Le Cronache di Roma Antica
Paolo Guercini
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Un podcast che esplora la storia dell'antica Roma, dai Consoli della Repubblica ai grandi Nemici di Roma, dai Tribuni della Plebe agli Imperatori. Ogni episodio offre approfondimenti tratti da collane disponibili su Amazon, raccontando le gesta dei Titani che hanno forgiato il destino dell'Urbe.
Episodet
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I CENACOLI DI ROMA ANTICA - Vol.3: I Poeti Nuovi e la rivolta dei Neòteroi 21.09.2026 29minCatullo, Licinio Calvo, Cinna e la rivoluzione alessandrina (65 avanti Cristo – 43 avanti Cristo)Negli anni tempestosi e convulsi che segnarono l'agonia della Repubblica romana, mentre i triumviri Cesare, Pompeo e Crasso si spartivano le legioni e le province del Mediterraneo e il sangue delle guerre civili tingeva il selciato del Foro, una giovane e sfolgorante generazione di aristocratici e provinciali colti scatenò la più radicale, scandalosa e duratura rivoluzione estetica dell'Occidente classico: la rivolta dei Poeti Nuovi, i celeberrimi Neòteroi. Bollati con disprezzo sarcastico dal conservatore Cicerone come effeminati cantores Euphorionis per il loro totale rifiuto dell'antica epica guerresca nazionale di Ennio, questi giovani intellettuali guidati dal magistero critico di Valerio Catone decisero di rompere per sempre con il dovere civico del patriziato, disertando la carriera delle magistrature e i tribunali per proclamare il primato assoluto dell'individuo, dell'amicizia fraterna e delle follie del cuore.Al vertice di questa costellazione di ribelli brillò l'astro immortale di Gaio Valerio Catullo. Giunto a Roma dalle sponde lombarde dell'Adige e dalla quiete fatata della villa di famiglia a Sirmione sul Lago di Garda, Catullo trapiantò nella lingua latina la grazia preziosa, l'ironia e la rigorosa brevità alessandrina di Callimaco, trasformando il proprio canzoniere in una confessione autobiografica a nudo priva di ipocrisie. Fu all'interno dei salotti più esclusivi dell'Urbe che si consumò la travolgente e devastante passione per Lesbia: la bellissima e spregiudicata nobildonna patrizia Clodia, sorella del temuto tribuno Clodio Pulcro e sposa del console Metello Celere. Attraverso il canto del passero domestico, l'estasi divina del Carme cinquantuno ispirato a Saffo e la tragica maturazione del distico immortale "Odi et amo", Catullo decostruì i cardini morali della società romana, trasferendo le categorie sacre del diritto pubblico e della lealtà tra alleati (foedus, fides) all'interno di un amore adultero e libero, fino a formulare la prima diagnosi moderna della lacerazione interiore dell'animo umano diviso tra l'attrazione carnale e la stima spirituale.Accanto a lui, il sodalizio neoterico unì personalità d'eccezione: il brillante avvocato e oratore Licinio Calvo, temibile campione dell'atticismo giudiziario capace di far tremare i pretori con arringhe chirurgiche e carmi composti nella complicità di notti insonni trascorse con Catullo; e Gaio Elvio Cinna, autore dell'epillio perduto della Smyrna, cesellato per ben nove anni di ostinato labor limae, destinato a un tragico martirio storico nelle giornate convulse successive alle Idi di Marzo del quarantaquattro avanti Cristo, linciato a morte nel Foro dalla folla inferocita che lo scambiò per il congiurato cesaricida. Ma la penna dei Neòteroi seppe farsi anche lama politica spietata: con dissacrante indipendenza, Catullo scagliò i suoi epigrammi giambici contro i signori della guerra, sbeffeggiando apertamente il potente prefetto dei genieri Mamurra e proclamando dinanzi allo stesso Giulio Cesare il proprio sovrano e beffardo disinteresse per il potere armato.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HKH7QLY9 -
I CENACOLI DI ROMA ANTICA - Vol.2: Il Circolo di Lutazio Catulo 21.09.2026 26minL'epigramma, l'oratoria e la vigilia delle Guerre Civili (102 avanti Cristo – 87 avanti Cristo)Tra la gloriosa vittoria campale sui Cimbri ai Campi Raudii nel centouno avanti Cristo e la tragica esplosione delle guerre civili mariano-sillane nell'ottantasette avanti Cristo, la società aristocratica di Roma visse una stagione irripetibile di sublime fioritura intellettuale, eleganza formale e fatale presagio: la stagione del Circolo di Lutazio Catulo. Figura monumentale del patriziato senatorio, console vittorioso accanto a Gaio Mario, oratore terso e uomo di cultura sconfinata, Quinto Lutazio Catulo seppe raccogliere attorno alla propria domus palatina e alle ville laziali il cenacolo più raffinato ed esclusivo dell'Urbe tardo-repubblicana, fungendo da ponte ideale tra l'antico umanesimo degli Scipioni e la travolgente rivoluzione poetica del I secolo avanti Cristo.Fu all'interno di questa cerchia aristocratica che nacque la poesia pre-neoterica e si affermò per la prima volta a Roma l'arte dell'epigramma erotico. Affrancandosi dall'obbligo civile della celebrazione epica e bellica dello Stato, Catulo e i poeti del suo sodalizio, tra cui Valerio Edituo e Porcio Licino, trasposero nella lingua latina la grazia alessandrina di Callimaco e dei maestri ellenistici: brevi e perfetti componimenti in distici elegiaci dedicati al tormento interiore della passione amorosa, all'elogio dell'attore Roscio e all'ebbrezza dell'otium colto, celebrati con ammirazione due secoli più tardi dalle pagine erudite delle Noctes Atticae di Aulo Gellio. Accanto alla lirica, il circolo fu il santuario della suprema oratoria senatoria: fu qui che militarono figure titaniche dell'eloquenza come Lucio Licinio Crasso e Marco Antonio, immortalati da Cicerone nel suo dialogo capolavoro De Oratore, ambientato nella villa di Tuscolo nel novantuno avanti Cristo, dove la teoria della perfetta sintesi tra sapienza filosofica greca e virtù repubblicana si scontrò con la pragmatica difesa del talento naturale e dei tribunali.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HKH83MW1 -
I CENACOLI DI ROMA ANTICA - Vol.1: Il Circolo degli Scipioni 21.09.2026 33minLa nascita dell'umanesimo romano, Polibio, Panezio e la commedia di Terenzio (168 avanti Cristo – 129 avanti Cristo)Nel secondo secolo avanti Cristo, all'indomani della trionfale battaglia di Pidna che abbatté per sempre la monarchia macedone e spalancò alle legioni romane le porte del Mediterraneo orientale, la città di Roma visse una delle più vertiginose e feconde metamorfosi intellettuali della storia universale: l'incontro fatale tra la severa virtù civica dei Quiriti e la superiore raffinatezza della civiltà ellenica. Fu all'interno della nobile casata dei Cornelii Scipioni, attorno alla statura morale e politica di Publio Cornelio Scipione Emiliano e del suo inseparabile amico Gaio Lelio Sapiente, che prese forma il primo e più leggendario cenacolo intellettuale dell'antichità classica: il Circolo degli Scipioni.Molto più di un semplice salotto letterario per patrizi colti, il cenacolo scipionico operò come un autentico laboratorio filosofico e politico in cui Roma definì la propria coscienza di potenza ecumenica e forgiò il concetto immortale di humanitas: l'ideale supremo che fondeva la disciplina militare dei padri (mos maiorum) con l'apertura alla cultura greca, la dignità morale della persona umana, l'empatia verso i vinti e la consapevolezza della precarietà del dominio terreno. Il cuore di questa fucina spirituale scaturì dalla straordinaria amicizia tra il giovane Scipione e lo statista acheo Polibio di Megalopoli, giunto a Roma tra i mille ostaggi greci deportati nel centosessantasette avanti Cristo: testimone oculare della distruzione di Cartagine e di Numanzia al fianco del console, Polibio elaborò nelle sue monumentali Storie la prima grande indagine scientifica sulle cause della conquista romana, celebrando la prodigiosa stabilità della costituzione mista dell'Urbe dove consoli, Senato e comizi popolari si bilanciavano in un perfetto equilibrio istituzionale.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HKH4BXV5 -
L'IMPERO DI ROMA - Vol.9: La Dinastia Severiana e la Cittadinanza Universale 20.09.2026 23minDalla guerra civile del 193 dopo Cristo e la monarchia militare di Settimio Severo alla Constitutio Antoniniana, i grandi giuristi e la caduta a Magonza (193 – 235 dopo Cristo)Dalle ceneri della guerra civile del centonovantatré dopo Cristo all'instaurazione della monarchia militare di Settimio Severo, dalla rivoluzione giuridica della Constitutio Antoniniana all'età dell'oro dei sommi giureconsulti Papiniano e Ulpiano, fino agli stravaganti culti solari di Eliogabalo e allo scontro frontale con la rinata potenza persiana dei Sasanidi: i quarantadue anni della Dinastia Severiana rappresentano l'epocale spartiacque in cui Roma supera definitivamente i confini della città-stato per trasformarsi in una comunità universale di cittadini, aprendo al contempo le porte alle tensioni che travolgeranno il terzo secolo. Il volume 9 della monumentale collana "L'Impero di Roma" inaugura la terza grande parte dell'opera dedicata alla crisi e alla trasformazione del mondo antico.Attraverso una magistrale comparazione tra le fonti storiche (Cassio Dione, Erodiano, la Historia Augusta) e gli straordinari documenti epigrafici e papiracei tra cui il celebre Papiro di Giessen 40 e i frammenti della Forma Urbis Marmorea, il saggio decostruisce l'ascesa del generale africano Settimio Severo: la liquidazione dei rivali a Lugdunum, la riforma dell'esercito con la concessione del matrimonio ai soldati, l'insediamento della Legio II Parthica ad Albano Laziale e la creazione della provincia di Mesopotamia dopo il sacco di Ctesifonte. L'opera esplora l'apogeo del pensiero giuridico classico fiorito all'interno della Prefettura del Pretorio grazie all'opera immortale di Papiniano, Ulpiano e Paolo, i cui scritti costituiranno l'architrave del futuro Digesto giustinianeoVuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HKF4F5KN -
L'IMPERO DI ROMA - Vol.8: L'Età Aurea, la Pandemia Antonina. Da Antonino Pio a Commodo 20.09.2026 21minDalla stabilità dell'apogeo e la giurisprudenza classica alla Peste Antonina, le guerre marcomanniche di Marco Aurelio e la degenerazione di Commodo (138 – 192 dopo Cristo)Dall'apogeo dorato della prosperità e della concordia universale sotto il governo saggio di Antonino Pio al baratro della prima grande pandemia globale e delle invasioni germaniche, fino al dramma interiore del principe-filosofo Marco Aurelio e alla rovinosa tirannide gladiatoria di Commodo: i cinquantaquattro anni compresi tra il centotrentotto e il centonovantadue dopo Cristo segnano il culmine insuperato e il contestuale inizio della crisi strutturale della civiltà romana. Il volume 8 della monumentale collana "L'Impero di Roma" chiude la gloriosa seconda parte dedicata agli Antonini, guidando il lettore attraverso la più profonda metamorfosi demografica, militare e spirituale del mondo antico.Attraverso una magistrale disamina delle fonti storiche (la Historia Augusta, Cassio Dione, le lettere di Frontone, i trattati medici di Galeno) e dei testi filosofici immortali come i Pensieri (Ta eis heauton) scritti da Marco Aurelio al fronte, il saggio ricostruisce la stagione della stabilità economica di Antonino Pio, la nascita delle Istituzioni di Gaio e la prima diarchia paritaria della storia romana con Lucio Vero. L'opera documenta con precisione epidemiologica e storiografica l'arrivo della devastante Peste Antonina del centosessantacinque dopo Cristo, che falcidiò un terzo della popolazione imperiale paralizzando l'erario, la leva militare e la produzione agricola.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HKF49S62 -
L'IMPERO DI ROMA - Vol.7: L'Impero delle Città, il Limes e la Rinascita Culturale. Adriano 20.09.2026 29minDall'abbandono strategico delle conquiste orientali alla costruzione dell'invalicabile muraglia del Vallo in Britannia, dalla monumentale codificazione dell'Editto Perpetuo alla distruzione definitiva della Giudea ribelle e alla rinascita del Filellenismo: i ventuno anni del principato di Publio Elio Adriano rappresentano la transizione decisiva dall'imperialismo espansionistico alla difesa scientifica, culturale e giuridica dei confini dell'Impero. Il volume 7 della monumentale collana "L'Impero di Roma" conduce il lettore all'interno dell'età dell'imperatore cosmopolita e architetto, analizzando come la trasformazione dell'Urbe in una federazione universale di città abbia ridefinito per sempre il concetto stesso di romanità.Attraverso una magistrale disamina delle fonti storiche primarie (la Historia Augusta, Cassio Dione, le orazioni di Frontone e Pausania) e dei documenti epigrafici fondamentali dall'Oratio dell'accampamento di Lambaesis alle tavolette lignee manoscritte di Vindolanda, il saggio decostruisce l'inversione di rotta geopolitica del centodiciassette dopo Cristo: la liquidazione delle province partiche oltre l'Eufrate, la teoria della "pace armata" fondata sul rigore della disciplina militare e il dramma dell'eliminazione dei quattro consolari traianei che segnò i difficili rapporti con il Senato. L'opera documenta nei minimi dettagli tecnici la costruzione del Vallo di Adriano lungo ottanta miglia tra il Mare del Nord e il Mare d'Irlanda, con i suoi fortini a intervalli regolari, fossati e camerate per le truppe ausiliarie.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HKF4R5X3 -
L'IMPERO DI ROMA - Vol.6: L'Optimus Princeps e la Massima Espansione. Traiano 15.09.2026 18minDal principato adottivo di Nerva e il Panegirico di Plinio alle guerre daciche e partiche, l'oro dei Carpazi, gli Alimenta e la Colonna Traiana (98 – 117 dopo Cristo)Dall'invenzione del principato adottivo sotto l'egida di Nerva alla sottomissione implacabile del regno dacico di Decebalo, dalla monumentale istituzione del welfare degli Alimenta fino alla titanica discesa delle legioni lungo il Tigri e l'Eufrate fino al Golfo Persico: i diciannove anni del governo di Marco Ulpio Traiano rappresentano l'apogeo assoluto della potenza militare, della grandiosità monumentale e dell'integrazione civile dell'Impero Romano. Il volume 6 della monumentale collana "L'Impero di Roma" conduce il lettore all'interno dell'età dell'Optimus Princeps, analizzando la perfetta fusione tra l'autorità imperiale e il consenso dell'aristocrazia senatoria teorizzata nel celebre Panegirico di Plinio il Giovane.Attraverso una rigorosa disamina delle fonti storiche (Cassio Dione, Plinio il Giovane, Eutropio, Aurelio Vittore) e dei documenti epigrafici fondamentali tra cui la straordinaria Tabula Alimentaria di Veleia e il carteggio burocratico con Plinio in Bitinia, il saggio decostruisce le dinamiche tattiche e ingegneristiche delle due Guerre Daciche (centouno-centosei dopo Cristo). L'opera documenta la costruzione del ponte sul Danubio a Drobeta opera di Apollodoro di Damasco, l'assedio titanico della rocca montana di Sarmizegetusa, il suicidio di Decebalo e il recupero del favoloso tesoro reale dacico di oltre centosessantacinque tonnellate d'oro puro, che finanziò la rinascita economica e monumentale dello Stato.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HJT9NKN2 -
L'IMPERO DI ROMA - Vol.5: L'Anno dei Quattro Imperatori e la Rifondazione Flavia 15.09.2026 33minDalla guerra civile del 69 dopo Cristo e la Lex de Imperio Vespasiani alla caduta di Gerusalemme, il Colosseo e l'autocrazia di Domiziano (69 – 96 dopo Cristo)Dalle ceneri della sanguinosa guerra civile del sessantanove dopo Cristo alla salita al trono di un generale sabino privo di sangue aristocratico, dalla distruzione epocale del Secondo Tempio di Gerusalemme alla costruzione titanica del Colosseo e all'autocrazia amministrativa di Domiziano: i ventisette anni della Dinastia Flavia rappresentano la rifondazione pragmatica, monumentale e giuridica dell'Impero Romano. Il volume 5 della monumentale collana "L'Impero di Roma" apre la seconda grande sezione dell'opera dedicata all'apogeo del principato, analizzando come una nuova classe dirigente provinciale e borghese abbia saputo ricomporre la frattura costituzionale post-neroniana trasformando l'Urbe nella capitale monumentale del mondo antico.Attraverso una magistrale disamina delle fonti storiografiche primarie (Tacito, Svetonio, Cassio Dione, Giuseppe Flavio, Plinio il Giovane) e dei documenti epigrafici fondamentali a partire dalla celebre Tabula della Lex de Imperio Vespasiani conservata ai Musei Capitolini, il saggio decostruisce l'anno dei quattro imperatori (Galba, Otone, Vitellio, Vespasiano) e la scoperta del fatidico arcanum imperii, ovvero la consapevolezza che il principe poteva essere eletto dagli eserciti di frontiera lontano dal Senato. L'opera esplora nei dettagli tecnici la codificazione per legge dei poteri del sovrano, il risanamento finanziario attuato dal rigore di Vespasiano con l'imposizione di nuovi tributi e la memorabile censura del settantatré dopo Cristo che aprì le porte del Senato e dell'ordine equestre alle migliori aristocrazie municipali di Spagna e Gallia.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HJTGG5QB -
L'IMPERO DI ROMA - Vol.4: L'Autocrazia Ellenistica la Riforma Monetaria e la Fine dei Giulio-Claudii 15.09.2026 29minDal Quinquennium felice e il De Clementia di Seneca alla riforma del denario, il Grande Incendio del 64 dopo Cristo, la Domus Aurea e il crollo dinastico (54 – 68 dopo Cristo)Dal governo illuminato del Quinquennium Neronis guidato da Seneca e Burro al dramma del matricidio di Agrippina, dalla monumentale riforma monetaria del sessantaquattro dopo Cristo al Grande Incendio che rase al suolo l'Urbe, fino al sogno megalomane della Domus Aurea e al suicidio tragico dell'ultimo Cesare: i quattordici anni del principato di Nerone Claudio Cesare Augusto Germanico rappresentano il momento più controverso, spettacolare e trasformativo dell'intera storia imperiale. Il volume 4 della monumentale collana "L'Impero di Roma" chiude la prima grande sezione dedicata alla Dinastia Giulio-Claudia, decostruendo la leggenda nera della storiografia senatoria per restituire l'analisi scientifica di un regno che segnò il trionfo dell'assolutismo ellenistico e dell'architettura moderna.Attraverso una rigorosa disamina delle fonti storiche primarie (Tacito, Svetonio, Cassio Dione, Seneca, Lucano) e dei documenti numismatici ed epigrafici, il saggio ricostruisce la stagione della concordia iniziale teorizzata nel De Clementia, la successiva rottura con l'aristocrazia tradizionale e la grande Guerra Partica d'Oriente, dove i capolavori tattici del generale Corbulone culminarono nella teatrale incoronazione del re Tiridate d'Armenia nel Foro Romano. L'opera analizza nei minimi dettagli tecnici la rivoluzionaria Riforma Monetaria del sessantaquattro dopo Cristo con la svalutazione controllata del denario e dell'aureo che sostenne per decenni l'economia mediterranea, per poi esplorare la dinamica del Grande Incendio di Roma, la genesi della prima persecuzione anticristiana nel Circo Vaticano e il piano regolatore all'avanguardia ideato dagli architetti Severo e Celere.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HJTGD8GK -
L'IMPERO DI ROMA - Vol.3: La Centralizzazione Amministrativa e la Conquista della Britannia. Claudio 14.09.2026 31minDalla burocrazia dei liberti imperiali e la Tabula Claudiana alla conquista della Britannia, il porto di Ostia, il Fucino e la caduta di Messalina (41 – 54 dopo Cristo)Dall'inattesa acclamazione nei Castra Praetoria all'invenzione dei grandi ministeri centrali dell'Impero, dalla titanica espansione oltre l'Oceano con la conquista della Britannia fino alle più imponenti opere di ingegneria idraulica e portuale del mondo classico: i tredici anni del principato di Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico segnano la nascita dello Stato burocratico moderno. Il TERZO volume della monumentale collana "L'Impero di Roma" sgretola la parodia satirica tramandata dall'aristocrazia senatoria per rivelare la statura di un sovrano erudito e pragmatico, capace di rivoluzionare l'amministrazione, il diritto e i confini stessi dell'ecumene romana.Attraverso una magistrale disamina delle fonti storiche (Tacito, Svetonio, Cassio Dione, Giuseppe Flavio, Seneca) e dei documenti epigrafici originali a partire dalla celebre Tabula Claudiana di Lione, il saggio decostruisce la radicale ristrutturazione della cancelleria palatina affidata ai liberti imperiali Narcisso, Pallante e Callisto, antesignana dei ministeri esecutivi moderni. L'opera esplora l'integrazione universale promossa da Claudio: la censura del quarantasette dopo Cristo, l'ammissione delle aristocrazie galliche in Senato a difesa del modello aperto delle origini romane, l'allargamento della cittadinanza ai popoli alpini con la Tabula Clesiana e l'eccezionale estensione sacrale del Pomerium.Il volume documenta con rigore militare e logistico la spedizione in Britannia del quarantatré dopo Cristo guidata da Aulo Plauzio e dal giovane Vespasiano, la caduta della rocca di Camulodunum, la cattura del condottiero Carataco e la sua fiera orazione di riscatto a Roma. Vengono analizzati con precisione tecnica i cantieri monumentali più complessi dell'antichità: lo scavo del Porto di Claudio a Ostia con il faro fondato sulla nave gigante di Caligola, la galleria sotterranea di quasi sei chilometri per il prosciugamento del Lago Fucino e l'innalzamento spettacolare dell'Aqua Claudia su arcate alte trenta metri fino al monumentale bugnato rustico di Porta Maggiore. La narrazione affronta le ombre della corte palatina: il processo e la tragica esecuzione dell'imperatrice Messalina negli Horti Luculliani dopo le scandalose nozze clandestine con Gaio Silio, l'ascesa implacabile di Agrippina Minore e l'adozione fatale del giovane Nerone. La trattazione si conclude con un'approfondita disamina archeologica arricchita dai rilievi subacquei e geofisici a Portus, dalle esplorazioni speleologiche dei cunicoli del Fucino e dalle più moderne prospezioni tomografiche non invasive.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HJP9W2M2 -
L'IMPERO DI ROMA - Vol.2: La Burocrazia Palatina e il Governo del Mondo. Da Tiberio a Caligola 14.09.2026 29minDal trasferimento dei comizi al Senato e l'ascesa dei Castra Praetoria alle trame di Seiano, la crisi del credito del 33 dopo Cristo e l'autocrazia di Caligola (14 – 41 dopo Cristo)Dalla complessa e guardinga successione di Tiberio all'ascesa del prefetto Seiano, dal ritiro solitario nella rocca di Capri all'esplosione autocratica del giovane Caligola: i ventisette anni compresi tra il quattordici e il quarantuno dopo Cristo rappresentano il banco di prova decisivo in cui il Principato augusteo si stabilizza come macchina burocratica e amministrativa, affrontando al contempo le prime drammatiche degenerazioni tiranniche della corte palatina. Il volume secondo della monumentale collana "L'Impero di Roma" conduce il lettore all'interno dei meccanismi profondi del potere imperiale giulio-claudio, decostruendo le deformazioni della storiografia senatoriale per restituire la complessità di una transizione epocale.Attraverso una magistrale disamina delle fonti primarie (Tacito, Svetonio, Cassio Dione, Filone di Alessandria, Velleio Patercolo) e delle testimonianze epigrafiche d'eccezione come il Senatus Consultum de Cn. Pisone Patre, il saggio analizza l'innovazione costituzionale del trasferimento definitivo delle elezioni dai comizi al Senato, la gestione rigorosa delle finanze provinciali compendiata nel celebre monito tiberiano di "tosare le pecore senza scorticarle" e la straordinaria risposta statale alla grande Crisi Finanziaria e del Credito del trentatré dopo Cristo, risolta da una massiccia immissione di liquidità pubblica attraverso prestiti statali a tasso zero.Il volume esplora con precisione chirurgica la militarizzazione dell'Urbe con la fondazione dei Castra Praetoria voluta da Seiano, il terrore giudiziario dei processi per lesa maestà alimentati dalla classe dei delatori (delatores) e la caduta spettacolare del potente prefetto tramite la fatidica lettera di Capri del trentuno dopo Cristo. La narrazione affronta l'avvento al potere di Gaio Cesare detto Caligola, l'illusione iniziale della concordia, la metamorfosi in autocrazia teocratica di stampo ellenistico con l'imposizione della divinizzazione in vita, la titanica opera del ponte di barche di Baia e le gravissime tensioni religiose nel Tempio di Gerusalemme e ad Alessandria d'Egitto. L'opera culmina nella congiura pretoriana del ventiquattro gennaio del quarantuno dopo Cristo guidata da Cassio Cherea nei meandri del Palatino e nel fallimento del sogno senatorio di restaurare la Repubblica, travolto dalla proclamazione a imperatore del cinquantenne Claudio per volontà delle coorti armate. La trattazione si conclude con un'approfondita disamina archeologica dedicata alle sontuose navi-palazzo di Caligola nel lago di Nemi, a Villa Jovis a Capri e ai Criptoportici palatini, indagati con le più moderne prospezioni geofisiche non invasive.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0H38K62NX -
L'IMPERO DI ROMA - Vol.1: L'Architettura del Principato e la Pax Augusta 14.09.2026 31minDalla definizione dei poteri costituzionali e la divisione delle province alla nascita dell'Erario militare, la disfatta di Teutoburgo e la monumentalizzazione di Roma (27 avanti Cristo – 14 dopo Cristo)Dalla formale restaurazione della Repubblica nel gennaio del ventisette avanti Cristo alla creazione della più duratura architettura di potere del mondo antico: il principato di Augusto trasforma un impero sconvolto da un secolo di guerre civili nella più imponente macchina amministrativa, economica e militare della storia. Il volume 1 della monumentale collana "L'Impero di Roma" apre un'indagine storiografica sui quarantuno anni del governo di Augusto, superando le convenzionali narrazioni biografiche per analizzare i complessi meccanismi istituzionali che permisero al primo Princeps di fondare la monarchia assoluta celandola dietro le forme tradizionali del diritto repubblicano.Attraverso una rigorosa disamina delle fonti storiche (Cassio Dione, Svetonio, Tacito, Strabone) e dei testi epigrafici a partire dal testamento politico delle Res Gestae Divi Augusti, il saggio decostruisce la sottile ingegneria costituzionale basata sul connubio tra Auctoritas, Imperium Proconsulare Maius e Tribunicia Potestas a vita. L'opera esamina nei dettagli la bipartizione amministrativa tra province senatorie e imperiali, lo statuto speciale dell'Egitto e la creazione della prima burocrazia professionale dell'Urbe: la Prefettura Urbana, la Prefettura del Pretorio a comando della guardia scelta, i Vigili del fuoco e la Prefettura dell'Annona.Il volume scompone il sistema finanziario imperiale con la nascita del Fiscus Caesaris e l'istituzione dell'Aerarium Militare nel sei dopo Cristo finanziato dalle nuove imposte di successione, per poi analizzare la rigida politica demografica e morale delle Leggi Giulie e la costruzione dell'esercito permanente stanziale a presidio del Limes. Viene ricostruito il dramma delle guerre germaniche culminato nel disastro di Teutoburgo del nove dopo Cristo, che fissò per sempre la frontiera sul Reno, e la teologia del Saeculum Aureum celebrata dai Ludi Saeculares. La trattazione si chiude con un'approfondita sezione archeologica e monumentale dedicata alla trasformazione della città di mattoni nella metropoli di marmo: il Foro di Augusto con il Tempio di Marte Ultore, l'Ara Pacis, il Mausoleo dinastico e le recenti evidenze materiali emerse dagli scavi campali di KalkrieseVuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HJP5T98L -
La Domus di Cicerone in Palatio: Dal lusso patrizio alla demolizione di Clodio 13.09.2026 25minNel cuore nobile e panoramico del Colle Palatino, protesa come un'austera balconata marmorea a dominare la fossa sacra del Foro Romano e i Rostri comiziali, la Domus di Marco Tullio Cicerone fu il manifesto di pietra della più vertiginosa ascesa politica della Tarda Repubblica e, al tempo stesso, il teatro del più feroce scontro costituzionale, giudiziario e religioso dell'antichità romana. Acquistata nel sessantadue avanti Cristo dall'oratore arpinate reduce dal consolato salvatore per la sbalorditiva somma di tre milioni e mezzo di sesterzi finanziata in parte dal ricchissimo triumviro Licinio Crasso e da un controverso prestito di Cornelio Silla, la dimora palatina incarnava la consacrazione pubblica dell'homo novus tra le fila dell'oligarchia senatoria: una residenza concepita secondo il celebre precetto dell'antico proprietario Marco Livio Druso, la cui architettura ad atrio trasparente doveva esporre ogni azione del magistrato allo sguardo permanente di tutta la cittadinanza (in conspectu totius urbis).Ma la gloria della domus durò appena quattro anni: nel cinquantotto avanti Cristo, il mortale nemico di Cicerone, il tribuno eversivo Publio Clodio Pulcro, scatenò la sua violenta ritorsione. Attraverso una legge plebiscitaria ad personam che condannava all'esilio chiunque avesse messo a morte cittadini romani senza processo durante la congiura di Catilina, Clodio costrinse Cicerone alla fuga dall'Italia. Nelle medesime ore in cui l'oratore abbandonava la capitale, le bande armate clodiane espugnarono la dimora palatina: la casa venne saccheggiata, data alle fiamme e rasa al suolo fino alle fondamenta insieme al contiguo portico trionfale di Catulo. Per rendere l'annientamento irreversibile ed impedire per sempre il ritorno dell'avversario sul colle, Clodio compì una geniale e beffarda manovra di diritto sacrale: consacrò una parte del terreno alla dea Libertà, innalzandovi un portico e un altare monumentale (Monumentum Libertas) sormontato, secondo la denuncia ciceroniana, dalla statua sepolcrale di una cortigiana greca trafugata a Tanagra.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HJN52WWH -
LA REPUBBLICA DI ROMA - Vol.12: Il Tramonto della Repubblica e l'Eredità di Cesare e Augusto 13.09.2026 28minDallo smantellamento delle leggi sillane e la congiura di Catilina alla dittatura perpetua di Cesare, le Idi di Marzo e la nascita del Principato augusteo (70 - 27 avanti Cristo)Dallo smantellamento delle leggi sillane alla congiura di Catilina, dal titanico scontro tra Cesare e Pompeo fino alle ventitré pugnalate delle Idi di Marzo e al trionfo di Augusto ad Azio: il quarantennio compreso tra il settanta e il ventisette avanti Cristo rappresenta il capitolo conclusivo, più drammatico, affascinante e gravido di conseguenze dell'intera civiltà classica. Il volume 12 della monumentale collana "La Repubblica di Roma" sigilla l'opera guidando il lettore attraverso il collasso definitivo della Res Publica oligarchica e la nascita della più longeva architettura di potere del mondo antico: il Principato augusteo.Attraverso una magistrale comparazione tra le fonti storiografiche (Cicerone, Sallustio, Cesare, Plutarco, Appiano, Cassio Dione, Svetonio) e le straordinarie testimonianze epigrafiche e materiali dell'Urbe, il saggio ricostruisce lo scardinamento dell'ordine senatorio: i grandi comandi straordinari personali affidati a Pompeo Magno, la crisi debitoria eversiva di Catilina repressa nel sangue da Cicerone, e l'accordo extralegale del Primo Triumvirato tra Cesare, Pompeo e Crasso. L'opera documenta la guerra delle bande armate urbane tra Clodio e Milone culminata nell'incendio della Curia Hostilia, il fatidico passaggio del Rubicone nel quarantanove avanti Cristo ("Alea iacta est") e le colossali battaglie campali della guerra civile da Farsalo a Munda.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HJN62KSN -
LA REPUBBLICA DI ROMA - Vol.11: Il Sangue della Cittadinanza e l'Esperimento Costituzionale di Silla 13.09.2026 28minDalla Guerra Sociale e la confederazione italica di Corfinium alla prima marcia su Roma, la dittatura di Silla e la restaurazione oligarchica (91 - 70 avanti Cristo)Dal sangue della guerra fratricida tra Roma e i suoi alleati italici alla prima marcia in armi delle legioni contro la propria stessa capitale, fino all'instaurazione della dittatura costituente di Lucio Cornelio Silla e al terrore delle liste di proscrizione: il ventennio compreso tra il novantuno e il settanta avanti Cristo rappresenta il passaggio più traumatico, sanguinoso e rivoluzionario dell'intera storia repubblicana. Il volume 11 della monumentale collana "La Repubblica di Roma" esplora l'epocale transizione in cui l'Urbe, sotto la pressione armata della Confederazione Italica di Corfinium, è costretta a concedere la piena cittadinanza romana all'intera penisola, mentre le istituzioni civiche collassano sotto il peso dei signori della guerra.Attraverso una rigorosa comparazione tra le fonti storiche (Appiano, Plutarco, Diodoro Siculo, Sallustio, Cicerone) e i documenti epigrafici e numismatici dell'epoca, il saggio ricostruisce l'innesco della Guerra Sociale dopo l'assassinio di Marco Livio Druso, la nascita dello Stato parallelo di Italia a Corfinio e la straordinaria monetazione di rivolta con il toro italico che sbrana la lupa romana. L'opera analizza nei minimi dettagli tecnici la svolta legislativa della Lex Iulia e della Lex Plautia Papiria dell'ottantanove avanti Cristo che unificarono per sempre il corpo civico dell'Italia dal Rubicone allo Stretto, per poi documentare la rottura costituzionale dell'ottantotto avanti Cristo, quando Silla violò il pomerio con le sue legioni per strappare a Gaio Mario il comando della guerra contro Mitridate VI del Ponto.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HJN7MRDZ -
LA REPUBBLICA DI ROMA - Vol.10: La Questione Agraria e la Frattura Istituzionale 09.09.2026 30minDalla Lex Sempronia dei Gracchi e il primo Senatus Consultum Ultimum alla riforma dell'esercito di Mario e la Guerra Giugurtina (133 - 91 avanti Cristo)Dal sangue dei fratelli Gracchi versato nel Foro all'invenzione dello stato di eccezione costituzionale con il Senatus Consultum Ultimum, fino alla nascita delle legioni proletarie professionali guidate da Gaio Mario: il quarantennio compreso tra il centotrentatré e il novantuno avanti Cristo apre la drammatica stagione della Tarda Repubblica, in cui le lacerazioni sociali e la crisi della piccola proprietà contadina infrangono per sempre la concordia civica dell'Urbe. Il decimo volume della monumentale collana "La Repubblica di Roma" inaugura l'ultima grande sezione dell'opera, analizzando i meccanismi politici, militari e giuridici che trasformarono il conflitto democratico per la redistribuzione della terra nel prologo delle future guerre civili.Attraverso una serrata disamina delle fonti primarie (Plutarco, Appiano, Sallustio, Cicerone) e dei documenti epigrafici, il saggio ricostruisce la battaglia rivoluzionaria di Tiberio Sempronio Gracco per l'approvazione della Lex Sempronia Agraria, la destituzione senza precedenti del collega Marco Ottavio e il suo brutale assassinio sul Campidoglio ad opera dell'oligarchia senatoria guidata da Scipione Nasica. L'opera scompone nei dettagli tecnici il grandioso programma di rifondazione democratica di Gaio Gracco dalle leggi frumentarie e viarie alla sottrazione dei tribunali ai senatori in favore dei Cavalieri, fino al progetto di una colonia oltremare a Cartagine e alla cittadinanza per gli Italici, culminato nella repressione armata del console Lucio Opimio sull'Aventino nel centoventuno avanti Cristo.Il volume analizza con precisione storiografica lo scandalo della Guerra Giugurtina, la corruzione dilagante della nobilitas denunciata da Sallustio nella celebre formula di "Roma città in vendita", e l'ascesa dell'homo novus Gaio Mario. Viene documentata l'epocale riforma dell'esercito con l'arruolamento volontario dei nullatenenti (capite censi), la trasformazione della legione coortale con i "Muli di Mario" e la sacralizzazione dell'Aquila d'argento, che resero le truppe legate personalmente al proprio generale anziché allo Stato. Il volume ripercorre il salvataggio della Repubblica dall'invasione dei Cimbri e Teutoni nelle colossali battaglie di Aquae Sextiae e dei Campi Raudii a Vercelli, concludendosi con un'approfondita sezione archeologica ed epigrafica dedicata ai cippi graccani superstiti nel Mezzogiorno, alla celebre Lex Agraria della Tabula Bembina e alle indagini territoriali satellitari.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HJ727SP2 -
LA REPUBBLICA DI ROMA - Vol.9: La Rivoluzione Culturale. Ellenismo, Mos Maiorum e Controllo Politico 08.09.2026 35minDalla repressione dei Baccanali e l'ambasceria dei filosofi alla distruzione di Cartagine e Corinto, la Lex Calpurnia e l'assedio di Numanzia (186 - 133 avanti Cristo)Dallo shock culturale della filosofia e dei misteri orientali all'annientamento sistematico e spietato delle grandi capitali del Mediterraneo antico: il cinquantennio compreso tra il centottantasei e il centotrentatré avanti Cristo rappresenta il momento in cui la Repubblica Romana affronta la sua più profonda crisi identitaria, etica e istituzionale. Il volume nono della monumentale collana "La Repubblica di Roma" chiude la trilogia dedicata alla grande espansione oltremare, esplorando l'urto traumatico tra l'austera tradizione contadina del mos maiorum e la prorompente modernità dell'Ellenismo, mentre le legioni romane cancellano per sempre dal mondo Cartagine, Corinto e Numanzia.Attraverso una rigorosa disamina delle fonti storiche (Polibio, Tito Livio, Cicerone, Appiano) e dei testi epigrafici come la celebre Tavola di Tiriolo, il saggio ricostruisce la feroce repressione morale e statale dei culti dionisiaci con il Senatus Consultum de Bacchanalibus, il panico della classe dirigente di fronte alle conferenze scettiche di Carneade durante l'Ambasceria dei Filosofi del centocinquantacinque avanti Cristo e le battaglie intellettuali di Catone il Censore a difesa dei costumi arcaici. L'opera indaga la complessa mediazione culturale del Circolo degli Scipioni, la nascita del concetto universale di Humanitas e la trasformazione estetica dell'Urbe con l'invenzione del primo tempio periptero in marmo greco nel Campo Marzio.Il volume documenta con precisione anatomica il passaggio a un imperialismo privo di pietà: il titanico assedio e l'incendio di Cartagine guidato da Scipione Emiliano nel centoquarantasei avanti Cristo, la contestuale rasa al suolo di Corinto per mano di Lucio Mummio con la totale spoliazione dei suoi tesori d'arte, e la tragica caduta della rocca iberica di Numanzia nel centotrentatré avanti Cristo cinta da nove chilometri di mura d'assedio. Vengono esaminati nei dettagli l'innovazione giuridica della Lex Calpurnia del centoquarantanove avanti Cristo prima corte permanente contro le concussioni dei governatori provinciali e l'esplosione della prima grande guerra servile in Sicilia guidata dal re-profeta Euno. La trattazione si chiude con un quadro archeologico d'avanguardia arricchito dai rilievi stratigrafici di Cartagine, dagli scavi degli accampamenti legionari di Numanzia e dalle moderne prospezioni LiDAR a caccia delle prime architetture ellenistiche sommerse nel tessuto di Roma.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HJ3QWFCT -
LA REPUBBLICA DI ROMA - Vol.8: La Grande Finanza, l'Ager Publicus e la Schiavitù di Massa 08.09.2026 19minDalle guerre macedoniche e siriache all'afflusso dei bottini d'Oriente, le societates publicanorum, il latifondo e la Battaglia di Pidna (201 - 167 avanti Cristo)Dall'illusione della "libertà della Grecia" proclamata da Flaminino all'annientamento della monarchia macedone a Pidna, fino all'esplosione della grande finanza e del modo di produzione schiavistico: i primi trentacinque anni del II secolo avanti Cristo rappresentano il momento in cui l'incalcolabile ricchezza dell'Oriente ellenistico sommerge la sobria repubblica contadina, trasfigurandone per sempre l'economia, il paesaggio agrario e gli equilibri morali. Il volume ottavo della monumentale collana "La Repubblica di Roma" prosegue l'analisi della trasformazione globale dell'Urbe, esplorando l'ascesa dei potentati finanziari e il dramma sociale della concentrazione fondiaria.Attraverso una rigorosa disamina delle fonti primarie (Polibio, Tito Livio, Plutarco, Catone) e dei documenti epigrafici, il saggio ricostruisce le grandi campagne orientali: la vittoria manipolare di Cinocefale, la disfatta siriaca di Magnesia sul Sipilo con la pace di Apamea e il trionfo definitivo di Lucio Emilio Paolo a Pidna nel centosessantotto avanti Cristo. L'opera documenta l'evento epocale del centosessantasette avanti Cristo, quando il colossale bottino macedone permise al Senato di abolire per sempre il tributum patrimoniale per i cittadini romani d'Italia, trasformando l'Urbe nella capitale di un impero tributario globale.Il volume analizza nei minimi dettagli tecnici la nascita del capitalismo antico: la divisione delle élite dopo la Lex Claudia, la struttura per azioni delle societates publicanorum operanti nelle miniere di Spagna e negli appalti statali, e l'attività bancaria degli argentarii nel Foro. Viene indagata con rigore sociologico la crisi devastante della piccola proprietà contadina logorata da leve militari decennali, l'usurpazione monopolistica dell'ager publicus da parte della nobilitas e l'affermazione del latifondo lavorato da centinaia di migliaia di schiavi di guerra, secondo il modello teorizzato nel De Agri Cultura di Catone il Censore. La trattazione si conclude con un'approfondita sezione archeologica dedicata alle colossali infrastrutture commerciali (la Porticus Aemilia e l'Emporium sul Tevere) e alle prime ville rustiche schiavistiche dell'Etruria e della Campania, indagate mediante prospezioni geofisiche e diagnostica non invasiva.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HJ4915HZ -
LA REPUBBLICA DI ROMA - Vol.7: La Macchina dell'Imperialismo. Le Province e la Fiscalità d'Oltremare 08.09.2026 29minDalla Prima Guerra Punica e la nascita della Provincia Sicilia al terrore di Canne, la gestione della Pax Deorum e la vittoria di Zama (264 - 201 avanti Cristo)Dalla trasformazione di una potenza contadina e terrestre nella prima dominatrice dei mari al baratro dell'annientamento sotto i colpi di Annibale, fino al trionfo globale su Cartagine: la seconda metà del III secolo avanti Cristo rappresenta il momento più drammatico, titanico e rivoluzionario della storia romana. Il volume settimo della monumentale collana "La Repubblica di Roma" apre la terza parte dell'opera, analizzando la genesi della macchina imperiale, l'invenzione dell'amministrazione provinciale e i meccanismi fiscali che proiettarono l'Urbe al centro del Mediterraneo.Attraverso una serrata disamina delle fonti storiche primarie (Polibio, Tito Livio, Cicerone, Appiano) e delle testimonianze materiali, il saggio ricostruisce le vicende della Prima Guerra Punica: la costruzione della flotta da guerra, l'impiego del corvus navale a Milazzo, la disfatta di Regolo in Africa e la vittoria decisiva delle Isole Egadi del duecentoquarantuno avanti Cristo. L'opera documenta nei minimi dettagli tecnici la nascita della prima provincia in Sicilia, la redazione della Lex Provinciae, l'istituzione dei pretori provinciali e l'adozione del sistema fiscale della Lex Hieronica fondato sulla decima granaria, per poi esaminare l'annessione di Sardegna e Corsica e la sottomissione della Gallia Cisalpina a Casteggio.Il volume affronta con rigore storiografico e antropologico la tragedia della Seconda Guerra Punica: la marcia di Annibale attraverso le Alpi, le disfatte del Trasimeno e di Canne, e la formidabile mobilitazione religiosa di Roma per ristabilire la Pax Deorum attraverso sacrifici umani al Foro Boario, consultazioni oracolari a Delfi e l'accoglienza sacrale del meteorite della Magna Mater. La narrazione analizza l'ascesa rivoluzionaria di Publio Cornelio Scipione l'Africano, il primo comando straordinario senza magistratura, la riconquista fulminea della Spagna e il capolavoro tattico di Zama nel duecentodue avanti Cristo. La trattazione si conclude con un'approfondita sezione di archeologia navale e campale, integrando il recupero subacqueo dei rostri bronzei delle Egadi con rilievi geofisici, rilievi su Canne e prospezioni con sonar a scansione laterale nel Tirreno.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HJ41LR2J -
LA REPUBBLICA DI ROMA - Vol.6: Il Contatto con la Magna Grecia e la Nascita della Moneta 07.09.2026 30minDalla guerra contro Pirro e la sottomissione di Taranto alla monetazione romano-campana in argento, l'incorporazione dell'Etruria e la vigilia di Messina (280 - 264 avanti Cristo)Dall'urto devastante con la falange macedone e gli elefanti da guerra di Pirro alla caduta della superba capitale magno-greca Taranto, fino alla coniazione del primo argento statale e alla definitiva conquista dell'Etruria con la distruzione del Fanum Voltumnae: il quindicennio compreso tra il duecentottanta e il duecentosessantaquattro avanti Cristo rappresenta l'ingresso trionfale di Roma nella grande politica e nell'economia del mondo ellenistico. Il volume 6 della monumentale collana "La Repubblica di Roma" chiude la sezione dedicata alla Repubblica Mediana, analizzando il titanico processo che trasformò la potenza regionale italica nella dominatrice incontrastata dell'intera penisola dallo Stretto di Messina fino ai fiumi Arno e Rubicone.Attraverso una rigorosa disamina delle fonti storiografiche (Plutarco, Appiano, Livio, Dionigi di Alicarnasso, Polibio) e dei contesti materiali, il saggio ricostruisce le drammatiche battaglie campali di Eraclea e Ascoli Satriano, la genesi tattica della proverbiale "Vittoria di Pirro" e la memorabile fermezza morale del Senato, incarnata dal celebre discorso dell'anziano Appio Claudio Cieco che proclamò il divieto assoluto di trattare la pace con il nemico in armi sul suolo d'Italia. L'opera documenta la vittoria decisiva di Manio Curio Dentato a Benevento, la capitolazione di Taranto nel duecentosettantadue avanti Cristo e la tragica distruzione di Volsinii, ultimo baluardo della civiltà etrusca indipendente.Il volume scompone con precisione numismatica ed economica la rivoluzione monetaria della Repubblica: l'abbandono del pesante bronzo fuso (aes grave) e la nascita delle splendide serie argentee romano-campane con la leggenda ROMA, coniate per finanziare la guerra e integrare i commerci dell'Urbe con i circuiti transmediterranei. Viene indagata la prima grande ondata di ellenizzazione culturale, l'incorporazione degli intellettuali greci come Livio Andronico, la riforma democratica dei Comizi Centuriati e la definizione delle trentacinque tribù territoriali. La trattazione si conclude con un'approfondita sezione archeologica arricchita da scavi urbani a Paestum e Taranto, ritrovamenti subacquei di relitti commerciali nel Tirreno e prospezioni geofisiche non invasive a guardia dello Stretto di Messina alla vigilia dell'imminente scontro mortale con Cartagine.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HJ1GYNTP
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