Scarpati ci prende per mano e ci accompagna proprio in questo lungo e delicato percorso, un cammino interiore che attraversa tre stagioni dell’anima: l’inverno delle ferite, la primavera del ritorno a se stesse e l’estate della fioritura. Al cuore di questo viaggio c’è l’incontro con la Bambina interiore, la nostra parte più vera ma anche più fragile, rimasta intrappolata come un reperto prezioso nell’ambra del passato, in attesa di essere vista, amata, liberata. Ma aspettare che qualcuno, qualcun altro, arrivi a salvarci è un’illusione, perché le uniche persone che possono davvero liberare quella Bambina siamo noi, diventando «madri e padri di noi stesse». Attraverso esercizi pratici e una scrittura potente, che accarezza e scava, Claudia Scarpati ci insegna a trasformare ogni vuoto in una «stanza interiore da abitare» e a costruire così dentro di noi un luogo sicuro, dove smettere di fingere, compiacere o difendersi. Un luogo dove, dopo anni di sofferenza e peregrinazioni, la nostra Bambina interiore possa finalmente sentirsi a casa.Claudia Scarpati è psicologa sistemico-relazionale. Da oltre vent’anni accompagna i suoi pazienti in percorsi di guarigione, coniugando sensibilità clinica, profondità emotiva e strumenti concreti per riscrivere la relazione con se stessi e con gli altri. Conduce masterclass e gruppi terapeutici molto partecipati e ha una pagina Instagram seguita da migliaia di persone.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
  • Debora Rienzi "Come un piccolo sasso sul fondo di un'acqua chiarissima" Christian Bobin 20.09.2026 18นาที
    Debora Rienzi"Come un piccolo sasso sul fondo di un'acqua chiarissima"Appunti sulla vita interioreChristian BobinAnima Mundi Edizioniwww.animamundiedizioni.comChristian Bobin (Le Creusot, 1951 – Le Creusot, 2022) è stato una delle voci più singolari della letteratura francese contemporanea: poeta in prosa, cercatore instancabile di un linguaggio capace di dire l'invisibile, autore di oltre trenta libri tradotti in tutto il mondo, spesso definito "il poeta del quotidiano" per la sua capacità di scorgere l'assoluto nel gesto più minimo.Come un piccolo sasso sul fondo di un'acqua chiarissima nasce da una lunga conversazione che Bobin concesse nel 2017 al giornalista e scrittore Patrice Van Eersel, confluita nel volume collettivo francese À la recherche de la vie intérieure (Albin Michel, 2017). AnimaMundi Edizioni ne isola ora, per la prima volta in italiano, la sola voce di Bobin, restituendo al lettore un testo breve e denso, quasi un colloquio a tu per tu.Curato e introdotto da Debora Rienzi, con la traduzione di Maddalena Cavalleri e Francesco Occhetto, il libro apre all'interno della collana "Piccole gigantesche cose" (n. 42), che l'editore dedica da anni a testi brevi capaci di custodire pensieri grandi.In queste pagine Bobin torna sulle domande che hanno attraversato tutta la sua opera: il mistero dell'amore, la fragilità intesa non come debolezza ma come forma di forza, la solitudine abitata come una dimora e non subita come un esilio, l'assenza che continua a parlare, il tempo che sfugge, la morte che non si lascia addomesticare, l'infanzia come sorgente a cui tornare.È una scrittura che rifiuta la fretta e il rumore, e che chiede al lettore la stessa lentezza con cui è stata pensata: pagina dopo pagina, la vita interiore si rivela non come rifugio dal mondo, ma come lo sguardo più esatto per abitarlo. Il titolo stesso — l'immagine di un sasso posato sul fondo di un'acqua trasparente — dice bene il metodo di Bobin: uno sguardo fermo, senza fretta, capace di far affiorare la grazia nascosta nelle cose minime.Un piccolo libro, per chi cerca ancora, nel fondo di sé, la propria sorgente.Debora Rienzi si è laureata in Filosofia all'Università di Padova e in Medicina all'Università di Bologna. Ha vissuto per anni come missionaria laica consacrata nella Fraternità Femminile dell'AMI, per poi scegliere la vita monastica nel Monastero delle Monache Camaldolesi di Poppi (AR). Si dedica oggi alla ricerca teologica tra lo Studio Teologico delle Benedettine Italiane e il Pontificio Ateneo Sant'Anselmo, indagando l'intreccio fra teologia, scienze e spiritualità.Autrice della raccolta poetica Mi bolle il cuore (Fara Editore, 2018) e del saggio Dio rimane. Ri-orientamenti teologici (Cittadella Editrice, 2023), nel 2025 ha pubblicato Gratitudine. Il frutto della meraviglia (Paoline), dove scrive: «La gratitudine non è data, si dà... come un frutto che a sua volta diventa seme, un seme di speranza». Il suo libro più recente, A Dio non servono prove. Oltre il mito della colpa (Paoline, 2026), prosegue la riflessione sul rapporto fra fede e ragione, oltre le logiche del sospetto e della colpa.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
  • Mateja Gravner "Come pensare il vino" Terra Madre, Salone del Gusto 20.09.2026 21นาที
    Mateja Gravner40 anni di Slow Food. 40 anni di grandi vini: GravnerTerra Madre / Salone del Gustowww.terramadresalonedelgusto.comTorino, 25 settembre 2026, ore 11:00Galleria Subalpina – Ristorante Arcadia, Ristorante ArcadiaPiazza Castello, 29 - TorinoLa masterclass è dedicata alla Ribolla Gravner, attraverso una verticale delle annate 2018, 2014, 2012, 2009 e 2007.www.gravner.itCi sono vignaioli che cambiano il vino. E poi ci sono quelli che cambiano il modo di pensarlo.Joško Gravner appartiene a questa seconda categoria. Nel corso della sua vita ha rivoluzionato il proprio modo di fare vino, fino a mettere in discussione ogni certezza. Il punto d’arrivo è la Ribolla, diventata nelle sue mani una visione del rapporto tra uomo, vite e terra. Lunghe macerazioni, fermentazioni spontanee, anfore interrate e rispetto dei ritmi della natura non sono nostalgia, ma la ricerca radicale di una verità più profonda, capace di influenzare intere generazioni di vignaioli.La masterclass è dedicata alla Ribolla, attraverso una verticale delle annate 2018, 2014, 2012, 2009 e 2007. Un viaggio di quasi 20 anni per scoprire come il tempo diventi parte integrante del vino, amplificandone energia, profondità e complessità. A chiudere, Rosso Breg 2007, tra le etichette più iconiche della cantina.Più che una degustazione, un’immersione nell’universo di un vignaiolo che non ha mai inseguito mode o consenso, ma soltanto la propria idea di verità. Perché il futuro, a volte, comincia migliaia di anni fa.#TerraMadre2026 è nel centro di Torino dal 24 al 27 settembre. Terra Madre è inoltre 5 mesi di #RoadtoTerraMadre, in Italia e nel mondo, dal 1° maggio al 20 settembre e ancora 8 giorni di #TerraMadreOff, a Torino e in Piemonte, dal 21 al 28 settembre. Degustazioni, convegni, progetti, tanti modi per stare insieme e riflettere, comprendendo come la biodiversità sia la nostra principale ricchezza e cultura di pace. La manifestazione è organizzata Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
  • Antonio Padovano "Migrazione rurale e futuro dell’agricoltura mediterranea" Terra Madre 20.09.2026 18นาที
    Antonio PadovanoMigrazione rurale e futuro dell’agricoltura mediterranea: opportunità, rischi e nuove prospettiveTerra Madre / Salone del Gustowww.terramadresalonedelgusto.comTorino, 25 settembre 2026, ore 17:30Palazzo di Città, Palazzo di Città – Sala CarpaniniVia Corte d'Appello, 1 In tutto il Mediterraneo, Medio Oriente e Nord Africa (MENA), i cambiamenti demografici stanno trasformando le aree rurali e i sistemi agricoli. L’esodo giovanile verso le città accelera l’invecchiamento delle comunità rurali, riduce la disponibilità di manodopera qualificata e indebolisce il trasferimento delle conoscenze che per generazioni ha sostenuto l’agricoltura locale e la resilienza.Questo fenomeno ha implicazioni per la biodiversità, l’innovazione, il ricambio generazionale e lo sviluppo delle filiere agroalimentari locali. Al tempo stesso, la trasformazione delle campagne offre nuove opportunità. Come rendere di nuovo attrattive le aree rurali per i giovani? Come preservare i saperi locali integrando nuove competenze, tecnologie e modelli di impresa? Gli strumenti digitali possono migliorare la sostenibilità e la competitività, ma sollevano anche interrogativi su accesso, competenze e nuove disuguaglianze. Questo incontro vuole promuovere un confronto sul futuro delle aree rurali del Mediterraneo, esaminando le opportunità e i rischi legati alla migrazione rurale, al ricambio generazionale e alla trasformazione dei sistemi agricoli. Il dibattito prenderà spunto dai risultati di uno studio condotto nell’ambito del progetto CERERE (CEreals REsiliencyREvolution for Agile Supply Chain Management in the Mediterranean), finanziato dal Programma PRIMA dell’Unione Europea. Agricoltori, ricercatori, innovatori e decisori politici discuteranno di come rafforzare la resilienza delle comunità rurali, tutelando la biodiversità, i saperi locali e le identità territoriali.  Intervengono:Antonio Padovano, Università della Calabria, coordinatore del progetto CERERE, Italia  Turgut Orman, TARIM, partner del progetto CERERE, Turchia  Mohamed Wageih, responsabile del progetto PRIMA, Egitto  Francesco Sottile, agronomo, professore ed esperto di agroecologia, membro del Consiglio di amministrazione di Slow Food, Italia  Henry Burgsteden, responsabile senior per l’innovazione e capo dell’Unità per l’agricoltura digitale e l’innovazione nell’intelligenza artificiale, FAO, Paesi Bassi  Prof. İlkay Dellal, esperto della FAO, Università di Ankara, Turchia  Dott. Omar Elbadawy, responsabile del programma regionale, Centro per l’ambiente e lo sviluppo per la regione araba e l’Europa (CEDARE), Egitto  Accesso libero, senza necessità di registrazione. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
  • Antonio Lodo "Scritti Adriesi" 20.09.2026 26นาที
    Antonio Lodo"Scritti Adriesi"Apogeo Editore / RemWebwww.remweb.itUn ampio percorso nella storia, nella cultura, nella memoria di Adria e del Polesine, attraverso ricerche archivistiche, studi biografici e riflessioni su letteratura, arte, società e territorio dalla fine del medioevo ai giorni nostri. La raccolta presenta oltre quarant’anni di scritti, comprendendo saggi, articoli, prefazioni, testi critici e documenti d’archivio. Gran parte dei testi riguarda cronache locali e interessa la storia sociale in senso largo, in cui spicca la straordinaria esperienza seicentesca dei “cannaroli”; ci sono riferimenti a grandi eventi (le due guerre mondiali, la Resistenza, l’alluvione del 1951), nonché alla storia di istituti quali l’Ospedale e il Liceo Bocchi, tra gli altri.A Luigi Groto, figura somma della cultura adriese, sono dedicati numerosi studi; altri riguardano i personaggi più eminenti dei gruppi familiari dei Bocchi: Carlo, Francesco Girolamo, Francesco Antonio, ma anche diversi grandi protagonisti della cultura adriese quali Antonio Buzzolla, Marino Marin, Nino Cattozzo, e - oggi - Gianfranco Scarpari.Alcuni contributi sono riservati al commercio, ai divertimenti, alla vita quotidiana fra ‘600 e ‘800, ad aspetti storici del territorio e del Delta del Po. Sono approfonditi temi quali la medicina, le superstizioni, la stregoneria, oltre che personaggi e vicende di mestieri legati all’acqua, evidenziandone cultura e credenze alimentate da dinamiche culturali e conflitti sociali.La sezione finale delle “Postille” scritte per questa occasione è riservata ad alcune note storico-filologiche, con qualche importante, originale, o curiosa, “rivelazione”.Antonio Lodo, insegnante di Italiano e Latino, poi preside e dirigente scolastico ai licei adriesi «Galilei» e «Bocchi», è stato sindaco di Adria dal 2004 al 2009. Storico del territorio, ha dedicato decenni di ricerca alla città e al Polesine: è autore di Adria, cuore antico del Polesine (Apogeo, 2015) e di studi dedicati a Luigi Groto, il «Cieco d'Adria». È membro dell'Istituto Polesano per la Storia della Resistenza, socio della Deputazione di Storia Patria delle Venezie e vicepresidente dell'Associazione Culturale Minelliana di Rovigo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
  • Francesca Scotti "La stagione delle case vuote" Festa del Racconto 20.09.2026 16นาที
    Francesca Scotti"La stagione delle case vuote"Hacca Edizioniwww.hacca.itFesta del Racconto, Carpiwww.festadelracconto.it3 ottobre 2026, ore 14:00Tutto il mondo del raccontoFrancesca Scotti in dialogo con Silvia NiedduIn occasione dell’uscita della sua ultima raccolta, "La stagione delle case vuote", incontriamo Francesca Scotti per esplorare insieme le sfide, le complessità e le straordinarie opportunità creative offerte dalla short story.Dopo il successo de Il tempo delle tartarughe (Hacca, 2022) – che ha conquistato la critica, è stato finalista al “Libro dell’anno” di Fahrenheit (Radio3) ed è appena stato tradotto e pubblicato in Giappone – Francesca Scotti torna con una nuova raccolta di racconti che conferma la sua voce unica, capace di fondere atmosfere quotidiane e perturbanti, realtà e dimensione visionaria. Le storie si muovono tra memoria, intimità e mistero, restituendo frammenti di vita che oscillano tra la delicatezza e l’inquietudine. In ogni racconto un dettaglio apparentemente minimo – un odore, un oggetto, un incontro casuale – spalanca squarci sull’invisibile e sulle zone d’ombra dell’esistenza.Francesca Scotti è nata a Milano nel 1981. Diplomata al Conservatorio e laureata in giurisprudenza, nel 2011 ha esordito con la raccolta di racconti Qualcosa di simile (Italic), selezione Scritture Giovani al Festivaletteratura, vincitrice del premio Fucini e finalista al premio Joyce Lussu. Ha pubblicato tra gli altri Il cuore inesperto (Elliot 2015), Ellissi (Bompiani 2017), Capacità vitale (Bompiani 2019). Collabora con Palazzo Marino in Musica e Mediterranean Ambassadors Music Experience. Suoi racconti e reportage sono stati pubblicati su diverse riviste italiane e straniere, tra le quali «La Lettura», «Nuovi Argomenti», «Granta», «RVM», «Quanto»,«Bezoar». Dal 2011 divide il suo tempo tra l’Italia e il Giappone.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
  • Chiara Borgaro "Gliacrobati" E&U 19.09.2026 14นาที
    Chiara Borgaro"Gliacrobati"E&U Il progetto espositivo nato dalla collaborazione con le berlinesi Galerie Kremers e Galerie ART CRU Berlin In esposizione opere di Kevin Coyne, Jude Griebel, Gregor Hiltner, Michael Koch, Juan Logan, Lucebert, Fabrizio Molinario, Nelson Pernisco, Pablo Picasso, Evelyne Postic, Christian Rösner, Antoni Tàpies, Horst Wäßle, Reiner ZittaÈ stato inaugurato a Gliacrobati (via Ornato 4, Torino), E&U, il progetto espositivo nato dalla collaborazione tra la galleria torinese e le berlinesi Galerie Kremers e Galerie ART CRU Berlin. Al vernissage erano presenti anche gli artisti Gregor Hiltner e Fabrizio Molinario. La mostra, che sarà visitabile fino all’1 novembre, è stata realizzata con il sostegno di Fondazione CRT e con il patrocinio di Regione Piemonte, Consiglio Regionale del Piemonte, Città metropolitana di Torino, Città di Torino e Circoscrizione 8. Che cosa viene considerato mainstream e cosa outsider? Chi lo decide e perchè? Il titolo E&U riprende la distinzione tedesca tra E-Musik e U-Musik, con cui si distingue tra musica “colta” e di “intrattenimento” e che, applicata alle arti visive, diventa il punto di partenza per riflettere sui criteri con cui il sistema dell’arte separa le opere mainstream da quelle outsider. Nata dall'incontro tra Galerie Kremers, che rappresenta artisti riconosciuti a livello internazionale, e Galerie ART CRU Berlin, l’unica galleria della capitale tedesca focalizzata sulle opere di persone con esperienza psichiatrica, disabilità intellettiva e artisti e artiste autodidatti, E&U gioca con i confini tra la cosiddetta arte colta e l’Outsider Art, tra formazione accademica ed espressione autodidatta. “Partecipare a questo progetto significa, per noi, prendere pienamente parte al più ampio processo attraverso cui il sistema dell’arte costruisce, attribuisce e legittima il valore”, dichiarano Chiara Borgaro e Greta Zambonin, presidente e vicepresidente de Gliacrobati: “L’esposizione invita il pubblico a considerare le categorie artistiche come strumenti interpretativi, e non come definizioni impermeabili e immutabili. E&U non intende dunque spingere il pubblico a chiedersi cosa appartenga all’una o all’altra categoria, quanto piuttosto a mettere in discussione le categorie stesse: le definizioni, ma soprattutto i processi, le convenzioni e le riflessioni che ne determinano la costruzione. Il progetto si concentra non tanto sui confini, quanto più sui meccanismi attraverso cui questi vengono tracciati, riconosciuti e continuamente ridefiniti. Perché ogni margine esiste solo in relazione a un centro, e ogni centro è destinato, nel tempo, a ridefinirsi. La collaborazione tra Gliacrobati, Galerie Kremers e Galerie ART CRU Berlin nasce in occasione della prima edizione del progetto, nel 2025, e si concretizza nella partecipazione dell’artista Fabrizio Molinario alla mostra berlinese. Come nelle precedenti edizioni, anche nel capitolo torinese le opere degli artisti rappresentati dalle diverse gallerie sono presentate indistintamente, senza che ne venga esplicitata la provenienza. L’intento è quello di disorientare lo sguardo, sottraendo all’osservatore le consuete coordinate attraverso cui attribuire all’opera un’origine e un valore, e di far emergere, al contrario, i punti di contatto tra ciò che viene comunemente ricondotto all’arte contemporanea istituzionale e ciò che appartiene invece al campo dell’Outsider Art. L’espressione “Outsider Art”, nata come ampliamento del concetto di “Art Brut” elaborato dall’artista francese Jean Dubuffet, e introdotta da Roger Cardinal negli anni Settanta, nel tempo ha progressivamente assunto significati sempre più ampi, fino a comprendere esperienze artistiche molto eterogenee. Più che designare un insieme definito di pratiche, oggi la nozione di Outsider Art continua a interrogare il rapporto tra centro e margine, tra inclusione...
  • Alberto Nerazzini "DIG Festival" 19.09.2026 21นาที
    Alberto Nerazzini"DIG Festival"https://dig-awards.org/it/DIG Festival è il festival internazionale del giornalismo investigativo, ideato e organizzato dall'associazione no profit DIG, attiva dal 2015 nel sostenere e promuovere l'inchiesta giornalistica in Italia e nel mondo. Ha sede a Modena, città che ospita ogni anno cinque giorni di proiezioni, talk, mostre e formazione dedicati a chi fa informazione scavando sotto la superficie dei fatti.L'edizione 2026, la dodicesima, si svolge dal 23 al 27 settembre e porta il titolo "Bella Ciao", scelto per richiamare il canto partigiano e per affrontare il tema della compressione del dibattito democratico e del rapporto sempre più teso tra giornalismo, potere politico e grandi piattaforme tecnologiche. Il programma attraversa i nodi più urgenti dell'attualità: i nuovi fascismi, i diritti politici, sociali e civili, la crisi climatica, la criminalità organizzata, la povertà, la guerra.Il festival propone oltre cento eventi in cinque giorni: trenta talk pubblici con ospiti italiani e internazionali, venticinque documentari finalisti dei DIG Awards nelle categorie video (breve, medio e lungo reportage/inchiesta), sei podcast finalisti negli Audio Awards, dodici workshop gratuiti della DIG Academy accreditati dall'Ordine dei Giornalisti, tre mostre esclusive e tre serate musicali nella Chiesa di San Carlo. A questo si affianca DIG at School, il progetto rivolto alle scuole superiori di Modena e Bologna, che quest'anno ha raccolto oltre 1.200 adesioni tra gli studenti.La giuria internazionale è presieduta dal regista croato Igor Bezinović, affermatosi con "Fiume o morte!" (2025), e comprende tra gli altri Manisha Ganguly (The Guardian), Hoda Osman (ARIJ), Axel Björklund (SVT), Gabi Manuli (IPI) e Brigitte Alfter (Arena for Journalism in Europe). Tra i riconoscimenti spicca il DIG Pitch "Matteo Scanni", fino a 15.000 euro destinati a documentari investigativi in sviluppo o produzione: un premio che porta il nome del cofondatore e primo presidente dell'associazione, scomparso nel 2022 a 51 anni. Tra gli ospiti di questa edizione figurano, tra gli altri, Francesca Albanese, Marco Travaglio, Eva Galperin, Anna Foa, Marco D'Eramo e Paola Caridi.Alberto Nerazzini è giornalista investigativo, documentarista, autore, podcaster e conduttore televisivo. È cofondatore e direttore di DIG, l'associazione e il festival internazionale dedicati al giornalismo d'inchiesta, alla cui guida è succeduto a Matteo Scanni. Ha iniziato il proprio percorso professionale nella radio e nella carta stampata, per poi approdare alla televisione, in particolare in RAI, dove ha lavorato come inviato e autore per programmi come Sciuscià, AnnoZero e Report. Nel biennio 2024-2025 ha condotto insieme a Corrado Formigli "100 minuti" su La7, programma di prima serata dedicato al documentario d'inchiesta. Il suo lavoro giornalistico si concentra su criminalità organizzata, reati finanziari e corruzione politica; ha fondato Dersu, casa di produzione specializzata in documentari, podcast e inchieste. Nel marzo 2026 ha firmato su Il Fatto Quotidiano un'inchiesta che ha portato alle dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
  • Roberto Abbiati "Una tazza di mare in tempesta" 19.09.2026 15นาที
    Roberto Abbiati"Una tazza di mare in tempesta"Scarabocchi Festival, Novarawww.scarabocchifestival.itFondazione Circolo dei Lettoriwww.circololettori.itUna tazza di mare in tempestaSabato 19 e Domenica 20 settembreNovara, Sala Arengo, Brolettoun viaggio in mare di Roberto Abbiati, in compagnia di Johannes Schlosser, musiche originali Fabio Besana, produzione Teatro de Gli Incamminati/ArmuniaMoby Dick prende vita in una performance per pochi spettatori, accolti nel buio di una stiva di legno allestita in sala. Piccoli oggetti, giochi di illusionismo e artigianato teatrale evocano il mare, i velieri, la balena bianca e il viaggio del capitano Achab, trasformando l’immaginario del romanzo in un racconto fatto di figure e suggestioni. Un modo per entrare, per qualche minuto, nel mondo creato da Melville.Torna a Novara, dal 18 al 20 settembre 2026, Scarabocchi. Il mio primo festival, la rassegna ideata da Fondazione Circolo dei lettori e Doppiozero dedicata a bambini e famiglie, che da nove edizioni intreccia letteratura, illustrazione, musica e teatro negli spazi del Complesso monumentale del Broletto. Il tema scelto per il 2026 è quello dei Mostri: creature reali e immaginarie lette come simboli dell'alterità, della paura e dell'immaginazione, attraverso incontri, laboratori, spettacoli e mostre pensati per un pubblico di tutte le età. Tra gli ospiti di questa edizione, lo psicoanalista Massimo Recalcati, la band Tre Allegri Ragazzi Morti, l'astronauta Paolo Nespoli, insieme a numerosi illustratori, autori di fumetti e artisti del teatro di figura.Nell'ambito del festival, alla Sala Arengo del Broletto, va in scena Una tazza di mare in tempesta di e con Roberto Abbiati, spettacolo ispirato al Moby Dick di Herman Melville. Lo spettatore entra letteralmente dentro la storia: la scena è una struttura di legno di circa 4x2,70 metri, alta 2,40, costruita come la stiva di una baleniera, dove il pubblico — non più di quindici spettatori alla volta, seduti sul pavimento o su sgabelli — viene accolto al buio e circondato su ogni parete da piccole scene che si animano con disegni, sculture e giochi di luce a lampadina. In poco più di venti minuti, preceduti da una breve introduzione, Abbiati fa rivivere in miniatura l'epica della caccia alla balena, restituendo "cose grandi" attraverso oggetti piccolissimi. Le musiche originali sono di Fabio Besana, la realizzazione è di Teatro de Gli Incamminati con il sostegno di Armunia. Lo spettacolo è in programma sabato 19 settembre (ore 12, 15, 16 e 17) e domenica 20 settembre (ore 11.30 e 12.30).Roberto AbbiatiNato a Seregno nel 1958, Roberto Abbiati debutta in scena a cinque anni e cresce nel teatro popolare e di figura italiano: è stato mimo al Teatro alla Scala ne Il diluvio di Stravinskij diretto da Peter Ustinov, ha fondato il Teatro d'Artificio con Bano Ferrari e Carlo Pastori, girando l'Italia con spettacoli di piazza, e ha lavorato in Repubblica Ceca con il regista e clown Bolek Polivka. Attore, disegnatore e scenografo, ha costruito una linea di lavoro personalissima che unisce teatro, disegno e piccola scultura, di cui Una tazza di mare in tempesta resta l'opera più conosciuta, portata in giro per festival e teatri italiani ed esteri da oltre quindici anni. Tra i suoi spettacoli anche Riccardo l'Infermo, Il viaggio di Girafe, Circo Kafka con Claudio Morganti e Giorni felici da Beckett. Al cinema ha lavorato con Carlo Mazzacurati (tra gli altri La giusta distanza e La sedia della felicità) e con Marco Paolini in Uomini e cani; ha firmato le illustrazioni per Un tentativo di balena di Matteo Codignola (Adelphi). Suona cornamusa, banjo e cucchiai.Diventa un supporter di questo podcast:...
  • Alessandro Fusacchia "Festival del Pensare Contemporaneo" 19.09.2026 18นาที
    Alessandro Fusacchia"Festival del Pensare Contemporaneo"www.pensarecontemporaneo.itTorna a Piacenza, dal 24 al 27 settembre 2026 (con un'anteprima il 23), la quarta edizione del Festival del Pensare Contemporaneo. Nato nel 2023 per iniziativa di Alessandro Fusacchia, promosso dal Comune di Piacenza e dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, il festival è cresciuto edizione dopo edizione fino a diventare uno degli appuntamenti italiani più seguiti dedicati al pensiero critico: oltre sessanta eventi distribuiti in tredici sedi della città, con la direzione filosofica di Andrea Colamedici e Maura Gancitano, per un programma gratuito e diffuso che porta a Piacenza filosofi, scrittrici, scienziati, giornalisti e artisti.Il tema di questa edizione è "Attraversiamo. Lasciare/Approdare": un invito a riflettere sugli attraversamenti che segnano il nostro tempo — fisici e simbolici, personali e collettivi, generazionali e geopolitici — nel passaggio continuo tra ciò che si lascia e ciò a cui si approda. Un tema che raccoglie l'idea di fondo con cui Fusacchia ha immaginato il festival fin dall'inizio: rispondere a quella che lui stesso chiama "una grande accelerazione", in cui tutto corre e si rischia di riuscire solo a rincorrere, creando invece uno spazio per fermarsi e leggere meglio quello che accade dentro di noi e intorno a noi. Tre le parole chiave che secondo il suo ideatore tengono insieme il progetto: curiosità, cura e custodia.Il Posto delle Parole ha incontrato Alessandro Fusacchia per parlare della nascita e della crescita del festival, del significato del tema di quest'anno e di cosa voglia dire, oggi, progettare un luogo di pensiero pubblico capace di tenere insieme rigore culturale e partecipazione larga. Un dialogo sul mestiere di chi immagina e cura, edizione dopo edizione, uno dei festival culturali più seguiti d'Italia.Alessandro Fusacchia (Rieti, 1978) è ideatore e curatore del Festival del Pensare Contemporaneo di Piacenza e della Pratolungo Unconference. Dottore di ricerca in Scienze politiche e sociali all'Istituto Universitario Europeo di Firenze, ha lavorato al Consiglio dell'Unione Europea a Bruxelles, è stato capo di gabinetto del Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini e consigliere diplomatico del Ministro degli Esteri Emma Bonino. Deputato della Repubblica dal 2018 al 2022, eletto con +Europa nella circoscrizione Estero-Europa, ha promosso in Parlamento gli intergruppi su intelligenza artificiale e orientamento scolastico. Oggi è vicepresidente per le relazioni esterne di Translated e fondatore di Plurals. Ha pubblicato anche tre romanzi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
  • Maria Antonietta Ferraloro "il Gattopardo, raccontato alle ragazze e ai ragazzi" 19.09.2026 21นาที
    Maria Antonietta Ferraloro"Il Gattopardo"Raccontato alle ragazze e ai ragazziGiuseppe Tomasi di LampedusaGallucci Editorewww.galluccieditore.comÈ difficile non appassionarsi alle vicende personali dei protagonisti del Gattopardo – i superbi principi di Salina e i loro antagonisti, gli scaltri popolani della famiglia Sedàra – che Giuseppe Tomasi di Lampedusa riesce abilmente a intrecciare con la caduta del Regno delle Due Sicilie e le ambiguità dell’epopea risorgimentale. Il libro ci consegna una storia, lunga poco meno di cinquant’anni, in cui riescono a convivere in perfetta armonia le parabole esistenziali dei singoli individui, i loro complessi legami relazionali e amorosi, i giochi di potere a cui danno vita, e le ragioni, decisamente crudeli, dei cambiamenti nella società siciliana.L’opera di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, nobile siciliano caduto in disgrazia, uscì senza clamore l’11 novembre 1958. Il suo destino, tuttavia, era un altro. Si impose ben presto come uno dei testi canonici della letteratura del Novecento e divenne uno dei libri più letti, tradotti e studiati al mondo. Per tutta la vita Giuseppe Tomasi di Lampedusa si è mostrato sensibile alla bellezza: inattesa, cercata. L’ha inseguita nelle varie forme d’arte che ha amato, quali musica, pittura, cinema, teatro, letteratura. Si è impegnato a cristallizzarne l’essenza nelle parole che ha scelto con cura, tutte le volte in cui ha scritto qualcosa, da una semplice lettera al capolavoro. L’ha interiorizzata nei suoi modi garbati, misurati, gentili che, pure nel tempo della miseria più assoluta, rimasero quelli di un gran signore. È possibile immaginare che si sia servito della bellezza come di un talismano per correggere le inquietudini della vita. Per sconfiggere la disarmonia dell’esistenza, i suoi momenti più intollerabili e duri. Di sicuro, non smise mai di accoglierla dentro di sé. Ecco perché non appena si prende in mano Il Gattopardo e lo si comincia a leggere, si prova una lieve vertigine.Maria Antonietta Ferrarolo è PhD in Storia della cultura, tutor coordinatrice presso l’Alta Scuola di Formazione insegnanti dell’Università di Catania, docente e saggista. Scrive per Focus Scuola e Treccani.it di intelligenza emotiva, neurodidattica e letteratura. Ha scritto diversi libri su Giuseppe Tomasi di Lampedusa, a cui dedica i suoi studi dal 2018. Con le sue ricerche ha ricostruito un periodo sconosciuto ma rilevante della biografia umana e letteraria del principe scrittore e ha riconsegnato il borgo di Ficarra alla mappa narrativa gattopardiana. È consulente per la cultura di Enti pubblici e privati.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
  • Anna Kauber "L'orto come terzo paesaggio" Terra Madre, Salone del Gusto 18.09.2026 14นาที
    Anna Kauber"L'orto come terzo paesaggio"Terra Madre / Salone del Gustowww.terramadresalonedelgusto.comVenerdì 25 settembre 2026, ore 12:30L’orto come terzo paesaggio, con Anna Kauber, Roberta Mazzanti e Rita Tieppo.Slow Food ha seminato il mondo: lo ha fatto attraverso gli orti scolastici e di comunità, ridisegnando il paesaggio dei territori e ricostruendo un legame tra le persone e la terra. Ne parliamo con una regista e attivista, accompagnata da una scrittrice e da un’insegnante che ha fatto dell’orto un’aula scolastica.Nell’ambito dell’incontro, avverrà la proiezione corto di Geena Gasser, Menzione speciale Slow Food al Festival Cinemambiente 2026.Anna Kauber, Regista e documentarista, autrice del film In questo mondo, dedicato alle donne pastore in Italia. Il suo lavoro esplora il rapporto tra genere, natura e mestieri della terra. Ha pubblicato Colture in cammino. Esperienze di neoruralità urbana con fotografie di Ilaria Camorali, edizioni MUP – Monte Università Parma 2026,Roberta Mazzanti, Studiosa e critica letteraria fiorentina, attiva nel movimento femminista, legata a riviste e realtà culturali come Leggendaria. Insieme a Rosi Braidotti e Serena Sapegno ha pubblicato Baby Boomers. Vite parallele dagli anni Cinquanta a oggi, Giunti 2023.Rita Tieppo, Docente presso l’istituto comprensivo di Moncalieri, tra le più importanti protagoniste del progetto degli Orti in Condotta Slow Food, scelta tra le 10 donne che salvano la Terra in un progetto di Slow Food e Regione Piemonte.Questo appuntamento è prenotabile online sul sito cliccando sul pulsante “registrati”. Anche qualora non foste riusciti a prenotarvi perché l’appuntamento può risultare esaurito, vi consigliamo di presentarvi 10 minuti prima dell’inizio dell’evento presso la sala. L’organizzazione si riserva di riassegnare il posto in caso di assenza entro 5 minuti dall’inizio. Qualora prenotiate, ma vi risulti impossibile partecipare, vi chiediamo gentilmente di disdire la prenotazione scrivendo a [email protected]://2026.terramadresalonedelgusto.com/evento/lorto-come-terzo-paesaggio/Anna Kauber"Colture in cammino. Esperienze di neoruralità urbana" MUP – Monte Università Parma, 2026Il volume raccoglie l'indagine più recente di Kauber sulla neoruralità urbana: pratiche ed esperienze che portano dentro le città — negli orti scolastici e comunitari, negli spazi di margine — un rapporto con la terra che la campagna, per molti, ha smesso di offrire. È il testo che la porta a Torino per "L'orto come terzo paesaggio", dove dialoga con Roberta Mazzanti e Rita Tieppo a partire proprio dall'idea di spazio intermedio, né pienamente urbano né pienamente rurale.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
  • Tolja Djokovic "Scarabocchi Festival" 18.09.2026 11นาที
    Tolja Diokovic"Scarabocchi Festival"www.scarabocchifestival.itFondazione Circolo dei Lettoriwww.circololettori.itScarabocchi. Il mio primo festival torna a Novara dal 18 al 20 settembre 2026, ambientato come sempre nella cornice del Complesso Monumentale del Broletto. Tre giorni di laboratori, incontri, spettacoli e performance dedicati al disegno e alla creatività dei più piccoli, ma capaci di parlare anche agli adulti che li accompagnano. Il tema di questa edizione sono i Mostri: creature che spaventano e insieme affascinano, specchio delle paure e dell'immaginazione di grandi e bambini. Il festival si apre venerdì 18 con la lectio di Massimo Recalcati sul mostruoso e prosegue nel weekend con ospiti come Guido Scarabottolo, Vanna Vinci, Sergio Ruzzier, Davide Toffolo e Paolo Nespoli, tra disegno dal vivo, laboratori e narrazioni.Domenica 20 settembre, alle 11.30, il Broletto ospita AAA: Amanti di mostri cercasi, un laboratorio partecipativo condotto da Tolja Djokovic, che invita giovani esploratrici ed esploratori a raccogliere indizi, disegni e avvistamenti per costruire insieme un originale catalogo di creature fantastiche.Tolja Djokovic è autrice, regista e attrice teatrale, cresciuta a Roma e oggi attiva a Milano, dove dirige la compagnia tostacarusa da lei fondata nel 2019. Lavora in teatro dal 2009; tra i suoi lavori Per la città dolente (2021, con Roberto Latini), En Abyme (2022, Biennale di Venezia, regia di Fabiana Iacozzilli) e Lucia camminava, con cui nel 2023 ha vinto il 57° Premio Riccione per il Teatro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
  • Nicola Armaroli "L'energia del futuro" Bergamo Scienza 17.09.2026 22นาที
    Nicola Armaroli"L'energia del futuro"Bergamo ScienzaBergamo ScienzaDomenica 10 ottobre 2026"L'energia del futuro"Con Nicola Armaroli e Telmo Pievaniwww.bergamoscienza.itNicola Armaroli"Emergenza energia. Non abbiamo più tempo"Edizioni Dedalowww.edizionidedalo.itL'umanità è a un passo dalla più grande crisi della sua storia: la crisi energia-clima. Per preservare la biosfera e la stessa continuazione della civiltà moderna, la transizione energetica è diventata ormai una necessità inderogabile. Non sarà una passeggiata, ma possiamo farcela, se iniziamo a correre. Ora. La crisi energetico-ambientale è l'emergenza delle emergenze: se non la risolviamo in fretta, soccomberemo. Questa crisi non sarà momentanea come una pandemia, sarà la crisi finale di una civiltà che si definisce moderna, ma che si ostina a basarsi su un motore vecchio, inefficiente e dannoso per tutti. Sì, perché l'energia è il motore di tutto, è quella cosa senza la quale non possiamo fare nulla. Tutti noi consumiamo continuamente energia, 24 ore su 24, 365 giorni l'anno, anche quando non ce ne accorgiamo. La scienza ha già dimostrato che la crisi climatico-ambientale è causata da due fattori: un sistema energetico decotto da cambiare con urgenza e un sistema economico basato sul falso presupposto che la Terra sia un deposito inesauribile di risorse e una discarica di rifiuti senza limiti. La valanga dell'emergenza energia rischia di travolgere in modo irreversibile la nostra vita. Il tempo è scaduto: prendiamone atto e mettiamoci a correre lungo la strada di una lunga e difficile transizione.Nicola Armaroli è dirigente di ricerca del CNR, socio dell’Accademia Nazionale delle Scienze e direttore di Sapere, rivista di scienza fondata nel 1935. Allievo di Vincenzo Balzani, ha collaborato con il premio Nobel per la chimica Jean-Pierre Sauvage nel campo delle macchine molecolari. Si occupa di conversione dell’energia solare e studia la transizione energetica nella sua complessità scientifica, tecnologica, economica e sociale. Ha pubblicato oltre 250 articoli scientifici e 12 libri, tenendo conferenze in tutto il mondo. Svolge attività di consulenza per agenzie e società internazionali nei settori dell’energia e delle risorse. Tra gli scienziati italiani più citati, ha ricevuto premi e riconoscimenti in Italia e all’estero. Contribuisce regolarmente al dibattito sull’energia attraverso stampa, radio, televisione e canali digitali.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
  • Gennaro Romagnoli "Magnetico come un cervo, seducente come un pavone" 17.09.2026 18นาที
    Gennaro Romagnoli"Magnetico come un cervo, seducente come un pavone"I 7 archetipi per una comunicazione efficaceMondadori Editorewww.mondadori.itTi è mai capitato di parlare con una persona che voleva sempre avere ragione? Oppure con una con la quale non si può mai essere seri? Oppure con chi cerca sempre di sedurti? Ecco, queste persone non fanno altro che comunicare attraverso archetipi relazionali che ci portiamo dentro da sempre. Noi esseri umani spesso ci dimentichiamo di essere degli animali; invece ogni giorno reiteriamo comportamenti molto simili a quelli dei nostri cugini primati o dei nostri animali domestici. Questo avviene perché, sebbene la società sia cambiata e la tecnologia avanzata, il nostro cervello e il nostro corpo sono ancora gli stessi di decine di migliaia di anni fa. Ciò che ci consentiva di creare legami, accudire la prole, difenderci dalle minacce, giocare e accoppiarci è ancora dentro di noi. Sono i 7 archetipi relazionali fondamentali: attaccamento (come entriamo in relazione con gli altri), accudimento (come rispondiamo alla richiesta di relazione da parte di un’altra persona), rango (come comunichiamo il nostro valore), sessualità (come attraiamo gli altri), cooperazione (come collaboriamo con gli altri), esplorazione (come regoliamo il nostro equilibrio emotivo) e gioco (come impariamo a socializzare). E in questo percorso pratico tra psicologia e neuroscienze, Gennaro Romagnoli, utilizza questi archetipi associandoli a rispettivi animali totem (il cucciolo, l’orso, il cervo, il pavone, il suricato, il polpo e la lontra) per spiegare come funzioniamo, perché ci comportiamo in un certo modo e, soprattutto, perché comunichiamo in una particolare maniera. Dobbiamo renderci conto, infatti, che viviamo in una rete relazionale complessa, che la maggior parte dei nostri problemi emotivi, lavorativi o personali derivano dall’incapacità di gestire tale rete e che, viceversa, anche i nostri più grandi successi e soddisfazioni dipendono da come ci rapportiamo con noi stessi, con gli altri e con il mondo che ci circonda.Gennaro Romagnoli è psicologo e psicoterapeuta, specializzato in ipnosi e meditazione. Nel 2008 ha fondato il blog Psinel, diventato poi il podcast di self-help più ascoltato in Italia, in cui aiuta la sua community a intraprendere un percorso di realizzazione personale basato sulla ricerca scientifica. Nel 2020 ha lanciato Clarity, la prima app italiana per imparare a meditare e a gestire meglio le emozioni e i pensieri. Per Mondadori, nel 2020, ha pubblicato Facci caso e, nel 2023, Restare in piedi tra le onde.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
  • Giovanna Durì "Scarabocchi Festival" 17.09.2026 13นาที
    Giovanna Durì"Scarabocchi"www.scarabocchifestival.itFondazione Circolo Lettoriwww.circololettori.itScarabocchi. Il mio primo festival torna con MOSTRI, la 9. edizione del festival a cura di Fondazione Circolo dei lettori e Doppiozero, che fa del gesto creativo il punto di partenza per esplorare il pensiero e l’immaginazione. Da venerdì 18 a domenica 20 settembre, Novara accoglie un programma di incontri, laboratori e spettacoli dedicato ai mostri: creature che abitano i miti, le fiabe e l’immaginazione, ma anche una parola che usiamo ogni giorno per indicare ciò che è straordinario, fuori misura o capace di suscitare insieme stupore, timore e meraviglia. Essere familiare e insieme estraneo, il mostro ci attrae proprio perché mette in discussione i confini dell’ordinario.L’inaugurazione è in programma per la sera di venerdì 18 settembre al Complesso Monumentale del Broletto (h 18), con una lezione dedicata al mostruoso e al perturbante, tenuta dallo psicoanalista e saggista Massimo Recalcati. Si prosegue con il concerto di Tre Allegri Ragazzi Morti (h 21), un viaggio attraverso il repertorio della band e il suo inconfondibile immaginario disegnato.Per tre giorni Scarabocchi intreccia arte, gioco e immaginazione in un’esperienza condivisa di scoperta e creatività, animando Novara con attività, incontri e performance dedicate a bambini e adulti. Tra gli ospiti di questa edizione anche l’artista Vanna Vinci, il fumettista e scrittore Jerry Kramsky, l’autrice, regista e attrice teatrale Tolja Djokovic, l’artista Roberto Abbiati, le illustratrici Giovanna Durì, Serena Mabilia, molte e molti altri disegnatori, pensatori, scarabocchiatori.Giovanna Durì inizia la sua attività come grafica editoriale nel 1979, per poi dedicarsi con continuità al disegno e all'illustrazione. Ha curato cataloghi e mostre per alcuni dei nomi più significativi dell'illustrazione italiana contemporanea tra gli altri Lorenzo Mattotti, Gabriella Giandelli, Gianluigi Toccafondo, Guido Scarabottolo, Franco Matticchio e José Muñoz e collabora con case editrici italiane e internazionali. Dal 2012 espone e pubblica anche i propri disegni. Scrive per doppiozero, dove firma testi che intrecciano disegno, osservazione quotidiana e memoria.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

ยอดนิยมใน

พอดแคสต์นี้ปรากฏในชาร์ตพอดแคสต์ของประเทศเหล่านี้ด้วย