TWENTYFOUR
Trash Talking
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Dal lunedì al venerdì, il primo daily podcast sul basket in Italia. Per chi vive di pallacanestro a ogni ora del giorno.
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Ep. 270 - se n'è andato a 43 anni Taurian Fontenette, ovvero l'uomo che ha fatto girare lo streetball a 720 gradi e gli altri passaggi di oggi 05.11.2026 10mÈ mancato a 43 anni Taurian Fontenette, conosciuto come The Air Up There e poi come Mr. 720, uno dei nomi più grossi della storia dello streetball mondiale, che nel 2005 aveva chiesto un giorno di ferie alla fabbrica di prodotti chimici dove faceva la guardia per andare a un provino degli AND1 e si era preso un posto nel Mixtape Tour, e che nel 2006, al Toyota Center di Houston e dentro una partita vera, compì due rotazioni complete in aria firmando quello che è considerato il primo 720 ampiamente documentato della storia, mentre la famiglia, che ha dato l'annuncio all'inizio della settimana, non ha reso pubblica la causa della morte. Intanto Victor Wembanyama ha chiuso con 52 punti, 24 rimbalzi e 8 stoppate la vittoria di San Antonio su Dallas per 112-111, diventando il primo giocatore dal 1974 e da Bob McAdoo a toccare quota 50 punti, 20 rimbalzi e 5 stoppate nella stessa partita, e il primo dal 1996-97 a chiudere un solo tempo con almeno 25 punti, 10 rimbalzi e 5 stoppate. Infine i Golden State Warriors hanno smesso di pagare Kristaps Porzingis, lontano dalla squadra da fine settembre, sostenendo che non stia fornendo le prestazioni previste dal contratto, per circa 218.000 dollari a partita, mentre né il giocatore né il sindacato hanno per ora intenzione di contestare la decisione e la società punta a cedere quel contratto entro il mercato di febbraio. Uno che non ha mai giocato in NBA può lasciare un segno più profondo nel basket di chi ci ha giocato per anni? 52 punti e 24 rimbalzi in una partita sola cosa ci dicono della stagione di Victor Wembanyama? E una franchigia che smette di pagare un giocatore assente sta applicando un contratto o sta forzando una trattativa? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti. -
Ep. 269 - ieri la NBA ha fermato il campionato per le elezioni di Mid Term grazie a un accordo firmato nel 2020 e gli altri passaggi di oggi 04.11.2026 12mLa NBA non ha messo in calendario nessuna partita per il giorno delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, dove si rinnovavano tutti i 435 seggi della Camera e 35 dei 100 del Senato, si eleggevano i governatori in 36 stati su 50 e si votava su più di 140 referendum in 40 stati, ed è la quarta volta in 5 stagioni che la lega si ferma, per effetto dell'accordo firmato nell'agosto del 2020 fra lega e sindacato dei giocatori dopo il rifiuto dei Milwaukee Bucks di scendere in campo per gara 5 contro Orlando, accordo che obbligò ogni franchigia proprietaria del proprio palazzo a trasformarlo in seggio elettorale e che portò 23 squadre ad aprire palazzi e centri di allenamento, mentre dalle urne sono arrivate la maggioranza democratica in entrambe le camere e almeno 6 seggi strappati al Senato, compreso il Texas, dove i Democratici non vincevano dal 1988. Intanto gara 7 delle finali WNBA è stata vista da 3,3 milioni di persone, la partita di playoff più seguita nella storia della lega e la quarta in assoluto, con una crescita del 128 per cento rispetto alla gara decisiva del 2025. Infine a Dallas Patrick Dumont e la moglie Sivan hanno comprato le quote di Miriam Adelson e controllano ora il 69 per cento dei Mavericks, con un'opzione per rilevare un altro 20 per cento da Mark Cuban. Una lega che ferma il campionato per il giorno del voto fa il proprio dovere civile o si mette in politica? 3,3 milioni di spettatori dimostrano che quel prodotto era pronto da tempo o che bastava metterlo in prima serata? E una proprietà concentrata in una persona sola rende una squadra più veloce o più fragile? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti. -
Ep. 268 - a Oklahoma City nessuno potrà mai più indossare il numero 0 di Russell Westbrook e gli altri passaggi di oggi 03.11.2026 10mGli Oklahoma City Thunder hanno annunciato che ritireranno il numero 0 di Russell Westbrook il 7 febbraio 2027 nella partita contro i New York Knicks, affiancandolo al numero 4 di Nick Collison come unica altra maglia ritirata dalla franchigia, dopo 11 stagioni in cui è diventato il primo di sempre per partite giocate, punti e assist e in cui ha vinto l'MVP del 2017 con 31,6 punti, 10,7 rimbalzi e 10,4 assist di media, diventando il primo giocatore dopo 55 anni a chiudere una stagione intera in media tripla doppia, e lo ha scoperto durante un pranzo di commemorazione all'Oklahoma City National Memorial dove era andato a ricevere un premio. Intanto Spike Lee ha detto a Variety di sperare che i Knicks non vadano alla Casa Bianca a festeggiare il titolo, mentre James Dolan a giugno aveva già ricevuto e accettato l'invito e ricorda di conoscere il presidente da 30 anni, in un quadro in cui da quando Trump è in carica nessuna squadra campione NBA ci è andata, mentre sotto Biden ci sono andati Bucks, Warriors e Celtics. Infine Yaxel Lendeborg, che domenica ha segnato 37 punti contro i Clippers diventando il rookie dei Warriors con più punti in una partita dai 42 di Stephen Curry del 14 aprile 2010, 2 giorni dopo quella che aveva definito la peggior partita della sua vita, e che 5 anni fa giocava in un junior college a Yuma, in Arizona. Una maglia ritirata premia i numeri o quello che resta in una città quando il giocatore è andato via? Una squadra campione che va alla Casa Bianca fa una visita istituzionale o una scelta politica? E un rookie da 37 punti è una sorpresa o soltanto qualcuno che nessuno aveva guardato abbastanza? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti. -
Ep. 267 - le Golden State Valkyries sono campionesse dopo 2 anni di vita facendo una cosa che nessuno in America era mai riuscito a fare così in fretta e gli altri passaggi di oggi 02.11.2026 17mLe Golden State Valkyries hanno battuto le Atlanta Dream 68-63 in gara 7 e hanno vinto il titolo WNBA al secondo anno di esistenza, cosa che nessuna squadra delle grandi leghe nordamericane aveva mai fatto così in fretta, in una partita in cui nessuna delle due ha superato i 40 punti prima di metà terzo quarto e in cui Gabby Williams, dopo 2 punti nel primo tempo e il 22 per cento da tre in tutta la serie, ne ha segnati 28 nella ripresa stabilendo il record dei playoff WNBA, chiudendo con 30 punti, 4 stoppate e il premio di MVP delle Finals, mentre il proprietario Joe Lacob aveva promesso un titolo entro 5 anni nell'ottobre del 2023, quando la squadra non aveva ancora un nome. Intanto in America si discute se queste Valkyries possano ripetersi, con Williams e Veronica Burton sotto contratto per altre 2 stagioni, Stokes, Charles, Salaün e Jocytė fino al 2027, spazio salariale libero e le migliori free agent dell'estate nei due ruoli da rinforzare, dopo una stagione chiusa al primo posto per efficienza difensiva e con sole 93 partite perse per infortunio. Infine Cecilia Zandalasini, campionessa WNBA per la seconda volta ma la prima da protagonista, con 34 presenze da titolare su 37, 22 punti al debutto nei playoff e 8,5 punti in 19 minuti di media in finale, 9 anni dopo l'antisportivo che costò all'Italia il Mondiale. Una squadra che vince al secondo anno di vita è un caso isolato o il nuovo modello di questa lega? Una dinastia si costruisce con i soldi o con la struttura che si mette intorno ai soldi? E la più grande cestista italiana di sempre si misura con i trofei o con quante bambine iniziano a giocare grazie a lei? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti. -
Ep. 266 - la prima gara 7 alle Finals nella storia della WNBA e gli altri passaggi di oggi 30.10.2026 14mLe Atlanta Dream hanno battuto le Golden State Valkyries 80-69 in gara 6 delle finali WNBA, pareggiando la serie sul 3-3 e portando quel campionato alla prima gara 7 della sua storia, in programma sabato alle 20 della costa est a San Francisco, dopo una partita in cui Allisha Gray ha segnato 23 punti con 5 triple, Rhyne Howard ne ha aggiunti 21 e Angel Reese ha chiuso con 15 punti, 14 rimbalzi e 6 assist, mentre Golden State ha tirato il 31 per cento dal campo e ha segnato soltanto 10 dei 28 tiri presi direttamente al ferro, e a quella palla a due fissata a mezzogiorno e mezzo di un giovedì si sono presentate 17.099 persone, invitate a lasciare il palazzo 4 minuti dopo la sirena perché il parquet andava girato per Cleveland-Atlanta della sera. Intanto stanotte comincia la quarta edizione della NBA Cup, con New York a Philadelphia e i Lakers a Golden State, i diritti esclusivi a Prime Video, le semifinali che tornano nei palazzi di casa e la finale spostata da Las Vegas all'Hinkle Fieldhouse di Indianapolis, 9.100 posti, per l'11 dicembre. Infine Steve Kerr, che sul flopping ha detto che la NBA dovrebbe chiamarsi No Bullshit Association, e che sulla lunghezza del calendario ha invece negato un legame con gli infortuni di questo avvio di stagione. Una finale che riempie un palazzo a mezzogiorno di giovedì dimostra la forza di una lega o la distrazione di chi la governa? Una coppa in stagione serve a dare un senso a novembre o a riempire un calendario già pieno? E il flopping si toglie dal gioco cambiando le regole o cambiando quello che gli arbitri decidono di non accettare? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti. -
Ep. 265 - pur possedendo il 42% della WNBA questa settimana la NBA non ha difeso il proprio investimento e gli altri passaggi di oggi 29.10.2026 14mLa NBA possiede il 42 per cento della WNBA, un altro 42 per cento è della lega stessa e il 16 per cento restante appartiene a investitori che sono anche proprietari di franchigie NBA. Perciò l'orario di gara 6 delle finali, in programma oggi alle 12:30 della costa est, è un'occasione mancata non della WNBA ma di chi la controlla, visto che una lega che vale 5,5 miliardi di dollari e che ha fatto ascolti forti nelle prime 3 partite di questa serie avrebbe potuto vedersi spostare una partita di stagione regolare degli Atlanta Hawks, come la NBA ha già fatto l'anno scorso per una tempesta di neve e per la condensa sul parquet dello United Center. Intanto Tyrese Haliburton ha uno stiramento al bicipite femorale sinistro ed è considerato week by week, con rientro stimato al 13 novembre, 14 mesi dopo la rottura del tendine d'Achille in gara 7 delle Finals, mentre Ben Sheppard è stato operato di menisco e Karl-Anthony Towns si è fatto il polso sinistro mettendo un blocco, chiudendo comunque con 19 punti e 13 rimbalzi. Infine Ernie Johnson, 70 anni, ha annunciato che a fine stagione lascia Inside the NBA dopo 37 anni, raccontando di problemi di cuore e di un bypass, con i saluti in diretta di Kenny Smith, Shaquille O'Neal e Charles Barkley. Una lega che controlla il 42 per cento di un'altra lega deve proteggerla o lasciarla camminare da sola? L'ennesimo infortunio di Haliburton è solo sfortuna o tutti questi infortuni sono il segnale che nel calendario qualcosa non torna? E chi racconta uno sport per 37 anni ne diventa parte o resta comunque un testimone? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti. -
Ep. 264 - la NBA che lunedì ha firmato con Kalshi e Polymarket è la stessa lega che ieri ha visto un suo giocatore accettare di dichiararsi colpevole nel caso scommesse e gli altri passaggi di oggi 28.10.2026 21mLa NBA ha annunciato lunedì due accordi con Kalshi e Polymarket, le piattaforme di prediction market più grandi che esistono, concedendo dati ufficiali, proprietà intellettuale, loghi e pubblicità dentro le trasmissioni delle partite e tenendo per sé il diritto di approvare quali mercati le due società possono offrire, in un quadro in cui lo stato di New York quest'anno ha fatto causa a entrambe sostenendo che gestiscano scommesse sportive senza licenza, e il giorno dopo Malik Beasley, 9 stagioni di NBA alle spalle, ha fatto sapere che si dichiarerà colpevole il 9 dicembre davanti al tribunale federale di Brooklyn per uno schema in cui manipolava il proprio rendimento, dopo essere finito in debito per il gioco d'azzardo e aver ricevuto un prestito da Ed Davis. Intanto le Atlanta Dream hanno scritto una lettera ai propri tifosi per scaricare sulla lega la responsabilità dell'orario di gara 6 delle finali WNBA, fissata domani alle 12:30 della costa est, mentre un memo dimostra che le date dei playoff erano state comunicate a tutte e 15 le squadre il 4 dicembre 2025, con scadenza al 31 dicembre per segnalare i conflitti e l'indicazione di bloccarle nel palazzo principale. Infine il computo delle infermerie a 8 giorni dall'inizio del campionato, con 94 nomi sul report infortuni e 72 giocatori fuori, fra cui Anthony Edwards, che si opera al ginocchio destro, e un'Oklahoma City che ne ha 6 sul proprio report ed è comunque 4-0. Una lega che firma con i mercati predittivi sta proteggendo l'integrità delle proprie partite o la sta mettendo in gioco? La responsabilità di un orario impossibile sta in chi lo decide o in chi non blocca il palazzo in tempo? E gli infortuni della prima settimana sono sfortuna o il conto di un carico che non si ferma mai? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti. -
Ep. 263 - 'everybody watches women's sports' ma la WNBA si sta impegnando affinché non sia così mettendo la partita che può assegnare il titolo alle 12:30 di giovedì e gli altri passaggi di oggi 27.10.2026 18mLe Golden State Valkyries hanno battuto le Atlanta Dream 64-55 in gara 5 e al secondo anno di vita si trovano a una vittoria dal titolo, con Atlanta costretta al 29,2 per cento dal campo e a soli 18 punti in area dopo essere stata la miglior squadra della lega in quella voce, mentre gara 6, quella che può assegnare il trentesimo campionato della WNBA a una squadra che non lo ha mai vinto, è stata fissata giovedì alle 12:30 della costa est, cioè le 9:30 del mattino per chi tifa in California, perché la State Farm Arena quella sera ospita anche Atlanta-Cleveland, una partita della seconda settimana di stagione regolare, e lunedì mattina, a 72 ore dalla palla a due, su Ticketmaster di quella finale non esisteva ancora traccia, dopo che anche gara 3 era stata anticipata di un giorno per un concerto e gara 4 spostata di orario per gli stessi Hawks. Intanto a Oklahoma City arriva la diagnosi di Jalen Williams, frattura della fibula e lussazione della caviglia sinistra con intervento chirurgico, mentre Cason Wallace, che la settimana prima aveva firmato per 5 anni e 139 milioni di dollari, ha una lesione del labbro della spalla e anche lui va operato. Infine l'equinozio sportivo di lunedì notte, con World Series, finale WNBA, Monday Night Football, 9 partite NBA e 3 di NHL nella stessa serata, che per chi guarda dall'Italia significa una sveglia che non suona mai. Una lega che sposta la propria finale per far spazio a una partita qualsiasi sta risolvendo un problema o ne sta creando uno più grande? Un infortunio nella prima settimana cambia una stagione o la racconta soltanto? E seguire lo sport americano dall'Europa è un privilegio o una rinuncia? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti. -
Ep. 262 - la partita tra Olimpia Milano e Virtus Bologna che doveva essere trasmessa in chiaro ma non lo è stata e gli altri passaggi di oggi 26.10.2026 18mIeri pomeriggio al Forum, nel derby d'Italia vinto dalla Virtus Bologna 98 a 94 dopo un supplementare e una rimonta da 19 punti, mancava una cosa sola: la diretta in chiaro su Cielo che la Lega aveva annunciato, che la Virtus aveva confermato nella presentazione della partita e che le anteprime elencavano fra le emittenti, perché alle 16 sul canale 26 è andato in onda un film, e a 24 ore di distanza non hanno detto niente né la Lega né Sky né Cielo né i due club, mentre il controllo giornata per giornata mostra che in tutto ottobre su Cielo non era annunciata nessun'altra partita di Serie A, dentro un accordo che ne prevede una al mese, 8 lungo l'arco delle 30 giornate. Intanto a Oklahoma City, a 1 minuto e 14 dalla fine della vittoria sui Clippers, Jalen Williams è atterrato con la gamba sinistra piegata sotto di sé ed è uscito in barella alzando entrambi i pollici verso un palazzo che aveva appena cominciato a chiamare il suo nome, con Shai Gilgeous-Alexander che si asciugava le lacrime a bordo campo. Infine la risposta dei Knicks all'inchiesta sugli anelli, che definisce uno sfortunato errore l'uso dell'anello come esca in un test di phishing e promette più di 275 anelli per oltre 3,7 milioni di dollari a giocatori, allenatori e dipendenti, due giorni dopo avere risposto ai giornalisti che non stava rivelando niente a proposito degli anelli. Una finestra in chiaro persa pesa più per chi il basket lo segue o per chi non lo guarda mai? Di fronte a un infortunio così conta di più quello che si vede in campo o quello che si vede in panchina? E un comunicato che ripara un errore vale perché ripara o perché arriva soltanto dopo un articolo? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti. -
Ep. 261 - lo staff dei New York Knicks al posto dell'anello del titolo ha ricevuto un tentativo di phishing e gli altri passaggi di oggi 23.10.2026 14mMartedì sera, alla cerimonia dell'anello al Madison Square Garden, gli assistenti di Mike Brown sono saliti a centrocampo a ricevere una scatola nera con dentro niente, perché i loro anelli non c'erano e nessuno li aveva mai nemmeno misurati, e quelle scatole vuote erano state aggiunte alla cerimonia all'ultimo momento, mentre molti impiegati storici del palazzo un anello non lo riceveranno affatto, dopo che a fine settembre si erano visti arrivare una mail che gliene annunciava uno gratuito a scelta fra due modelli e che era invece un test di phishing finito con un corso obbligatorio di sicurezza informatica. Intanto, all'esordio casalingo di Philadelphia, i Sixers hanno battuto Cleveland 114 a 106 dopo essere stati sotto di 29 punti sul 69-40 e di 24 all'intervallo fra i fischi del proprio pubblico, vincendo il secondo tempo 74 a 37 e firmando la rimonta più grande della storia della franchigia da quando esistono i dati play by play, nonché la più grande della carriera di LeBron James, arrivata nella partita in cui lui è stato soltanto il quarto marcatore dei suoi. Infine la striscia di Shai Gilgeous-Alexander, che dopo 141 partite consecutive sopra i venti punti, la più lunga nella storia della lega, si è fermata a diciassette contro Denver, cioè contro la stessa squadra che a marzo lo aveva visto agganciare Wilt Chamberlain, nella serata in cui Oklahoma City vinceva comunque 96 a 84. Un titolo appartiene solo a chi lo gioca o anche a chi lavora per la società che lo vince? Una rimonta da ventinove punti dice più della squadra che la firma o di quella che la subisce? E una striscia come quella di Gilgeous-Alexander racconta la grandezza di un giocatore o soltanto la sua continuità? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti. -
Ep. 260 - 486 giorni dopo l'ultima volta Tyrese Haliburton è tornato a giocare una partita NBA e gli altri passaggi di oggi 22.10.2026 18mSono passati 486 giorni dal 22 giugno del 2025, quando in gara 7 delle Finals, con il punteggio sul sedici pari e un polpaccio che faceva già male da gara 5, Tyrese Haliburton è caduto in avanti e si è rotto il tendine d'Achille destro, e ieri sera a New Orleans è tornato a giocare con 23 punti e 12 assist nel 123-120 di Indiana sui Pelicans, piangendo poi davanti alle telecamere e spiegando che la cosa che più lo ha fatto sentire di nuovo normale è stata cadere e vedere che nessuno dei suoi compagni si spaventava. Intanto Golden State sonda il mercato per Kristaps Porzingis, che a trentun anni sta valutando se smettere con la pallacanestro mentre convive con la sindrome da tachicardia posturale ortostatica, e che dopo il prolungamento da quaranta milioni firmato in estate resta un contratto in scadenza da muovere. Poi gara 3 delle finali WNBA, vinta dalle Atlanta Dream 97-71 con 21 punti e 12 rimbalzi di Angel Reese e il sorpasso sul 2 a 1, e quello che è successo fuori dal campo con Enes Kanter Freedom, allontanato dallo State Farm Arena dopo avere rifiutato lo skybox che la società gli aveva assegnato per motivi di sicurezza. Infine un passaggio su La Stampa, che con la firma di Domenico Latagliata dedica un pezzo a TWENTYFOUR. Un rientro come quello di Haliburton conta per quello che aggiunge alla squadra o per quello che racconta a chi guarda? Decidere di smettere è più difficile quando il corpo ha ceduto del tutto o quando ci si sente sani? E chi racconta lo sport deve dare conto di chi cerca attenzione o deve semplicemente ignorarlo? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti. -
Ep. 259 - i nuovi Sixers dei Fab Four hanno rovinato la festa ai Knicks campioni in carica e gli altri passaggi di oggi 21.10.2026 17mAl Madison Square Garden i campioni hanno ricevuto gli anelli dalle mani di Walt Frazier e poi hanno perso 106 a 100 contro i nuovi Sixers di LeBron James, Jaylen Brown, Tyrese Maxey e Joel Embiid. Qualche ora prima, a Detroit, i Pistons avevano rimontato 22 punti a Boston con un parziale di 23 a 0 nell'ultimo quarto, mentre Paul George firmava un debutto da 38 punti, record della franchigia. E a San Antonio Victor Wembanyama ha sbagliato i primi dodici tiri e ha chiuso uno su tredici dal campo, la peggior serata al tiro della sua carriera, mentre Shai Gilgeous-Alexander arrivava alla centoquarantunesima partita di fila sopra i 20 punti, record nella storia della lega, dove prima di lui c'era Wilt Chamberlain a centoventisei. Intanto l'orario di quella prima palla a due, le tre del pomeriggio sulla costa est e le nove di sera in Italia, che Mark Tatum ha ricondotto alle centoquindici partite in prima serata europea di questa stagione, al nuovo contratto con NBC e al progetto di una NBA Europe entro l'ottobre del 2027. Infine i due banner saliti al Garden, quello del titolo e quello dell'NBA Cup del dicembre 2025, che a gennaio James Dolan aveva detto esplicitamente di non volere appeso, e che adesso sta accanto al titolo di division della stagione 2012-13. Un gruppo messo insieme in un'estate batte un gruppo che ha già vinto insieme, o la continuità vale più del talento aggiunto? Una lega che sposta gli orari per l'Europa lo fa per i tifosi o per il bilancio? E una coppa di metà stagione merita un banner o resta un trofeo di consolazione? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti. -
Ep. 258 - stanotte ricomincia la NBA e gli altri passaggi di oggi 20.10.2026 18mOggi finalmente ricomincia la NBA con tre partite, una alle nove di sera e due nel cuore della notte italiana. All'una Philadelphia arriva al Madison Square Garden nella sera in cui i Knicks ricevono l'anello del primo titolo dal 1973, cinquantatré anni dopo l'ultimo, con LeBron James che dall'altra parte del campo apre la ventiquattresima stagione della sua carriera, un numero che nessuno aveva mai raggiunto prima che lui superasse le ventidue, e che si capisce meglio sapendo che Nick Nurse è l'undicesimo allenatore che ha avuto e che in stagione regolare ne ha affrontati centoquarantuno diversi. Intanto, in casa delle Valkyries, le Atlanta Dream di Karl Smesko hanno pareggiato le Finals WNBA vincendo 79 a 65 con 30 punti e 16 rimbalzi di Angel Reese e un terzo quarto chiuso 21 a 9, in una partita dove le due squadre hanno tirato con la stessa percentuale dal campo e la differenza l'hanno fatta i quattordici tiri liberi in più segnati dalle Dream, e dove Cecilia Zandalasini era in quintetto come in gara 1. Infine Los Angeles, dove i Lakers hanno tagliato Dalton Knecht, la loro prima scelta del draft 2024, tenendo in squadra Jaden Hardy e Bronny James nella prima stagione in cui LeBron non fa più parte di quella franchigia e la scelta su suo figlio l'hanno fatta soltanto i dirigenti. Una città che ha aspettato cinquantatré anni festeggia il titolo o la fine dell'attesa? In una finale fra due squadre che tirano male vince chi prende i rimbalzi o chi va di più in lunetta? E se una chance a Bronny James gliela danno i Lakers, possiamo dargliela anche noi o resterà sempre il figlio di suo padre? Nella parte finale della puntata salutiamo Maurizio Cremonini, per più di trent'anni formatore degli istruttori di minibasket della Federazione Italiana Pallacanestro, e Anna Mellano, diciassette anni, atleta del Basket Venaria e azzurra dell'Under 15, scomparsi entrambi ieri. Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti. -
Ep. 257 - Ben Simmons si è rotto il tendine d'Achille nel giorno in cui usciva il documentario sul suo ritorno in campo e gli altri passaggi di oggi 19.10.2026 18mBen Simmons si è rotto il tendine d'Achille destro durante un allenamento, nello stesso giorno in cui su ESPN andava in onda il documentario che raccontava il suo ritorno, e dopo una settimana in cui il corpo sembrava finalmente avergli dato ragione. Intanto, il sindacato dei giocatori prepara i suoi a uno sciopero per smontare il secondo apron, quella soglia di spesa che il sindacato stesso ha firmato tre anni fa e che oggi spinge la squadra campione in carica a smontarsi da sola, mentre la lega risponde con numeri che il sindacato riconosce corretti. Infine LeBron James apre bocca per la prima volta sull'elicottero che lo porta da New York al centro dei Sixers a Camden, lo definisce «solo un altro modo di trasporto. Una carriera interrotta dal corpo o una carriera che non è mai riuscita a cominciare? Il secondo apron difende l'equilibrio del campionato o punisce chi lo vince? Un elicottero è un mezzo di trasporto come gli altri o un privilegio a cui nessuno ha messo un prezzo? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti. -
Ep. 256 - da domani la WNBA incorona una squadra che non ha mai vinto un titolo e gli altri passaggi di oggi 16.10.2026 10mDomani sera, alle nove e mezza italiane, al Chase Center di San Francisco comincia una finale WNBA che consegnerà il trofeo a una squadra che non lo ha mai alzato, perché negli ultimi quattro anni se lo erano diviso soltanto Las Vegas e New York e quest'anno sono uscite tutte e due spazzate via per 3-0: da una parte ci sono le Golden State Valkyries di Natalie Nakase, nate nel 2025 e già seconde con trentadue vittorie, con Cecilia Zandalasini in quintetto; dall'altra l'Atlanta Dream di Karl Smesko, che fino a due anni fa allenava un programma universitario della Florida e che ha riportato quella squadra in finale per la prima volta dal 2013, con Angel Reese, Rhyne Howard e Jordin Canada. Intanto a San Francisco Kristaps Porzingis, fermo a tempo indeterminato per un problema di salute che nessuno ha reso noto, ha dovuto pubblicare un secondo messaggio dopo quello in cui raccontava di stare lavorando con i medici, per smentire di avere l'HIV o l'AIDS, cioè una malattia che nessuno gli ha mai diagnosticato e che su internet qualcuno aveva deciso per lui, trentacinque anni dopo la conferenza stampa con cui Magic Johnson cambiò il modo in cui quella malattia veniva raccontata. Infine ESPN, che ha ufficializzato l'arrivo di Jason Kidd e di Jeremy Lin dietro al microfono, e il secondo ha annunciato la cosa su Instagram pubblicando la schermata della sua pagina LinkedIn aggiornata, con sopra scritto che non è più disoccupato. Chi vincerà per la prima volta nella sua storia il titolo WNBA tra Valkyries e Dream? Fin dove arriva il diritto del pubblico di sapere che cosa ha un atleta che sta male? E un ex giocatore dietro al microfono porta davvero qualcosa che un giornalista non ha? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti. -
Ep. 255 - il primo Presidente della Repubblica a vedere una partita di basket e gli altri passaggi di oggi 15.10.2026 9mIl 26 novembre, alle otto di sera, al PalaEur di Roma, Sergio Mattarella siederà in tribuna per Italia-Turchia, terza giornata della seconda fase delle qualificazioni ai Campionati del Mondo del 2027, e secondo il comunicato della Federazione Italiana Pallacanestro non era mai accaduto prima che un Presidente della Repubblica assistesse a una partita di pallacanestro: sarà in quell'impianto costruito da Pier Luigi Nervi per le Olimpiadi del 1960 dove la nazionale non mette piede dall'agosto del 2007, davanti a una Turchia già qualificata e imbattuta allenata da un uomo che in Italia ha lavorato a Siena e a Bologna, mentre gli azzurri di Luca Banchi difendono un solo punto di vantaggio sulla Lituania. Intanto Adam Silver ha annunciato che il pallone con il microchip potrebbe debuttare nelle partite ufficiali NBA già dalla prossima stagione, con un sensore da un grammo che registra rotazione e traiettoria e che permetterà agli arbitri di capire se un dito ha sfiorato la palla prima che uscisse, mentre i sensori da far indossare ai giocatori restano fermi perché il sindacato teme che quei dati finiscano nelle trattative per i contratti. Infine Miami, dove Amar'e Stoudemire si è diplomato all'accademia di polizia dopo dieci mesi e mezzo di corso, ottocentoquarantotto ore di lezione e un esame di stato da duecento domande, e andrà a lavorare nella polizia scolastica della contea. Un capo dello Stato in tribuna può motivare gli atleti in campo? Un pallone che registra tutto rende le partite più giuste o toglie agli arbitri l'ultima parola? E un campione che a quarantatré anni ricomincia da zero lo fa per vocazione o perché la vita dopo il campo va riempita in qualche modo? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti. -
Ep. 254 - alcuni proprietari NBA hanno chiesto a Pablo Torre di indagare sull'elicottero di Fanatics che usa LeBron James e gli altri passaggi di oggi 14.10.2026 10mPablo Torre, il giornalista che lo scorso maggio ha vinto il premio Pulitzer per l'inchiesta sull'aggiramento del tetto salariale dei Los Angeles Clippers, costata a quella società trenta milioni di multa, cinque scelte al primo giro e le sospensioni del proprietario e di due dirigenti, ha annunciato martedì di stare guardando la storia dell'elicottero con cui LeBron James fa la spola fra la sua casa di New York e il centro di allenamento dei Sixers a Camden: un Leonardo AW139 con i colori di Fanatics, messo a disposizione da una clausola di aviazione contenuta nel contratto pubblicitario che il giocatore ha firmato con quell'azienda, i cui voli sarebbero già stati più di una dozzina nella sola prima parte di ottobre, e la cosa che rende tutto questo una notizia è che a segnalargliela, racconta Torre, sono stati alcuni proprietari NBA. Intanto a Boston Payton Pritchard ha firmato un'estensione da due anni e 44,2 milioni di dollari e ha accompagnato la firma con una frase sola, cioè immaginate se avessi dato retta a quelli che dicevano che non potevo farcela, che per uno scelto con la ventiseiesima chiamata perché considerato troppo basso e che nel 2022 aveva chiesto di essere scambiato perché non giocava, racconta parecchio. Infine Las Vegas, dove Steve Kerr ha rivelato che nel 2004 entrò nell'ufficio di David Stern insieme a un uomo che voleva fondare lì una squadra, e si sentì rispondere che non se ne parlava nemmeno per via del gioco d'azzardo. Un'azienda che paga i voli di un giocatore gli sta facendo pubblicità o sta aiutando la sua squadra? Firmare per meno di quanto si potrebbe prendere altrove è lealtà o prudenza? E una lega che vent'anni fa rifiutava Las Vegas per le scommesse e che oggi ci torna con una franchigia da dieci miliardi ha cambiato idea o ha cambiato affare? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti. -
Ep. 253 - che fine ha fatto Kristaps Porzingis e gli altri passaggi di oggi 13.10.2026 11mKristaps Porziņģis manca dai Golden State Warriors da due settimane, non è partito con la squadra per il ritiro alle Hawaii e oggi tornerà al Chase Center soltanto per incontrare lo staff medico, mentre Steve Kerr si limita a dire che non ha aggiornamenti e rifiuta di raccontare dove sia stato il suo centro in questo periodo: la malattia non è stata resa nota, si sa che nelle ultime due stagioni il lettone ha convissuto con la sindrome da tachicardia posturale ortostatica, e nessuno ha detto se le due cose siano collegate, in una vicenda che riguarda la salute di una persona prima ancora che il reparto lunghi di una squadra. Intanto Nets, Nuggets, Pacers e Spurs hanno presentato le divise con cui festeggeranno i cinquant'anni dalla fusione fra NBA e ABA, cioè da quando quelle quattro squadre entrarono nella lega pagando 3,2 milioni di dollari a testa, senza diritti televisivi fino al 1979, senza draft e senza diritto di voto, mentre i fratelli Silna, proprietari di una delle due squadre liquidate, rifiutavano i soldi e si facevano dare una fetta dei diritti televisivi per sempre. Infine Chicago, o meglio Salt Lake City, perché la maglia indossata da Michael Jordan in gara 2 delle Finals del 1998 è stata venduta per quattordici milioni di dollari, record assoluto per un cimelio di pallacanestro, tredici giorni dopo il record precedente stabilito dalla maglia di gara 3. Una squadra deve raccontare ai tifosi le condizioni di salute dei propri giocatori o quella è una materia privata e basta? Una lega concorrente che costringe quella maggiore a cambiare è una minaccia o il miglior motore di innovazione che esista? E quattordici milioni per una maglia sono il prezzo di una reliquia o quello di un investimento finanziario? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti. -
Ep. 252 - Cecilia Zandalasini si gioca una finale WNBA da protagonista e gli altri passaggi di oggi 12.10.2026 11mVenerdì notte, alla Michelob Ultra Arena di Las Vegas, le Golden State Valkyries hanno vinto 87-77 dopo un supplementare e hanno chiuso 3-0 la semifinale contro le Aces campionesse in carica, tenendole a sette punti in tutto il terzo quarto, strappando palla ad A'ja Wilson nel momento in cui la partita sembrava decisa e guardando poi il tiro della vittoria di Chelsea Gray uscire dal ferro: una franchigia presentata al Chase Center nell'ottobre del 2023 con cinquanta milioni di dollari e senza nemmeno un nome si ritrova così in finale al secondo anno di vita, e dentro quel gruppo c'è Cecilia Zandalasini, trent'anni, nata a Broni, che un anello WNBA lo aveva già vinto nel 2017 guardandolo dalla panchina e che adesso si gioca il titolo da titolare. Intanto a San Francisco i Warriors hanno blindato Brandin Podziemski con un'estensione da cinque anni e centodieci milioni di dollari, una cifra che fa impressione per un ragazzo da quattordici punti di media e che però, dentro il mercato di oggi, vale poco più di quello che costa un titolare qualunque. Infine Philadelphia, dove VJ Edgecombe, ventun anni e terza scelta assoluta del 2025, si è ritrovato nello spogliatoio più affamato di anelli della lega e ha detto che preferirebbe portare le Bahamas alle loro prime Olimpiadi piuttosto che vincere il titolo NBA. Una squadra di espansione in finale al secondo anno è un caso irripetibile o la prova che il vecchio modello di costruzione è finito? Centodieci milioni per un giocatore da quattordici punti sono una follia o semplicemente il prezzo corrente? E vale di più un anello NBA o la prima qualificazione olimpica nella storia del proprio Paese? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti. -
Ep. 251 - la giocatrice più forte di sempre ha vinto il suo quinto MVP della WNBA e gli altri passaggi di oggi 09.10.2026 10mIeri pomeriggio, alla Michelob Ultra Arena di Las Vegas, A'ja Wilson è salita sul palco della sala stampa dove l'aspettava il quinto trofeo di MVP della sua carriera, allineato accanto agli altri quattro in una fila che nello sport non si vede quasi mai, e sopra la statuetta del 2026 ha appoggiato una corona vera, spiegando che una corona così diventa pesante ma che non per questo deve cadere, non mentre c'è lei: nella WNBA nessuna era mai andata oltre i tre premi, nell'altra lega, la NBA, a cinque o più ci sono arrivati soltanto Abdul-Jabbar, Jordan e Russell, e stasera la stessa giocatrice che ha guidato il campionato per punti, stoppate, efficienza e win shares scende in campo in quel palazzo per evitare l'eliminazione da campionessa in carica. Intanto in Texas Victor Wembanyama, interpellato sotto una fotografia della sua estate francese, ha detto di voler sostenere le proteste studentesche che da settembre attraversano il suo Paese, ricordando che non molto tempo fa stava in quella posizione anche lui e che essere riuscito a scappare da quel sistema è stata soprattutto una questione di fortuna. Infine Madrid, dove l'Atlético ha annunciato l'ingresso di Shai Gilgeous-Alexander nel proprio gruppo di proprietà, un nome che si aggiunge alla fila già lunga di stelle NBA che hanno comprato un pezzo di calcio europeo mentre la loro lega, in Europa, continua a sentirsi rispondere no. Cinque premi di MVP in nove stagioni fanno la più grande di sempre o il confronto con chi ha giocato prima resta? Un atleta che è riuscito a uscire da un sistema deve usare la sua voce per chi è rimasto dentro o deve tenersi fuori dalla politica? E un giocatore che compra quote di un club di calcio lo fa da investitore o da tifoso con il portafoglio pieno? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.
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