Spazio 70
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Spazio70 è un progetto nato nel 2010, dedicato all'approfondimento degli anni Settanta in Italia e del periodo dal 1968 al 1984. Il canale propone contenuti su fatti, persone e vicende storiche e giudiziarie di interesse pubblico. È presente anche su diverse piattaforme social e sul sito Spazio70.com.
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[471] Via Fani. Il tragitto di Aldo Moro era davvero prevedibile? 08.10.2026 49dkIl 16 marzo 1978, intorno alle nove del mattino, un commando delle Brigate Rosse attacca in via Fani le auto di Aldo Moro e della sua scorta. In pochi istanti vengono uccisi Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Francesco Zizzi, Giulio Rivera e Raffaele Iozzino. Moro viene rapito. Inizia così una delle vicende più drammatiche, se non la più drammatica in assoluto, della recente storia repubblicana.La domanda «perché via Fani?» è una di quelle questioni rimaste ai margini del cosiddetto caso Moro, pur toccando un punto essenziale della vicenda. Per molti anni la risposta è sembrata semplice. Moro, si è detto, era un uomo abitudinario. Stessa messa, stesso orario, stesso tragitto. Una routine talmente prevedibile da consentire alle bierre di preparare l’agguato dopo lunghe settimane di osservazione.Ma le carte raccontano davvero una storia così lineare?Le deposizioni degli uomini della scorta (superstiti) sembrano confermare l’idea del percorso abituale: via del Forte Trionfale, via Trionfale, via Fani, via Stresa, via della Camilluccia, fino alla chiesa di Santa Chiara, in piazza dei Giochi Delfici. Un tracciato ripetuto, quasi automatico. Rocco Gentiluomo confermò più volte che il percorso seguito dal convoglio era «sempre lo stesso» arrivando a definire una simile modalità operativa «non sbagliata, ma sbagliatissima».Eppure altre testimonianze sembrano andare in una direzione diversa.Eleonora Moro sostenne che il marito non aveva orari fissi, soprattutto negli ultimi mesi, segnati dalla crisi politica. Bastava una telefonata per modificare il programma della giornata. E aggiunse un punto decisivo: Moro non faceva di solito la stessa strada. Il percorso, secondo lei, veniva deciso al momento, insieme al maresciallo Leonardi.Agnese Moro fu ancora più netta: via Fani non era un itinerario obbligato, bensì una delle strade possibili. Anzi, per scendere verso il centro di Roma, verso Montecitorio, non era affatto la soluzione più logica. Era stretta, disagevole e trafficata.Giovanni Moro ricordò che, già dall’inizio del 1977, il padre aveva cominciato a variare orari e percorsi. Secondo lui via Fani poteva essere stata scelta proprio all’interno di una logica di variazione, non certo di abitudine.A rendere il quadro ancora più problematico ci sono altri elementi: tra i tanti, il brogliaccio del Viminale sui movimenti della scorta mai ritrovato e la «bonifica» preventiva della zona che, secondo una testimonianza raccolta dalla Commissione Moro 2, proprio quel giorno non sarebbe stata effettuata.Nessuno di questi elementi, da solo, dimostra una regia occulta. Ma tutti insieme rendono più fragile una certezza ripetuta per decenni: che la scorta di Moro passasse sempre e comunque dalla stessa strada.La domanda, allora, resta aperta. Via Fani fu il risultato di una routine prevedibile? Oppure una scelta del momento?«Infinite volte mi sono chiesta come potevano essere le Brigate Rosse così sicure che quel giorno, a quell’ora, in quel punto, l’onorevole Moro sarebbe passato da via Fani». Si è mai data davvero risposta al quesito posto in più occasioni da Eleonora Moro di fronte a giudici e parlamentari chiamati a indagare sulla strage di via Fani, sul sequestro e l'assassinio del Presidente?Il nostro lavoro su via Fani: https://www.youtube.com/watch?v=Zrpavx7yJJY&t=470sIl nostro sito internet: https://www.spazio70.comIl nostro gruppo Telegram: -
[470] Gelli, Sindona, Calvi. Tra mediazione e ricatto 27.09.2026 19dkLicio Gelli tra Michele Sindona e Roberto Calvi: mediatore d’affari, uomo dei contatti politici, organizzatore di pressioni e, secondo le ricostruzioni parlamentari, partecipe della fase del ricatto. Un intreccio di finanza, P2, Banco Ambrosiano, dossier e relazioni riservate che accompagna il passaggio dal sistema Sindona all’ascesa di Calvi.Dalla relazione di minoranza presentata dall'onorevole Massimo Teodori alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla Loggia P2. Lettura di passi scelti.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support. -
[469] Sindona, Gelli e Andreotti. Il tentato salvataggio 24.09.2026 22dkDopo il crollo dell’impero finanziario di Michele Sindona, prende avvio una lunga battaglia per il suo salvataggio. Tra pressioni sulla Banca d’Italia, progetti di sistemazione, rapporti politici e interventi piduisti, il caso incrocia i nomi di Licio Gelli e Giulio Andreotti, mentre la rete di relazioni costruita da Sindona sembra sopravvivere al crack e intrecciarsi con l’ascesa della P2.Dalla relazione di minoranza presentata dall'onorevole Massimo Teodori alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla Loggia P2. Lettura di passi scelti.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support. -
[468] Rosa dei venti, Super Sid e P2. Una storia di apparati e segreti 21.09.2026 20dkRosa dei venti, Super Sid, piani d’emergenza, strutture parallele e collegamenti NATO: nell’Italia dei primi anni Settanta prende forma una rete in cui servizi, apparati militari, politica ed eversione finiscono per sovrapporsi. Sullo sfondo, la P2 di Licio Gelli come crocevia, punto di raccordo e talvolta centro di propulsione di uomini, informazioni e strategie.Dalla relazione di minoranza presentata dall'onorevole Massimo Teodori alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla Loggia P2. Lettura di passi scelti.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support. -
[467] Destabilizzare per stabilizzare. La P2 nel periodo 1970-1974 18.09.2026 17dkTra P2, SID, apparati militari ed eversione, gli anni 1970-1974 segnano una fase cruciale nella crescita del sistema gelliano. Dalla nomina di Vito Miceli ai rapporti con i servizi, fino alle ombre del golpe Borghese, l’episodio ricostruisce il ruolo della P2 come punto di raccordo tra potere istituzionale, reti riservate e strategie di destabilizzazione.Dalla relazione di minoranza presentata dall'onorevole Massimo Teodori alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla Loggia P2. Lettura di passi scelti.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support. -
[466] Da Cefis a Gelli. Un «passaggio» di consegne? 15.09.2026 19dkDalla parabola di Eugenio Cefis all’ascesa di Licio Gelli: due sistemi di potere diversi, ma con sorprendenti elementi di continuità. Servizi segreti, finanza, stampa, politica e reti parallele si intrecciano in un passaggio cruciale degli anni Settanta. Fu davvero un «passaggio» di consegne? Un viaggio dentro la trasformazione dei centri occulti che accompagnarono la crisi della Prima Repubblica.Dalla relazione di minoranza presentata dall'onorevole Massimo Teodori alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla Loggia P2. Lettura di passi scelti. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support. -
[465] Dalla «guerra» Miceli-Maletti alla riforma dei servizi segreti (1977) 12.09.2026 27dkDalla guerra interna al SID tra Vito Miceli e Gianadelio Maletti alla riforma dei servizi del 1977. Sullo sfondo, lo scontro politico tra Moro e Andreotti, i rapporti con il PCI e l’ascesa di uomini legati alla P2 ai vertici di SISMI e SISDE. Una storia di apparati, faide, coperture e continuità che mostra quanto fosse profondo il rapporto tra politica, intelligence e potere occulto.Dalla relazione di minoranza presentata dall'onorevole Massimo Teodori alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla Loggia P2. Lettura di passi scelti. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support. -
[464] Il giovane Gelli. I rapporti del futuro «Venerabile» con il PCI 09.09.2026 20dkLicio Gelli prima della P2: il passato fascista, il doppio gioco, i rapporti con il CLN e la collaborazione con esponenti comunisti nel dopoguerra. Un capitolo poco conosciuto della sua biografia, tra protezioni, servizi segreti, informative riservate e ambiguità mai del tutto chiarite. Una storia che riemerge negli anni Settanta e che diventa uno degli aspetti più controversi del caso Gelli.Dalla relazione di minoranza presentata dall'onorevole Massimo Teodori alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla Loggia P2. Lettura di passi scelti. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support. -
[463] «Non vedevo, non sapevo, non capivo». Lo scheletro piduista negli armadi dei partiti 06.09.2026 31dkQuanto sapeva davvero la politica italiana della P2 prima del marzo 1981? Andreotti, Craxi, Fanfani, Berlinguer, Spadolini, Forlani e gli altri leader dell’epoca dissero di aver visto poco, saputo poco, capito poco. Ma documenti, rapporti e testimonianze raccontano una storia più complessa: quella di una loggia profondamente intrecciata con partiti, servizi segreti, finanza ed editoria. Dalla relazione di minoranza presentata dall'onorevole Massimo Teodori alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla Loggia P2. Lettura di passi scelti. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support. -
[462] Il Corriere della Sera «piduistizzato». Una storia dimenticata 27.08.2026 34dkTra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, il Corriere della Sera finì al centro della rete di interessi della loggia P2. Una storia di potere, finanza e controllo dell’informazione, tra Rizzoli, Gelli, Ortolani e Calvi. La storia di un grande giornale «piduistizzato».Dalla relazione di minoranza presentata dall'onorevole Massimo Teodori alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla Loggia P2. Lettura di passi scelti. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support. -
[461] Caso Moro e P2. L’inefficienza dei servizi segreti nei 55 giorni 25.08.2026 21dkIl rapimento e l’uccisione di Aldo Moro rappresentano uno dei passaggi più drammatici e controversi della recente storia repubblicana. Durante i quasi due mesi del sequestro, quale fu il ruolo degli apparati dello Stato incaricati della ricerca del presidente della Democrazia cristiana?Dalla relazione di minoranza presentata dall'onorevole Massimo Teodori alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla Loggia P2. Lettura di passi scelti. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support. -
[460] I finanziamenti di Roberto Calvi a Pci e Psi 19.08.2026 22dkRoberto Calvi, il Banco Ambrosiano e i finanziamenti ai partiti politici italiani.Proponiamo la lettura di alcuni passi della relazione di minoranza prodotta dall'onorevole Massimo Teodori, già membro della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2.Al centro della documentazione i rapporti finanziari, riconducibili al Banco Ambrosiano e a Roberto Calvi, con il Partito socialista italiano (PSI) e il Partito comunista italiano (PCI).Di particolare interesse risulta il tema dei finanziamenti concessi al PCI: un capitolo poco ricordato della recente storia politica e finanziaria italiana, ricostruito attraverso quanto riportato nella relazione Teodori.L'episodio qui presentato, in formato podcast, propone passi scelti del documento mantenendo al centro la fonte e lasciando alle carte il racconto dei fatti.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support. -
[459] Il ministero della paranoia. Gianluca Falanga racconta la Stasi 15.08.2026 1sa 19dkIl 6 maggio 2026, presso Mondolibro – Libreria italiana a Berlino (Torstraße 159), Gianluca Falanga ha presentato la nuova edizione de «Il ministero della paranoia. Storia della Stasi». L'incontro è stato moderato da Maria Grazia Orlandini.Gianluca Falanga è consulente scientifico del Museo della Stasi. Tra le sue pubblicazioni: «Labirinto Stasi. Vite prigioniere negli archivi della Germania Est» (Feltrinelli, 2021)Maria Grazia Orlandini è formatrice e studiosa attiva a Berlino presso memoriali e musei dedicati alla storia della DDR. La sua ricerca e attività didattica si concentrano sulla costruzione e trasmissione della memoria storica nell'Europa contemporanea, con particolare attenzione all'elaborazione del passato della divisione tedesca e della dittatura socialista nella Germania orientale.Tra i temi toccati nell'incontro: 1) «La Stasi? Non mi sarebbe mai venuto in mente di occuparmi di Germania Est»; 2) «Sulla Stasi escono decine di libri all'anno»; 3) La paranoia non come elemento patologico, ma «fenomeno politico e costitutivo» del potere nella Germania orientale; 4) «La storia dei comunisti tedeschi? E' tra le più tragiche in Europa»; 5) L'Hotel Lux durante il terrore staliniano; 6) «Senza il potere si muore»; 7) Sulla «onnipresenza e onniscienza» della Stasi; 8) L'interesse per la «cibernetica»; 9) La raccolta delle informazioni «slegata dal sospetto»; 10) La figura di Werner Irmler; 11) «I contatti con la Stasi? Dipende dalla vita che facevi»; 12) «Conoscere serviva soprattutto per prevenire»; 13) «Anche i poliziotti venivano verificati periodicamente»; 14) «Le informazioni, anche solo di carattere commerciale, raccolte oggi? Sono di gran lunga più vaste di quelle raccolte dalla Stasi»; 15) «In Brandeburgo, circa tredicimila funzionari sono finiti nell'amministrazione pubblica e nella polizia»; 16) La figura di Matthias Warnig.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support. -
[458] Processo Pecorelli. La lite tra Gaspare Mutolo e l'avv. Franco Coppi (1997) 30.03.2026 1sa 1dkPerugia 1° Marzo 1997. Il teste Gaspare Mutolo risponde alle domande dell'avvocato Franco Coppi (difesa Andreotti). Momenti di tensione nel corso di un'udienza del processo Pecorelli.Il nostro sito internet: https://spazio70.com/Il nostro gruppo Telegram (molto importante): https://t.me/spazio_70Si ringrazia Radio Radicale per la condivisione del reperto. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support. -
[457] Processo Dell'Utri. Parla Vittorio Mangano (1998) 28.03.2026 56dkPalermo, 13 luglio 1998. Vittorio Mangano depone in qualità di teste nel corso di un'udienza del processo Dell'Utri.Il nostro sito internet: https://spazio70.com/Il nostro gruppo Telegram (molto importante): https://t.me/spazio_70Si ringrazia Radio Radicale per la condivisione del reperto. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support. -
[456] Processo Pecorelli. Parla Gaspare Mutolo: «Abbruciati? Era un personaggio molto importante» 26.03.2026 1sa 26dkPerugia 1° Marzo 1997. Il teste Gaspare Mutolo risponde alle domande del Pubblico ministero nel corso di un'udienza del processo Pecorelli.Il nostro sito internet: https://spazio70.com/Il nostro gruppo Telegram (molto importante): https://t.me/spazio_70Si ringrazia Radio Radicale per la condivisione del reperto. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support. -
[455] Brigate Rosse, appello Moro uno/bis. Parla la dissociata Norma Andriani 24.03.2026 50dkRoma, 11 dicembre 1984. Appello processo Moro uno/bis. Depone Norma Andriani.Il nostro sito internet: https://spazio70.com/Il nostro gruppo Telegram (molto importante): https://t.me/spazio_70Si ringrazia Radio Radicale per la condivisione del reperto.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support. -
[454] Processo Grazioli. Deposizione di Franco Catracchi (Spazzolino) 23.03.2026 19dkRoma martedì 20 giugno 1995. Franco Catracchi depone nel corso di un'udienza del processo GrazioliIl nostro sito internet: https://spazio70.com/Il nostro gruppo Telegram (molto importante): https://t.me/spazio_70Si ringrazia Radio Radicale per la condivisione del reperto. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support. -
[453] Processo alla Banda della Magliana. Confronto Tigani, D'Ortenzi, Mancini 22.03.2026 16dkRoma, 29 maggio 1996. Processo alla Banda della Magliana. Depongono Giovanni Tigani, detto Paperino, Alessandro D'ortenzi, detto Zanzarone e Antonio Mancini, detto Accattone.Il nostro sito internet: https://spazio70.com/Il nostro gruppo Telegram (molto importante): https://t.me/spazio_70Si ringrazia Radio Radicale per la condivisione del reperto. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support. -
[452] Enrico Nicoletti. Il «cassiere» della Banda della Magliana in aula (1998) 19.03.2026 39dkDiventa un supporter di questo podcast: clicca qui.➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca quiNapoli, 23 giugno 1998.In questa data, nel corso del processo noto come «Gava–Alfieri», viene ascoltato come testimone Enrico Nicoletti.Quello che state per ascoltare è, appunto, un documento processuale.Non una ricostruzione, non una narrazione a posteriori, ma una deposizione resa in aula, all’interno di un procedimento giudiziario, con le sue regole, i suoi tempi e il suo linguaggio.Per comprenderne il significato, è necessario soffermarsi, sia pure brevemente, sulla figura di Enrico Nicoletti.Nicoletti è stato indicato da più fonti come il cosiddetto «cassiere» della Banda della Magliana.Un ruolo che, al di là delle semplificazioni, rinvia a una funzione precisa: la gestione dei flussi finanziari.All’interno di una realtà criminale come quella romana degli anni 70-80, il controllo del denaro rappresenta un elemento centrale. Non solo per il sostentamento delle attività illecite, ma per la possibilità di stabilire relazioni, investire capitali, costruire collegamenti con ambienti economici e professionali.Figure come Nicoletti operano in una dimensione meno visibile rispetto a quella dei gruppi armati o degli esecutori materiali.Non sono, nella maggior parte dei casi, i protagonisti delle azioni violente.Ma sono coloro che rendono possibile la continuità e la stabilità dell’organizzazione.È attraverso la gestione delle risorse che un gruppo criminale può radicarsi, diversificare le proprie attività, e in alcuni casi interagire con ambiti esterni al mondo strettamente criminale.Per questo motivo, l’attenzione verso figure di questo tipo consente di cogliere un aspetto spesso trascurato nelle rappresentazioni più diffuse: la dimensione economica e relazionale dei fenomeni criminali.Una dimensione meno appariscente, ma decisiva.La deposizione che ascolterete si inserisce in un contesto processuale specifico, quello del procedimento Gava–Alfieri, e risponde alle domande poste in aula, secondo le modalità proprie di un’udienza.Non si tratta, quindi, di un racconto lineare, ma di un documento che va ascoltato tenendo conto della sua natura: frammentaria, talvolta tecnica, legata alle esigenze del dibattimento.È proprio in questa forma, però, che risiede il suo valore.Perché consente di avvicinarsi direttamente a una voce, a un linguaggio, a un modo di rappresentare fatti e relazioni che appartiene a un preciso momento storico.Si ringrazia Radio radicale per la condivisione del reperto. Buon ascolto da Spazio70.
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