Smart City

Smart City

Radio 24
Country Italy
Genres News
Language IT-IT
Episodes 30
Latest 21.10.2026

Smart City è un podcast di Radio 24 che esplora il rapporto tra città, tecnologia e sostenibilità. Lo speciale estivo "La transizione ecologica in tempo di crisi" affronta come la pandemia e il conflitto in Ucraina abbiano reso evidente l'importanza dell'indipendenza energetica e delle soluzioni ecologiche. Si parla di gestione dell'acqua, energie rinnovabili, economia circolare, stoccaggio energetico e fusione nucleare. Il podcast collega le crisi geopolitiche, energetiche ed economiche alla ricerca di soluzioni comuni per il futuro.

Episodes

  • Allearsi coi virus per curare il cervello 21.10.2026
    Il cervello non è protetto solo fisicamente da una robusta scatola cranica, ma anche chimicamente dalla cosiddetta barriera emato-encefalica, una sorta di filtro chimico intelligente che fa passare solo quello che conosce o che è abbastanza bravo da ingannarla.Ma un ricerca pubblicata su Advanced Healthcare Materials ha dimostrato che è possibile, per ingannare le difese chimiche del cervello, usare dei batteriologi, cioè dei virus non patogeni (attaccano solo i batteri) già diffusi in modo ubiquitario nel nostro organismo e già oggi usati (seppure non esattamente gli stessi) in alcune terapie antibiotiche dove quelle tradizionali non funzionano più. Opportunamente ingegnerizzati e caricati con i farmaci giusti, questi virus possono infatti agire da cavalli di troia portando il loro carico terapeutico esattamente là dove serve.Prof. Alberto Danielli, responsabile del laboratorio di Biotecnologie Molecolari del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna.
  • Combattere la crisi idrica col fotovoltaico galleggiante: il caso del Lago Trasimeno 20.10.2026
    C’è a chi l’idea piace e chi urla allo scandalo. Resta che la crisi idrica del Lago Trasimeno è feroce. Siamo a 2 metri sotto il livello idrometrico in un lago con una profondità media di poco più di 4 e la proposta di intervenire con impianti fotovoltaici galleggianti per ridurre l’evaporazione,  che è una delle cause principali della crisi, avrebbe un’indubbia efficacia: nel caso del Trasimeno si parla di almeno 2 metri cubi d’acqua risparmiati per ogni metro quadro di pannelli, su questo la letteratura scientifica è chiara.Non una soluzione di tutti i problemi, ma una opportunità per ridurre la crisi del più grande lago del Centro Italia producendo energia rinnovabile (tra l’altro il FV galleggiante è più efficiente di quello sulla terraferma), rilanciando la pesca e aprendo anche alcuni inediti scenari turistici, grazie alla possibilità di inserire “paesaggisticamente” gli impianti galleggianti, come si è fatto nel bacino della diga di Hapcheon in Corea del Sud, coi suoi campi fotovoltaici galleggianti a forma a fior di prugno.Ospite Fabio Roggiolani, cofondatore di Ecofuturo e promotore dell’iniziativa.
  • Fotovoltaico galleggiante: a che punto siamo? 19.10.2026
    Se è vero che il fotovoltaico richiede superfici estese, ponendo sfide legate al consumo di suolo e alla tutela del paesaggio, è pur vero che il mare e i bacini di acqua dolce rappresentano un territorio pressoché inesplorato dal punto di vista energetico, dove impianti fotovoltaici a pelo d’acqua possono trovare sia spazio che condizioni favorevoli, grazie alla capacità dell’acqua di mitigare i picchi di temperatura che causano perdite di efficienza ai pannelli, i quali a loro volta riducono l’evaporazione.Una recente pubblicazione scientifica ha riportato dati sorprendenti relativamente a un grande impianto fotovoltaico flottante situato a Taiwan, in una baia protetta con acque molto basse, che avrebbe prodotto il 12% più energia di un analogo campo fotovoltaico posto posto su terra ferma nelle immediate vicinanze. Numeri più alti di quelli normalmente presenti in letteratura e che tuttavia suggeriscono l’esistenza di nicchie particolarmente favorevoli a questa tecnologia.Giuseppe Marco Tina, Professore di Sitemi elettrici per l’energia dell’Università di Catania al Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Elettronica e Informatica.
  • FIRE-BOX: la lotta agli incendi parte dalla conoscenza 15.10.2026
    Dove può propagarsi più rapidamente un incendio? Quali territori sono maggiormente esposti? Dove intervenire con diradamenti per ridurre il rischio? Se il numero di incendi è diminuito rispetto ai picchi degli anni ’80, è grazie a una maggiore prevenzione. Negli ultimi 10 anni si è registrato un notevole incremento degli ettari bruciati e dei “super-incendi”, alimentati dalle ondate di calore e dalla siccità accentuati dal cambiamento climatico. Anche la geografia degli incendi è in evoluzione, perciò lo storico degli incendi non è più sufficiente a programmare le attività di prevenzione. Da qui il progetto FIRE-BOX, coordinato dall’Università Statale di Milano, che ha prodotto un database nazionale degli incendi, una mappa nazionale dettagliata dei combustibili, e un tool che permette costruire simulazioni di incendi e di propagazione del fuoco, già applicato a 6 parchi nazionali e ora a disposizione di tutte le PA. Ne parliamo con Giorgio Vacchiano, docente di Gestione e pianificazione forestale al dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano e coordinatore del progetto.
  • Si piega ma non si spezza: dall’IIT un nuovo processo per piegare il legno 14.10.2026
    Immaginate di poter rendere il legno temporaneamente flessibile e modellabile, come accade coi metalli e con le plastiche. Oggi è qualcosa che richiede processi altamente energivori basati su una lenta “cottura a vapore” che ammorbidisce la lignina. Almeno finora, perché l’IIT ha sviluppato e descritto in un articolo su Nature un processo per modellare il legno completamente nuovo e nettamente più sostenibile. Alla base del nuovo processo c’è il Cyrene™, un solvente green di nuova concezione, derivato dalla stessa cellulosa presente nelle piante, che diluito opportunamente si è dimostrato capace di ammorbidire anche la componente più tenace del legno: i cristalli di cellulosa. Le applicazioni sono potenzialmente moltissime, in settori quali il design e l’arredamento, la liuteria e il mondo dei giocattoli. Ce ne parla Athanassìa Athanassìou, Vice Direttrice Scientifica dell'Istituto Italiano di Tecnologia e coordinatrice dell'unità Smart Materials nonché della ricerca in questione.
  • Nasce l’Olona Hydrogen Valley… e c’è il rischio che funzioni davvero 13.10.2026
    In questa puntata vi portiamo sulle sponde del fiume Olona, un tempo culla della rivoluzione industriale italiana e oggi cimitero di insediamenti industriali abbandonati. E dove settimana scorsa, a Cairate in provincia di Varese, è stata ufficialmente inaugurata l’H2 Olona Hydrogen Valley, una delle prime ad aver avviato gli impianti e ad essere in produzione dopo quella di Trecate. Detto che queste infrastrutture, nate dalla spinta del PNRR, sono una novità in Italia, l’Hydrogen Valley di Cairate si presenta come un piccolo gioiello, che ha tenuto insieme tanti obiettivi diversi: il rilancio di un’area industriale dismessa, un gran numero di sinergie industriali avviate con mondi che vanno dallo storage alla depurazione delle acque, e un modello di business che promette di essere sostenibile sul lungo periodo. Insomma: c’è il rischio che funzioni davvero. Ne parliamo con Lisa Manieri - Strategic Development & Project Manager di EXPAND.
  • Città spugna e reti colabrodo: la sfida per salvare l'acqua e proteggere l'Italia dal clima che cambia 12.10.2026
    Mentre il cambiamento climatico impone una trasformazione radicale dei centri urbani, l'Italia si scopre fragile: oltre il 90% dei Comuni è a rischio idrogeologico. Come possiamo trasformare le città per assorbire la pioggia se le nostre condotte perdono, in media, più del 40% dell'acqua potabile prima ancora che arrivi ai rubinetti? A Smart City solleviamo il tema delle opere strutturali urgenti e dei colli di bottiglia burocratici che bloccano i cantieri da nord a sud, partendo dalla complessità di una capitale come Roma. Ne abbiamo parlato con Erasmo D'Angelis, Presidente della Fondazione EWA (Earth and Water Agenda), in occasione della conferenza “Città nel futuro 2030–2050” a Roma.
  • Turbo GEMS :un’idea per sconvolgere il turbo e cambiare il volto dei trasporti pesanti 08.10.2026
    In questa puntata parliamo di un’idea, un’intuizione avuta da un giovane studente del politecnico Politecnico di Torino, che ha aperto la strada a un salto di efficienza nei veicoli ibridi a dir poco sorprendente. Parliamo di una rivisitazione del sistema turbo che potrebbe valere, a parità di motore endotermico, un risparmio sui consumi dell’8%, un aumento della potenza fino al 12% o una combinazione delle due - per esempio 10% in più di potenza col 5% in meno di consumi. Sono numeri mostruosi per un comparto maturo come quello automobilistico e ancor di più per l’autotrasporto pesante, dove l’8% di carburante in meno può fare la differenza e dove - e questo è uno dei risvolti più importanti - questo nuovo tipo di turbo potrebbe aprire la strada alla motorizzazione ibrida, oggi quasi inesistente. Ospite Andrea Colletto, (futuro) Ricercatore del dipartimento di Energia del Politecnico di Torino.
  • Edilizia 4.0 e Direttiva Case Green: la rivoluzione del mattone tra digitalizzazione e sostenibilità 07.10.2026
    BIM, prefabbricazione offsite e impatto zero: il futuro delle nostre città passa da una trasformazione radicale del modo di costruire. Ma come si concilia questa rivoluzione tecnologica con un tessuto produttivo fatto per oltre il 90% da piccole imprese legate alla tradizione? E la svolta green significa solo inquinare meno o si tradurrà in un risparmio reale sulle nostre bollette? A Smart City facciamo il punto sulla sfida delle emissioni zero entro il 2050, tra i vincoli della direttiva europea e la realtà dei cantieri. A margine della conferenza “Città nel futuro 2030–2050” a Roma, ne abbiamo parlato con Massimo Angelo Deldossi, Vicepresidente di ANCE con delega a Tecnologia e Innovazione.
  • Un braccio robotico “tuttofare” per il mondo della nautica 06.10.2026
    Torniamo al Salone Nautico di Genova e al mondo della nautica per parlare di CarveLab, start-up con le radici nell’Università di Bologna. L'azienda ha messo a punto un braccio robotico capace, come un sarto che realizza un abito su misura, di rilevare le dimensioni di un componente da sostituire, trasformarle in un progetto e produrre il nuovo pezzo. Per farlo impiega un mix di strumenti e utensili che vanno dallo scanner laser alla fresa, fino alla stampa 3D. CarveHUB Marine, questo il nome del robot “tuttofare”, nasce con l’obiettivo di integrare in una sola piattaforma tutti gli strumenti necessari a realizzare ricambi e componenti custom, oltre a eseguire interventi di retrofitting come quelli volti a digitalizzare le imbarcazioni. La tecnologia serve soprattutto a svolgere attività di prototipazione rapida con componenti di grandi dimensioni, esattamente come richiesto nel settore nautico e in ambiti affini come quello automobilistico e aerospaziale. Ospite Curzio Pagliari, CEO di CARVELAB.
  • Volta Structural Energy: la batteria che scompare nelle pareti 05.10.2026
    Far sparire il pacco batterie di una imbarcazione elettrica all’interno di pareti, pavimenti e separé, trasformandoli in elementi ibridi con una doppia funzione: strutturale ed energetica. Questo è l’obiettivo di Volta Structural Energy, start-up presente al Salone Nautico di Genova che, in un recente caso di studio, ha dimostrato come sia possibile moltiplicare quasi per 10 la capacità delle batterie di una barca senza aggiungere un grammo di peso e senza occupare volume. La start-up, infatti, non si è limitata a riempire di “pile” gli spazi vuoti dei componenti strutturali, ma li ha fusi completamente. Un altro aspetto interessante è la scelta di puntare, oltre che sul litio, anche sulla chimica del sodio, preferita soprattutto per ragioni di sicurezza e tolleranza alle condizioni di funzionamento. Ospite Tommaso Landolfi, CEO e fondatore di VOLTA STRUCTURAL ENERGY S.R.L.
  • Ecco l’intestino artificiale: un “organo in provetta” per sperimentare meglio i farmaci e ridurre i test sugli animali 01.10.2026
    Per quanto ancora necessaria in molti frangenti, la sperimentazione dei farmaci sugli animali è spiacevole e, per di più, non sempre così utile come si vorrebbe: non sempre, cioè, il modello animale rappresenta bene il modello umano. Perciò gli scienziati sono impegnati nella ricerca di alternative, come per esempio l’intestino artificiale sviluppato all’Università di Pisa: un modello di intestino umano ricreato all’interno di un bireattore, dove le cellule dell’intestino vengono coltivate in un ambiente che riproduce non solo il contesto biochimico in cui vivono, ma anche la peristalsi e le sollecitazioni meccaniche a cui sono sottoposte abitualmente, tanto che si organizzano spontaneamente assumendo una struttura che ricorda proprio i villi intestinali. E’ un altro passo verso l’obiettivo dello human on-chip, una sorta di condensato del metabolismo umano in provetta, con cui poter sperimentare i farmaci in vitro senza rischi e in modo sempre più accurato. Ospite Giovanni Vozzi, Prof. del Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione e del Centro di Ricerca "E. Piaggio" dell'Università di Pisa.
  • Dopo i meta-materiali, ecco le meta-strutture 30.09.2026
    Sono chiamate meta-strutture, strutture ingegnerizzate dotate di proprietà particolari che dipendono dalla geometria e dall’architettura interna, e solo in misura minore dai materiali usati per realizzarle. Pensate al cartone da imballaggio: un materiale ottenuto a partire da un materiale flessibile come la carta, eppure rigido grazie all’alternanza di strati piani e ondulati. Le meta-strutture sono qualcosa di ancor più raffinato, legato non alle proprietà statiche - come la capacità di sopportare un peso - ma alle proprietà dinamiche, come per esempio la capacità di isolare dalle vibrazioni o dagli urti. Ed è proprio questo l’obiettivo del progetto R3DEFINE, premiato con un prestigioso ERC Grant. Ospite Riccardo Augello, ricercatore del del gruppo di ricerca MUL2 Politecnico di Torino.
  • Un nuovo materiale due-in-uno per batterie e fuel cell 29.09.2026
    La ricerca sui materiali raramente attira l’attenzione del grande pubblico, eppure è alla base di molte delle innovazioni che stanno cambiando il mondo in questi anni: dal settore energetico alla robotica alla chimica all’elettronica. Questa sera faremo un tuffo in questo mondo andando a Brindisi, al Laboratorio Idrogeno e nuovi vettori energetici dell’ENEA, dove hanno messo punto un nuovo materiale capace di svolgere due funzioni diverse - oggi affidate a componenti distinti - in dispositivi come batterie, fuel-cell ed elettrolizzatori: una semplificazione che potrebbe renderli più economici e semplici da costruire. A rendere ancora più interessante la ricerca c’è che questo materiale è privo di metalli nobili come platino ed iridio. Viene invece ottenuto aggiungendo piccole quantità di metalli comuni a qualcosa che possiamo immaginare come una sorta di feltro composto da fibre sottilissime, ottenute con un procedimento, l’elettrospinning, che ricorda alla lontana il procedimento per fare lo zucchero filato. Ospite Maria Federica De Riccardis, Prima ricercatrice del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili dell’ENEA
  • Progetto VIPER: un fotovoltaico da interni per l’Internet of things 28.09.2026
    Sempre più sensori e altri dispositivi della Internet of things popolano case, uffici e fabbriche: è possibile alimentarli  con la luce artificiale? L’idea di usare il fotovoltaico in ambienti indoor può apparire bislacca e lo sarebbe, se il focus fosse la produzione di energia in sé. Ma non è questo il caso. Il problema è invece come dotare di alimentazione dispositivi che hanno bisogno di pochissima energia per funzionare ma che per essere installati possono richiedere operazioni di cablaggio invasive o anche solo una periodica manutenzione per cambiare le pile. Eccoci allora al progetto VIPER, ideato dalla professoressa Teresa Gatti e finanziato dall’UE con un ERC Grant, mirato a sviluppare una nuova generazione di celle fotovoltaiche capaci di funzionare in modo efficiente con la luce artificiale presente negli ambienti interni, molto diversa dalla luce solare. Ospite Teresa Gatti, Prof.ssa di Chimica per le tecnologie, del Politecnico di Torino.
  • Trasforma la crusca in lardo ma non è un miracolo, è un ERC Grant 24.09.2026
    Trasformare la crusca in lardo: è l’obiettivo di ECOF2AT, progetto finanziato con un ERC Grant ideato dalla professoressa Elena Simone del Politecnico di Torino, la quale si propone di ricavare, da sottoprodotti alimentari come la crusca di riso o i fondi di caffè, alimenti grassi con caratteristiche simili a prodotti tradizionali. Può sembrare strano, ma questi sottoprodotti contengono una certa percentuale di grassi non molto diversi da quelli che si trovano nei prodotti tradizionali, anche se in minore abbondanza, non altrettanto facili da estrarre e bisognosi di qualche aggiustamento. Problemi che ECOF2AT si propone di risolvere. Ce ne parla Elena Simone, professoressa di Ingegneria chimica del Politecnico di Torino.
  • Come eliminare CO2 e produrre idrogeno in un colpo solo 23.09.2026
    Nelle giuste condizioni geologiche, è possibile iniettare nelle rocce profonde acqua satura di CO2 e tirare fuori idrogeno. In altre parole, si sequestra l’anidride carbonica e si produce combustibile green in un colpo solo. Si tratta dell'ultima evoluzione di un filone recentissimo della ricerca, nato meno di venti anni fa dalla scoperta di accumuli di idrogeno sotterraneo, detto idrogeno naturale o idrogeno bianco. Da un lato è partita l’esplorazione geologica alla ricerca di questo tipo di giacimenti; dall’altro si è capito come questo idrogeno si genera e che questa produzione può anche essere stimolata e unita al sequestro geologico della CO2. E oggi esistono anche le prime evidenze sperimentali. Ne parliamo con Chiara Boschi, Prima Ricercatrice dell’Istituto di Geoscienze del CNR.
  • Idrogeno bianco: ecco la prima mappa italiana 22.09.2026
    Non dice ancora dov’è, ma dice dove andare a cercarlo: è la prima mappa dell’idrogeno bianco (o idrogeno naturale) in Italia, stilata dall’Istituto di Geoscienze del CNR. Arriva a quindici anni dalla scoperta del tutto casuale dell’idrogeno bianco, che si accumula in particolari condizioni nel sottosuolo e che può essere estratto come qualunque altro gas. Oggi l’idrogeno naturale viene concretamente estratto e utilizzato in un solo luogo al mondo, un villaggio in Mali, e non è ancora chiaro se si tratti di un caso raro o se, come pensano alcuni, potremmo trovarne ingenti riserve. Ma un dato interessante è che queste si troverebbero in contesti completamente diversi, se non opposti a quelli in cui ci si aspetta di trovare petrolio e altri fossili. Il che, paradossalmente, è un vantaggio per territori che ne sono poveri, proprio come l’Italia. Ne parliamo con Chiara Boschi, prima ricercatrice dell’Istituto di Geoscienze del CNR.
  • Una protesi di valvola cardiaca che cresce insieme al paziente 21.09.2026
    Ogni anno nel mondo vengono impiantate quasi mezzo milione di protesi di valvola cardiaca, di cui circa trentamila in Italia. Numeri che ci parlano di una pratica più che consolidata. Allo stesso tempo, nel corso degli ultimi venti anni, le valvole protesi si sono evolute tantissimo. Ora la frontiera è realizzare protesi destinate a dissolversi, lasciando al loro posto una valvola cardiaca nuova di zecca, fatta dalle stesse cellule del paziente, senza problemi di biocompatibilità e in grado di crescere con l'età. Proprio come quella di cui parliamo stasera, ideata a Palermo e finanziata dal National Institutes of Health. Ce ne parla Antonio D'Amore, professore dell'Università Pittsburg e dell'Università di Palermo; group leader della Fondazione Ri.MED.
  • SPECIALE Q-DAY: il computer quantistico e il destino delle cripto-valute 17.09.2026
    Ultima puntata dello speciale dedicato al Quantum Day: la dedichiamo a Bitcoin e, più in generale, al rischio che un computer quantistico, da qui a 10 o 20 anni, possa compromettere la sicurezza delle cripto-valute. Finora mai nessuno è riuscito a compromettere la sicurezza della blockchain alla base di bitcoin. Quando pure si sono verificati dei furti di cripto-valute, non sono mai avvenuti hackerando la blockchain, ma sempre rubando chiavi private non sufficientemente ben custodite. Un computer quantistico abbastanza potente potrebbe invece fare proprio questo: hackerare una blockchain e svuotarla. Come abbiamo visto nelle puntate precedenti, esistono forme di crittografia resistenti anche agli attacchi quantistici e nulla vieta di applicarle anche al bitcoin e al mondo delle blockchain. Ma questo solleva, nel caso delle cripto-valute, una serie di problemi pratici e interrogativi filosofici e politici su cui la comunità del bitcoin non ha ancora trovato un accordo. Ne parliamo con Ferdinando Ametrano, amministratore delegato e cofondatore di CheckSig, Insegna a Sec Parigi Bitcoin e Cripto-asset.

Popular in

The podcast also appears in the podcast charts of these countries.