History Telling
Il Sole 24 Ore
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Questo podcast racconta la storia di Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, dal suo inizio come giovane medico nel 1883 fino a diventare un'icona pop. Attraverso gli episodi, esplora come Freud scoprì l'inconscio e rivoluzionò la cultura occidentale, la pratica medica e il rapporto con la fede. La quinta stagione, intitolata 'Sigmund Freud. La scoperta dell’inconscio', è scritta da Paolo Colombo con Paolo Gomarasca e prodotta da Il Sole 24 Ore.
Bölümler
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Freud. La scoperta dell’inconscio | Trailer 05.05.2026 2dkChiunque, prima o poi, ha incontrato nella propria vita Freud e le sue idee. E ha imparato, grazie ai suoi insegnamenti, che non siamo mai pienamente padroni di noi stessi e che il nostro passato in realtà non passa mai, ma vive in ogni giorno presente, modellando il nostro futuro. Cura editoriale: Andrea FranceschiRegistrazione e sound design: Daniele VaschiDesign director: Laura CattaneoMarketing: Arianna FainaProducer: Monica De BenedictisResponsabile produzione: Guido ScottiCoordinamento editoriale: Alessandra Scaglioni e Daniele BellasioPuoi ascoltare “Freud, La scoperta dell’inconscio” sul sito de Il Sole 24 Ore, su 24orepodcast.com e su tutte le principali piattaforme di streaming
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07. Un sogno così | Volare: storia epica di una piccola, grande rivoluzione 28.04.2026 19dkSanremo, 1958. Un Festival “della canzone” ingessato da regole non scritte, gesti misurati, voci grandi ma costrette in schemi stretti stretti. Poi arriva uno sconosciuto. Domenico Modugno sale sul palco e, con un semplice gesto, cambia tutto: apre le braccia, mette il corpo nella canzone, accende il pubblico. Intorno, la tradizione impeccabile di Nilla Pizzi e Claudio Villa si incrina sotto la sorprendente pressione di un’Italia pronta, forse senza neppure saperlo, a volare. Fazzoletti che ruotano nell’aria, spettatori che scattano in piedi, un’energia mai vista. “Nel blu dipinto di blu” non sarà solo un successo: è l’inizio di una rivoluzione culturale, la nascita di un sogno collettivo. Un sogno così.
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06. Un sogno così | La Tv dei ragazzi, Tribuna Politica e Radio Sardegna: storie di grandi cose realizzate con piccoli mezzi 21.04.2026 19dkIl 2 gennaio 1958 nella casa di Carlo e Liliana, protagonisti della nostra storia, arriva un oggetto destinato a cambiare tutto: un televisore. Da quell’attesa davanti al monoscopio nasce un racconto che intreccia famiglia, democrazia, cultura e futuro. È la storia di Jader Jacobelli, visionario della Rai che credeva in una TV capace di educare senza divorare il tempo libero, e di Radio Sardegna, che annunciò per prima la fine della guerra e diede spazio a giovani musicisti destinati a fare la storia. Un viaggio affascinante alle origini dei media italiani, quando comunicare significava costruire un Paese.
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05. Un sogno così | L’inondazione del polesine e la miniera di Marcinelle: due storie da non dimenticare 14.04.2026 26dkNell’estate torrida del 1956, la vita quotidiana di Carlo si intreccia con una delle pagine più dure della storia italiana. Dallo sfollamento della guerra alle migrazioni forzate del Dopoguerra, questo podcast attraversa le campagne allagate del Polesine e le città affamate di quell’Italia. È la storia di uomini e donne spinti lontano da casa, fino alle miniere del Belgio, dove il lavoro diventa condanna. La tragedia di Marcinelle: 262 morti, 136 italiani. Un viaggio potente tra memoria, dignità e libertà negate, che ancora oggi ci riguarda.
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04. Un sogno così | L’autostrada del sole e Giovannino Guareschi: una rivista val più di un manuale di Storia 07.04.2026 24dkBasta una fotografia su “Epoca”, nel 1955, per additare la grande storia che si sta svolgendo: Carlo guarda un servizio sulla nuova Fiat 600 e osserva nascere l’Italia moderna. L’auto simbolo del boom, le autostrade, le vacanze, le rate mensili: il futuro che avanza travolgente. Ma accanto al sogno corre l’ombra del dubbio, incarnata dalla foto di Guareschi in carcere, punito per la sua satira dal potere che non ammette dissenso. Tra progresso, consumo e coscienza morale, Carlo intuisce la trappola: vivere sopra le proprie possibilità. Forse la 600 arriverà, sì, ma solo quando potrà davvero permettersela. Senza rate. Senza illusioni.
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03. Un sogno così | La nascita della RAI e Carosello: una storia (poco raccontata) di lungimiranza 31.03.2026 19dkIl 3 gennaio 1954 la voce suadente dell’annunciatrice Fulvia Colombo avvia la storia della TV italiana e, con essa, una nuova era. Carlo, il giovane protagonista del romanzo, all’inizio della propria vita di commerciante, non può permettersi televisore, come la quasi totalità degli italiani. Ma il fascino del piccolo schermo cresce rapidamente. Si fa sempre più impellente organizzare la pubblicità, arma potentissima e invasiva. In Italia se ne intuisce però la pericolosità e si sceglie, una volta tanto, di non copiare gli americani. Viene inventato Carosello: pochi minuti, regole ferree, tanta creatività. Molti lo racconteranno poi come il momento in cui il Paese iniziò a drogarsi di consumismo, ma è anche vero che fu una intuizione originale e brillante, capace di unire spettacolo, ironia e promozione, lasciando un’impronta profonda nell’immaginario collettivo e nel modo di raccontare l’Italia a sé stessa.
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02. Un sogno così | La legge truffa (e una bella storia di democrazia) 24.03.2026 22dkNel 1953 la Democrazia Cristiana riesce far passare, nonostante forti opposizioni, una nuova legge elettorale maggioritaria che, nei progetti, potrebbe darle molto a lungo una maggioranza salda in parlamento e che viene presto definita “legge truffa” da chi vi avverte uno spiacevole retrogusto di Fascismo. Pietro Calamandrei, contrario, esce dalla alleanza democristiana e, per opporsi, fonda con altri un nuovo, piccolo, partito: Unione popolare. Sarà la battaglia di Davide contro Golia. Carlo, il protagonista del romanzo, quando va votare per la prima volta, poco più che ventenne, e si trova nel bel mezzo di quella memorabile battaglia.
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01. Un sogno così | La rinascita del Teatro alla Scala 24.03.2026 15dkMilano, 1946. La guerra è finita da poco, le ferite sono ancora aperte, ma il Teatro alla Scala risorge dalle macerie. Questo episodio ci porta dentro una sera irripetibile: l’11 maggio, quando i milanesi si radunano per ascoltare l’Opera che torna a risuonare, risvegliando la vita. Liliana, diciotto anni, protagonista della nostra storia, assapora una Milano povera ma ostinata, che si riconosce di nuovo nella sua “gente”. Toscanini dirige, Verdi e Puccini si diffondono nelle piazze e nelle vie del centro. Non è solo un concerto: è un gesto di riscatto, un inno collettivo, il momento esatto in cui, dopo tanto dolore e tanta sofferenza, si ricomincia a cantare.
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06. Mandela. Il primo attacco all’apartheid | Mi chiameranno libertà, come una bandiera sventolante 18.03.2025 19dkCol passare del tempo, Nelson Mandela comincerà a convincersi che bisogna radicalizzare la lotta e che non ci siano alternative alla resistenza armata. Dirà che “a un certo punto, si può solo rispondere al fuoco col fuoco”. Ma non sarà questa la sua ultima idea, né tantomeno quella vincente: si può combattere per la libertà in tanti modi, e quello praticato sul campetto di calcio dove nel 1955 era stata approvata la Freedom Charter si mostrerà più potente di tanti altri.
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05. Mandela. Il primo attacco all’apartheid | L’architettura dell’apartheid 11.03.2025 24dkI lavori del Congresso anti-apartheid avventurosamente sono stati infine portati a termine, ma la polizia inizia un laborioso processo di raccolta di nominativi e dati anagrafici di tutti i presenti che sono costretti a lunghe file davanti due tavoli. Uno per i delegati neri, l’altro per i bianchi, giusto per rimarcare una ennesima volta come stanno le cose. Ma tutti, pazienti e determinati, continuano incessantemente a intonare canti di libertà. Ed è ormai notte quando le operazioni finalmente si concludono e il polveroso campo di calcio di Kliptown torna vuoto e silenzioso. Stelle a frotte, nel cielo. Come solo là, ai confini della terra, in Sudafrica.
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04. Mandela. Il primo attacco all’apartheid | Le porte della cultura saranno aperte 04.03.2025 24dkQuando Mandela verrà rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Robben Island, lui e i suoi compagni di prigionia non smetteranno comunque mai di esortarsi reciprocamente ad alimentare la propria cultura e a continuare ad apprendere: organizzeranno lezioni segrete su ogni genere di argomento possibile, ininterrottamente. Tra loro la chiameranno “Università di Robben Island”, quel posto orrendo. La Freedom Charter, d’altra parte, l’aveva detto chiaro e tondo che la cultura è la strada maestra verso la libertà.
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03. Mandela. Il primo attacco all’apartheid | Perché il mondo sappia 25.02.2025 21dkÈ la mattina di domenica 26 giugno 1955, la vera e propria giornata della Freedom Charter: bisogna leggere e adottare i suoi dieci capitoli. A Kliptown si fa la cosa più naturale, nella forma più antica, nel significato più profondo della messa in gioco della responsabilità personale. I delegati leggono… e poi votano per alzata di mano. Non potrebbero fare diversamente perché non hanno nessun altro mezzo per votare. L’apartheid limita ogni possibilità di azione e rende difficili anche le cose più semplici.
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02. Mandela. Il primo attacco all’apartheid | Una montagna di richieste 18.02.2025 24dk25 e 26 giugno 1955. Campo da calcio di Kliptown, il più antico distretto residenziale di Soweto: il totale dei presenti si aggirerà tra le 5.000 e le 7.000 persone. Ad ogni delegato viene consegnata una copia della bozza della Carta della libertà che bisogna approvare. Striscioni e cartelli con slogan dappertutto. Nelson Mandela, che un bando del governo ha costretto ad espellere dall’organizzazione è comunque lì. Cammuffato, ma presente. Non si perderebbe l’evento per niente al mondo.
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01.Mandela. Il primo attacco all’apartheid | Una storia pazzesca 11.02.2025 26dkQuando Nelson Mandela nasce, il suo nome indigeno è Rolihlahla, che significa “colui che porta guai”, e, insomma, vorrà dire qualcosa. In ogni caso si adatta bene alla nomea che si farà già da ragazzino come spirito competitivo e orgoglioso. Fatto sta che quando ha sotto gli occhi la bozza del primo articolo della Freedom Charter, la Carta delle libertà che si vuole approvare nel giugno 1955, capisce che, per le mani, ha qualcosa di grosso
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09. Elizabeth. La donna del secolo | Farewell, Your Majesty 25.11.2024 33dk(2006-2022) - Crisi finanziaria del 2008-2009, referendum in Scozia e Brexit, epidemia di Covid… Anche gli ultimi anni di regno sono irti di ostacoli per la Monarchia. Non che vada meglio all’interno della famiglia reale; se da un lato l’operazione di riabilitazione dell’erede al trono si è compiuta con il matrimonio nel 2005 con l’amante di un tempo, Camilla Parker-Bowles, dall’altro nuovi guai e nuovi scandali provengono dalle scelte e dai comportamenti del nipote Harry e dal terzogenito di Elizabeth, il principe Andrea. In tutto questo, c’è lei, Elizabeth che festeggia due Giubilei, quello di Diamante nel 2012 e quello di Platino nel 2022, sempre al servizio del suo paese fino all’ultimo giorno della sua vita: letteralmente.
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08. Elizabeth. La donna del secolo | La nonna 18.11.2024 29dk(1996-2006) - Il secolo che si chiude vede comparire nuovi idoli all’orizzonte: David Beckham e le Spice Girls fanno impazzire mezzo mondo ma anche a Downing Street, il nuovo giovane e dinamico Primo Ministro labourista Tony Blair non scherza. In questa atmosfera da Cool Britannia, però, la Monarchia affronta una delle crisi istituzionali più gravi dall’inizio del regno di Elizabeth: la tragica e imprevista morte della principessa del Galles, lady Diana, e, tra le mille insinuazioni che ne seguiranno, il conseguente crollo della popolarità della Corona. Lo shock per Elizabeth e nella famiglia reale è pesantissimo, come assillanti sono gli interrogativi che sorgono. Come reagire di fronte all’ondata di partecipazione collettiva al lutto che colpisce il paese? Come accordarsi al sentire popolare? È l’algida Regina che si deve mostrare ai sudditi affranti o la nonna sgomenta? Sono necessari cambiamenti importanti per restare, come sempre, al passo con i tempi
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07. Elizabeth. La donna del secolo | La madre 11.11.2024 31dk(1986-1996) - Tra la fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90, la Monarchia tocca probabilmente il punto più basso nella popolarità a causa dei ripetuti scandali che coinvolgono la famiglia reale. I figli di Elizabeth, in particolare, non fanno mancare la materia prima ai tabloid: chi si separa, chi divorzia, chi tradisce. Mentre l’era Thatcher si chiude e si apre quella del premier Major, nel moltiplicarsi di indiscrezioni giornalistiche e di trasmissioni televisive che aprono crepe nella secolare riservatezza regale, Elizabeth assiste con sgomento allo sgretolarsi di quell’immagine di rispettabilità e di quei valori morali che, forse tenace, forse miope, difende da sempre come fondamentali.
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06. Elizabeth. La donna del secolo | L’icona 04.11.2024 32dk(1976-1986) - Elizabeth è molto più a proprio agio nel celebrare il 25° anniversario di regno che non il Mondiale di calcio vinto qualche anno prima. È tempo di festeggiamenti maestosi ma anche di plateali proteste, e il Silver Jubilee segna il passaggio a un decennio di forti tensioni sociali che l’irriverenza punk dei Sex Pistols fotografa chiaramente. Mentre la nuova leader conservatrice, Margaret Thatcher, non guarda in faccia a nessuno e si guadagna l’appellativo di ‘Lady di ferro’, la Corona finisce così a far da parafulmine per il malessere e la violenza diffusi nella società. Quello è, così, anche tempo di attentati e di inquietanti intrusioni nella bolla impenetrabile che aveva sempre avvolto Elizabeth: rischi ormai frequenti, come mostrano altri atti di violenza diretti a importanti personaggi - quali Papa Giovanni Paolo II o, ancor più tragicamente, John Lennon - per le icone di quegli anni: ed Elizabeth lo è, nel bene e nel male. Ci pensa Andy Warhol a sancirlo, con un ritratto che diverrà un punto di riferimento imprescindibile della Pop Art.
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05. Elizabeth. La donna del secolo | La giocatrice 28.10.2024 32dk(1966-1976) - Tra gli anni ’60 e gli anni ’70 i cambiamenti della società britannica investono anche la relazione tra sudditi e Monarchia: è finita l’era della deferenza rispettosa e dell’entusiasmo che era seguito alla Coronation. Ad accendere gli animi degli inglesi ora sono i Campionati Mondiali di calcio: e saranno un evento davvero mitico, oltremanica! L’unica, memorabile, vittoria inglese. Oggi nessun Capo di Stato si perderebbe un’occasione tanto eccezionale per dare una lucidata alla propria immagine: ma Elizabeth conserva il suo aplomb. Presenzia, dove deve e ritiene opportuno: ma senza uscire mai dai confini della propria imperturbabilità. Quello è il suo modo di giocare.
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04. Elizabeth, la donna del secolo | La sorella 21.10.2024 29dk(1956-1966) - Elizabeth sale al trono in un momento per nulla semplice: a complicate situazioni politiche internazionali (la crisi del Canale di Suez, prima fra tutte) fanno da contraltare altrettanto spinose questioni interne al Palazzo: la sorella Margaret si è imbarcata in una relazione con Peter Townsend, un ex militare, quasi quarantenne, separato con due figli: ancora una volta, una storia d’amore costituzionalmente complicata, se non proibita! Le critiche, in patria, si sprecano. All’estero, invece, Elizabeth è guardata con ammirazione, soprattutto da chi avverte ancora il fascino di una figura regale, per di più femminile. È il caso della regina del sex appeal, Marilyn Monroe, che desidera quasi più di ogni altra cosa conoscere Sua Maestà: l’incontro tra le due, finalmente realizzatosi, metterà a tu per tu il mito del potere e il mito della bellezza. E non finisce lì, perché – in quegli anni Sessanta che iniziano – Elizabeth si troverà di fronte anche il mito della musica del suo tempo: a Palazzo sono in arrivo quattro ragazzi di Liverpool, i Beatles.
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